La Coppa del Mondo di rugby femminile 1998 (; ) fu la 3ª edizione della Coppa del mondo di rugby a 15 femminile per squadre nazionali, nonché la prima organizzata dall’International Rugby Board, l’organo di governo del rugby a 15 mondiale oggi noto come World Rugby; per circa dieci anni dalla sua istituzione quella in oggetto fu considerata la 1ª Coppa del Mondo fin quando l’IRB non ne ufficializzò anche il palmarès delle edizioni 1991 e 1994 non tenutesi sotto la sua egida.

Si tenne tra 16 squadre nazionali dal 1º al 16 maggio 1998 ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e tutti gli incontri furono ospitati nel complesso sportivo federale Nationaal Rugby Centrum, fornito di due campi che resero possibile anche lo svolgimento in contemporanea di due incontri alla volta, laddove necessario per esigenze di calendario. La vittoria finale arrise alla , che così conquistò il primo di quattro consecutivi titoli di campione del mondo, che in finale batté gli con il punteggio di 44-12 davanti a un pubblico di circa spettatori.

Storia L'organizzazione La Coppa del 1998 prese vita su premesse completamente differenti da quelle delle prime due edizioni; se nel 1991 l’International Rugby Football Board aveva ignorato l’avvenimento e nel 1994 aveva ventilato un proprio patrocinio salvo poi sconfessarlo a tre mesi dalla data d’inizio, per la terza edizione della Coppa decise di assumere in proprio l’organizzazione dell’evento garantendole così l’ufficialità necessaria ad assicurare la presenza di tutte le federazioni ad essa affiliate o associate. La federazione dei , che quattro anni prima aveva rifiutato di affrontare le spese di organizzazione dopo che l’IRFB negò il sostegno alla manifestazione, fu incaricata di allestire la prima edizione ufficiale del torneo.

L’egida della IRFB, nel frattempo divenuta International Rugby Board nel 1997, garantì anche la copertura di tutti i costi organizzativi e l’afflusso degli sponsor: per esempio la squadra inglese poté affrontare il torneo forte di un finanziamento di sterline dell’epoca provenienti dalla quota di fondo delle lotterie di Stato destinato agli aiuti allo sport e di un compenso della compagnia assicurativa Swiss Life per portare il suo nome sulle maglie; la nazionale irlandese ricevette altresì un contributo federale di sterline e più in generale, sebbene molte giocatrici, in particolare quelle che svolgevano pubblico servizio come agenti di polizia o infermiere, dovettero prendere permessi non retribuiti sul posto di lavoro, le spese individuali di partecipazione si ridussero di molto.

Rispetto al 1994 tornarono nel torneo la , dopo che la mancata ufficializzazione dell’edizione precedente aveva causato il ritiro del patrocinio alla squadra da parte della NZRU, l’ e la ed esordìrono l’, nata quattro anni prima e ancora in cerca della sua prima vittoria in un test match, e la .

Il torneo Le Black Ferns si presentavano forti di un 67-0 inflitto all’ pochi mesi prima in occasione del primo incontro assoluto tra le due squadre, e apparvero a tutti come le più serie candidate al titolo finale, mentre l’ campione uscente, gli e la erano indicate come le più attendibili rivali. La ripartizione dei quattro gruppi, in ciascuno dei quali ognuna delle squadre citate fu sorteggiata, confermò in effetti tale indicazione, perché tutte le favorite vinsero il proprio girone ed entrarono nei quarti a punteggio pieno; nel girone dell’ la sorpresa fu il che ebbe la meglio sulle padrone di casa olandesi a pari punti perché vincitrici dello scontro diretto. Stessa dinamica negli successivi due gironi, dove ci furono altrettanti ex aequo a quota 2 punti: in quello degli la seconda classificata, la , si qualificò a spese del , in quello della fu la ad avere la meglio sull’ (nonostante quest’ultima vantasse un +47 di differenza punti rispetto alle britanniche). Nel girone D invece fu la differenza punti marcati/subìti a mandare avanti l’ e a dirottare il al minitorneo per il nono posto.

Anche i quarti di finale rispettarono sostanzialmente il pronostico con , e che prevalsero nettamente su, rispettivamente, , e ; di nuovo il Canada fu la sorpresa, vincitore 9-7 sulla e in semifinale destinato a incontrare le vicine di casa statunitensi.

Lo scontro nordamericano di finale si risolse in una vittoria della nazionale a stelle e strisce che si impose per 46-6, mentre invece quello tra neozelandesi e inglesi vide le Black Ferns sopravanzare nettamente le Roses per 44-11.

La finale fu la riproposizione di quella di due edizioni prima che vide le americane battere le neozelandesi, ma pochi tra gli addetti ai lavori pronosticarono un esito simile a quello del 1991: le Black Ferns vinsero infatti 44-12 e si laurearono per la prima volta campionesse del mondo, mentre nella finale di consolazione l’ surclassò il per 81-15. Per gli si trattò dell’ultima presenza fra le prime 4 per i successivi 19 anni, mentre per la del primo di quattro titoli mondiali consecutivi.

