Questa pagina tratta la storia del Pisa Sporting Club, società calcistica italiana con sede nella città di Pisa, fondata nel 1909.
Storia La nascita e la finalissima Il calcio a Pisa comparve per la prima volta nell'inverno del 1908, sul prato della piazza di San Paolo a Ripa d'Arno, dove alcuni ragazzi cominciarono a dar calci a una palla di stracci, tra due porte create con giacche e cappotti.. Quegli stessi ragazzi fondarono poco dopo la Società Sportiva Etruria, avente per divise alcune camicie biancorosse in onore dei colori del gonfalone cittadino, e iniziarono a usare come campo di gioco il prato del Duomo e la Piazza d'Arme. La prima partita "ufficiale" avvenne proprio in quell'anno contro una compagine livornese, la Libertas: nel campo labronico di Piazza Orlando, i padroni di casa si imposero per 5-0..
Nell'aprile dell'anno successivo, il 1909, quel gruppo di giovani studenti universitari pisani fondarono un nuovo club, creando il Pisa Sporting Club.. Il nome della nuova società venne proposto da Marino Scotti, uno dei fondatori, mentre i colori sociali, inizialmente biancorossi in omaggio ai colori del gonfalone cittadino, divennero definitivamente nerazzurri l'anno successivo, come omaggio all'Inter vincitrice del titolo nazionale 1909-10 e su suggerimento del segretario Ferruccio Giovannini.
I primi giocatori del Pisa furono, quindi, innanzitutto dei giovani studenti che dividevano il proprio tempo fra studio e attività sportiva.. La squadra iniziò a partecipare a competizioni con rappresentative dei capoluoghi vicini, ottenendo il primo successo nel 1911 in un torneo quadrangolare, sconfiggendo la SPES e la Virtus di Livorno e il Lucca F.B.C.. In città esisteva a quel tempo un'altra società calcistica., il Pisa FootBall Club, costituita da alcuni studenti universitari, giocava nel prato del Velodromo Stampace ed è stata la prima squadra cittadina ad affiliarsi alla FIGC, prendendo parte ad alcuni tornei di Terza Categoria toscana dell'epoca. Per evitare confusione con l'altra neonata squadra, il Pisa FootBall Club mutò il proprio nome in Alfea FootBall Club. Nacque subito una forte rivalità tra le due compagini, finché non fu deciso di organizzare uno scontro per scegliere l'unica squadra che avrebbe avuto l'onore di rappresentare la città pisana. Il 28 gennaio 1912 vinse la squadra più giovane, lAlfea venne sciolta e alcuni dei suoi giocatori andarono a completare l'organico del Pisa.. Nel 1912 il massimo girone toscano venne riconosciuto come Prima Categoria e la FIGC ammise direttamente, al primo anno di attività ufficiale, i nerazzurri nella massima serie dell'epoca.. Nel 1913 fu realizzato un più idoneo campo di allenamento e di gioco, venne realizzato dagli stessi giocatori nei pressi della Cittadella: il campo dellAbetone., che sarà utilizzato negli anni a venire dalla compagine cittadina femminile.
Le stagioni 1912-1913 e 1913-1914 si concludono rispettivamente con un terzo e un sesto posto nel girone di Coppa Toscana.. Nel novembre del 1914, sotto la guida del nuovo Presidente Giacomo Picchiotti, arrivano i primi successi, infatti il Pisa si impose sulle altre squadre toscane, vincendo la Coppa Toscana nella stagione 1914-1915 ma, nella seconda fase del torneo, il girone Centro-meridionale, il campionato fu interrotto con i nerazzurri al secondo posto a causa dell'inizio delle attività belliche della prima guerra mondiale.. Nei quattro anni successivi il Pisa si cimentò nei tornei federali di guerra, vinse la Coppa federale toscana nel 1916 e arrivò terzo nel 1917.. Nei primi mesi del 1919 la guerra era finita ma, la federazione doveva ancora riorganizzarsi (i campionati ripresero nel novembre del 1919), fu così deciso di indire il terzo torneo toscano di guerra, chiamato Coppa Olivo, che fu vinto nuovamente dal Pisa..
