La controcultura degli anni 1960 si riferisce a un fenomeno culturale anti-sistema, nato e sviluppatosi inizialmente nel Regno Unito e negli Stati Uniti d'America e poi diffusosi in gran parte del mondo occidentale dalla prima metà degli anni 1960 fino alla prima metà degli anni 1970, con Londra, New York e San Francisco come focolai di attività contro la classe dirigente.

Il movimento così aggregatosi prese slancio proprio mentre il movimento per i diritti civili degli afroamericani proseguiva nella sua fase di crescita; in breve tempo avrebbe acquisito una caratterizzazione rivoluzionaria in contrapposizione all'espansione dell'intervento militare (lescalation) nella guerra del Vietnam da parte della presidenza di Lyndon B. Johnson.

Con il progredire del decennio, si ebbero a sviluppare tensioni diffuse anche su altre questioni le quali tesero a scorrere lungo le linee generazionali, da quelle riguardanti la sessualità umana (la rivoluzione sessuale) ai diritti delle donne, dalla sfida aperta alle tradizionali modalità di autorità alla sperimentazione di sostanze stupefacenti, infine alle diverse interpretazioni del sogno americano. Molti dei movimenti-chiave relativi a questi problemi nacquero o accrebbero la loro forza nell'ambito della controcultura degli anni 1960.

Con il passare del tempo emersero nuove formulazioni culturali e una dinamica di subcultura celebrante la sperimentazione, le più moderne incarnazioni della bohème, oltre che di altri stili di vita alternativi. Un tale abbraccio di creatività risulterà essere particolarmente degno di nota nelle opere dei gruppi musicali della British invasion come The Beatles e di registi i cui lavori saranno molto meno limitati dalle maglie della censura preventiva. Oltre ai gruppi di maggior tendenza, molti altri artisti e creativi, autori e pensatori, sia all'interno che attraverso una gran varietà di discipline diversificate contribuirono sostanzialmente a definire il "movimento di controcultura".

Diversi fattori hanno contraddistinto la controcultura degli anni 1960 dai movimenti anti-autoritari delle epoche immediatamente precedenti. Il baby boom esploso al termine della seconda guerra mondiale generò un numero senza precedenti di giovani potenzialmente insoddisfatti della propria situazione di "quieto benessere" e pertanto anche nella loro qualità di potenziali partecipanti a un ripensamento della direzione delle società (americana in particolare, occidentale più in generale).

La crescita economica susseguente al dopoguerra permise a molti appartenenti alla generazione della controcultura di lanciarsi oltre l'attenzione ridotta alla fornitura delle più strette necessità materiali dell'esistenza, questione che aveva invece sommamente preoccupato i loro genitori vissuti nell'epoca della Grande depressione. Il periodo fu altresì degno di nota in quanto una parte significativa della serie di comportamenti e "cause" definite dal più ampio movimento per i diritti civili vennero rapidamente assimilati all'interno della società tradizionale; ciò in particolar modo negli USA, anche se i partecipanti attivi si contarono come una netta minoranza entro le rispettive popolazioni nazionali.

L'era della controcultura prese essenzialmente il via con l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy avvenuto nel novembre del 1963 e terminò con la fine del coinvolgimento militare statunitense nel Sud-est asiatico.

Contesto

Geopolitica del dopoguerra

Questioni sociali e inviti all'azione

Furono svariate le questioni sociali sul tappeto, le quali contribuirono ad alimentare la crescita del più ampio movimento della controcultura.

Uno dei principali tra essi sarà il movimento nonviolento che cercherà di risolvere i problemi inerenti alle illegalità costituzionali nel campo dei diritti civili, in particolare per quanto concerneva la segregazione razziale negli Stati Uniti d'America, il lungo periodo di disaffrancamento degli afroamericani negli Stati Uniti meridionali da parte dei governi statali dominati dai bianchi e la discriminazione razziale in corso nel posto di lavoro, nell'assegnazione degli alloggi e nell'accesso ai luoghi pubblici, sia nel Nord che nel Sud.

Nei college e nei campus universitari gli attivisti studenteschi combatterono per il diritto di esercizio dei propri "diritti costituzionali fondamentali", in particolar modo la libertà di parola e la libertà di riunione.

Molti tra gli attivisti della controcultura si resero altresì conto della difficile situazione di coloro che versavano in una condizione di povertà e l'organizzazione comunitaria lottò per ottenere il finanziamento di programmi federali atti alla riduzione della povertà, in maniera speciale nel profondo Sud e all'interno delle aree urbane delle grandi metropoli e nei ghetti.

L'ambientalismo si sviluppò da una sempre maggiore comprensione sui danni in atto provocati dall'industrializzazione selvaggia, dall'inquinamento risultante e dall'utilizzo errato di sostanze chimiche come i pesticidi, pur negli sforzi benintenzionati per migliorare la qualità di vita della popolazione in rapida crescita.

Autori come Rachel Carson svolsero un ruolo chiave nell'emersione di una nuova consapevolezza tra la popolazione mondiale dell'intrinseca fragilità del pianeta, nonostante la forte resistenza proveniente dai maggiori elementi della classe dirigente in molti Paesi.

La necessità di affrontare di petto le questioni relative ai diritti delle minoranze, i diritti delle donne e i diritti LGBT nel mondo, dei portatori di handicap/disabilità e di molti altri gruppi di cittadini da sempre trascurati all'interno della popolazione generale giunse alla ribalta in quanto un numero crescente di persone principalmente giovani si liberò dai vincoli dell'ortodossia imperante degli anni 1950, impegnandosi per poter riuscire a creare un paesaggio sociale inclusivo e tolleranteSkrentny, John (2002). The Minority Rights Revolution. Cambridge: The Belknap Press of Harvard University Press, 2002. .

