Il santuario di Maria Ausiliatrice è una basilicaSezione Santuario-basilica di Maria Ausiliatrice sul sito ufficiale della casa madre dei salesiani - Torino www.donbosco-torino.it (ultimo accesso il 31 marzo 2010) cattolica della città di Torino.

Inaugurato il 9 giugno 1868, il santuario fu voluto da san Giovanni Bosco, ed è circondato da un vasto comprensorio, chiamato Valdocco, poiché situato nel quartiere omonimo; è anche chiamato comprensorio salesiano; qui sono presenti molte delle attività gestite dai salesiani e solitamente dedicate ai giovani, come scuole, attività sportive ed oratori.

La basilica principale fu progettata dall'ingegnere Antonio Spezia. Tale chiesa venne dedicata a Maria, invocata da don Bosco come Ausiliatrice. Negli anni '90 dell'Ottocento l'interno fu riccamente decorato con marmi dal successore, Michele Rua. Il 28 giugno 1911 fu elevata alla dignità di basilica minore. Tra il 1934 e il 1942, in concomitanza con la canonizzazione di don Bosco, le cui spoglie sono ospitate in una cappella finita nel 1938,Basilica di Maria Ausiliatrice, scheda su www.museotorino.it la chiesa subì notevoli ingrandimenti progettati dall'architetto Giulio Valotti, salesiano.

Storia Tettoia Pinardi e la chiesetta di San Francesco di Sales Nel 1841 la zona Valdocco di Torino si presentava piena di campi, e qualche cascina. Qui, don Giovanni Bosco, già in servizio nella città da alcuni anni, individuò l'antica cascina di Francesco Pinardi, in affitto, come sede per accogliere i giovani disadattati e disoccupati, soprattutto ragazzini che egli incontrava nella vicina Porta Palazzo. Con l'aiuto di Giulia Falletti Marchesa di Barolo e dell'allora nascente congregazione salesiana, don Bosco riuscì a rilevare i terreni e ampliare così l'accoglienza dei giovani, in quella che, presto diventerà la nota "Tettoia Pinardi", adibita a oratorio già dalla primavera del 1846.

Ben presto, di fianco alla Tettoia fu aggiunta una piccola chiesa, adibita a cappella, e dedicata a San Francesco di Sales. Questa fu costruita su progetto del cavalier Blachier ed eretta nel periodo 1850-1852. La chiesetta, che i salesiani soprannominano la loro "Porziuncola Salesiana", è accessibile dal cortile interno, situata esattamente dietro la basilica e dalla parte nord della Tettoia Pinardi, quest'ultima inglobata nei porticati della manica centrale.Sezione Cappella Pinardi sul sito ufficiale della casa madre dei salesiani - Torino www.donbosco-torino.it (ultimo accesso il 31 marzo 2010) La chiesa di San Francesco di Sales ha una campana - sotto alla quale, prima della costruzione dell'antistante basilica, era collocato un orologio - in Re⁴ fusa dai Fratelli Barigozzi nel 1829. La campana è tornata a suonare, scandendo il suono del triplice angelus, con l'ampliamento del concerto della basilica, venendo collegata alla centralina di automazione del concerto.

Basilica e comprensorio Negli anni le attività si moltiplicarono, e Valdocco divenne il centro propulsore della nascente congregazione dei salesiani.Volendo affidare alla protezione di Maria tutti i suoi ragazzi e le sue attività, Don Bosco pensò, oltre che alla costruzione di un vero e proprio comprensorio, dotato di edifici per accogliere religiosi e pellegrini, di far costruire un santuario dedicato a lei (poiché la cappella dedicata a San Francesco di Sales non era più sufficiente ad accogliere i fedeli), affidandone i lavori all'architetto Antonio Spezia, che ne diresse la costruzione dal 1865 sino al termine dei lavori. La prima pietra del santuario venne posta il 27 aprile 1865 alla presenza del principe Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, figlio secondogenito del re Vittorio Emanuele II; il 23 settembre 1866 venne terminata la cupola di 19 metri di diametro minore e nel 1867 la chiesa poté dirsi finita con il posizionamento della grande statua della Madonna al termine della cupola stessa. La consacrazione ebbe luogo il 9 giugno 1868.

