Di lui si ricorda anche il nasab al-Mulaḥī (da Mulaḥ, sotto-tribù dei K̲h̲uzāʿa) o Ibn Abī Jumʿa, dal nome del nonno materno. Comunemente viene chiamato Kuthayyir ʿAzza a causa di una donna da lui cantata che portava questo nome e che era figlia, appunto, di un tal Ḥumayl, della tribù dei Banu Dhamra. Fu un poeta arabo ʿudhrita del periodo omayyade, appartenente alla tribù dei B. Azd.Ibn Khallikan, Wafayāt al-ayʿān, p. 524. alwarraq edition.

Risiedette in Hijaz ma fu anche in Egitto, per rintracciare la sua amata ʿAzza, lì portata dal marito geloso.

I suoi topoi letterari favoriti erano l'amore e il panegirico. Fu attivo presso le corti del Wali d'Egitto 'Abd al-'Aziz ibn Marwan e dei califfi Abd al-Malik ibn Marwan, Umar ibn Abd al-Aziz e Yazid II.Starkey and Meisami, Encyclopedia of Arabic Literature, Routledge, 1998.

È indicato come simpatizzante del movimento ereticale della Kaysāniyya e simpatizzante dello sciismo, convinto del ritorno come Mahdi del figlio di ʿAlī ibn Abī Ṭālib, Muhammad ibn al-Hanafiyya.Michael G. Morony, Iraq After the Muslim Conquest, pp. 491-492.

Note

Bibliografia Lemma «Khuthayyr» (Iḥsān ʿAbbās), in: The Encyclopaedia of Islam, Second Edition. Ibn Qutayba, al-S̲h̲iʿr wa l-S̲h̲uʿarāʾ, Beirut, 1964, p. 410 Abū l-Faraj al-Iṣfahānī, Ag̲h̲ānī, Beirut, 1957-64, vol. IX, p. 4; vol. XII, p. 170; vol. XV, p. 224. Lemma «ʿUdhra, Banū» (Michael Lecker), su: The Encyclopaedia of Islam. Second edition.

Voci correlate

Jamil (poeta) Poesia araba Sciiti Letteratura araba