La sua produzione, concentrata nell'arco di quattro anni (1995-1999), è costituita da cinque drammi e un cortometraggio; si è bruscamente conclusa con la sua morte, avvenuta per suicidio, nel febbraio 1999, quando aveva 28 anni.
La sua drammaturgia, a livello estetico e formale, è stata oggetto di una progressiva trasformazione: dopo l'opera di esordio Blasted (1995), che si apre con una scena di impronta naturalista,. accompagnata e seguita da immagini estreme di violenza e di sesso, contestate quasi unanimemente dalla critica britannica, seguono Phaedra’s Love e Cleansed, in cui la dimensione scenica e l'esibizione di crudeltà e tecniche scioccanti occupano ancora un posto notevole, ponendo tuttavia in modo più evidente che "ciò di cui Kane stava scrivendo era l'amore". La svolta "lirica" rappresentata da Crave, con la sua scrittura scarna e poetica, si evolve in senso radicale con l'ultima pièce-testamento, 4.48 Psychosis, basata unicamente sulla parola sganciata dalla dimensione visiva e corporea, che mette in discussione i confini stessi della creazione teatrale e ridefinisce il "rapporto fra testo e performance"..
Del suo lavoro, a lungo identificato con la corrente dellin-yer-face theatre, e successivamente interpretato come poesia o "anatomia della passione",. gli studi hanno posto in evidenza i legami con il teatro classico, elisabettiano e giacomiano, per giungere ad annoverarla, specie per il suo 4.48 Psychosis, fra gli esponenti del teatro postdrammatico. I temi trattati da Kane nelle sue opere riguardano essenzialmente questioni esistenziali, come "il posto dell'uomo nell'universo e la relazione con Dio, l'amore come ossessione, l'appagamento sessuale sia estatico che distruttivo", la brutalità umana.Graham Saunders, ‘Out Vile Jelly’: Sarah Kane's ‘Blasted’ and Shakespeare's ‘King Lear’, in New Theatre Quarterly (NTQ), vol. 20, n. 1, 2004, p. 77, DOI:10.1017/S0266464X03000344
Biografia Sarah Kane nacque il 3 febbraio 1971 a Brentwood, nell'Essex, secondogenita di Peter Terence Kane e di Jeannine Potter, entrambi giornalisti. La madre abbandonò la professione dopo la nascita del primo figlio Simon..
Crebbe a Kelvedon Hatch, vicino a Brentwood, e frequentò la Shenfield School. I suoi genitori, di fede evangelica, le impartirono un'educazione religiosa. All'età di 17 anni, dopo essere stata una fervente cristiana, Sarah rifiutò la religione. Ai critici che in seguito l'avrebbero tacciata dell'uso di un'eccessiva crudeltà nei suoi drammi avrebbe risposto: "La lettura che ho fatto nei miei anni formativi è stata l'incredibile violenza della Bibbia. Era pieno di stupri, mutilazioni, guerre e pestilenze".
Dimostrò interesse per il teatro fin dall'adolescenza; recitò con il gruppo teatrale giovanile di Basildon e diresse alcune produzione scolastiche, tra cui L'orso di Cechov e Oh, What a Lovely War di Joan Littlewood. Mentre studiava all'Università di Bristol, dove nel 1992 si laureò con lode in recitazione, interpretò Bradshaw in Victory di Howard Barker. Diresse opere di Shakespeare, Caryl Churchill, Samuel Beckett e Franca Rame..
Carriera teatrale I primi monologhi
Kane iniziò a scrivere durante gli studi a Bristol (1989-92), producendo tre monologhi di venti minuti ciascuno (Comic Monologue, What She Said e Starved), ancora inediti per volere degli eredi dell’autrice che ne hanno vietato anche la rappresentazione, raccolti in seguito sotto il titolo di Sick e messi in scena nel 1991-1992 all'Edinburgh Festival Fringe e nell'agosto 1993 in una serata chiamata Sick al New End Theatre di Hampstead..
Avevano tutti per protagonista una donna ed erano scritti in prima persona, spesso recitati in scena dalla stessa Kane. Comic Monologue trattava di una violenza sessuale compiuta da un uomo sulla sua ragazza; What She Said, dal titolo di una canzone degli Smiths, aveva per protagonista una bisessuale, divisa fra i suoi due amanti, Deb e Howard. L'ultimo della trilogia, Starved, era incentrato sul comportamento ossessivo di un bulimico.