Squadre partecipanti Americhe Asia Europa Oceania

Formula Le 16 squadre furono ripartite in 4 gironi di 4 squadre ciascuno (A, B, C e D), e l’accoppiamento riguardò solo la prima giornata; nella successiva le due squadre vincitrici si sarebbero incontrate tra di loro, e così le due perdenti della prima giornata. La classifica complessiva, calcolata su tali due incontri, avrebbe tenuto conto, a pari punti tra due o più squadre, innanzitutto dei risultati degli incontri diretti tra di esse e a seguire della differenza punti fatti/subiti.

Le prime due classificate di ogni girone accedettero ai quarti di finale per il titolo; le ultime due a quelle del nono posto a scalare. Gli accoppiamenti di quarti e semifinale delle prime 8 squadre furono: Vincente A1 — D2 vs vincente C1 — B2 Vincente A2 — D1 vs vincente C2 — B1 Le perdenti di tali incontri disputarono il minitorneo per il quinto posto (Plate).

Per quanto riguarda invece i posti dal nono al sedicesimo, gli accoppiamenti riguardarono gli stessi gironi. Le semifinali per il nono posto (Bowl) furono determinati dai seguenti incontri: Vincente A3 — D4 vs vincente C3 — B4 Vincente A4 — D3 vs vincente C4 — B3 Le perdenti disputarono il minitorneo per il tredicesimo posto (Shield). Tutte le gare si svolsero a eliminazione diretta.

Gironi Girone A Girone B Girone C Girone D

Fase a gironi Girone A

Data Incontro Risultato Sede 1-5-1998 ― 7-16 Amsterdam 2-5-1998 ― 75-0 Amsterdam 5-5-1998 ― 6-72 Amsterdam 5-5-1998 ― 0-44 Amsterdam

Classifica 1 22001476+1414 2 21012279-572 3 21015116+352 4 20020119-119 0

Girone B

Data Incontro Risultato Sede 2-5-1998 ― 28-18 Amsterdam 2-5-1998 ― 0-84 Amsterdam 5-5-1998 ― 16-38 Amsterdam 5-5-1998 ― 7-83 Amsterdam

Classifica 1 220012216+1064 2 21014456-122 3 210110135+662 4 20027167-160 0

Girone C

Data Incontro Risultato Sede 2-5-1998 ― 6-134 Amsterdam 2-5-1998 ― 8-37 Amsterdam 5-5-1998 ― 76-0 Amsterdam 5-5-1998 ― 5-34 Amsterdam

Classifica 1 22002106+2044 2 21013784-472 3 2101424202 4 200211168-157 0

Girone D

Data Incontro Risultato Sede 2-5-1998 ― 23-6 Amsterdam 2-5-1998 ― 21-0 Amsterdam 5-5-1998 ― 8-10 Amsterdam 5-5-1998 ― 6-12 Amsterdam

Classifica 1 22003314+19 4 2 21012910+192 3 21011829-112 4 2002633-270

Fase a play-off Quarti di finale per il 9º posto

Play-off per il 13º posto

Semifinali

Finale per il 15º posto

Finale per il 13º posto

Play-off per il 9º posto Semifinali

Finale per l’11º posto

Finale per il 9º posto

Quarti di finale per il titolo

Play-off per il 5º posto

Semifinali

Finale per il 7º posto

Finale per il 5º posto

Play-off per il titolo Semifinali

Finale per il 3º posto

Finale

Classifica finale Squadra 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16

Il post-torneo David Hands, dalle colonne del Times, scrisse che la vittoria della aveva «fissato un nuovo standard di eccellenza» nel gioco, e che quello sarebbe stato il livello cui aspirare per puntare alla vittoria della successiva Coppa del 2002 (che in effetti fu vinto di nuovo dalle Black Ferns in finale sulle inglesi).

In particolare fu messo in risalto il gap tra le prime tre e le altre, come la vittoria inglese per 81-15 sul nella finale per il terzo posto testimoniò. Nonostante quest’ultimo pesante rovescio, tuttavia, la Coppa del 1998 significò il passaggio del testimone del rugby nordamericano: la squadra a stelle e strisce, infatti, fino all’edizione 2017 non riuscì più a raggiungere neppure la semifinale mentre le canadesi disputarono la prima di tre consecutive e, nel 2014, giunsero a giocarsi il titolo in finale contro l’.

Per quanto riguarda invece la citata Inghilterra e la Nuova Zelanda, nelle successive tre edizioni le due squadre monopolizzarono il torneo incontrandosi sempre in finale; di fatto, fino al 2017, non vi sarebbe stata un’edizione in cui una delle due o entrambe non figurassero nella gara di assegnazione per il titolo.

Nel 2009 l’International Rugby Board, infine, ufficializzò anche le due edizioni del 1991 e del 1994, facendo così diventare quella del 1998 la terza edizione della Coppa del Mondo.

Note

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