La disponibilità di nuove e più efficaci forme di contraccezione si rivelò essere un elemento chiave alla base della rivoluzione sessuale.

La nozione di "sesso ricreativo" senza più dover sottostare alla costante minaccia di una gravidanza indesiderata trasformò in una maniera radicale la dinamica sociale, permettendo così a uomini e donne una libertà molto più ampia nella selezione degli stili di vita sessuali al di fuori dei confini del matrimonio tradizionale.

Con un tale mutamento di atteggiamenti negli anni 1990 il rapporto di figli nati al di fuori del vincolo matrimoniale è salito dal 5 al 25% per i bianchi e dal 25 al 66% per gli afroamericani.

Media emergenti

Televisione

Nuovo cinema L'esaurimento e la relativa interruzione del codice Hays riguardante la censura nella creazione e realizzazione cinematografica, l'uso di forme rinnovate di espressione artistica nel cinema sia europeo che asiatico nonché l'avvento di più moderni valori di produzione annunciarono una nuova era nel mondo dell'arte, dal cinema pornografico a quello mainstream, dalla distribuzione alle rassegne espositive.

La fine dell'operazione censoria tradizionale condusse ad una completa riforma dell'industria cinematografica occidentale. Con la ritrovata libertà artistica una generazione di cineasti "New Wave" di talento e che lavorarono su tutti i generi cinematografici portò per la prima volta rappresentazioni realistiche di soggetti precedentemente vietati agli schermi delle sale di quartiere; questo anche se gli studi cinematografici di Hollywood e il cinema statunitense continuarono ancora a venire considerati parte integrante del "potere" da vari elementi della controcultura.

Nuova radio Già verso la fine degli anni 1960 la radio FM precedentemente sottovalutata arrivò a sostituire quasi del tutto la radio AM come punto focale per la continua esplosione della musica rock and roll, divenendo presto il nesso di notizie orientate alla gioventù oltre che di pubblicità per la generazione della controculturaSterling, Christopher & Keith, Michael (2008). Sounds of Change: A History of FM Broadcasting in America. UNC Press. .

Mutamento di stili di vita e moda I principi pratici della comune, del collettivo e della "comunità intenzionale" riacquisteranno una loro forte popolarità nel corso di questo periodo.

Le prime comunità come la "Hog Farm", il "Quarry Hill Creative Center" - a Rochester (Vermont) - e Drop City negli Stati Uniti d'America furono istituite come dei tentativi d'instaurare una rinnovata semplicità di "vita rurale" tramite l'agricoltura (il "Back-to-the-land movement") nonché di vivere liberi da interferenze provenienti dalle più svariate influenze esterne non più desiderate.

Con il progredire del decennio molte persone stabilirono e popolarono tali nuovi gruppi di esistenza comunitaria in risposta non solamente alla disillusione nei confronti delle forme di comunità standardizzate, ma anche all'insoddisfazione di alcuni elementi della controcultura stessa: un certo numero di tali organizzazioni improntate all'autogestione e all'autosufficienza sono state accreditate per aver svolto un ruolo decisivo nella nascita e propagazione del movimento internazionale di politica verde (ambientalismo, sensibilità nei confronti dell'ecologia ecc).

L'emergere di un interesse sempre più diffuso verso un'espansione della coscienza spirituale, lo yoga, le pratiche dell'occultismo con la salita alla ribalta dei movimenti del potenziale umano contribuiranno a spostare sostanzialmente l'opinione pubblica nei riguardi della religione organizzata. Nel 1957 il 69% dei residenti statunitensi intervistati da Gallup (azienda) dichiarò che la fede religiosa stava aumentando d'importanza: alla fine degli anni 1960 i diversi sondaggi d'opinione indicarono che oramai meno del 20% continuava a mantenere una tale convinzione.

Il gap generazionale, o l'inevitabile divario percepito nella visione del mondo tra giovani e anziani, non fu - forse - mai maggiore che durante l'era della controcultura. Una grande misura della voragine generazionale degli anni 1960 e dei primi anni 1970 nacque altresì da tendenze inerenti alla moda e all'acconciatura in rapida evoluzione le quali verranno prontamente adottate dalla gioventù, pur se spesso fraintese quando non ridicolizzate dai più adulti.

Tali tendenze includeranno il lasciarsi crescere i capelli molto lunghi da parte dei maschi (i "capelloni"), l'uso di pettinature naturali o afro da parte soprattutto degli afroamericani, l'esibizione di un abbigliamento rivelatore da parte delle donne in pubblico.

In definitiva si trattò di concedere la propria preferenza ad un abbigliamento casual pratico e confortevole, ovvero forme aggiornate di T-shirt (spesso in tintura a riserva o blasonate con dichiarazioni politiche o pubblicitarie esplicite) e i jeans in denim blu con marchio Levi's: ciò divenne l'"uniforme" di riconoscimento duratura per un'intera generazione.

Il predominio della moda della controcultura si concluse effettivamente con l'ascesa della Disco music e del Punk rock nei successivi anni 1970, anche se la popolarità globale di magliette, jeans e di un abbigliamento casual in generale proseguì a crescere attestando una sempre maggior preferenza tra la popolazione anche non più giovane.

Cultura emergente della droga nella classe media Nel mondo occidentale lo status giuridico in vigore, il quale criminalizzava l'industria della droga ricreativa, risulterà essere infine determinante nella formazione di una dinamica sociale in antitesi alla classe dirigente da parte di alcuni di quelli che raggiunsero la maggiore età tra l'inizio e la fine degli anni 1960.