Quella dellantropologia tripartita è un'antica teoria filosofica che concepisce l'uomo come composto di tre parti, corpo (σῶμα, sōma); anima (ψυχή, psyché) e spirito (πνεῦμα, pnèuma), anziché di soli due elementi (corpo e anima, secondo la classica dicotomia che va da Platone a Cartesio).Henri de Lubac, Morale e mistica. L'antropologia tripartita nella tradizione cristiana, in Opera omnia, vol. 6, Jaca Book.

Spirito, anima e corpo Lo spirito, in quanto distinto dall'anima, alla quale sono attribuite funzioni vitali e sensitive, viene in quest'ottica ritenuto il principio dell'attività intellettiva superiore e sede della presenza divina nell'uomo.

Tale concezione, anticipata da Aristotele con il concetto di "intelletto attivo" (noos, separato e immortale), risale probabilmente a Filone di Alessandria, ebreo platonizzante, il quale usa il termine pneuma per designare lo spirito che Dio dona all’uomo con la creazione (in aggiunta ad anima e corpo, in comune con gli animali).

S. Paolo, contrapponendo la nobiltà dello "spirito" alla bassezza della "carne", così si esprimeva:

La tricotomia si ritrova nello gnosticismo, a cui appartiene un Trattato tripartito che suddivide gli uomini nelle categorie di pneumatici, psichici e ilici, e poi in tutto in pensiero cristiano patristico e medioevale, con diverse interpretazioni e terminologie: in modo incerto in S. Agostino (che distingue una ratio inferior e una ratio superior) ed esplicitamente in Origene, che istituisce un parallelismo fra le tre parti della natura umana e i tre sensi della Scrittura.

La questione di uno spirito nell'uomo, diverso dall'anima e perciò completamente separato dal corpo, cioè non incarnato, rimase in seguito dibattuta, finché nei Concili di Costantinopoli dell'869-870 e dell'879-880 venne affermata l'unicità dell'anima umana,«367 Talvolta si dà il caso che l'anima sia distinta dallo spirito. Così san Paolo prega perché il nostro essere tutto intero, «spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore» (1 Ts 5,23). La Chiesa insegna che tale distinzione non introduce una dualità nell'anima. (478) «Spirito» significa che sin dalla sua creazione l'uomo è ordinato al suo fine soprannaturale, (479) e che la sua anima è capace di essere gratuitamente elevata alla comunione con Dio. (480)» (in alla quale si attribuivano sue proprie qualità spirituali,Nel canone 11 si afferma l'unicità dell'anima umana, contro l'idea menzionata da Fozio che ogni uomo abbia due anime, delle quali una può errare, l'altra no. (in escludendo la presenza di una parte superiore intellettiva priva di unione diretta con quella carnale.Luis F. Ladaria, Antropologia teologica, Gregorian Biblical BookShop, 2011, p. 135.

Lo spirito così concepito, come luogo segreto all'interno dell'uomo in relazione permanente con Dio (o divino esso stesso), ha un ruolo fondamentale nel pensiero dei mistici, in particolare nella mistica renano-fiamminga (Ruysbroek, Eckhart, Taulero, Suso). Il concetto riecheggerà fino all'idealismo tedesco dell'Ottocento, per ritornare nei sistemi filosofico-esoterici della teosofia e dell'antroposofia.

Note

Bibliografia Luis F. Ladaria, Antropologia teologica, Gregorian Biblical BookShop, Città del Vaticano, 2011. Henri de Lubac, Antropologia tripartita. Un aspetto dell'antropologia teologica secondo Henri de Lubac, a cura di Cornel Clepea, Facultas Theologiae Luganensis, Lugano (CH), 1999. Rudolf Steiner, Teosofia: introduzione alla conoscenza soprasensibile dell'uomo (1904), traduzione di Emmelina de Renzis, O.O. 9, Milano, Carlo Aliprandi editore, 1922.

Voci correlate Anatomia occulta Anima Corpo Spirito Dualismo Pensiero paolino Triarticolazione sociale

Categoria:Anatomia occulta Categoria:Antropologia religiosa Categoria:Antroposofia Categoria:Filosofia della religione Categoria:Posizioni e teorie filosofiche Categoria:Teosofia