La toponomastica storica di Busto Arsizio comprende i nomi di strade, piazze e luoghi del territorio comunale di Busto Arsizio e la loro storia, sia quelli ufficialmente presenti negli stradari che quelli non più esistenti o utilizzati solo per consuetudini. Non sono presenti tutti i toponimi, ma solo quelli con particolari legami con la storia e gli avvenimenti del borgo e del territorio circostante. Sono inoltre riportate alcune strade con odonimi recenti, ma comunque di grande interesse per le trasformazioni che hanno subito nel corso del tempo e che hanno modificato il contesto urbano, pur trattandosi di avvenimenti relativamente recenti.

Toponimi scomparsi In questa sezione sono presenti i nomi di strade e piazze scomparse a causa di demolizioni o trasformazioni urbanistiche o per semplice ridefinizione della toponomastica comunale.

Le antiche contrade

Ad ognuno delle seguenti contrade corrispondevano omonime strade e porte del borgo.:

Contrada Basilica (Cuntràa Basega) Corrispondente all'attuale via Milano, nel centro storico, era la zona orientale del borgo, compresa tra la piazza antistante la basilica di San Giovanni Battista, da cui prende il nome (basega significa letteralmente basilica), e l'attuale piazza Garibaldi, dove in passato sorgeva la porta orientale del borgo di Busto Arsizio, anch'essa denominata Basega. Nella seconda metà del XIX secolo il cronista Luigi Ferrario riporta il nome Porta Milano come nuovo toponimo della contrada, in quanto dalla porta (rinominata porta Milano) conduceva alla strada del Sempione e dunque alla città di Milano.

Contrada Piscina (Cuntràa Pessina) Corrispondente all'odierna via Giacomo Matteotti (già Corsia Ticino, poi via Principessa Elena e via Ettore Muti dal 1943 al 1945), era il quartiere occidentale del borgo. Andava dal santuario di Santa Maria di Piazza all'attuale piazza Manzoni, in corrispondenza con la porta Pessina. Il nome deriva dalla vasca adibita ad abbeveratoio per gli animali che si trovava in piazza Santa Maria, la quale riceveva acqua dal torrente Tenore.

Contrada San Vico (Cuntràa Savìgu, o Savico, o Suico) Era la contrada più settentrionale e deve il suo nome al fatto che durante l'epidemia di peste del 1524 fu il quartiere meno colpito dal morbo. Un'altra ipotesi vuole che Suico derivi da Summus Vico, ovvero il quartiere con la maggiore altitudine.

Contrada Sciornago (Cuntràa Sciornágu) Era la contrada meridionale, dove sorge l'attuale via Giuseppe Lualdi, che dall'omonima porta a ovest del borgo fungeva da collegamento con il nucleo più antico del centro storico.

Strade e piazze Strada di Sant'Alò La denominazione strada comunale detta di S. Alò si trova nel Catasto del 1857 e corrisponde all'attuale via Federico Confalonieri, che dalla piazza Alessandro Manzoni corre verso ovest. In precedenza, nel Catasto Teresiano, la strada si chiamava via Vernaschela per via dell'incrocio, poi eliminato, con la strada Vernasca, mentre il nome di Sant'Alò si deve alla presenza di una cappella dedicata al santo patrono degli orefici, fabbri e maniscalchi, demolita nel 1914. L'attuale denominazione di via Federico Confalonieri risale al 1906..

Piazza dell'Asilo Vedi prato di San Gregorio.

