Filattiera (Faltéra in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Massa-Carrara in Toscana.

Il comune fa parte del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Filattiera si estende per in una zona montagnosa e collinare, sulla riva sinistra del Magra, nell'alta Lunigiana. Oltre che dal Magra, il comune è bagnato anche dal torrente Caprio..

Originatasi come centro signorile, Filattiera ha raggiunto l'attuale assetto territoriale nel 1865, quando le furono aggiunte le frazioni di Rocca Sigillina, Cavallana, Lusignana e Gigliana, staccate dal comune di Bagnone.

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima Classificazione climatica: zona E, Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002

Origini del nome Filattiera corrisponde all'antica Filateria o Feleteria Castrum, il nome deriverebbe dal termine greco ϕυλακτήριον (dal greco ϕυλάσσω, "difendere" o "preservare") con il quale i bizantini indicavano le torri di guardia poste a sbarramento dei punti strategici dei loro sistemi difensivi..La denominazione di altre località e comuni italiani quali Filettino e Filetto ha probabilmente la stessa origine Bizantina. Il paese fu difatti assieme a Filetto una fortificazione bizantina durante le guerre longobardo-bizantine.

Storia La zona attorno Filattiera, come la totalità della Val di Magra, è il prodotto delle civiltà e delle varie dominazioni che si sono di volta in volta succedute: dai Liguri ai Romani, dai Bizantini ai Longobardi fino ai Malaspina e i Medici.

Età del ferro La zona è stata frequentata già in epoca preistorica, come testimoniano le sette statue stele trovate nell’area circostante la Pieve di Sorano e i numerosi reperti di età del ferro. La zona è stata abitata dai Liguri, come mostrano due tombe a casetta dell'età del ferro rinvenute nel 1921 nei pressi della stazione.

Periodo romano La fase romana era insediata a fondovalle ed è testimoniata dalla presenza di una mansio recentemente indagata archeologicamente.

Nel 109 a.C., l'allora censore Marco Emilio Scauro si occupò della creazione della Via Aemilia Scauri, la prima strada che collegava in modo diretto la colonia e porto romano di Luni ai centri abitati della valle Padana (Parma e Piacenza). La via permise lo sviluppo della zona, conducendo verso l'età imperiale alla fondazione di un nucleo abitato strategico per la sua posizione d'osservazione e di difesa sulla via di collegamento.

Periodo bizantino Belisario, generale dell'imperatore d'Oriente Giustiniano, a partire dal 535 era incaricato di difendere l'Italia dai Goti. Verso l'anno 540

Periodo medioevale

La strada della Cisa, già strada romana, in epoca medioevale era percorsa dai pellegrini. Al periodo longobardo risale la Pieve di Sorano. In epoca altomedievale sul colle fu eretto il castello di San Giorgio e a partire dal X-XI secolo si sviluppò ulteriormente il borgo.

Nel 1029 e nel 1033 il nome Feleteria compare per la prima volta in documenti ufficiali..

Nel 1077, con un privilegio dell'imperatore Arrigo IV, Filattiera fu concessa, , a . Gli Estensi a loro volta nel XII secolo la cedettero ai Malaspina. Nel 1221 avvenne infine la divisione del feudo nel tra Obizzino e Corrado Malaspina..

Al marchese Obizzino toccarono i territori alla sinistra del fiume Magra, con l'eccezione di Villafranca che restava a Corrado assieme ai territori di destra: Il primo feudo, corrispondente a tutta la Lunigiana orientale, ebbe per capoluogo Filattiera, il secondo Mulazzo. Si crearono in questo modo due nuove linee famigliari: la dinastia marchionale alla sinistra del fiume fu denominata dello "Spino Fiorito", per via del nuovo stemma di uno cespuglio spinoso fiorito su campo d'oro, mentre l'altra "dello Spino Secco"..

La prolificità della famiglia Malaspina combinata alla loro prassi successoria che garantiva diritto di eredità a tutti i figli maschi portò alla frammentazione di rami minori in quasi tutti i centri della zona solo parzialmente compensata dall'estinzione di alcuni per endogamia. Già nel 1275 infatti si formarono i feudi di Verrucola e Olivola e, alla metà del XIV secolo, quelli di Treschietto, Castiglione del Terziere, Malgrate e Bagnone..

Periodo moderno Con la progressiva degradazione territoriale il feudo originale andò frammentandosi fino a divenire politicamente ed economicamente debole. Questo portò a un periodo di incertezza e tensione dei rapporti fra la nobiltà della zona e l'impero e i feudatari vicini, con il ramo dello Spino Secco gravitante nella sfera di influenza del ducato Milano e quello dello spino fiorito su quella di Firenze.

All'inizio del XVI secolo il marchese di Filattiera e quello di Villa Uccellina giurarono fedeltà al duca di Milano, rispettivamente il 29 maggio del 1500 e il 20 luglio 1524. Nel 1532 entrambi i feudatari, Manfredo Riccardo e Camillo Malaspina, furono condannati a morte dal Capitano di giustizia del capoluogo lombardo per vari delitti con l'ordine di confisca dei feudi da parte del Magistrato per le Entrate Straordinarie. Solo Camillo fu giustiziato e un quarto del suo feudo su ordine del magistrato fu concesso a Cesare Malaspina; Manfredo riuscì invece a fuggire in Toscana, e da qua invase nuovamente il feudo cedendolo a Alessandro de' Medici. In seguito alle proteste del duca di Milano, il duca di Firenze decise di aspettare il consenso dell'imperatore prima di procedere a annettere il territorio. Solo alcuni anni dopo l'imperatore concesse il feudo a Pietro Francesco e Leonardo de Nocetis, che a loro volta lo vendettero a Cosimo I de' Medici..Secondo altre fonti, la cessione avvenne per contratto dal marchese Bernabò Manfredi a Cosimo I il 17 marzo 1549, riservandosi i diritti feudali.

Indipendentemente dai dettagli sulla cessione, a partire dalla seconda metà del XVI secolo Filattiera entrò a far parte dei possedimenti del Granducato di Toscana del capitanato di Fivizzano, seguendone le sorti.

Periodo contemporaneo Dopo il 1847 il comune fece parte degli Stati Parmensi.

Simboli

La torre nello stemma fa riferimento all'origine del toponimo Filattiera che deriverebbe da Fulacterion, che indicava una torre di guardia del sistema difensivo bizantino. Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Pieve di Santo Stefano La Pieve di Santo Stefano a Sorano è sita sul fondovalle della Magra,. lungo il percorso dell'antica via Francigena. Ha una datazione controversa, che viene fatta risalire attorno al X o XI secolo, ed è attestata per la prima volta nel 1148.

Fu costruita usando ciottoli fluviali secondo lo stile romanico su schema basilicale a tre navate, divise da robusti pilastri circolari con capitelli monolitici appena sbozzati, e tre absidi coperte di lavagna.. La grande abside centrale è affiancata dalle due minori che mostrano, ben visibili all'esterno, evidenti segni dell'aggiunta in epoche successive al corpo originario della pieve; sul lato sinistro è presente la possente torre a base quadrata e un campanile a vela.

Al suo interno sono state trovate durante i lavori di restauro del 1925 due statue stele frammentarie. Una statua, utilizzata come roccia per la costruzione delle murature, è ancora visibile all'interno della pieve; è stata restaurata e dotata di pannelli indicanti la sua storia.

Chiesa di Santa Maria La chiesa di Santa Maria è situata nel borgo antico di fronte alla sede comunale. Ristrutturata nel XVI secolo, con il graduale spopolamento della zona di Sorano ottenne i privilegi della pieve di Santo Stefano. La chiesa ha un'abside medioevale e una torre circolare dotata di orologio.

Chiesa di San Giovanni Battista La chiesa di San Giovanni Battista è l'edificio di culto della frazione di Dobbiana. La chiesa risale probabilmente al periodo altomedievale, anche se l'attuale aspetto è dovuto ad una ricostruzione voluta dai pontremolesi nel 1426.

