Storia Fondazione Tra il 5 e l'8 gennaio 1949 a Mosca, su iniziativa dell'Unione Sovietica e della Repubblica Popolare di Romania, fu convocata una riunione economica a porte chiuse tra i rappresentanti dei governi di Albania, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania, URSS e Cecoslovacchia, che decisero di istituire un Consiglio di mutua assistenza economica, progettato per aiutare a stabilire legami economici tra l'Unione Sovietica e i Paesi socialisti. Il protocollo sulla creazione del Comecon fu firmato a Mosca il 18 gennaio 1949, ed il comunicato dell'evento citava il rifiuto da parte dei paesi firmatari di "subordinarsi all'imposizione del piano Marshall" e la loro intenzione di resistere al boicottaggio commerciale imposto da "Stati Uniti, Gran Bretagna e altre certe nazioni dell'Europa occidentale", ritenuti come i fattori più importanti che avevano contribuito alla decisione di "organizzare una cooperazione economica più ampia tra i paesi della democrazia popolare e dell'URSS.".

Nel febbraio del 1949 l'Albania entrò ufficialmente nel Comecon, seguita dalla Repubblica Democratica Tedesca nel 1950.

Le ragioni precise della costituzione del Comecon dopo la seconda guerra mondiale erano piuttosto complesse, data l'agitazione politica ed economica del periodo. Tuttavia, i desideri di Iosif Stalin di rinforzare la dominazione sovietica sui piccoli stati dell'Europa orientale e di persuadere alcuni stati che avevano espresso interesse nei confronti del piano Marshall furono dei fattori primari per la nascita del Comecon. Lo scopo dichiarato dell'organizzazione era quello di permettere agli stati membri "lo scambio di esperienze economiche, di estendere l'aiuto tecnico reciproco, e di rendere un'assistenza mutuale con rispetto delle materie prime, macchine, equipaggiamenti, ecc."

Durante i primi anni di vita, l'organizzazione non possedeva una struttura chiara e operava senza uno statuto o una carta fino a dopo dieci anni dalla fondazione. Queste disposizioni libere rifletterono gli obiettivi limitati del Comecon in confronto a quelli del piano Marshall (anch'esso governato da una struttura poco rigorosa), al quale l'organizzazione comunista serviva come risposta..

Dal 1949 al 1953, le funzioni del Comecon consistettero principalmente nel reindirizzare il commercio dei paesi membri verso ciascuno di essi e di introdurre industrie per la sostituzione delle importazioni, rendendo i membri ancora più autosufficienti dal punto di vista economico. Fu fatto poco invece per risolvere i problemi economici attraverso una politica regionale. Questo fu un periodo, inoltre, dove i paesi membri erano preoccupati per i loro primi piani quinquennali elaborati in base al modello sovietico. Nella precipitosa corsa alle parallele strategie di industrializzazione, i governi dell'Europa orientale si concentrarono soprattutto verso la propria situazione interna. A causa della sfiducia di Stalin nei confronti degli organi multilaterali, i legami bilaterali con l'Unione Sovietica dominarono velocemente le relazioni estere dei membri dell'Europa orientale. Ciascun paese stringeva accordi con l'URSS in un rapporto di parità tramite consultazioni dirette con Mosca attraverso delle missioni sovietiche locali. Sebbene le riparazioni di guerra (richieste dall'Unione Sovietica alla Bulgaria, Romania, Ungheria e all'ex Repubblica Slovacca, paesi che durante la seconda guerra mondiale erano alleate con le potenze dell'Asse) fossero state sostituite con delle più consuete relazioni commerciali, i debiti di guerra stabiliti dai trattati di Parigi del 1947 non furono annullati prima del 1956.. In queste circostanze, vi era assolutamente bisogno di politiche o istituzioni multilaterali.

Dopo la morte di Stalin nel 1953, tuttavia, nuovi leader e nuove idee emersero nei paesi del Comecon: gli stati più industrializzati e più dipendenti dal commercio del blocco orientale (Cecoslovacchia, Repubblica Democratica Tedesca e Polonia) riconobbero in seguito la necessità di adattare il modello autarchico sovietico alle proprie esigenze. Inoltre, nuovi approcci al commercio estero si fecero avanti durante le discussioni sulle riforme economiche: dato l'isolamento rispetto al resto del mondo e il predominio del commercio interblocco nelle loro relazioni estere, l'interesse in questi paesi si incentrò inevitabilmente su nuove forme di cooperazione regionale. Per le piccole economie pianificate ciò significò il bisogno di sviluppare un meccanismo attraverso il quale coordinare gli investimenti e le politiche commerciali.

L'instabilità nell'Europa orientale e l'integrazione nell'Europa occidentale aumentò la desiderabilità di regolarizzare le relazioni interblocco in una struttura più elaborata e istituzionale. Il Patto di Varsavia del 1955 e la sua implementazione rinforzarono i collegamenti politico-militari mentre sul fronte economico vi fu la riscoperta del Comecon. L'esempio dei Trattati di Roma del 1957 che istituirono la CEE e l'Euratom, diede l'impeto e la direzione alla rinascita del progetto Comecon.

Verso la fine degli anni cinquanta, paesi socialisti come la Cina, la Corea del Nord, la Repubblica Popolare Mongola, il Vietnam del Nord e la Jugoslavia, furono invitati all'interno del Comecon..

