La NBA G League, o semplicemente G League, è una lega professionistica di pallacanestro del Nord America che funge da lega di sviluppo della National Basketball Association (NBA). La lega comprende 31 squadre; a partire dalla stagione 2024–25, tutte sono affiliate singolarmente o di proprietà di una squadra NBA, ad eccezione dei Capitanes de Ciudad de México, che è una squadra indipendente.
La lega fu fondata nel 2001 con il nome di National Basketball Development League (NBDL), venendo poi rinominata NBA Development League (NBA D-League) nel 2005. Ha assunto la denominazione attuale nel 2017 in seguito a un accordo di sponsorizzazione con Gatorade, diventando la prima lega professionistica statunitense a prendere il nome da un inserzionista.
Inizialmente composta da otto squadre, la lega si è espansa dopo il 2005 in seguito a un piano promosso dal commissario NBA David Stern, insieme a Russ Granik, Bobby Sharma e altri dirigenti della lega, con l’obiettivo di svilupparla come un vero e proprio sistema di squadre satellite, in cui ogni squadra fosse affiliata a una o più franchigie NBA. Entro la metà del 2014, circa un terzo dei giocatori NBA aveva trascorso parte della propria carriera nella lega, rispetto al 23% registrato nel 2011.
Storia
National Basketball Development League (2001–2005) Il 13 giugno 2000 il commissario NBA David Stern e il vice-commissario Russ Granik annunciarono la creazione della National Basketball Development League, con l’inizio delle attività previsto per novembre 2001 e con l’obbligo per i giocatori di avere almeno vent’anni di età. Non si trattava del primo tentativo della lega di dotarsi di un proprio sistema di leghe minori, poiché per oltre due decenni l’NBA aveva utilizzato la Continental Basketball Association (CBA) come lega di sviluppo. Nel marzo 2000 l’NBA tentò di acquisire la CBA, ma l’offerta fu respinta.
La lega iniziò ufficialmente le proprie attività come National Basketball Development League (NBDL) nella stagione 2001-02; le otto franchigie iniziali erano tutte situate nel Sud-est degli Stati Uniti (in Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Alabama e Georgia). Ogni squadra adottò un logo con marchio NBDL differenziato unicamente dai colori sociali.
Nel corso della stagione, otto giocatori furono convocati in NBA, tra cui Chris Andersen, il primo giocatore selezionato al draft da una squadra NBDL. La lega stipulò accordi di sponsorizzazione con Reebok e contratti televisivi con ESPN2 e Fox Sports South per la trasmissione di alcune partite durante la stagione inaugurale (come le finali NBDL), diventando una delle poche leghe minori a vantare incontri trasmessi a livello nazionale. I Greenville Groove conquistarono il primo titolo NBDL l’8 aprile 2002, vincendo gara 2 contro i North Charleston Lowgators. La lega registrò una media di 1.640 spettatori a partita, un dato inferiore alle aspettative iniziali dell’NBA.
NBA Development League (2005–2017) Nel 2005 il nome della lega fu cambiato in NBA Development League (NBA D-League) nell’ambito del nuovo contratto collettivo di lavoro con l’NBA e con l’obiettivo di attrarre un pubblico più ampio, sottolineando il legame diretto con la lega maggiore. Nella stessa offseason, la Southwest Basketball, LLC, guidata da David Kahn, ottenne il permesso della lega per gestire quattro nuove squadre. La Southwest Basketball acquisì tre franchigie esistenti e una squadra di espansione: gli Albuquerque Thunderbirds, gli Austin Toros, i Fort Worth Flyers e i Tulsa 66ers. Gli Arkansas RimRockers furono inoltre aggiunti provenienti dalla ABA per la stagione 2005-06.
Nel febbraio 2006 la D-League si espanse in California con l’ingresso dei Bakersfield Jam. Due mesi dopo, la lega annunciò l’ingresso di quattro squadre provenienti dalla CBA: i Dakota Wizards, i Sioux Falls Skyforce, gli Idaho Stampede e una squadra inizialmente prevista come franchigia di espansione della CBA, i Colorado 14ers. Poco dopo furono annunciate nuove squadre di espansione, gli Anaheim Arsenal e i Los Angeles D-Fenders. Questi ultimi furono la prima squadra della D-League a essere posseduta direttamente da una franchigia NBA, i Los Angeles Lakers.
