I malcontenti è un'opera teatrale in tre atti in prosa di Carlo Goldoni scritta nel 1755 e rappresentata per la prima e unica volta l'estate di quell'anno a Verona, con scarso riscontro da parte del pubblico.G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, 1941, Mondadori Editore
Con questa commedia Goldoni ritornò alla prosa dopo la lunga parentesi delle commedie in versi martelliani, a cui era stato obbligato dalla moda imposta dall'abate Chiari.
La commedia avrebbe dovuto essere replicata in autunno a Venezia, ma i due attori principali si resero indisponibili.Carlo Goldoni, prefazione a I malcontenti Inoltre, il segretario del Magistrato della Bestemmia - cui era affidata la censura teatrale a Venezia - ravvisò nel personaggio di Grisologo una pesante critica al Chiari e negò quindi il benestare, al fine di evitare una disputa troppo accesa tra i seguaci dei due commediografi rivali.G. Sommi-Picinardi, Rivale del Goldoni: l'Abate Chiari e il suo teatro comico, Editore Mondaini, Milano, 1902
Trama Milano. In casa dello sprovveduto Policarpo nessuno è contento: Felicita smania per andare in villeggiatura in campagna e vorrebbe sposare lo scapestrato Ridolfo; Grisologo si crede un grande poeta incompreso; Leonide è una vanitosa con manie di grandezza. Il ricco e saggio zio Geronimo riporterà la ragionevolezza e la serenità in famiglia.
Poetica Molto caro a Goldoni, il tema principale (mettere in ridicolo bonariamente la consuetudine del villeggiare) era già stato affrontato in gioventù in una delle sue prime opere (Il prodigo, 1739) e verrà di nuovo trattato ne La villeggiatura (1756) e, soprattutto, ne Le smanie per la villeggiatura (1761); mentre ne Il poeta fanatico, il commediografo veneziano aveva già stigmatizzato la cieca frenesia poetica di certi verseggiatori dilettanti.
L'autore scrisse nella prefazione all'edizione a stampa:
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni