La guerra politica (nota anche col termine inglese di political warfare) è il termine con cui politicamente si intende il costringere degli oppositore a fare la propria volontà, basandosi su intenti ostili. Il termine politico descrive un'interazione calcolata tra un governo ed un pubblico target per includere il governo, l'esercito e/o la popolazione in generale di un dato governo. Un governo può utilizzare una gran varietà di tecniche per condurre azioni coercitive, talvolta riuscendo ad avere la meglio sul proprio oppositore. Le tecniche includono la propaganda e le operazioni psicologiche..

La guerra politica punta per sua natura a indebolire o distruggere la volontà politica e sociale del paese oppositore ed a forzare il corso delle azioni. La guerra politica è combinata alla violenza, pressioni economiche, sovversione e diplomazia, ma il suo aspetto principale è "l'uso delle parole, delle immagini e delle idee".. La creazione, il dispiego e la continuità di questi metodi possono essere il sostituto dell'azione militare diretta.. Ad esempio, metodi come le sanzioni economiche o gli embarghi sono tesi ad infliggere il necessario danno economico ad una nazione per costringerla a cambiare le proprie politiche. I metodi e le tecniche utilizzati nella guerra politica dipendono dalla visione politica e dalla composizione dello stato. La condotta differirà se lo stato è totalitario, autoritario o democratico..

L'obbiettivo ultimo della guerra politica è di cambiare l'opinione dell'oppositore e le sue azioni in favore del proprio stato, senza utilizzare la forza militare. Questa tipologia di persuasione organizzata o coercizione ha anche dei proposti pratici di salvare delle vite, raggiungendo obbiettivi senza l'uso della violenza. Per questo la guerra politica include "l'arte di incoraggiare amicizie e scoraggiare inimicizie, per ottenere aiuto per una causa e provocare l'abbandono dei nemici"..

Strumenti Pacifici La guerra politica utilizza tutti gli strumenti disponibili ad una nazione per raggiungere i propri obbiettivi ad eccezione della guerra propriamente detta. Il miglior strumento della guerra politica "è la politica stessa",. o più direttamente, "una politica costretta".. La guerra politica si ha "quando le relazioni pubbliche rimangono ottime tra due stati, nello stile della persuasione della diplomazia pubblica e le politiche sono quelle di un potere morbido, senza dare spazio a sentimenti ed azioni". I maggiori successi in questo campo si servono della propaganda. L'essenza di queste operazioni è di agire sotto copertura, con una propaganda "bianca" che venga da fonti sicure. Nel caso della propaganda "grigia", vi è "l'amplificazione semiufficiale della voce del governo". Radio Free Europe e Radio Liberty furono esempi di una propaganda "grigia" durante la Guerra Fredda. La propaganda "nera", invece, è quella propaganda che si origina da fonti non chiare, che spesso appare da fonti disinteressate..

Diversi sono i canali per trasmettere la propaganda. Un sofisticato uso della tecnologia permette di disseminare informazioni ad un vasto numero di persone. Il canale più funzionale rimane sempre quello della parola che include discorsi al pubblico o via radio e trasmissioni televisive. La stampa è altrettanto potente attraverso pamphlets, foglietti, libri, giornali, cartoni politici e articoli di giornali (clandestini o no). La sovversione, l'influenza di agenti, spie, giornalisti e "utili idioti" può essere altrettanto usata per raggiungere lo scopo finale..

Aggressiva

La guerra politica include anche attività aggressive da un attore nei confronti di un altro per avere il controllo su di un altro. Tra gli stati può attivarsi una lotta pari non dichiarata oppure può esserci il complesso di vittimizzazione da parte di uno dei due. Questo rapporto aggressore-vittima può includere anche atti come assassini, attività paramilitari, sabotaggi, colpi di Stato, insurrezioni, rivoluzioni, guerriglie e guerre civili.