Strà Balòn Già dal XIII secolo si hanno testimonianze dell'esistenza di una via de Bollono che dal prato di Porta Basilica correva fino alla cascina Cairora, in direzione dell'attuale corso Sempione. Il toponimo non appare nel Libro della decima del 1399, probabilmente perché, come riporta Pietro Antonio Crespi Castoldi, non tutte le case del borgo erano soggette alla decima, in particolare quelle situate lungo questo asse viario. Il nome di via Bollono si conserva fino al XVII secolo e proseguiva fino al Buon Gesù. Il tracciato della strada è delineato sia nel Catasto Teresiano, dove compare con il nome di via Ballone, che in quello del 1857, dove assume la denominazione di strada comunale che da Busto porta al Buon Gesù. In dialetto la strada era però chiama strà Balòn, riprendendo la più antica denominazione. La strada continuò a chiamarsi strada Ballona fino agli inizi del Novecento. Con il primo tracciato della Ferrovia Mediterranea la strada fu interessata dall'attraversamento dei binari con relativo passaggio a livello dove oggi incrocia il viale della Gloria; dal 1881 lungo la strada correva anche la tranvia Milano-Gallarate. Dal primo decennio del XXI secolo la strada assunse l'attuale denominazione di Corso XX Settembre..

Contrada di San Barnaba Questo nome si trova nel catasto del 1857 per indicare l'attuale via Roma, che corre da est a ovest a sud del centro storico di Busto Arsizio, e la via San Gregorio, che dall'estremo orientale di via Roma corre verso nord fino alla via Milano. Il tracciato di questa strada si trova nel Catasto Teresiano e ricalcava l'andamento interno del fossato meridionale del borgo (che era posto lungo l'attuale via Giuseppe Mazzini. Lo storico Pietro Antonio Crespi Castoldi, parlando delle contrade minori del quartiere di Basilica (vedi contrada Basilica), riferisce che una di queste è la contrada Palearia, verosimilmente coincidente con l'attuale tracciato via Roma – via San Gregorio. La denominazione Palearia si può ricondurre alla paglia (forse a case con coperture in paglia) o a una cascina Paleata (cascina per paglia), ma potrebbe anche prendere il nome dalla famiglia De Palaris, presente a Busto nel XIV secolo. Nel XVIII secolo il canonico Petazzi riferisce di una contrada detta di Paiè, che veniva percorsa da processioni per raggiungere la chiesa di San Gregorio, probabilmente per la contrazione dialettale di Palearia in Paiè. Nel Catasto del 1857 si trova per questa strada, limitatamente al tratto corrispondente all'odierna via Roma, l'odonimo di contrada di San Barnaba e il nome, secondo Enrico Crespi, si deve a una cappella abbattuta nel 1862 che presentava una raffigurazione di San Barnaba. L'attuale denominazione di via Roma risale al tempo in cui la città capitolina divenne capitale del Regno d'Italia (20 settembre 1870)..

Prato di Basilica (Pratum de Baxilica) o Prato di Porta Milano Situato all'esterno dell'antico borgo, era parzialmente corrispondente all'attuale piazza Giuseppe Garibaldi. Deve il suo nome all'omonima contrada che qui conduceva. Già citato nel Libro della Decima del 1399, su questo prato di affacciava la porta Basilica, ingresso orientale del borgo, restaurata nel 1613 dal conte Luigi Marliani, poi nuovamente nel 1727 da Carlo Marliani e infine demolita nel 1861. Nel Catasto del 1857 la denominazione dell'area è prato di Porta Milano (infatti per questa porta di imboccava la strada che conduceva al Sempione e quindi a Milano). Alla fine del 1860, per le celebrazioni dell'impresa dei Mille, la piazza fu intitolata a Giuseppe Garibaldi..

Cuntràa di beché Era la strada, ancora esistente, che da piazza Santa Maria andava verso ovest. Deve il suo nome alla presenza, nella piazza, della "beccaria", un edificio porticato adibito alla macellazione delle carni.. La sua denominazione variò diverse volte nel corso del tempo: dapprima in contrada del mercato, dal 1876 via Alessandro Manzoni e dal 1905 via Felice Cavallotti, nome che ha tuttora. Dal 1939 al termine della seconda guerra mondiale assunse il nome di via Addis Abeba..

Strà Brüghetu (strada Brughetto) È il nome che in passato identificava l'attuale via Luciano Manara, che dalla piazza Trento e Trieste, a sudest del centro storico, corre verso sud fino alla via Ludovico Ariosto. Presente nel Catasto Teresiano e nel Catasto del 1857 (dove la strada prende il nome di strada comunale di Brughetto), la strada collegava (e collega tuttora tramite l'odierna la via Milazzo) il centro di Busto alla cascina Brughetto..

