La letteratura lesbica è un sottogenere letterario che affronta temi lesbici; comprende poesie, opere teatrali, fiction che trattano di personaggi lesbici e finanche opere non narrative su argomenti di interesse lesbico. Il romanzo o racconto di finzione che rientra in tale categoria può essere di qualsiasi genere, passando dalla narrazione a sfondo storico alla fantascienza, dal fantasy all'horror fino al più classico testo sentimentale e/o d'amore del romanzo rosa.
Panoramica La letteratura lesbica include opere di autrici con un orientamento sessuale lesbico nonché opere a tema lesbico - o il cui contenuto assume una certa importanza per la tematica lesbica - di autori eterosessuali; tra le prime che pur non trattando esplicitamente di temi lesbici sono ancora spesso considerate parte integrante di un tale gruppo letterario.
Le opere di scrittori etero che trattano il tema sono per lo più incidentali (occupandosi della questione sullo sfondo della storia principale) e pertanto non vengono per lo più incluse di fatto nella vera e propria categoria, non essendo giudicati abbastanza importanti ai fini del tema affrontato.
Alcune di queste opere vengono ad assumere un'importanza più a livello storico, altre invero un valore maggiormente artistico e da allora in poi il mondo della narrativa lesbica proseguì nella sua crescita e sviluppo col passare dei secoli, mutando in parte anche forme e contenuti; certune sono giunte a rappresentare nel corso dei secoli elementi di notevole valore letterario. Fino alla seconda metà del XX secolo la letteratura lesbica contemporanea s'incentrò nella stampa di diverse e piccole opere a contenuto esclusivamente lesbico per opera di editori minori, oltre che - in seguito - su fandom online.
Da quando tuttavia è iniziato il nuovo millennio molte pubblicazioni lesbiche hanno subito un processo di ramificazione fino ad includere anche le opere di uomini e donne transessuali, voci di gay e bisessuali ed altre opere Queer non ancora ben rappresentate dalla stampa mainstream. Infine anche i romanzi con temi e personaggi espressamente lesbici sono sempre più stati accolti anche nella pubblicazione di massa.
Precursori Antichità Antica Grecia Il primo lavoro fondamentale della letteratura lesbica è a tutti gli effetti la poesia della grande Saffo, vissuta nell'Antica Grecia, civiltà da sempre celebre per le libertà che concedeva alle persone riguardo alla sessualità, qualunque essa fosse. Da quanto se ne può dedurre dai vari scritti antichi preservatici gli storici hanno dedotto che un gruppo di giovani donne venne per un certo lasso di tempo lasciato sotto la responsabilità, la guida e la direzione dell'insegnante di Lesbo per la loro istruzione o edificazione culturale.Foster, Jeannette H. (1985). Sex Variant Women in Literature, Naiad Press. , p. 18.
Quel che rimane della sua poesia non è molto, ma ciò nonostante ben mostra gli argomenti su cui ha scritto: la vita quotidiana delle ragazze del tiaso, le reciproche relazioni interpersonali e i rituali svolti a cui furono sottoposte. La poetessa si concentrò in una maniera particolare sulla bellezza delle giovani a lei affidate e proclamò il proprio amore nei confronti delle ragazze adolescenti (vedi ad esempio Ode della gelosia (fr. 31 Voigt)).Aldrich, Robert, ed. (2006). Gay Life and Culture: A World History, Thames & Hudson, Ltd. , p. 47–49. Anche il suo celebre Inno ad Afrodite, nel quale Saffo chiede conforto nella divinità, nacque, secondo le documentazioni, dalla frustrazione della poetessa a causa di un amore non corrisposto per una ragazza.
Il nome stesso della poetessa ha poi dato origine alla parola "saffico" (vedi Storia del lesbismo); tale termine non è stato comunque applicato all'omosessualità femminile prima del XIX secolo.