Nel Campionato Prima Categoria 1919-1920 i nerazzurri vinsero nuovamente la Coppa Toscana inoltre quell'anno, precisamente il 26 ottobre 1919, fu inaugurato il nuovo stadio, l'Arena Garibaldi. Nella stagione seguente il Pisa si presentò con una squadra forte, una società competente, un impianto sportivo moderno e capiente e, soprattutto, con l'ingaggio del grande allenatore József Ging, ex-capitano della nazionale ungherese. Nonostante la squadra favorita per la vittoria del titolo regionale fosse l'U.S. Livorno, che rimase in prima posizione per gran parte del campionato, nella partita decisiva disputata all'Arena Garibaldi, il Pisa superò il Livorno per 3-0 aggiudicandosi così la Coppa Toscana per la quinta volta. Entrambe le squadre passarono alla fase interregionale con il Naples e la Bagnolese e si dimostrarono nettamente più forti delle squadre campane, ritrovandosi in finale per il titolo centro-meridionale. Il 3 luglio 1921 a Bologna la formazione nerazzurra batté i "cugini" amaranto per 1-0. Il Pisa, neocampione Centro-Meridionale disputò la finalissima per il titolo italiano contro la Pro Vercelli, ma il 24 luglio 1921 a Torino non bastò una strepitosa prestazione del portiere nerazzurro Gianni a contrastare i piemontesi: la Pro Vercelli batté il Pisa per 2-1. Inoltre la partita non fu preparata al meglio dagli uomini di Ging, ancora storditi dai festeggiamenti avuti all'Arena il giorno precedente, che influirono sulla prestazione globale della squadra. Ad esempio Poggetti, un terzino, si sentì male durante il viaggio in treno. A fronte di un grave fallo di Rampini della Pro Vercelli su Gnerucci (costretto a uscire dal campo con una tibia fratturata) nonché della criticata scelta di Torino come "campo neutro", il Pisa sporse reclamo a fine gara, che tuttavia fu respinto. Questa la formazione pisana che sfiorò il titolo nazionale 1920-1921: Gianni, Bartoletti, Giuntoli, Gnerucci, Tornabuoni, Viale, Merciai, Colombari, Corsetti, Sbrana, Pera.
Dagli anni 1920 agli anni 1940
A partire dalla stagione 1921-1922, a seguito della riforma dei campionati, vi fu l'istituzione della Prima Divisione a due gironi, e il Pisa fu inserito nel girone B. Per quattro anni la squadra guidata da Ging ottenne ottimi risultati, piazzandosi rispettivamente al terzo, quarto, sesto e quinto posto; questo grazie anche agli innesti di giocatori come Giovanni Moscardini o il portiere Filippo Dovichi. Sebbene il Pisa di quegli anni fosse una delle squadre più forti d'Italia, non ci fu mai il giusto spunto per vincere il girone. Ciò nonostante, il vivaio nerazzurro fu capace di "sfornare" molti giocatori promettenti, tra cui ricordiamo i futuri nazionali Enrico Colombari, Mario Gianni e Sergio Bertoni, nonché il capocannoniere Danilo Sbrana..
Nel campionato 1925-26, in seguito all'abbandono dell'allenatore Ging e alla cessione avventata di alcuni giocatori, la squadra non si dimostrò all'altezza e retrocesse per la prima volta in Prima Divisione (corrispondente nel ventunesimo secolo alla Serie B). Nei primi due anni di Prima Divisione il Pisa si piazzò al 13º posto, riuscendo a salvarsi nelle ultime giornate. Nella stagione 1928-29, in seguito a un'ulteriore riforma dei campionati, la conquista del 5º posto finale non bastò a evitare la retrocessione nella neonata Serie C, in cui la squadra militò per quattro stagioni disputando campionati di centro-classifica..