Cuntràa Campanén È la strada oggi denominata via Stefano Bonsignori; corre da via Milano (all'altezza del lato meridionale della basilica di San Giovanni Battista) a via Roma e deve il suo nome al fatto che da qualsiasi punto della strada, guardando verso nord, è ben visibile il campanile della basilica in tutta la sua altezza.

Strada di circonvallazione Coincide con l'attuale via Giuseppe Mazzini ed è la strada che costeggia a sud il centro storico di Busto Arsizio, seguendo lo sviluppo meridionale del terrapieno e del fossato che erano a difesa del borgo. Chiaramente delineato nel Catasto Teresiano, in quello del 1857 assume la denominazione di strada di circonvallazione, divenuta in seguito circonvallazione di San Gregorio per la presenza, a est, della chiesa di San Gregorio Magno in Camposanto. L'attuale intitolazione a Giuseppe Mazzini risale al 1906..

Tra le strade anticamente denominate di circonvallazione c'era anche l'attuale via Andrea Zappellini, posta nella zona nordorientale dell'antico borgo. Nel Catasto Teresiano in tracciato di questa strada si presenta molto irregolare e collegava il Prato Savico alla chiesa della Beata Vergine delle Grazie. Il tracciato della via si conserva nel Catasto del 1857, dove compare l'odonimo di strada di circonvallazione, che comprendeva anche l'attuale via Alessandro Volta. Nel 1876 abbiamo la denominazione circonvallazione Re Magi (nome derivante da quello popolarmente attribuito alla Porta Savico, nome che si mantenne fino agli inizi del Novecento. Dal 1910 la strada assunse l'attuale intitolazione ad Andrea Zappellini..

Contrada della colombaia Sull'attuale via Carlo Tosi, nel quartiere di San Michele, sorge tuttora una torretta, che diede il nome alla strada, appartenente alla Casa Tosi, dove in passato, come nelle analoghe strutture del territorio, venivano allevati i colombi. La denominazione di via della colombaia si conservò fino all'inizio del Novecento, ma nella toponomastica del 1910 si trova l'attuale denominazione di via Carlo Tosi..

Piazza del Conte (Piaza dul Conti) È l'attuale piazza Vittorio Emanuele II. Doveva il suo nome alla presenza dell'ancora esistente Palazzo Marliani-Cicogna che in passato era residenza dei conti di Busto Arsizio della famiglia Marliani.

Vicolo della costa Era un vicolo che si apriva verso sud all'angolo sudoccidentale della piazza San Giovanni Battista, presente nel Catasto Teresiano e indicato con la denominazione vicolo della costa nel Catasto del 1857. Anche Luigi Ferrario nel 1864 riporta tale denominazione.. L'intitolazione resta immutata fino agli inizi del Novecento, ma nella toponomastica del 1910 si trova la denominazione di vicolo Rauli, dal nome di un'antica famiglia bustese. Con il piano regolatore parziale del 1930 fu prevista l'apertura di una via tra piazza San Giovanni e via Ugo Foscolo, aprendo il vicolo Rauli, realizzata nel 1932 con l'odonimo di via cardinale Eugenio Tosi..

Contrada dietro le case Corrisponde all'odierna via Antonio Pozzi e si ritrova nel Catasto del 1857 in quanto risultato dello spianamento del fossato e del terrapieno difensivi del borgo. Corre parallela alla contrada dei Ratti e nella seconda metà del XIX secolo era nota come via dei Giardini e si collegava alla via dell'Ospedale. L'attuale intitolazione al sacerdote Antonio Pozzi risale all'inizio del Novecento.

Vicolo Fassi È l'attuale vicolo Purificazione, che dalla via San Michele, in centro, corre verso sud per circa 30 metri. Il suo tracciato si trova nel Catasto Teresiano, poi in quello del 1857 con la denominazione vicolo Fassi, cognome di una famiglia bustese che, come annota Luigi Ferrario nel 1864, aveva proprietà nel borgo, probabilmente alcune proprio nei pressi di questo vicolo..

Piazza della Fiera