Infiltrazione o liberazione straniera si ha quando un governo viene detronizzato da una forza militare straniera o per intervento diplomatico. Il proposito ultimo della campagna è quello di ottenere il controllo sulla struttura politica e sociale dell'altra nazione. La campagna può essere guidata dalle forze nazionali dell'aggressore o da una fazione politica favorevole all'aggressione che già si trovi all'interno dello stato. Paul M. Blackstock descrive tre stadi di coinvolgimento nell'estensione del controllo dell'aggressore sulla vittima:. Penetrazione o infiltrazione: l'infiltrazione politica deliberata di gruppi sociali nello stato vittima da parte dell'aggressore col proposito ultimo di estendere la propria influenza e controllo. L'aggressione spesso si serve di diplomazia e spionaggio.. Disintegrazione forzata o atomizzazione: "è la rottura della struttura politica e sociale dello stato vittima sino a giungere alla disintegrazione del morale nazionale al punto che lo stato non è in grado di resistere ad ulteriori interventi". L'aggressore può esasperare tensioni interne tra gruppi politici, classi, gruppi etnici, religiosi, razziali.. Questo concetto è simile alla strategia divide et impera. Sovversione e defezione: dove la sovversione consiste nel "minare o distaccare la lealtà di un significativo gruppo politico o sociale dello stato vittima, ed il loro trasferimento di lealtà politica o ideologica all'aggressore".. Al posto di puntare ad un totale e diretto trasferimento, l'aggressore può accettare degli stadi intermedi che gli consentano comunque di raggiungere degli obbiettivi, come ad esempio il favore politico degli individui. Si può poi formare una contro-élite costituita da individui influenti e leader chiave per legittimare la permanenza di un nuovo regime nello stato vittima. La defezione può essere uno strumento chiave per raggiungere tali obbiettivi, oltre a fornire allo stato aggressore un gran numero di informazioni allo stato aggressore..

Colpo di Stato consiste nel detronizzare un governo tramite l'infiltrazione di gruppi politici, militari e sociali tramite un piccolo settore dello stato. Spesso i punti deboli di uno stato sono i punti critici della sua politica. Per creare un colpo di Stato ad ogni modo possono essere necessarie una serie di premesse:. partecipazione politica limitata ad una piccola porzione della popolazione, indipendenza da controlli esterni o influenze di altri stati nonché potere centrale senza dispersione presso autorità regionali o altri gruppi. Un colpo di Stato utilizza le risorse politiche per ottenere il supporto di uno stato esistente e neutralizzare o immobilizzare quanti siano in grado di opporvisi. Un colpo di Stato è solitamente rapido e mira alla presa del governo, passo dopo il quale la situazione si stabilizza previo il controllo delle comunicazioni e della mobilità. Successivamente, il nuovo governo deve ottenere il consenso delle strutture pubbliche, militari ed amministrative, riducendo il senso di instabilità e insicurezza creatosi all'inizio.. Un colpo di Stato può essere diretto anche da forze nazionali o coinvolgere influenze esterne, come nel caso di liberazioni dall'esterno.

Operazioni paramilitari: la guerra politica può utilizzare anche la violenza su piccola scala con primitive strutture organizzative (ad esempio il sabotaggio) anziché una guerra convenzionale su vasta scala. Tra le attività paramilitari si includono l'infiltrazione e la sovversione, le insurrezioni e la guerra civile.. Insurrezione: un movimento di guerra politica organizzato e protratto nel tempo, disegnato per indebolire il controllo ed eliminare la legittimazione del governo costituito, del potere occupante o di un'altra autorità politica.US Army Counterinsurgency Field Manual FM 3-24 (Department of the Army, dicembre 2006, p. 13. Un'insurrezione è un conflitto interno per mobilitare la popolazione locale per il controllo politico ed ottenere il supporto popolare nei confronti della causa degli insorgenti.US Army, p.20. Le insurrezioni includono obbiettivi politici e militari, con lo scopo di stabilire uno stato strutturato e rivale.. Le insurrezioni sono dei conflitti militari non convenzionali che incorporano una gran varietà di metodi, dall'intimidazione all'assassinio sino alla propaganda. L'insurrezione può mettere in luce anche i disordini e le violenze di un governo, dimostrare l'incapacità di un governo di gestire la sicurezza della sua popolazione, di indebolire, uccidere o intimidire chi vi si oppone, intimidire la popolazione e scoraggiandone la partecipazione, controllando o intimidendo la polizia e le forze militari (che nei limiti delle loro capacità cercano di rispondere agli attacchi degli insorgenti) o creando un governo repressivo così da provocare delle reazioni di rivolta spontanee presso la popolazione.US Army, p.18, 33.

