Casola è una frazione del comune di Terenzo, in provincia di Parma.

La località dista 3,34 km dal capoluogo.

Geografia fisica La località sorge alla quota di 755 m s.l.m., sulla sponda sinistra dell'alta val Baganza, di fronte al paese di Ravarano; la frazione appenninica è costituita dai quattro distinti nuclei abitativi di Lughero, Puilio, Castello e Villa.

Il territorio è molto scosceso, in particolare in prossimità del torrente, ove tra le rocce sono stati rinvenuti alcuni reperti fossili di inocerami, vissuti tra il Giurassico inferiore e il Cretacico superiore.

Origini del nome La località era originariamente conosciuta come Casola di Ravarano, dal nome del feudo da cui dipendeva; divenne in seguito nota anche come Casole delle Olle, per via della produzione di pentole e vasellame che vi era praticata..

Storia Il borgo fu fondato in epoca medievale lungo la via di monte Bardone, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa; risale al 1230 la più antica testimonianza dell'esistenza della cappella originaria, edificata a servizio dell'abitato sulla sommità del monte, nella località successivamente ribattezzata Casa Storti...

Entro il XIII secolo fu costruito nel borgo di Castello, posto di fronte al castello di Ravarano sull'altro versante della val Baganza, un maniero difensivo, assegnato nel 1250 a Oberto II Pallavicino dall'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia;. alla morte del Marchese nel 1269, gli succedette il figlio Manfredino..

Nel 1312 il marchese di Pellegrino Pelavicino III Pallavicino, alleato di Giberto III da Correggio e dei guelfi parmigiani, conquistò il maniero di Ravarano, da cui Casola dipendeva; tre anni dopo, raggiunta la pace tra i Comuni di Parma e Borgo San Donnino, Manfredino tornò in possesso delle fortificazioni di Ravarano, Casola e Solignano..

Nel 1348 Donnino Pallavicino ereditò dal padre Manfredino, in seguito alla divisione col fratello Oberto, i feudi di Zibello, Ravarano, Casola, Monte Palerio, Sant'Ilario Baganza, Cella e Parola..

Nel 1360 il marchese Oberto Pallavicino ottenne conferma dell'investitura dall'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV di Lussemburgo..

Nel 1444, per volere dei marchesi Federico e Giambattista, vescovo di Reggio Emilia, furono redatti dal giureconsulto Guidantonio Gaiafasi gli Statuti di Valle, che, promulgati da Federico tra le mura del maniero di Ravarano,. garantirono per secoli ampia autonomia governativa ai vassalli del feudo,. comprendente anche i vicini borghi di Casola e Casaselvatica.

In seguito il castello, sempre dipendente da quello di Ravarano, fu abbandonato e cadde in rovina; nel 1568 sui resti dell'edificio principale fu costruita la nuova chiesa di Sant'Apollinare, che sostituì quella medievale posta sul monte, da tempo in sfacelo.

La situazione mutò nel 1687, in seguito alla morte senza eredi di Federico Pallavicino, che deteneva metà della proprietà del feudo di Ravarano; la Camera Ducale di Parma assorbì dunque la sua quota, per assegnarla ai fratelli Gian Simone e Lelio Boscoli, che acquistarono anche l'altra metà dai cugini Guido e Orazio Pallavicino.. Nel 1707 il marchese Andrea Boscoli, feudatario anche di Corniana, si accordò con la Camera Ducale e permutò Ravarano con Berceto..

Nel 1728 il feudo fu assegnato al conte Paolo Anguissola, ma fu riassorbito dalla Camera Ducale nel 1743. Nel 1744 ne fu investito il conte Beltrame Cristiani, governatore di Mantova, alla cui morte nel 1758 Ravarano, con Casola e Casaselvatica, passò ai suoi figli Lorenzo, Gianfrancesco e Luigi.. Dopo la loro scomparsa, Ravarano fu ereditata dalla sorella Carlotta Cristiani, moglie del marchese Giuseppe Lalatta, la quale perse i diritti feudali nel 1805 a causa della loro abolizione sancita dai decreti napoleonici del 1805.

Casola divenne quindi frazione del nuovo comune di Lesignano di Palmia,. ribattezzato col nome di Terenzo nel 1924.

Durante la seconda guerra mondiale la località subì numerose incursioni aeree alleate, a causa della sua vicinanza con la strategica statale della Cisa.

Nel 1952 fu realizzata una più comoda strada di collegamento tra la frazione e la statale.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di Sant'Apollinare

Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa originaria, collocata sulla sommità del monte, fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, ma cadde in rovina in quegli stessi anni e fu abbandonata; ricostruita tra il 1568 e il 1577 all'interno del borgo di Castello di Casola, fu affiancata nel 1630 da un piccolo oratorio intitolato a san Rocco; modificata nel campanile nel 1934, fu decorata internamente intorno al 1960. La chiesa, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una simmetrica facciata a capanna in pietra, scandita da un doppio ordine di quattro lesene, a sostegno del frontone triangolare di coronamento; l'adiacente campanile, elevato su quattro livelli, è coronato da un terrazzo perimetrato da merli ghibellini. All'interno l'aula, affrescata sulle volte e sulle pareti, conserva vari arredi settecenteschi..

Castello

Menzionato per la prima volta nel 1250, il maniero, appartenente all'epoca ai marchesi Pallavicino, dipendeva nel XIV secolo dal vicino castello di Ravarano; successivamente abbandonato, cadde in rovina già agli inizi del XVI secolo e nel 1568, sui ruderi del suo edificio principale, fu costruita la chiesa di Sant'Apollinare. Si conservano, sulla cima del rilievo nei pressi del centro abitato, alcuni resti della torre di avvistamento, rinvenuti alla fine del XX secolo con la riapertura del sentiero della via Francigena.

Note

Bibliografia

Voci correlate Ravarano Pallavicino Terenzo

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