Fu al Festival del 1992 che Kane vide per la prima volta Mad di Jeremy Weller, un'opera realizzata all'interno di un progetto sulla malattia mentale, nel quale nove donne, contattate attraverso un annuncio sul giornale, raccontavano le loro esperienze, affiancate da due attori professionisti. Questo approccio teatrale colpì Kane profondamente: "Mad mi ha portato all'inferno [...] E la notte in cui l'ho visto ho preso una decisione sul tipo di teatro che volevo realizzare: esperienziale.".
Nel 1992 si iscrisse ad un corso di specializzazione in scrittura teatrale all'Università di Birmingham, tenuto dal drammaturgo David Edgar.. Ne restò ben presto delusa, perché, oltre ad odiare la città in cui per un anno dovette stabilirsi, si sentiva un'estranea: quello frequentato "era un corso accademico e non volevo diventare un'accademica".
Blasted (1995)
Nel luglio del 1993, mentre studiava a Birmingham, Kane scrisse e mise in scena la bozza della prima metà di Blasted, diretta da Pete Wynne-Wilson, e venne notata da Mel Kenyon, dell'agenzia Casarotto-Ramsey, divenuta successivamente la sua agente. Nel gennaio 1994, l'opera venne presentata alla Royal Court, e debuttò in forma completa nel gennaio 1995, per la regia di James Macdonald..
Il dramma inizia con una coppia che si incontra nella stanza di un albergo di lusso a Leeds. Ian è un giornalista quarantacinquenne, malato di cancro terminale ai polmoni, che tenta di persuadere Cate, una ventunenne con deficit intellettivo, con cui ha avuto una relazione quando era ancora un'adolescente, a fare sesso con lui. Per convincerla la sottopone a pressioni fisiche e manipolazioni psicologiche di vario genere, finendo, durante la notte, per violentarla, un atto che Kane sceglie di non rappresentare. Al mattino, mentre Cate è in bagno, un soldato armato irrompe nella stanza e subito dopo una bomba esplode e distrugge parte della camera. In un crescendo di efferatezze, rievocando i crimini visti e commessi in guerra, il soldato rende a sua volta Ian la sua vittima, sodomizzandolo, cavandogli gli occhi, e poi suicidandosi. Cate fa ritorno nell'hotel una prima volta con una bambina, di cui, una volta morta e seppellita sotto le assi del pavimento, Ian, solo, accecato e in preda alla fame, si ciba. Al suo successivo ritorno, trovato il cibo di cui aveva bisogno, Cate condivide le provviste trovate con lui, che finalmente la ringrazia.
L'opera, che traccia parallelismi fra la violenza domestica consumata in un albergo in Gran Bretagna e la guerra in Bosnia, presentando scene di stupri, sodomia, cannibalismo e brutalità, creò il più grande scandalo teatrale a Londra dai tempi della scena della lapidazione del bambino nello spettacolo Saved di Edward Bond, un autore che Kane ammirava profondamente.
Il giorno dopo il debutto, commentato come uno dei più controversi di tutti i tempi, la ventitreenne drammaturga di cui pochi avevano sentito parlare era sulla prima pagina di molti quotidiani, "sparata dal nulla alla notorietà".. Tra i pochi giudizi positivi ricevuti, vi furono quelli di Edward Bond e di Harold Pinter..
Skin (1995) Sei mesi dopo il suo contestato debutto, Kane portò a termine la sceneggiatura di un cortometraggio di circa undici minuti, Skin, che descriveva una relazione violenta tra una donna nera e uno skinhead razzista. Diretto da Vincent O'Connell, un caro amico di Kane, venne interpretato da Ewen Bremner, noto per il suo ruolo di Spud nel film Trainspotting (1996) di Danny Boyle; proiettato per la prima volta al London Film Festival nell'ottobre 1995, fu trasmesso due anni dopo da Channel 4, nel giugno 1997, provocando polemiche a causa del suo contenuto violento.
Phaedra's Love (1996)
Nel maggio 1996 Kane, su incarico del Gate Theatre di Londra che le suggerì di ispirarsi ad un dramma classico, produsse il suo secondo lavoro, Phaedra's Love (L'amore di Fedra), dall'opera teatrale Fedra di Seneca, ma con un'ambientazione calata nel presente.