Importanti furono anche gli ingrandimenti e le decorazioni esterne, compresa l'area oratoriale nord, a seguito della canonizzazione di Don Bosco, a opera dell'architetto don Giulio Valotti, e operate dal 1935 al 1952. In particolare l'arch. Valotti progettò il nuovo altare di San Giovanni Bosco (seconda cappella a destra), una seconda cupola, il raddoppio della zona absidale con l'allungamento della parte presbiteriale e arretramento dell'altare, le due cappelle la fianco dei lati terminali del transetto, un ampio spazio retrostante l'altare. L'organo dal fondo fu trasferito accanto al presbitero e da qui fu elevato un matroneo per le celebrazioni affollate. Il comprensorio salesiano di Torino raggiunge la sua estensione con altre palazzine e oratori fino a Via Sassari, più un piccolo teatro sul lato via Salerno.

Programma iconografico e ideologico La chiesa presenta un impianto iconografico molto preciso e dettagliato, con una serie di rifermenti storici e ideologici definiti da Don Bosco, e ripresi negli ampliamenti successivi. Le decorazioni interne ed esterne si riferiscono a Maria Ausiliatrice come aiuto dei cristiani, baluardo contro i nemici della Chiesa e del Papato, debellatrice degli scismi e delle eresie, protettrice degli eserciti che combattono per la fede cristiana. Forte è il riferimento alla lotta contro la Riforma e alla missione civilizzatrice della Chiesa. Anche la scelta dello stile neo-rinascimentale per la facciata potrebbe collegarsi al Rinascimento della Controriforma, in controtendenza con lo stile neo-medievale spesso utilizzato per gli edifici ecclesiastici del periodo.

Descrizione

Esterno La facciata è realizzata in stile neo-rinascimentale sul modello palladiano della chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia. Sul timpano, retto da quattro colonne, sono poste le statue dei martiri Solutore, Avventore e Ottavio, considerati i primi martiri di Torino, che secondo le fonti agiogafiche sarebbero in parte stati uccisi nella zona di Valdocco.Non ci sono comunque fonti attendibili. Cenni ai tre personaggi e ai luoghi del martirio sono in una predica del vescovo di Torino, San Massimo (IV secolo) e in una Passio del V secolo. Vedasi nota successiva.A lato del timpano vi sono le statue di due vescovi: san Massimo, primo vescovo di Torino e san Francesco di Sales, vescovo di Ginevra.Sull'architrave sotto il timpano c'è la scritta: "Maria auxilium christianorum ora pro nobis" e sotto il rosone la statua in marmo di Gesù tra i fanciulli.

Le due parti laterali, dagli altorilievi della facciata alle sculture sui corpi laterali, obbediscono ad un programma iconografico teso a esaltare due precisi momenti storici collegati alla venerazione di Maria Ausiliatrice. La parte sinistra si riferisce alla battaglia di Lepanto del 1517: nell'altorilievo tra le due colonne giganti vi è Papa Pio V annuncia la vittoria di Lepanto; al di sopra un angelo regge un cartiglio riportante l'anno 1571, data della battaglia; sulla sommità del campanile arretrato di sinistra l'arcangelo Michele sventola una bandiera su cui si legge "Lepanto". Successivamente alla vittoria della Lega Santa papa Pio V inserì nelle Litanie Lauretane anche una invocazione a Maria Ausiliatrice. La parte di destra si riferisce alla liberazione dalla prigionia napoleonica di Papa Pio VII: nell'altorilievo Papa Pio VII incorona Maria a Savona, al di sopra un angelo regge un cartiglio riportante l'anno 1815, data della liberazione del papa, sulla sommità del campanile arretrato di destra l'arcangelo Gabriele si libra in volo con in mano una corona (per incoronare la Madonna). Il papa era stato tenuto in ostaggio da Napoleone dopo l'occupazione di Roma prima a Savona e poi a Fontainebleau, e rilasciato il 24 maggio 1815. Successivamente Papa Pio VII proclamò il 24 maggio giorno dedicato a Maria Ausiliatrice.Nella parte bassa della facciata vi sono due bassorilievi che raffigurano due episodi di Gesù con i giovani: a sinistra Gesù guarisce un giovane sordomuto; a destra Gesù resuscita il figlio della vedova di Nain. Nel 1867 la cupola venne ornata da una statua dorata della Madonna opera di Camillo Boggio: non è Maria Ausiliatrice ma Nostra Signora della Misericordia, venerata a Savona. Infine, nel 1920 sulla rotonda di fronte alla chiesa venne collocato il monumento a don Bosco, di Gaetano Cellini.

