Questa è una lista dei giornalisti uccisi in Europa, suddivisa per paesi in cui sono avvenuti i decessi.

Nonostante i giornalisti del continente lavorino generalmente in buone condizioni, si sono succeduti negli anni diversi casi di giornalisti uccisi per il lavoro svolto, e molti dei responsabili rimangono tuttora impuniti. La lista include anche alcuni paesi intercontinentali, come Turchia, Russia e Kazakistan.

Abcasia Alexandra Tuttle, una corrispondente del Wall Street Journal, è stata uccisa il 22 settembre 1993 quando l'aereo militare su cui volava è stato colpito da un missile terra-aria abcasiano. Andrej Solov'ëv, un fotografo di guerra sovietico dell'ITAR-TASS è stato ucciso da un cecchino a Sukhumi il 27 settembre 1993. Georgy Chanya, corrispondente di Resonants, è stato ucciso il 26 maggio 1998 mentre copriva i combattimenti fra ribelli abcasiani e guerriglieri georgiani vicino a Gali.

Armenia Tigran Naġġalyan è stato ucciso con un colpo alla testa il 28 dicembre 2002 a Erevan.

Azerbaigian Adil Bunyatov, cameraman per Reuters TV e la Turan Information Agency, è stato ucciso il 17 marzo 1995 mentre riprendeva un attacco dell'esercito, ordinato dal governo azero, ai danni di un corpo di polizia che si era ribellato al governo. Çingiz Mustafayev, fotoreporter per la Democratic Russia Press Agency, è morto il 15 giugno 1992 per un colpo di mortaio mentre riprendeva uno scontro a fuoco tra azeri e armeni nella regione del Nagorno Karabakh. Elmar Huseynov, fondatore e redattore del settimanale indipendente d'opposizione Monitor, è stato assassinato a colpi d'arma da fuoco nel suo appartamento a Baku il 2 marzo 2005, dopo aver ricevuto varie minacce per il suo lavoro. Il giornalista indipendente Rafiq Tağı, che collaborava con la filiale azera di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL), è morto in un ospedale di Baku il 21 novembre 2011, dopo essere stato pugnalato due giorni prima per l'odio suscitato da un suo articolo considerato troppo critico nei confronti dell'Islam, per il quale era stato condannato a quattro anni di carcere dalla corte azera nel 2007. Novruzali Mammadov, direttore del giornale taliscio Talyshi Sado, è morto il 17 agosto 2009 nell'ospedale del Servizio penitenziario del Ministero della Giustizia dell'Azerbaigian, dove era stato privato della necessaria assistenza medica e nel quale era stato incarcerato dietro l'accusa di essere stato pagato dall'Iran per pubblicare il suo giornale, rivolto alla minoranza etnica di talisci residenti in Azerbaigian. Rasim Aliyev, presidente dell'Istituto per la libertà e la sicurezza dei giornalisti (IRFS), è morto il 9 agosto 2015 dopo essere stato pestato il giorno precedente nel centro di Baku in seguito alle critiche rivolte dal giornalista a un calciatore della nazionale azera.

Bielorussia Il giornalista Dzmitryj Zavadski, cameraman personale del presidente Aljaksandr Lukašėnka, è scomparso e probabilmente morto il 7 luglio 2000. Il 14 marzo 2002 sono state condannate quattro persone con l'accusa di averlo rapito, ma, dal momento che il corpo non è mai stato ritrovato, non c'è stata alcuna sentenza per omicidio; i mandanti del rapimento, allo stesso modo, non sono mai stati identificati. Zavadski è stato dichiarato morto il 28 novembre 2003. Aleh Bjabenin, co-fondatore e direttore del sito web di opposizione politica Charter 97, è stato trovato impiccato all'interno della sua abitazione estiva a Minsk il 3 settembre 2010, ma dal momento che non è stato trovato alcun messaggio lasciato dal giornalista l'ipotesi del suicidio è stata ritenuta dubbia.

Bosnia ed Erzegovina Durante le guerre jugoslave, tra il 1991 e il 1995, sono rimasti uccisi 75 giornalisti: Il 28 gennaio 1994, nei pressi della città di Mostar, restano uccisi per un colpo di mortaio tre giornalisti italiani della Rai di Trieste: Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D'Angelo. Il 1º maggio dello stesso anno, sempre vicino a Mostar, a causa dello scoppio di una mina rimangono uccisi i giornalisti Bryan Brinton e Francis William Tomasic, mentre lo scrittore e giornalista William Vollmann rimane ferito.