Inoltre, del poeta greco arcaico spartano Alcmane, considerato il creatore ufficiale della poesia d’amore, è giunto fino a noi il Partenio I (il partenio particolare carme solitamente recitato da un coro di fanciulle, spesso accompagnato da musica e danza), un vero e proprio "matrimonio" tra ragazze, databile addirittura al VII secolo a.C. ed il cui testo è purtroppo in gran parte andato perduto. In esso vi è un coro che loda due fanciulle: Agidò, per la sua bellezza paragonata al Sole, e Agesicora, la corifea che dirige del coro; la canzone ad un certo punto recita, dal punto di vista di Agidò: «È Agesicora che mi strugge, lei dalla chioma bionda è desiderabile». Il coro di ragazze continua poi ad esaltare con ampie allusioni erotiche le due ragazze, definite «più melodiose di due sirene innamorate».
Il testo originale e molto frammentario è conservato al Louvre di Parigi.
Anche il greco Platone, nel suo celebre Simposio, scritto nel IV secolo a.C., scrisse che v'erano «molte donne che per nulla pensano agli uomini, ma più volentieri sono propense ad amoreggiare con donne». Così come anche Plutarco narrò che «a Sparta tante donne trovavano l’amore tra le braccia di altre donne».
Antica Roma Nella Roma sotto il principato di Augusto, Ovidio, nel Libro IX de Le metamorfosi, suo più celebre componimento, narrò il mito di Ifi, ambientato a Creta: la bambina, figlia di Ligdo e Teletusa, nata femmina ma da sempre trattata e vestita come un maschio (tanto che persino il suo nome è adatto ad entrambi i sessi), all'età di tredici anni viene promessa in sposa da suo padre a una ragazza bellissima di nome Iante. Come scrive Ovidio teneramente: «Un reciproco amore sboccia nei loro cuori ingenui / ferendoli entrambi; ma diverse sono le aspettative: / Iante non vede l’ora che venga il tempo delle nozze promesse, / convinta che colei che crede un uomo presto sarà suo marito». Ifi, disperata dal fatto che non potrà mai possedere l'amata, piangendo esclama: «Che fine farò. So bene di essere posseduta da una passione amorosa inaudita, strabiliante» e dice a sé stessa che pure arde d’amore per Iante: «Perché non ti liberi di questa fiamma sconsiderata e stolta? [...] è la natura che non lo vuole».
Anche la madre Teletusa è preoccupata e più volte rimanda le nozze accampando scuse; tuttavia il grande giorno presto arriva, e così la donna si reca con la figlia al tempio di Iside-Era, che alla fine, compassionevole, trasforma Ifi in un maschio, permettendole di rimanere sé stessa ma anche di sposare la sua amata Iante. Il mito è inoltre uno dei primissimi esempi a tematica transessuale.
Seneca il Vecchio, padre del più noto Seneca, nelle Controversiæ denunciò un marito che aveva ucciso la moglie dopo averla sorpresa a letto con un'altra donna, cosa che fa supporre che l'adulterio omosessuale fosse considerato una pratica più insopportabile dell'adulterio tra donna e uomo.
Marco Valerio Marziale, nei suoi celebri Epigrammi parla male e più volte di donne aventi relazioni con altre donne. Per esempio, nell'Epigramma 9 appare Bassa: «Poiché vedevo che non stavi mai in compagnia dei maschi / e che nessun pettegolezzo ti assegnava, Bassa, un amante, / ma una schiera di donne prendeva parte vicino a te / a tutte le cerimonie, senza la presenza di uomini, / mi sembravi, te lo confesso una Lucrezia. Ma tu, / delitto orrendo, eri una violentatrice […] la tua lussuria prodigiosa finge di fare la parte del maschio. / Hai escogitato una mostruosità degna di un indovinello tebano: / ci può essere un adulterio senza la presenza di un uomo?»; nell'Epigramma 70 vi è poi Filenide, definita ironicamente «la più lesbica fra le lesbiche, fai bene / a chiamare di giorno "amica" la ragazza con cui di notte hai selvaggi rapporti». Allo stesso modo Giovenale, celebre per la sua misoginia, malvede il lesbismo, scrivendo che «non vi è più castità» e che le donne «oramai si cavalcano reciprocamente.»
