Il Dark Horse Tour, anche noto come George Harrison & Ravi Shankar's 1974 North American Tour, fu una tournée svoltasi nel novembre e dicembre 1974Lavezzoli, pp. 195–96.Leng, pag. 148., costituita da 30 date dove furono eseguiti 45 concertiMadinger & Easter, pag. 446. negli Stati Uniti e in Canada, dal musicista britannico George Harrison insieme al musicista indiano Ravi Shankar. Il tour servì da promozione per gli album Dark Horse dell'ex-Beatle, e Shankar Family & Friends di Ravi Shankar con la sua orchestra (quest'ultimo pubblicato dalla Dark Horse Records, etichetta discografica di proprietà dello stesso Harrison).Clayson, pp. 345–46.Leng, pp. 138, 147–48.Spizer, p. 259. La pubblicazione dell'album Dark Horse subì dei ritardi dovuti ai molteplici impegni che George si era sobbarcato all'epoca e ai suoi problemi di voce, ed avvenne solo in prossimità della fine del tour.Madinger & Easter, pag. 443.Spizer, pa. 263.
Il tour venne "massacrato" dalla critica musicale, e si rivelò uno dei più fallimentari della storia del rock.Woffinden, pp. 83–84.Schaffner, pp. 177–78. A Harrison furono rimproverati (oltre all'incerta voce) il troppo spazio dato alla sezione indiana e il rimaneggiamento di canzoni dei Beatles (in particolare la lennoniana In My Life mutò da «In my life I love you more» a «In my life I love God more»). Harrison rimase molto scottato da questo insuccesso, tanto da non organizzare più alcun tour fino a quello giapponese del 1991.Lavezzoli, pag. 196.
Storia
Il tour del 1974 fu la prima tournée di un ex membro dei Beatles negli Stati Uniti sin dal 1966.Spizer, pag. 259 Generando molta attesa tra appassionati e critici, segnò le prime esibizioni dal vivo di Harrison sin dal The Concert for Bangladesh del 1971,Tillery, pp. 113–14. dove avevano suonato anche Shankar e Preston.Lavezzoli, pp. 190, 192. Harrison non avrebbe voluto rivisitare il suo passato nei Beatles, tuttavia,Leng, pp. 154, 166. acconsentì a presentare qualche brano scelto dal repertorio dei Fab Four, anche se con degli arrangiamenti stravolti e testi leggermente modificati, inoltre, nella conferenza stampa pre-tour tenutasi a Los Angeles dichiarò: «Il tour non sarà assolutamente un "Bangladesh Mark II", se è questo che la gente sta pensando».Anne Moore, "George Harrison On Tour – Press Conference Q&A", Valley Advocate, 13 novembre 1974; disponibile in Rock's Backpages. Nel corso della stessa conferenza stampa, in risposta a una domanda circa le voci di una "reunion" dei Beatles,Badman, pp. 136–37. George dichiarò che la sua "vecchia band non era poi così buona", in confronto ai musicisti con i quali aveva lavorato in seguito, e scartò categoricamente la possibilità che egli potesse far parte in futuro di un gruppo che avesse tra i propri membri Paul McCartney.Le parole di Harrison furono: “I don’t think the Beatles were that good". "I think they’re fine, you know. Paul is a fine bass player, but he’s a bit overpowering at times. To tell the truth, I’d join a band with John Lennon any day, but I couldn’t join a band with Paul McCartney. It’s nothing personal; it’s just from a musical point of view.” Secondo l'autore Peter Doggett, questa affermazione creò "lo stesso sconcerto" di quando John Lennon nel 1970 cantò «I don't believe in Beatles» ("Non credo nei Beatles") nella sua canzone God.Doggett, pag. 225. «George dice che le persone si aspettano da lui che sia esattamente lo stesso di dieci anni fa. Da allora lui è maturato così tanto sotto tanti punti di vista. Questo è il problema con tutti gli artisti, presumo ... Alla gente piace ascoltare le vecchie cose nostalgiche.» — Ravi Shankar, 1974Rolling Stone, pag. 128. Nella scaletta del tour, Harrison incluse quattro canzoni dei Beatles, tre di sua composizione, Something, While My Guitar Gently Weeps e For You Blue; e poi In My Life di Lennon-McCartney. Oltre a Tom Scott e Billy Preston, i musicisti della band di Harrison che parteciparono al tour furono Willie Weeks, Andy Newmark, Robben Ford, Emil Richards, Jim Horn e Chuck Findley.Leng, pp. 156–57, 167. I musicisti dell'orchestra indiana di Shankar inclusero Alla Rakha, Shivkumar Sharma, Lakshmi Shankar, Hariprasad Chaurasia, L. Subramaniam e Sultan Khan. Durante le esibizioni, i due gruppi di musicisti suonavano separatamente alternandosi sul palco.Leng, pag. 171.Rodriguez, pp. 198–99.
