Margherita, conosciuta all'epoca come "la Madama", fu politicamente attiva durante la sua vita, viaggiò per l'Europa ed ebbe il titolo personale di governatrice dei Paesi Bassi spagnoli, oltre a essere signora di una serie di feudi italiani. Per matrimonio ottenne, tra gli altri, i titoli di duchessa consorte di Firenze grazie al primo marito, Alessandro de' Medici, e di duchessa di Parma e Piacenza in quanto moglie di Ottavio Farnese.
Biografia Nascita e battesimo
Margherita nacque a Oudenaarde, nelle Fiandre, dall'imperatore Carlo V e dalla sua amante Giovanna van der Gheynst, figlia di un lavorante di arazzi. Fu battezzata nella Chiesa di Nostra Signora di Pamele e cresciuta a Bruxelles, sotto la supervisione di Margherita d'Asburgo, governatrice dei Paesi Bassi meridionali e di Maria d'Asburgo, ex regina d'Ungheria, rispettivamente zia e sorella di Carlo V, all'interno della famiglia di Andries Douvrin, signore di Drogenbos e Sint-Martens-Bodegem. Fu legittimata dal padre ed educata secondo i dettami previsti dal suo rango.
Infanzia Nel 1532, all'età di dieci anni, Margherita si trasferì in ItaliaParla di "excepcional figura de la italianizada hija natural de Carlos V Margarita de Austria" Hernando Sánchez, Carlos José, Dominar y obedecer : la nobleza italiana en el gobierno de la Monarquía de España, Cheiron : materiali e strumenti di aggiornamento storiografico : 53-54, 1-2, 2010, p. 29 (Roma : Bulzoni, 2010)., dove visse sotto le regole impostele da Francesca d'Entremont de Montbel, vedova dell'ex viceré di Napoli, Carlo di Lannoy.
Riconoscimento Nell'anno 1529 Carlo V la riconobbe come sua figlia. Nel 1533 ebbe in dote dal padre i feudi di Castrum Sancti Angeli (odierna Castel Madama) Penne, Campli, Ortona, Leonessa, Cittaducale, Montereale, (che formarono in seguito i cosiddetti Stati mediceo farnesiani), e successivamente altri feudi quali Castellammare di Stabia, Altamura e la Signoria di Roccaguglielma (situati nel Regno di Napoli).
Primo matrimonio In un'epoca caratterizzata da guerre politiche e di religione che infiammavano l'intero continente, essa divenne una pedina fondamentale nel gioco delle alleanze. Ben due papi, Clemente VII e Paolo III la legarono al papato e alle loro famiglie.
Fu promessa ad Alessandro de' Medici, duca di Firenze, che per poterla sposare dovette attendere ancora qualche anno.
Il loro matrimonio, celebrato a Firenze il 13 giugno 1536“[Le Carte Strozziane Del R. Archivio Di Stato in Firenze, Inventario Pubblicato Dalla R. Soprintendenza Degli Archivi Toscani (Continued)].” Archivio Storico Italiano, vol. 7, no. 123, 1881, p. 72., non fu felice a causa del carattere e della sregolatezza del marito. Comunque, nel 1537 Alessandro fu assassinato dal cugino Lorenzino de' MediciM. Bellardini, Margherita d’Austria, sposa e vedova del duca Alessandro de’ Medici, in S. Mantini (dir.), Margherita d’Austria (1522-1586): costruzioni politiche e diplomazia tra corte Farnese e monarchia spagnola, Roma, 2003, p. 25-54. Nello stesso volume, si veda anche il contributo di Brunelli, Tra eretici e gesuiti. I primi anni di Margherita a Roma, pp. 65-83. e così Margherita rimase vedova, senza aver generato figliPrevio soggiorno a Pisa e a Prato, rientrò a Roma sotto la protezione imperiale: v. Rouchon Olivier, Le duc, le capitaine et les Pisans: lectures d'un procès politique (Florence, 1542), MEFRIM: Mélanges de l'École française de Rome : Italie et mediterranée : 122, 1, 2010, p. 57..