Bulgaria Il conduttore e autore radiofonico Bobi Cankov, che si era occupato a lungo dei crimini legati alla mafia bulgara, è stato assassinato nel centro di Sofia il 5 gennaio 2010. Viktorija Marinova, una giornalista televisiva che stava cercando di fare luce su un sospetto caso di corruzione legato all'attribuzione dei fondi europei, è stata violentata e uccisa nella città di Ruse; il suo cadavere è stato ritrovato il 7 ottobre 2018.

Cipro Il giornalista turco-cipriota Kutlu Adalı è stato assassinato a colpi d'arma da fuoco fuori dalla sua abitazione a Nicosia, il 6 luglio 1996. L'omicidio è stato rivendicato dalla "Brigata della vendetta turca" (TİT), ma nessuno è stato mai condannato; secondo la vedova del giornalista, inoltre, gli indizi sull'omicidio sono stati fatti sparire e non è stata condotta alcuna indagine.

Croazia Secondo l'Associazione dei giornalisti croati (HND) almeno 14 giornalisti sono stati uccisi in Croazia durante le guerre jugoslave (1991–1995); secondo Balkan Insight sono stati uccisi anche 13 giornalisti stranieri. Egon Scotland, un giornalista tedesco della Süddeutsche Zeitung, è stato ucciso il 26 luglio 1991 a Glina. Il comandante paramilitare serbo Dragan Vasiljković (Capitano Dragan) è stato ritenuto responsabile della sua morte. Il fotografo e cameraman croato Gordan Lederer è stato ucciso da un cecchino serbo a Hrvatska Kostajnica, il 9 agosto 1991, durante la guerra d'indipendenza croata. I reporter di guerra russi Viktor Nogin e Gennadij Kurinnoj, della VGTRK, sono stati uccisi, probabilmente da ribelli serbi, il 1º settembre 1991. Il giornalista croato Siniša Glavašević è stato pestato e giustiziato dalle forze paramilitari serbe, insieme a centinaia di altre persone, tra il 18 e il 20 novembre 1991, durante la battaglia di Vukovar, e il suo corpo è stato recuperato nel 1997 da una fossa comune vicino al villaggio di Ovčar. Il fotografo croato Pavo Urban da un frammento di granata durante un bombardamento a Ragusa il 6 dicembre 1991.

Danimarca Kim Wall, giornalista freelance svedese, è stata violentata e uccisa dall'inventore Peter Madsen a bordo del suo sommergibile privato, il UC3 Nautilus, la sera tra il 10 e l'11 agosto 2017. Madsen è stato in seguito condannato all'ergastolo per l'omicidio della giornalista.

Francia Francisco Javier Galdeano, corrispondente di Egin in Iparralde, è stato assassinato a Saint-Jean-de-Luz il 30 maggio 1985. Il giornalista e saggista Nicolas Giudici è stato ucciso in Corsica il 16 giugno 2001. Gli investigatori hanno escluso il movente politico o mafioso, e il Fronte di Liberazione Nazionale Corso ha negato ogni responsabilità. Un uomo, responsabile di alcune rapine, è stato sospettato dell'omicidio, ma è stato ucciso prima del processo. Delle dodici vittime dell'attentato alla sede di Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015, nove erano giornalisti: Jean Cabut, Elsa Cayat, Stéphane Charbonnier, Philippe Honoré, Bernard Maris, Mustapha Ourrad, Michel Renaud, Bernard Verlhac e Georges Wolinski. Philippe Lançon, Fabrice Nicolino e Laurent Sourisseau sono invece rimasti feriti. Guillaume B. Decherf, critico musicale per il settimanale Les Inrockuptibles, è rimasto ucciso durante gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, mentre si trovava all'interno del Bataclan. I due giovani giornalisti radiofonici Antonio Megalizzi e Bartosz Orent-Niedzielski sono stati fra le vittime dell'attentato di Strasburgo dell'11 dicembre 2018. A entrambi è stato intitolato uno studio radiofonico al Parlamento europeo.