Kane motivò questa sua scelta con due ragioni: l'opera trattava di "una famiglia reale sessualmente corrotta", rendendola, a suo avviso, molto contemporanea; il personaggio di Ippolito, pur fisicamente bello e casto, le sembrò un personaggio poco attraente, "un puritano, un odiatore dell'umanità", che pensò di ridefinire in questo modo: "il mio Ippolito persegue l'onestà, sia fisicamente che moralmente, anche quando ciò significa che deve distruggere se stesso e tutti gli altri. La purezza del suo odio per se stesso lo rende molto più attraente come personaggio rispetto all'originale verginale"..L'importanza attribuita da Kane all'onestà è ribadita in un'intervista in cui, interrogata su quale sia il problema sociale che più la assilla, risponde: "La disonestà. Che inizia a farsi sentire quando si vieta ai bambini di piangere. E detesto il pubblico che a teatro applaude e poi commenta che è stata una schifezza. Viva le partite di calcio dove si urla liberamente il proprio stato d'animo." Cfr.: Rodolfo Di Giammarco, Sarah Kane "Io, Hooligan del teatro", in La Repubblica, 2 aprile 1997.
In questa rielaborazione del mito della passione di Fedra per il figliastro Ippolito, è quest'ultimo, piuttosto che Fedra, ad assumere il ruolo centrale;. inoltre, mentre in Seneca la crudele uccisione di Ippolito viene narrata da un messaggero, in Kane diventa parte integrante della scena, il supplizio mostrato dettagliatamente al pubblico.
Ippolito è rappresentato da Kane come un obeso annoiato, un nichilista privo di valori che vive autorecluso in una stanza, guardando la televisione, giocando con le macchinine telecomandate, nutrendosi di patatine fritte e hamburger e consumando rapporti sessuali con uomini e donne, senza mai esprimere emozioni, attendendo che succeda qualcosa. Fedra, che ne fa oggetto del suo amore ossessivo, nonostante il suo medico, la figlia Strofe e lo stesso Ippolito cerchino di convincerla a rivolgere altrove i suoi sentimenti, si suiciderà dopo aver provato, inutilmente, a conquistarlo, ed essere rimasta ferita dalla sua insensibilità e crudeltà emotiva. Il biglietto da lei lasciato, in cui accusa ingiustamente Ippolito di averla violentata, rappresenterà per lui l'occasione che cercava da tempo per dare un senso alla sua vita, senza più aspettare di "riempire il tempo". Anziché discolparsi, accetterà la sua fine, messa a segno da una folla inferocita che lo lincerà e gli strapperà i genitali, mentre il padre lo finirà sventrandolo con un coltello e gli avvoltoi divoreranno il suo corpo.
Come in Blasted, anche in questo caso la critica accolse negativamente l'opera, ritenendo eccessivo e ingiustificato l'uso della violenza. Nell'Introduzione al volume Complete Plays di Sarah Kane, David Greig osserva come questa sia la prima commedia di Kane che tratta esplicitamente quello che sarebbe diventato il suo tema principale, l'amore..
Su invito del suo amico e collega drammaturgo Mark Ravenhill, conosciuto dopo lo scandalo che accompagnò Blasted, nell'agosto del 1996 Kane divenne scrittrice residente presso Paines Plough, una compagnia sperimentale, dove conobbe e lavorò con diversi scrittori emergenti.
Nell'ottobre 1997 tornò al Gate Theatre per dirigere Woyzeck di George Büchner, da lei ritenuta "una delle più grandi opere teatrali mai scritte"..
Cleansed (1998) Nel 1998 presentò al Royal Court Theatre Downstairs di Londra la sua terza opera, Cleansed, diretta da James Macdonald. Il ruolo di Grace, a causa di un infortunio di Suzan Sylvester che doveva interpretarlo, venne assunto dalla stessa Kane.. Kane affermò di aver trovato ispirazione dalla lettura dell'opera di Roland Barthes Frammenti di un discorso amoroso, nel passaggio in cui l'autore affermava che la situazione di un amante rifiutato era simile a quella di un prigioniero a Dachau: la perdita di un amore poteva recare la perdita di sé..