Secondo matrimonio Sebbene chiesta in moglie da Cosimo I de' Medici, erede politico del defunto marito di Margherita e futuro granduca di Toscana, la proposta venne rifiutata dal padre di lei e Margherita si preparò quindi a rientrare in Austria.
Tuttavia papa Paolo III, nel 1538, chiese la sua mano per il nipote Ottavio, figlio di Pier Luigi Farnese e duca ereditario di Castro. Ma Margherita, allora diciassettenne, dopo essere stata Duchessa di Firenze, aspirava a ben altro che a sposare Ottavio che aveva solo quindici anni.
Margherita non amava Ottavio e non lo riteneva degno dei suoi natali, anche se il papa cercava di accumulare su di lui onori, cariche e ricchezze, conducendo un'accorta politica matrimoniale"Il Farnese e l'Asburgo si accordarono per il matrimonio dei rispettivi figli, Ottavio e Margherita, dimostrando una ricerca dell'intesa per via diplomatica che non fece che esasperare l'irrequietezza del Colonna, sempre più isolato nella sua strategia di contrapposizione frontale al pontefice": Michele Camaioni, Riforma cappuccina e riforma urbana: esiti politici della predicazione italiana di Bernardino Ochino, Rivista di storia della Chiesa in Italia : 1, 2013, p. 88 (Milano : Vita e Pensiero, 2013).. Dovendo, tuttavia, cedere per ragioni di Stato, si presentò a Roma vestita di nero vedovile palesando a tutti che tale imposizione non le piaceva.
Il matrimonio fu celebrato il 4 novembre nella Cappella Sistina alla presenza del papa stesso. Paolo III si adoperò affinché venisse risolta in favore della nipote acquisita anche la questione della liquidazione dei beni di proprietà di Alessandro de' Medici presenti a Roma (tra i quali la famosa Villa Madama, che da lei prese il nome, a Monte Mario).
L'unione non si rivelò, inizialmente, felice, sia a causa di Margherita che cercò in tutte le maniere di non consumare"Essa rifiutò «per qualche tempo coricarsi col marito per vedere le cose di qua andar poco alla volta dell’imperatore» salvo cambiare opinione quando Ottavio si riavvicinò al suocero": così Angelantonio Spagnoletti, Le dinastie italiane nella prima età moderna, Il Mulino, 2010, 161, secondo cui "finché il marito non divenne duca di Parma fu rosa dalla gelosia nei confronti del cognato Orazio che aveva sposato Diana, la figlia naturale di Enrico II di Valois". il matrimonio e che sognava continuamente la corte medicea, sia a causa della scarsa comprensione e della mancanza di delicatezza di Ottavio. Secondo i dispacci che aggiornavano Carlo V sul vissuto della coppia sembra che Paolo III e Pier Luigi facessero di tutto per risollevare Margherita, mentre Ottavio conduceva una vita notturna certamente non degna di un nipote del papa; fu il periodo durante il quale a Palazzo Madama le offriva assistenza spirituale Ignazio di LoyolaHugo Rahner, Saint Ignatius Loyola. Letters to Women (Freiburg: Herder, 1960), pp. 75–92., che sarebbe stato poi ricambiato con il patronato che ricevette per l'apertura della Chiesa di Santa Marta al Collegio RomanoRobert Aleksander Maryks, The Jesuit Order as a Synagogue of Jews, Brill (2010), p. 61..
Nel 1545 ci furono due avvenimenti fondamentali: il 27 agosto nacquero due gemelli, Carlo e Alessandro. Il loro battesimo avvenne nella Basilica di Sant'EustachioIl Battesimo di Alessandro Farnese in una lettera di Francesco Franchino, in Studi in onore di Alberto Spigaroli, a cura di V. Anelli, Piacenza 2007, 39-46., alla presenza di diciannove cardinali e con padrini d'eccezione: Carlo V e la Regina di Francia.