Le varie tappe del tour, diventarono ben presto un'occasione mondana non indifferente, grazie alla presenza tra il pubblico di celebrità del mondo della musica, ospiti famosi, o ex-collaboratori di Harrison. Il 12 novembre, Bob Dylan, con il quale George aveva lavorato in occasione di All Things Must Pass, assistette sia allo show pomeridiano sia a quello serale della tappa di Los Angeles. John Lennon presenziò al concerto del Nassau Coliseum a Long Island. David Bowie andò nel backstage a Memphis. Paul McCartney, che cercò, senza successo, di assistere in incognito al concerto del 19 dicembre truccato con una parrucca afro e un pizzetto finti, era nel pubblico al Madison Square Garden di New York.
Con il susseguirsi delle varie date, la pressione su Harrison si fece sempre maggiore e la sua già malandata voce peggiorò ancora. Nel 2013, Tom Scott ricordò: «Lo show era lungo, e spesso facevamo due concerti al giorno. Erano giornate molto lunghe. Poi andavamo in aeroporto, salivamo su un aereo privato e via verso la prossima città. Non facevamo mai pausa. Praticamente la gente dormiva, provava, mangiava, suonava e viaggiava di continuo». Rolling Stone arrivò a suggerire che, per mantenere questi ritmi, Harrison alla fine dovette "sniffare montagne di cocaina", cosa che contribuì a peggiorare lo stato della sua voce.Graeme Thomson, George Harrison: Behind the Locked Door. Ma uno degli errori maggiori che commise Harrison, secondo molti commentatori, fu lo scordare che al pubblico "piace ascoltare le vecchie canzoni famose già note". Sfortunatamente, le canzoni che egli scelse di suonare tratte dal repertorio dei Beatles, furono solo quattro, e inoltre stravolte con arrangiamenti differenti e testi modificati. For You Blue, originariamente inclusa nell'album Let It Be del 1970, venne reinterpretata in chiave jazzata. I testi di Something e While My Guitar Gently Weeps furono alterati ironicamente. Quest'ultima, piuttosto irriverentemente, cambiò in "tries to smile" ("cerca di sorridere") invece che "gently weeps" ("piange dolcemente"). Infine Harrison omaggiò l'amico John Lennon, suo vecchio mentore, includendo in scaletta In My Life tratta da Rubber Soul del 1965, ma ne cambiò un'altra volta le liriche, cantando: "in my life, I love God more" invece di "I love you more".
Accoglienza «Ma perché vogliono per forza vedere se c'è un Beatle George? Io non dico di essere Beatle George ... se vogliono indulgere nella nostalgia, possono sempre andare a vedere i Wings ... Perché vivere nel passato?» — George Harrison, Rolling Stone, novembre 1974Rolling Stone, pag. 129. Il responso della critica variò significativamente nel corso della tournée.Leng, pp. 160–65. Alcune recensioni furono molto negative:Rodriguez, pag. 199. Harrison fu aspramente criticato per non aver rispettato la nostalgia del pubblico nei confronti dei Beatles, per aver dato eccessivo spazio alla musica classica indiana nei concerti, per le sue esternazioni spirituali sul palco, e specialmente per la qualità scadente delle sue performance canore, dovuta a una forte forma di laringite della quale soffriva da alcuni mesi.Mat Snow, "George Harrison: Quiet Storm", Mojo, novembre 2014, pag. 72. Altre recensioni furono invece favorevoli, ammirando l'umiltà mostrata da Harrison nel dividere le luci dei riflettori con l'orchestra indiana di Ravi Shankar,Leng, pp. 160–65, 174. e lodando l'ottima musica suonata, da alcuni ritenuta precorritrice della world music degli anni ottanta.Rodriguez, pp. 59–60.Rodriguez, pag. 60.Nick DeRiso, "Gimme Five: Gary Wright, Robben Ford, Bobby Whitlock, Alan White, Joey Molland on George Harrison" > "'Dark Horse' …", Something Else!, 25 febbraio 2014.
