Rosmonda è una tragicommedia in cinque atti in versi endecasillabi di Carlo Goldoni rappresentata per la prima volta dalla compagnia Imer nel gennaio del 1735 nel Teatro San Samuele di Venezia. L'opera non ottenne il successo della precedente tragicommedia Belisario, ma fu comunque replicata una decina di volte:

Ispirandosi a Rosimonda, romanzo secentesco del predicatore Giovanni Maria MutiC. Goldoni, Mémoires: La Rosimonda del Muti, cattivo romanzo del secolo passato che mi aveva suggerito l'argomento, il commediografo veneziano compose questa tragedia per venire incontro alle richieste dell'attrice Andriana Bastona, che aveva impersonato perfettamente il personaggio di Teodora in BelisarioC. Goldoni, Mémoires: La Bastona la quale, sostenuto avendo il carattere odioso di Teodora, pretendeva di farsi onore con una parte virtuosa, ed eroica; ma tutti e due c'ingannammo: ella non era fatta per queste parti, ed io non era ancora assai pratico per iscegliere gli argomenti.

Trama Aranna, nell'immaginario regno di Gotia: la tragica vicenda di Rosmonda figlia del re Alerico che, innamorata di re Germondo nemico del padre, decide di avvelenarsi per non dispiacere al genitore.

Poetica Se per Giuseppe Ortolani, quest'opera può essere considerata un saggio malriuscito di teatro tragico goldonianoG. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, 1950, Mondadori Editore, per altri studiosi Rosmonda è la testimonianza non solo di un precoce esempio della riforma goldoniana che doveva ancora prendere avvio, ma anche di una cosciente partecipazione dell'autore veneziano al complesso dibattito sul tragico di inizio SettecentoP. Quazzolo, in C. Goldoni. Rosmonda, Marsilio Editore, 2009 e può essere interessante per l'evidente ricerca di forme di teatro più regolari e razionali (ricerca del verosimile, del decoroso, dell'unità di luogo e di tempo), adatte ad un vasto e vario pubblicoW. Binni, Goldoni, Il Ponte Editore, 2015.

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