I puntigli domestici è un'opera teatrale in prosa in tre atti di Carlo Goldoni rappresentata per la prima volta a Milano nell'estate del 1752, con scarso riscontro da parte del pubblicoG. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, Milano 1940, Mondadori Editore.
Trama Napoli, casa del conte Ottavio. La tranquilla esistenza del padrone di casa è messa a repentaglio dalle beghe di Corallina e Brighella, due servitori maneggioni ed infidi. Per colpa loro avverranno una lunga serie di screzi, litigi e discordie familiari che metteranno a dura prova anche la bonomia del saggio Pantalone e rischieranno d'infrangere il sogno d’amore della contessina Rosaura e del marchesino Florindo.
Poetica Secondo Giuseppe Ortolani si tratta di un lavoro debole a causa del carattere troppo convenzionale dei personaggi e della lentezza dell'azione. In merito allo scarso successo, scrisse l'autore nella prefazione all'edizione a stampa: È una di quelle commedie che chiamerò sfortunate, poiché fatto io le aveva un più felice presagio, e con mio rammarico l'ho veduta meno applaudita di altre commedie mie, le quali, secondo me, meritavano meno. Parmi che l'argomento sia interessante, la condotta semplice e naturale, il dialogo proporzionato agli Attori, e gli accidenti non solo verisimili, ma che si possono creder veri. Con tutto ciò pochissima accoglienza le venne fatta. Ma perché mai? Il perché parmi di averlo rilevato. I caratteri sono mediocri, leggieri e comuni. Ecco il motivo, per cui la Commedia risalta pocoCarlo Goldoni, prefazione a I puntigli domestici.
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