Anni sessanta Intorno al 1960, la leadership sovietica cercò di rendere il Comecon una sorta di alternativa socialista alla Comunità economica europea e al mercato europeo comune. L'area prioritaria del Comecon era determinata dalla cooperazione economica, scientifica e tecnica degli Stati, che comprendeva lo sviluppo del commercio reciproco, lo scambio di esperienze economiche, la fornitura di assistenza reciproca con materie prime, alimenti, attrezzature, macchinari e altri beni. Inoltre, furono sviluppati standard e norme uniformi valide per i paesi partecipanti. Il quartier generale si trovava nella via Petrovka 14 a Mosca, spostato nel 1969 nella Nuova Arbat.

Nel 1961 la Cina e l'Albania interruppero la propria partecipazione alle sessioni del Comecon a seguito della crisi sino-sovietica, mentre nel 1962 entrò la Mongolia e la Jugoslavia optò per uno status di nazione associata, concesso successivamente tramite un accordo nel 1964.

L'organizzazione prendeva decisioni e forniva raccomandazioni su varie questioni economiche, scientifiche e tecniche; tuttavia, queste decisioni non erano legalmente vincolanti e venivano adottate solo con il consenso dei paesi membri interessati e non si applicavano ai paesi che si dichiaravano disinteressati alla questione trattata. Le attività del Comecon hanno avuto un certo numero di importanti risultati positivi: negli Stati membri sono state sviluppate le industrie, l'edilizia e la cooperazione tecnico-scientifica. Il Comecon promise l'integrazione dei sistemi economici dei Paesi partecipanti e la condivisione dei loro progressi nello sviluppo economico e tecnologico. Attraverso il Comecon venivano coordinati gli scambi di compensazione tra gli Stati membri (prevalentemente tramite il baratto) nonché la pianificazione di ciascuna economia nazionale. Gli anni dal 1956 al 1963 videro una rapida crescita delle attività e delle istituzioni del Comecon, in particolare dopo l'attuazione della Carta del 1959. Il Comecon lanciò per esempio un programma per unificare i sistemi delle reti elettriche dei suoi stati membri e nel 1962 creò una commissione per gestire il sistema unificato. L'organizzazione fece dei passi simili per coordinare il trasporto su rotaia e su fiume. Nel 1963 fu creata la Banca internazionale per la cooperazione economica per facilitare gli accordi finanziari tra gli stati membri, promuovere lo sviluppo del commercio estero del Comecon, estendere la cooperazione internazionale ed attuare pagamenti multilaterali in rubli trasferibili.

In questo periodo, il Comecon intraprese anche una serie di piani d'investimento bilaterali e multilaterali, tra cui quello più famoso portò alla costruzione coordinata dell'Oleodotto dell'Amicizia per il trasporto e la distribuzione del petrolio greggio dall'Unione Sovietica all'Europa orientale. L'Istituto per la ricerca nucleare, fondato nel 1956, incominciò la cooperazione in un'altra area con un'importanza a lungo termine..

Parallelamente a questi sviluppi, l'URSS guidava gli sforzi per coordinare le strategie d'investimento dei membri nell'interesse di un modello più razionale di specializzazione regionale, aumento della produttività e un rapido sorpasso delle economie capitaliste. Questi sforzi culminarono nel 1962 con l'adozione, alla XV Sessione del Consiglio, dei Principi base della divisione socialista internazionale del lavoro. Sebbene questi principi di specializzazione fossero generalmente favoriti dai paesi più industrializzati, i paesi meno sviluppati dell'Europa orientale temettero che tale specializzazione avrebbe portato a una concentrazione dell'industria nei centri già stabiliti e che avrebbe poi ostacolato i loro propri piani ambiziosi di industrializzazione. Oltretutto, la maggior interdipendenza economica auspicata dai Principi base ebbe inevitabili connotazioni politiche. Questi ultimi furono rinforzati nel 1962 da articoli e discorsi del leader del PCUS Nikita Chruščëv che proposero un organo di pianificazione centrale per il Comecon in modo da poter applicare i Principi base e salvaguardare l'evoluzione di un "Commonwealth socialista" basato su un'economia regionale unificata.

Queste proposte provocarono una forte e aperta reazione della Romania nell'ambito dell'uguaglianza sovrana dei membri, come rigorosamente articolato nella Dichiarazione del Comitato centrale rumeno dell'aprile 1964. L'opposizione della Romania (combinata con la resistenza passiva di altri membri) seguì in una pianificazione anticipata sovranazionale e in un rinforzo delle condizioni d'interesse del partito presenti nella Carta. Il compromesso istituzionale fu la creazione di un Ufficio per la pianificazione integrata, legato al Comitato esecutivo e limitato a un ruolo consultivo sulla coordinazione della pianificazione economica dei membri. I Principi basilari furono sostituiti molti anni dopo dal Piano comprensivo.

Nel 1964, entrò in funzione un nuovo sistema di pagamenti multilaterali tra i Paesi del Comecon ed i calcoli venivano effettuati dalla Banca internazionale per la cooperazione economica. Il 1 gennaio 1970 fu istituita a Budapest la Banca internazionale per gli investimenti per fornire prestiti a lungo e medio termine per le attività connesse all'attuazione del programma complessivo per l'ulteriore approfondimento e miglioramento della cooperazione e dello sviluppo economico socialista nel Comecon.

Dopo le dimissioni di Chruščëv nel 1964, la nuova leadership sovietica si preoccupò maggiormente delle questioni interne, e i paesi dell'Europa orientale furono anch'essi occupati in progetti di riforme economiche. Vi fu quindi un momento di pausa per il Comecon che durò fin dopo l'intervento sovietico in Cecoslovacchia del 1968. Verso la fine degli anni sessanta, l'Europa dell'est si ritrovò scossa dagli eventi del 1968 e vi era la necessità ovvia di rivitalizzare i programmi che avrebbero rafforzato la coesione regionale.