La guerra politica sovietica in Afghanistan L'Unione Sovietica rimane un esempio lampante di come una nazione aggressiva espanda il proprio impero attraverso l'infiltrazione ed il coinvolgimento militare diretto.. Dopo la seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica credeva che l'economia europea si sarebbe disintegrata, lasciando dietro a sé un caos che però avrebbe consentito l'espansione sovietica in nuovi territori. I sovietici iniziarono quindi da subito ad organizzare un sistema di guerra politica per sponsorizzare proteste di massa "spontanee" e politici fantoccio. Mentre molte strutture politiche e sociali del dopoguerra in molti paesi parevano in condizioni disperate, l'Unione Sovietica tramite i partiti comunisti era ben organizzata e capace di prendere il sopravvento sui governi dell'Europa orientale, male organizzati.. Le operazioni clandestine dell'intelligence sovietica e delle forze occupanti sovietiche riuscirono in molti casi ad infiltrarsi nella sfera politica dei nuovi stati satellite.. Per contro, nel 1979, l'Unione Sovietia ancora non era riuscita a penetrare la società afghana dopo aver supportato un colpo di Stato che aveva portato al potere un nuovo governo di stampo marxista. Mentre alcune unità sovietiche erano già pronte a Kabul, altre truppe giunsero nelle altre città provinciali, portando il totale degli uomini dell'Unione Sovietica in Afghanistan tra i 125.000 ed i 140.000. I sovietici ad ogni modo apparvero impreparati alla resistenza afghana che includeva tattiche della guerriglia classica con supporto di altre potenze straniere. Nel 1989 le forze sovietiche decisero di ritirarsi dall'Afghanistan senza aver raggiunto l'obbiettivo.

Nell'antichità

La storia della guerra politica si può rintracciare già nell'antichità. Il generale e stratega cinese Sun Tzu ne colse l'essenza già nella sua opera L'arte della guerra: "Ottenere cento vittorie in cento battaglie non è l'eccellenza più alta; l'eccellenza più alta è sottomettere l'esercito del nemico senza combatterlo… L'esperto nell'utilizzare un metodo per sottomettere l'esercito nemico senza andare in battaglia prenderà le mura nemiche senza lanciare attacchi e schiaccerà lo stato del nemico senza una guerra protratta nel tempo."

Vi sono molti esempi di guerra politica sin dai tempi antichi. Nell'antica Grecia, un famoso esempio è quello del cavallo di Troia, il quale sfruttò uno stratagemma per raggiungere un obbiettivo tattico militare. La propaganda era uno strumento comunemente utilizzato, come pure il teatro greco e la retorica utilizzavano parole ed immagini per influenzare la popolazione nel mondo ellenico. Questa pratica portò allo sviluppo di discorsi pubblici come meccanismo per una guerra politica, maggiore della forza bruta.. Nel medesimo periodo, Alessandro il Grande usò anche le monete con la propria immagine per far accettare anche indirettamente la sua immagine ai popoli sottomessi, legittimandosi come sovrano legalmente autorizzato appunto a coniare moneta nei propri domini..