Nel frattempo l'Arena Garibaldi era stata trasformata in un moderno e razionale campo sportivo in grado di accogliere fino a spettatori. Anche a Pisa, come altrove, era infatti la locale federazione fascista a finanziare e sostenere il fenomeno sportivo, quello calcistico in particolare, grazie soprattutto all'attivo impegno dell'allora presidente nerazzurro, il vicefederale Biscioni. Il nuovo stadio venne ribattezzato Campo del Littorio e fu inaugurato dal vescovo Ercoleni Attuori l'8 ottobre 1931 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III (assiduo frequentatore della tenuta di San Rossore).; fu realizzato su progetto di due ingegneri pisani, Federigo Severini e Giulio Buoncristiani, che intesero conferire alla nuova struttura una linea architettonica tipicamente toscana, sobria e misurata per evitare inopportuni contrasti con le meraviglie della vicina Piazza dei Miracoli. Oltre alla tribuna coperta e alla gradinata gemella, l'impianto comprendeva la pista di atletica e i campi per il tennis e la pallacanestro.
Nel campionato 1933-34 la dirigenza costituì una rosa solida e il nuovo allenatore, l'ungherese György Orth, ripagò la fiducia portando il Pisa al 2º posto e conquistando la possibilità di giocarsi la promozione in un quadrangolare di spareggio con , e Udinese. Nella finale disputata a Roma i nerazzurri batterono i friulani per 3 a 1 e tornarono in Serie B. Seguirono stagioni con esiti alterni fino alla sospensione, dal 1943 al 1946, dovuta alla seconda guerra mondiale..
Nella stagione 1947-48 la squadra concluse al 2º posto, a un punto dal Palermo, il girone C di Serie B ma, il torneo non fu omologato perché due giocatori della affermarono di essere stati pagati dal Palermo per perdere la partita contro i rosanero. L'inchiesta fu comunque archiviata e il Palermo fu promosso in Serie A, proprio ai danni del Pisa. La stagione 1951-52 segnò il ritorno in Serie C dopo tre lustri e, nel giro di un biennio, i nerazzurri si ritrovarono nel campionato di IV Serie.
Nella stagione 1954-1955 la squadra si classificò al quinto posto. A metà della seguente stagione, di ritorno dalla trasferta di Fabriano, il pullman che trasportava il Pisa ebbe un incidente nel quale molti giocatori rimasero feriti, quindi impossibilitati a scendere in campo per diverso tempo. La società si vide allora costretta a disputare partite schierando giocatori del settore giovanile, e il campionato si concluse con un'altra retrocessione. I nerazzurri si ritrovarono a giocare in Promozione.
La società si rinnovò ampiamente, il presidente Enrico Ciaranfi e il segretario Antonio Bellani crearono uno staff competente, affidando al tecnico Umberto Mannocci una squadra "fatta in casa" ma molto solida che, inanellando una vittoria dopo l'altra, risvegliò l'entusiasmo della tifoseria. Il 2 giugno 1957, nell'ultima giornata di campionato, il Pisa secondo in classifica affrontò il capolista.
Il match fu intenso e nervoso ma una rete di Ricoveri permise ai nerazzurri di imporsi per 1 a 0 e di conquistare quindi il meritato ritorno in IV Serie. Il Pisa vinse con largo margine anche il successivo campionato di IV Serie, riconquistando la Serie C..
La scalata fino alla Serie A negli anni 1960
Nella stagione 1963-64 fu eletto presidente Giuseppe Donati che rifondò completamente la struttura della squadra pisana, reduce da qualche buon anno in C, affidandola a Umberto Pinardi. Così, nella stagione successiva (1964-65) il Pisa vinse il campionato con Cervetto e Cosma capocannonieri del raggruppamento: dopo tredici anni la squadra tornò in Serie B..
Furono disputati due campionati di Serie B, dei quali il secondo (1966-67) fu il più travagliato con una salvezza all'ultima giornata in quel di Reggio Calabria, colta grazie a una doppietta di Mascetti che consentì al Pisa di ottenere un pareggio indispensabile..