Sebbene Mikal Gilmore della rivista Rolling Stone scrisse nel 2002 che il tour era stato "quasi universalmente massacrato dalla stampa",Rolling Stone, pag. 44 Il biografo di Harrison Simon Leng, avendo fatto ricerche in merito per il suo libro While My Guitar Gently Weeps, concluse che "la maggior parte delle recensioni furono favorevoli, in alcuni casi addirittura entusiaste... ".Leng, pp. ix, 174. L'autore Robert Rodriguez riassunse l'accoglienza critica al tour Harrison-Shankar come segue: "Le riviste di settore meno conosciute recensirono positivamente il tour, mentre le testate più importanti, come Rolling Stone, tendevano a dipingere la tournée come un "disastro assoluto" (cosa che George non perdonò mai loro)."Rodriguez, pag. 59.
A parte le opinioni dei critici musicali, Harrison si rese conto che gli show non piacevano granché al pubblico poiché in alcune date c'erano molti posti vuoti e raramente le arene dove si esibivano facevano il tutto esaurito.Clayson, pag. 338.Nick DeRiso, "40 Years Ago: George Harrison Begins Ill-Fated 1974 North American Tour", Ultimate Classic Rock, 2 novembre 2014.
Date Il tour fece le seguenti date:Badman, pp. 137–38. Data Città Nazione Arena 2 novembre 1974 Vancouver Canada Pacific Coliseum 4 novembre 1974 Seattle Stati Uniti Seattle Center Coliseum 6 novembre 1974 San Francisco Cow Palace 7 novembre 1974 8 novembre 19742 show Oakland, California Oakland Coliseum 10 novembre 1974 Long Beach, California Long Beach Arena 11 novembre 1974 Los Angeles The Forum 12 novembre 19742 show 14 novembre 1974 Tucson, Arizona Tucson Community Center 16 novembre 1974 Salt Lake City Salt Palace 18 novembre 19742 show Denver Denver Coliseum 20 novembre 1974 Saint Louis The Arena 21 novembre 1974 Tulsa, Oklahoma Tulsa Assembly Center 22 novembre 19742 show Fort Worth, Texas Tarrant County Convention Center 24 novembre 1974 Houston Hofheinz Pavilion 26 novembre 1974 Baton Rouge, Louisiana LSU Assembly Center 27 novembre 1974 Memphis, Tennessee Mid-South Coliseum 28 novembre 19742 show Atlanta The Omni 30 novembre 19742 show Chicago Chicago Stadium 4 dicembre 19742 show Detroit Olympia Stadium 6 dicembre 19742 show Toronto Canada Maple Leaf Gardens 8 dicembre 19742 show Montréal, Québec Montreal Forum 10 dicembre 19742 show Boston Stati Uniti Boston Garden 11 dicembre 1974 Providence, Rhode Island Providence Civic Center 13 dicembre 19742 show Landover, Maryland Capital Centre 15 dicembre 19742 show Uniondale, Long Island Nassau Coliseum 16 dicembre 1974 Filadelfia The Spectrum 17 dicembre 19742 show 19 dicembre 1974 New York Madison Square Garden 20 dicembre 19742 show
Repertorio La scaletta dei concerti fu presa dalle seguenti canzoni (il nome di ciascun esecutore principale è indicato tra parentesi):Madinger & Easter, pag. 447.
Hari's on Tour (Express) (George Harrison) The Lord Loves the One (That Loves the Lord) (Harrison) Who Can See It (Harrison) Something (Harrison) While My Guitar Gently Weeps (Harrison) Will It Go Round in Circles (Billy Preston) Sue Me, Sue You Blues (Harrison) Zoom, Zoom, Zoom (Ravi Shankar) Naderdani (Shankar) Cheparte (Shankar) For You Blue (Harrison) Give Me Love (Give Me Peace on Earth) (Harrison) Sound Stage of Mind (ensemble jam) In My Life (Harrison) Tom Cat (Tom Scott) Māya Love (Harrison) Outa-Space (Preston) Dark Horse (Harrison) Nothing From Nothing (Preston) What Is Life (Harrison) Anurag (Shankar) I Am Missing You (Shankar) Dispute & Violence (Shankar) My Sweet Lord (Harrison)