È stato sindaco di Reggio Emilia dal 13 giugno 2004 al 4 giugno 2013, dove ha ricoperto anche l'incarico di presidente dell'ANCI dal 5 ottobre 2011 al 28 aprile 2013, ministro per gli affari regionali e le autonomie dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 nel governo Letta, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con le funzioni di segretario del Consiglio dei ministri dal 22 febbraio 2014 al 2 aprile 2015 nel governo Renzi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dal 2 aprile 2015 al 1º giugno 2018 nei governi Renzi e Gentiloni e deputato alla Camera dal 23 marzo 2018 al 12 ottobre 2022.

Biografia Figlio di un piccolo imprenditore edile comunista, è cresciuto in una parrocchia della periferia di Rosta Vecchia in Reggio Emilia, imparando i dettami del cattolicesimo democratico "dossettiano".

Dopo aver frequentato il liceo scientifico Aldo Moro a Reggio Emilia, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Modena, e in seguito si è specializzato in Endocrinologia e Malattie del Ricambio fra Stati Uniti d'America, Gran Bretagna ed Israele. È ricercatore all'Università di Modena e Reggio Emilia.

A 22 anni si è sposato con Anna Maria: insieme hanno nove figli (cinque femmine e quattro maschi). È residente a Canali, una frazione di Reggio Emilia.

Carriera politica

Gli inizi dai popolari alla Margherita Negli anni '90 partecipa alle iniziative dei Comitati di don Giuseppe Dossetti in difesa della Costituzione e ha fondato e presieduto l'Associazione Giorgio La Pira con cui ha promosso numerose iniziative culturali e allacciato rapporti di pace con il Medioriente.

Nel 1994 aderisce al Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, appena costituito dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana.

Ha ricoperto il suo primo incarico istituzionale nel 1999, subentrando in consiglio comunale di Reggio Emilia a Giuseppe Davoli, il quale si dimise perché assunse l'incarico di assessore ai lavori pubblici e ai trasporti nella giunta comunale. Graziano Delrio quindi, primo dei non eletti, prese il suo posto come Consigliere Comunale per il PPI.

Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2000 si candida nella lista Partito Popolare Italiano - Rinnovamento Italiano, nella mozione del presidente uscente Vasco Errani, risultando eletto all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna con oltre 4.000 preferenze. Come consigliere regionale dell'Emilia-Romagna ha presieduto la Commissione sanità e politiche sociali.

Nel 2002 Delrio aderisce alla Margherita di Francesco Rutelli, una lista elettorale che divenne un partito raccogliendo il PPI, Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini e I Democratici di Arturo Parisi, dove diventa successivamente segretario provinciale di Reggio Emilia.

Sindaco di Reggio Emilia

Primo mandato Alle elezioni amministrative del 2004 si candida a sindaco di Reggio Emilia, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da La Margherita, Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi, Socialisti Democratici Italiani assieme all'UDEUR e Italia dei Valori. Viene eletto sindaco di Reggio Emilia al primo turno con il 63,2% dei voti (57.850), divenendo il primo sindaco di Reggio Emilia dal 1945 a non aver militato nel Partito Comunista Italiano.

Nel corso del suo mandato, promuove la riqualificazione urbana della città, potenzia le politiche educative e le politiche di sostenibilità, tra le quali la raccolta differenziata dei rifiuti e il piano di estensione delle piste ciclabili.

Secondo mandato

Alle elezioni amministrative del 2009, sostenuto da: Partito Democratico, l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, SEL, i Verdi, i Comunisti Italiani e liste civiche, è stato riconfermato sindaco di Reggio sempre al primo turno con il 52,5% dei voti (47.742).

Durante la campagna elettorale si recò a Cutro insieme ad una delegazione di assessori del PD e del PDL, per stringere un patto di gemellaggio con Reggio Emilia e per rinsaldare i legami esistenti fra le due comunità, malgrado la forte infiltrazione 'ndranghetista nel tessuto imprenditoriale di entrambi i centri.

Vicepresidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) già dal 2005 con la delega al welfare, poi dal 2009 alla finanza locale e al personale, il 5 ottobre 2011 Delrio viene eletto presidente dell'ANCI per acclamazione, succedendo così a Sergio Chiamparino ex sindaco di Torino, dopo una competizione interna al Partito Democratico che lo vide contrapposto al sindaco di Bari Michele Emiliano (quest'ultimo era sostenuto da molti sindaci del meridione, dal presidente di SEL Nichi Vendola, dal segretario del PD Pier Luigi Bersani, Davide Zoggia e Massimo D'Alema, mentre Delrio dalla dirigenza ANCI). Delrio vinse quella competizione che lo portò a divenire presidente dell'ANCI per soli 4 voti all'assemblea ANCI a Brindisi (89 di Delrio contro gli 85 di Emiliano), grazie anche ai sindaci di centro-destra.

È stato membro della Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, presiedendo la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera "L'Italia sono anch'io" promossa da una ventina di associazioni della società civile.

Delrio è stato tra i primi, nonché principali sostenitori dell'allora giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi e il suo movimento dei rottamatori all’interno del PD partecipando ai convegni della Leopolda, appoggiando la sua mozione nelle primarie del centro-sinistra "Italia. Bene Comune", del Partito Democratico del 2013 e del 2017.

Ministro per gli affari regionali

Con la nascita del governo di larghe intese guidato da Enrico Letta, il 28 aprile 2013 giura nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Letta tra PD, Il Popolo della Libertà, Unione di Centro e Scelta Civica. Il 26 giugno, in seguito alle dimissioni del ministro per lo sport Josefa Idem, riceve la delega all'esercizio delle relative funzioni per lo sport.