Medio Oriente Il filosofo originario dell'attuale Siria Giamblico (245-325), scrivendo in greco antico, nello spesso Babyloniaca, ricco di esotiche avventure, dopo aver descritto Berenice, una principessa dell'Antico Egitto che ama e sposa un’altra donna, afferma con assoluto disprezzo che «un tale amore è selvaggio e senza legge».
Poesia femminile andalusa La regione spagnola dell'Andalusia diede i natali a numerose poetesse, come Elena Martin Vivaldi, Concha Lagos, Maria Victoria Atencia e Pilar Paz Pasamar, spesso trattanti l'amore femminile nelle proprie composizioni.
Medioevo Medio Oriente Mettendo da parte l'Europa, dove l'autorità principale era ormai da secoli in mano alla Chiesa (che, ovviamente, definì da subito qualsiasi rapporto omosessuale "un abominio", "una causa per andare all'Inferno" e perciò non permetteva questo tipo di relazioni senza punirle), in tutto il Medio Oriente, e in questo caso in Arabia vi furono diversi esempi di letteratura lesbica, non considerata un tabù: prima tra tutte la vicenda di Hind bint Al-Nu’man, databile al X secolo.
Hind bint Al-Nu’man era una principessa immaginaria, figlia del re di Al-Hira, che intrattiene una romantica e passionale storia d'amore con Al-Zarqa, ragazza famosa per la sua bellezza e le sue capacità nella magia. Quando purtroppo quest'ultima muore, Hind porta nel suo cuore il lutto e le fa anche costruire un monastero a cui dà il suo nome. "La sua lealtà è stata un esempio che i poeti hanno celebrato" è la frase con cui si chiude la storia.
Inoltre, questo ed altri tanti testi mostrano la grande fluidità e pratiche sessuali presente nell'antico mondo musulmano: in alcune opere si può leggere di donne travestite da paggi di corte, con i capelli corti e i baffi finti, pratica utilizzata in molte donne guerriere, più o meno mascherate, che intrattenevano rapporti omoerotici tra loro; oppure vi è un passo in cui si narra una principessa persiana che passa senza difficoltà da avere un amante uomo ad un'amante donna.
Inoltre, in uno delle più importanti opere letterarie orientali, ossia ne Le mille e una notte, molte donne, tra cui Aluf e Zananir, che nella loro storia prendono la parola per proclamare con orgoglio che non amano e non desiderano gli uomini, ma preferiscono le donne e restare per sempre insieme.
Epoca contemporanea XIX secolo: esordi Al principi del XIX secolo la poetessa e drammaturga di origini cinesi Wu Tsao ebbe ad assicurarsi una vasta popolarità grazie ai propri poemetti d'amore lesbiciMeredith Miller, Historical Dictionary of Lesbian Literature, Scarecrow Press, 2006; i suoi contenuti, secondo quanto asserisce il poeta e traduttore Kenneth Rexroth, furono "cantati e declamati in tutta la Cina"Kenneth Rexroth, Women Poets of China, New Directions Publishing, 1972, p. 135.
Sebbene la letteratura propriamente detta lesbica non si fosse ancora evoluta come un genere distinto - almeno in lingua inglese - nel XIX secolo autrici lesbiche come la saggista e scrittrice di fantascienza soprannaturale Vernon Lee a volte accennarono a sotto-testi lesbici nelle proprie opere. Più o meno alla stessa maniera Amy Levy, compagna e amante di Lee, scrisse poesie d'amore indirizzate ad altre donne utilizzando un "Io narrante" maschile eterosessualeNaomi Hetherington, Nadia Valman, Amy Levy: Critical Essays Ohio University Press, Apr 6, 2010.
Altre autrici preferirono invece mantenere rigorosamente segreta la loro scrittura. A partire dal 1806 la proprietaria terriera inglese nonché appassionata di alpinismo Anne Lister riempì e conservò fitti diari per un arco di tempo lungo 34 anni i quali includevano dettagliatamente le proprie relazioni e "seduzioni" lesbiche inserendo il tutto in sezioni specifiche vergate in un codice segreto.
Quest'opera diaristica non ebbe la possibilità di essere fatta pubblicare fino agli anni 1980; nel 2010 infine fornirono la base per una produzione televisiva della BBC intitolata The Secret Diaries of Miss Anne Lister.