Chiesa di San Giorgio San Giorgio è un'antica chiesa castrense che ospita una preziosa testimonianza, la Lapide di Leodegar. Risalente al 752, la lapide narra di Leodegar, un missionario giunto in Lunigiana dove combatté il paganesimo, fondò chiese e convertì popolazioni.

Altre chiese Chiesa di Santa Maria Assunta a Caprio Chiesa di San Martino a Cavallana Chiesa dei Santi Michele arcangelo e Giacomo apostolo a Gigliana Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Lusignana Chiesa di San Giorgio a Rocca Sigillina Chiesa di Sant'Andrea apostolo a Scorcetoli Chiesa di San Michele arcangelo a Serravalle

Oratori Oratorio di Sant'Anna a Caprio Oratorio dei Santi Bernardo e Rocco a Ponticello Oratorio della Natività di Maria a Rocca Sigillina Oratorio di San Rocco a Rocca Sigillina Oratorio di San Rocco, in località Canale

Architetture civili Ospitale di San Jacopo

All'interno del borgo si conserva l'edificio dell'antico Ospitale di San Giacomo di Altopascio, una delle istituzioni caritatevoli che offriva asilio ai pellegrini sulla via Francigena.

L'Hospitale è indicato da una croce templare rifatta sull'originale e da un marmo che mostra un San Jacopo dinamico in veste medioevale da pellegrino.

Casa di Pietro Ferrari Nell'antico "Borgo della Chiesa" (ora via Santa Maria) si trova una casa malaspiniana risalente al Medioevo (XIV secolo) originariamente adibita a bottega e casa di abitazione. L'abitazione fu la casa natale del generale Pietro Ferrari, come testimonia una lapide murata a ricordo sulla facciata.

Mulini Malaspina I mulini furono realizzati dai Malaspina nella parte bassa del piano del paese. Si tratta di edifici in pietra con volte generalmente a botte, adibiti a ospitare impianti di macinazione ed altre attività agricole. Risalgono nella forma attuale al XVI e XVII secolo e portano il nome delle facoltose famiglie locali che successivamente li hanno acquistati (il "Mulino Giuliani", il "Mulino Zampetti", il "Podere Ferrari").

Case-torri Nella zona pianeggiante di Caprio e di Ponticello sono inoltre visibili diverse case-torri, caratteristiche abitazioni fortificate, tipicamente usate nei siti agricoli di fondovalle.

Architetture militari Il territorio della valle del Caprio ha visto succedersi nell'arco di un millennio delle strutture difensive alquanto variegate, le quali, anziché adattarsi alle nuove esigenze e dominazioni come in altri luoghi, sono state spesso rimpiazzate da nuove installazioni. I complessi militari e difensivi più antichi sono quindi ancora visibili come sono stati concepiti all'epoca, sebbene una parte versi in stato di abbandono, invasa dalla vegetazione o spogliata di materiali impiegati in altre opere.

Le infrastrutture difensive principali presenti nel territorio dell'attuale comune sono ascrivibili a due gruppi principali: Il primo gruppo è rappresentato dal borgo principale che sorge su uno sperone preappenninico. La sua posizione permetteva la protezione del tracciato della via Francigena o pontremolese,. cioè della viabilità che, seguendo il corso del Magra, metteva in comunicazione le zone dell'Emilia con la costa, Genova e Roma). Di questo gruppo sono tutt'oggi visibili i castelli succedutisi in epoche diverse, che si trovano a breve distanza l'uno dall'altro: il Castelvecchio, il Castello di San Giorgio e il Castello del borgo di Filattiera. L'altro gruppo di infrastrutture difensive si trova nell'alta valle del torrente Caprio, affluente del Magra, dove a quota 800 m s.l.m. si trovano i ruderi di Monte Castello, insediamento del VII secolo, posto a controllo e difesa della strada che portava nel parmense, la via del sale.

Torre di San Giorgio