Inoltre, dopo il superamento di dissapori tra Pier Luigi Farnese e l'ImperatoreDurante i quali Margherita, indignata per la politica filofrancese del suocero e di papa Paolo III, si sarebbe schierata con il padre dichiarando: "Se Sua Maestà vince e non si vendica di tanta ingratitudine, mi faccio turca!": Ferdinand de Navenne, PIER LUIGI FARNÈSE (Suite et fin), Revue Historique, T. 78, Fasc. 1 (1902), p. 10., si ebbe la fondazione del Ducato di Parma in suo favore, con la conseguente investitura del Ducato di Castro per Ottavio.
Duchessa di Parma e Piacenza Margherita rimase duchessa di Castro fino al 1547, anno dell'uccisione del suocero Pier Luigi: Ottavio, scampato alla morte in quell'occasione per la decisione dei congiuratiConsapevoli della "follia" di uccidere il genero dell'imperatore Carlo V, secondo Ferdinand de Navenne, PIER LUIGI FARNÈSE (Suite et fin), Revue Historique, T. 78, Fasc. 1 (1902), p. 33. di attenderne la partenza da Piacenza, assunse la carica di duca di Parma.
Il 1547, anno nefasto per la morte di Pier Luigi, fu invece l'anno in cui la coppia Margherita-Ottavio si rinsaldò: il coraggio dimostrato da Ottavio nel riconquistare Parma quando sia l'imperatore, sia il papa erano contro di lui portarono Margherita a schierarsi decisamente in favore del marito, con il quale subentrò un'intesa amichevole e comprensivaMargherita d’Austria e i Farnese negli anni romani (1538-1550): nuovi documenti, in Roma y España. Un crisol de la cultura europea en la Edad Moderna, a cura di C. J. Hernando Sánchez, Madrid 2007, 267-79..
Durante la guerra di Parma combattuta tra Ottavio, alleato del re di Francia, e il papa, alleato di Carlo V, la presenza di Margherita, che non volle abbandonare la città, fu di conforto per i parmensi. Dopo la guerra, l'imperatore, sentendo la morte avvicinarsi, raccomandò Margherita al figlio Filippo II di Spagna, che attuò una politica di avvicinamento al Duca di Parma.
Tra gli accordi che furono presi ci fu la clausola che il figlio Alessandro doveva essere posto sotto la tutela del Re di Spagna. Nel 1556 Margherita in persona accompagnò Alessandro a Bruxelles, dove si trovava Filippo II.
Nel frattempo Margherita «si stabilì da sola, senza il marito, a Piacenza, dando vita alla sua residenza ufficiale: Palazzo Farnese»Margherita d'Austria: storia della duchessa che fondò Palazzo Farnese a Piacenza di Ilaria Baratta , Finestre sull'arte, 01/02/2021.: all'epoca battezzato Palazzo Madama in Piacenza, la sua esecuzione fu alla fine affidata all'architetto Jacopo Barozzi detto il VignolaAdorni, Bruno, Il ruolo di Margherita d'Austria nella costruzione del Palazzo Farnese di Piacenza, in AA.VV., Margherita d'Austria (1522-1586): costruzioni politiche e diplomazia, tra corte Farnese e monarchia spagnola, 2003, Bulzoni..
Governatrice dei Paesi Bassi
Nel 1559, Filippo II la nominò Governatrice dei Paesi Bassi, che erano in rivolta contro la dominazione spagnola. Margherita partì da Piacenza il 25 maggio tra le acclamazioni della folla. Quando giunse a Gand il Re la presentò agli Stati Generali e le conferì pieni poteri: «con l'arrivo di Margherita d’Austria, la duchessa di Parma figlia bastarda (di madre fiamminga) di Carlo V, gli Stati generali delle province unite non erano ancora “rivoluzionari”» ed ella cercò una mediazione per evitare che scoppiasse una rivolta, mitigando la politica anticalvinista portata avanti da Filippo II, con la speranza di avvicinare gli elementi più moderati della società fiamminga all'autorità reale.
Si arrivò a un conflitto, che terminò in suo favore: vennero ristabiliti l'autorità reale e il culto cattolico, ma nell'ambito della scelta di Margherita di Parma di allearsi con la classe dirigente conservatrice olandese, a costo di concessioni sull'ortodossia religiosa.