Il campanile di sinistra, fino all'ampliamento del concerto campanario del 2025, era sprovvisto di campane: vi erano dei vetri agli archi a tutto sesto della cella campanaria. Sul campanile di destra, ossia quello che si vede dal cortile di Casa Don Bosco, nel 1868, l'anno di consacrazione della basilica, venne collocato il primo concerto campanario della basilica: un concerto di 8 campane in Mi3 maggiore fuse da Giovan Battista Mazzola in quello stesso anno e montate a sistema ambrosiano.

Queste campane vennero calate dal campanile nel 1922 e divise in due parrocchie: le cinque maggiori andarono alla chiesa del Gesù Adolescente, in Borgo San Paolo, dove suonano tutt'ora, le tre minori, invece, sono collocate sul campanile a vela della chiesa di San Domenico Savio in Torino, dove suonano tutt'ora - il trasferimento delle campane avvenne nel 1925. Nel 1922, infatti, la comunità salesiana interpellò la Fonderia Barigozzi di Milano per commissionare un nuovo concerto di maggiori dimensioni: ne uscì un concerto di 5 campane in Reb3 maggiore(l'attuale campanone(Reb3), o prima, la seconda(Mib3), la terza(Fa3), la quarta(Solb3) e quinta campana(Lab3)) fuso nello stesso anno e montate a sistema ambrosiano.

Nel 1988, per commemorare il centenario della morte di Don Bosco, vennero fuse 3 nuove campane da Roberto Mazzola. Queste campane, montate fisse nella parte alta della cella campanaria, ampliarono il concerto, portandolo ad un concerto di 8 campane in Reb3 maggiore.

Nel 2025, in occasione dell'anno santo e dei 200 anni del sogno di Don Bosco, la piazza antistante la basilica viene restaurata, insieme ai campanili della basilica.

Interno

La chiesa ha una pianta a croce latina e una decorazione in marmi policromi voluta dal beato Michele Rua, primo successore di don Bosco. Sopra il tabernacolo si trova il grande dipinto che rappresenta Maria ausiliatrice, voluto da san Giovanni Bosco e realizzato da Tommaso Lorenzone, mentre l'affresco della cupola è di Giuseppe Rollini. Il paliotto in bronzo dorato raffigurante l'Ultima Cena è opera di Gianni Remuzzi. A Carlo Cussetti si devono i decori sulle volte delle gallerie che circondano le due cappelle che affiancano l'altare maggiore, e quelli della cupola minore costruita da Giulio Valotti.

L'interno della basilica custodisce, oltre a quello maggiore, quattro altari laterali: entrando dall'ingresso principale, sulla destra, si trova quello dedicato a santa Maria Mazzarello, cofondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, mentre di fronte quello intitolato a san Domenico Savio, giovane allievo di don Bosco e protettore dei ragazzi; proseguendo per la navata, superato l'accesso alla cosiddetta "cappella delle Reliquie", sulla destra si incontra l'altare di don Bosco, monumentale opera progettata dall'architetto Mario Ceradini che conserva le spoglie del Santo e, infine, di fronte, la cappella dedicata a san Giuseppe, l'unica rimasta come l'aveva voluta il fondatore, nel cui quadro, in basso, si vede il complesso della basilica come si presentava poco dopo la costruzione.