Durante il suo mandato da ministro per gli affari regionali si è occupato del disegno di legge Delrio, che riforma le province italiane: introducendo le Città metropolitane, il trasferimento di alcune delle funzioni delle Province a Comuni e Regioni, la trasformazione degli organi provinciali in enti di secondo grado, l'abolizione dei compensi e l’elezioni dirette degli organi provinciali; approvata tra marzo e aprile del 2014.

Sottosegretario alla Presidenza e Ministro dei Trasporti

Il 22 febbraio 2014 viene nominato dal Consiglio dei Ministri sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con le funzioni di segretario del Consiglio dei ministri, ottenendo poi le deleghe alla coesione territoriale e allo sport nel governo Renzi.

Il 2 aprile 2015 viene nominato ministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo Renzi, in seguito alle dimissioni del predecessore Maurizio Lupi il 20 marzo scorso per lo scandalo della raccomandazione del figlio, dopo che il suo nome era stato anticipato da diversi giornali. Delrio è il primo Ministro della Repubblica a giurare nelle mani del neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Di conseguenza, lascia vacante l'incarico di Sottosegretario alla Presidenza del Cdm, che verrà preso il 10 aprile dal viceministro dello sviluppo economico Claudio De Vincenti.

A seguito delle dimissioni di Matteo Renzi da Presidente del Consiglio, per la bocciatura della riforma Renzi-Boschi al referendum costituzionale, il 12 dicembre 2016 viene riconfermato alla guida del MIT per il nuovo governo presieduto da Paolo Gentiloni, giurando il giorno stesso nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Elezione a deputato e Capogruppo PD alla Camera

Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale Emilia-Romagna - 17 (Reggio Emilia), sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra in quota PD, risultando eletto deputato con il 35,99% dei voti e superando i candidati del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni (28,41%) e del centro-destra, in quota Lega, Agnese Zaghi (25,79%). Nel corso della XVIII legislatura ha fatto parte delle Commissioni parlamentari Politiche dell'Unione europea (2018-2021), Affari esteri e comunitari (2021-2022) e Difesa (2022), dei comitati permanenti sui diritti umani nel mondo, sull'attuazione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sulla politica estera per il mediterraneo e per l'africa, sulla politica estera per l'America latina e sulla politica estera e le relazioni esterne dell'Unione europea, di cui quest'ultima è stato vicepresidente (2021-2023), e della Delegazione italiana all'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa centro europea, oltre a ricoprire l'incarico di capogruppo del gruppo parlamentare PD a Montecitorio, eletto per acclamazione il 27 marzo 2018 (nonostante inizialmente avesse rifiutato) in nome della collegialità su proposta del segretario reggente del PD Maurizio Martina, e rimasto in carica fino al 30 marzo 2021, quando, a seguito della richiesta del neo-segretario del PD Enrico Letta di eleggere due donne alla guida dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, decide di lasciare l'incarico e appoggiare la proposta di Letta, venendo sostituito da Debora Serracchiani.Alle elezioni primarie del PD del 2019, dopo che alcuni giornalisti ipotizzarono la candidatura di Delrio preferita anche da Renzi, ma smentita da Delrio stesso, sostiene la mozione del segretario uscente Maurizio Martina, ex ministro delle politiche agricole nei governi Renzi e Gentiloni e rappresentante l'area "filo-renziana" del partito, che risulterà perdente arrivando secondo con il 22% dei voti dietro a Nicola Zingaretti (66%).

In seguito all'andamento della invasione russa dell'Ucraina del 2022, Delrio si smarca dalle posizioni atlantiste assunte sia dal PD che dal governo Draghi.

Elezione a senatore Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene candidato al Senato della Repubblica, come capolista della lista Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista nel collegio plurinominale Emilia-Romagna - 01, risultando eletto senatore. Nella XIX legislatura è presidente del Comitato parlamentare Schengen, Europol, e Immigrazione, componente della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari e della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.

Alle primarie del PD del 2023 sostiene la mozione di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ma che risulta perdente venendo sconfitto da Elly Schlein.

Coinvolgimento in vicende giudiziarie Presunta attività di dossieraggio ai danni di Delrio Il 6 aprile 2016 l'allora ministro Delrio è stato vittima di una presunta attività di dossieraggio, nel corso dello scandalo petrolio in Basilicata. Il suo nome viene tirato in ballo in un colloquio tra Gemelli (ex compagno della dimissionaria ministra Federica Guidi) e Valter Pastena. Dalla conversazione emerge l'idea di ricattare il ministro alle infrastrutture del governo PD con delle foto che ritrarrebbero quest'ultimo con degli esponenti di spicco della mafia a Cutro. Pastena afferma a telefono: Tu non ti ricordi quello che io ti dissi, che c'era un'indagine, quelli che hanno arrestato a Mantova, a Reggio Emilia, i Cutresi, quelli della 'Ndrangheta... Chi ha fatto le indagini è il mio migliore amico, e adesso ci stanno le foto di Delrio con questi.

Delrio, appreso di tale intercettazioni ha affermato: "Voglio sapere se questa attività di dossieraggio è vera oppure no. Voglio sapere se la gente - non solo un Ministro - può fidarsi delle Istituzioni. Poi, se vengo attaccato da un comitato d'affari, beh per me è un onore. È una medaglia da mettere sul petto"; e contestualmente ha presentato un esposto alla Procura di Roma. Sarà poi lo stesso Pastena, interrogato dal procuratore di Roma Pignatone, ad ammettere di essersi inventato tutto.