Georgia David Bolkvadze, un giornalista georgiano di Worldwide Television News è stato ucciso a Khobi il 28 ottobre 1993 mentre seguiva la guerra civile in Georgia Antonio Russo, giornalista italiano inviato di Radio Radicale, è stato ucciso a Ujarma il 16 ottobre 2000. Giorgi Sanaia, un conduttore di Rustavi-2, è stato ucciso nel suo appartamento a Tbilisi il 26 luglio 2001. Stan Storimans, un cameraman olandese di RTL TV, è stato ucciso a Gori il 12 agosto 2008, durante la seconda guerra in Ossezia del Sud. Secondo il governo olandese è stato ucciso da una bomba a grappolo russa.

Grecia Il giornalista investigativo Sokratis Giolias è stato ucciso il 19 luglio 2010 a Īlioupolī, nell'unità periferica di Atene Centrale. Giolias è stato assassinato con le stesse armi utilizzate in altre occasioni dalla Setta dei rivoluzionari, sospettata dell'omicidio, ma i colpevoli non sono ancora stati identificati. Il giornalista Giorgios Karaivaz è stato ucciso ad Atene davanti alla sua abitazione venerdì 9 aprile 2021.

Irlanda La giornalista irlandese Veronica Guerin, nota per la sua lotta al narcotraffico, è stata uccisa dai cartelli della droga il 26 giugno 1996.

Italia Secondo un dossier realizzato nel 2014 dall'osservatorio Ossigeno per l'informazione su commissione della Commissione parlamentare antimafia, sarebbero 28 i giornalisti italiani uccisi dal secondo dopoguerra ad oggi, mentre almeno 15 giornalisti vivono attualmente sotto scorta e altri hanno ricevuto minacce di morte.

Di questi, undici sono morti per mano di mafia e camorra (nel caso di nove giornalisti) o come vittime di azioni terroristiche (due giornalisti): Cosimo Cristina, fondatore del periodico di Palermo Prospettive Siciliane, ucciso il 5 maggio 1960 dalla mafia. Mauro De Mauro, cronista de L'Ora, rapito da Cosa nostra il 16 settembre 1970 e di cui non è mai stato trovato il corpo. Giovanni Spampinato, ucciso dalla mafia il 27 ottobre 1972. Carlo Casalegno, ucciso il 29 novembre 1977 dalle Brigate Rosse. Peppino Impastato, assassinato il 9 maggio 1978 da Cosa Nostra. Mario Francese, cronista per il Giornale di Sicilia, è stato ucciso da Cosa nostra il 26 gennaio 1979. Mino Pecorelli, fondatore di OP-Osservatore Politico, ucciso a colpi di pistola il 20 marzo 1979. I responsabili non sono mai stati accertati. Walter Tobagi, scrittore e cronista per il Corriere della Sera, è stato assassinato il 28 maggio 1980 in un attacco terroristico della Brigata XXVIII marzo. Giuseppe Fava, direttore del Giornale del Sud e fondatore de I Siciliani, è stato ucciso da Cosa nostra il 5 gennaio 1984. Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985. Mauro Rostagno, uno dei fondatori del movimento politico Lotta Continua, è rimasto vittima di un agguato mafioso il 26 settembre 1988. Beppe Alfano, collaboratore de La Sicilia, ucciso dalla mafia l'8 gennaio 1993.

Gli altri diciassette giornalisti sono invece rimasti uccisi mentre si trovavano in missione all'estero. L'elenco comprende i nomi di Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Dario D’Angelo, Amerigo Grilz, Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Ota, Marcello Palmisano, Guido Puletti e Andrea Rocchelli.

Kazakistan Askhat Sharipjanov, un editor del sito Navigator, è stato investito da una macchina ad Almaty il 20 luglio 2004. Il guidatore è stato condannato per violazioni del codice della strada e guida pericolosa, ma secondo i colleghi di Sharipjanov si sarebbe trattato di un omicidio su commissione. Gennady Pavlyuk (pseudonimo: Ibragim Rustambek), caporedattore di Bely Parokhod, è morto in un ospedale ad Almaty il 22 dicembre 2009, sei giorni dopo essere caduto da un edificio con le mani e le braccia legate con nastro adesivo. Due persone sono state condannate per il suo omicidio.

Kosovo Durante la guerra del Kosovo, e in seguito ad essa, sono scomparsi almeno sette giornalisti serbi che si ritiene siano morti in Kosovo. Due giornalisti tedeschi, Gabriel Grüner e Volker Krämer, sono stati uccisi da dei soldati jugoslavi il 13 giugno 1999, vicino al villaggio di Dulje. Krämer è morto immediatamente, mentre Grüner è morto più tardi all'ospedale di Tetovo, nella Repubblica di Macedonia.