L’espansione verso ovest contribuì tuttavia al ritiro delle squadre di proprietà NBA Roanoke Dazzle e Fayetteville Patriots per quella stagione. I Florida Flame sospesero le attività a causa di difficoltà nella programmazione dell’arena. Dopo la stagione 2006-07, non vi furono più squadre nel sud-est degli Stati Uniti fino all’espansione del 2016 con i Greensboro Swarm. Dopo le espansioni tra il 2006 e il 2009, la composizione della lega rimase relativamente stabile, con pochi trasferimenti o sospensioni.
Nel 2009 gli Houston Rockets avviarono il primo accordo di affiliazione esclusiva, noto come “modello ibrido”, con i Rio Grande Valley Vipers. Altre squadre NBA e D-League seguirono rapidamente, stipulando accordi di affiliazione singola sia tramite il modello ibrido sia tramite la proprietà diretta da parte delle franchigie NBA. Con il crescente coinvolgimento dell’NBA, la lega riprese nuovamente il proprio processo di espansione.
Nel 2015 l’ultima squadra con più affiliazioni, i Fort Wayne Mad Ants (poi diventati i Noblesville Boom), fu acquistata dagli Indiana Pacers, segnando la prima stagione in cui tutte le squadre della D-League risultavano affiliate a una sola franchigia NBA. Le restanti squadre NBA iniziarono quindi ad acquistare franchigie di espansione o a creare squadre in partnership, collocandole in prossimità della squadra madre. Sempre nel 2015, i Toronto Raptors collocarono i loro Raptors 905 a Mississauga, in Ontario, all’interno della Greater Toronto Area.
Nel 2016 la D-League aggiunse altre tre squadre di proprietà diretta delle franchigie NBA, nella più ampia espansione della lega dal 2007: i Greensboro Swarm degli Charlotte Hornets, i Long Island Nets dei Brooklyn Nets e i Windy City Bulls dei Chicago Bulls.
NBA G League (2017–presente) Prima della stagione 2017-18, Gatorade pagò la D-League per rinominare la lega in NBA Gatorade League, denominazione che venne ufficialmente abbreviata in NBA G League prima dell’inizio della stagione.
La lega trasferì gli Erie BayHawks a Lakeland, Florida, rinominandoli Lakeland Magic, e contestualmente istituì una nuova franchigia degli Erie BayHawks. Furono inoltre aggiunte le seguenti squadre: gli Agua Caliente Clippers a Ontario, California (poi diventati i San Diego Clippers), i Memphis Hustle a Southaven, Mississippi e i Wisconsin Herd a Oshkosh, Wisconsin. I Los Angeles D-Fenders furono rinominati South Bay Lakers.
Nel dicembre 2017 l’NBA e la piattaforma di live streaming Twitch annunciarono che le partite della G League sarebbero state trasmesse su Twitch. Le partite vengono inoltre trasmesse tramite il servizio in abbonamento ESPN+.
A partire dalla stagione 2019-20, la G League ha iniziato a offrire contratti a giocatori non ancora idonei a partecipare al Draft NBA. Dal 2006 i giocatori devono aver compiuto almeno 19 anni entro la fine dell’anno solare, introducendo quella che è diventata nota come one-and-done rule, secondo la quale i giocatori disputano una sola stagione di college prima di passare all’NBA. I nuovi contratti selezionati rappresentano un’alternativa per i giocatori che non vogliono o non possono frequentare il college, consentendo guadagni fino a 125.000 dollari a stagione. La lega lanciò inoltre la propria squadra di prospetti, gli NBA G League Ignite, nel 2020. La franchigia Ignite ha cessato le attività dopo la stagione 2023-24.
A seguito della stagione 2019-20 ridotta a causa della pandemia di COVID-19, la G League posticipò l’inizio della stagione successiva. Nel gennaio 2021 la lega annunciò che tutte le partite si sarebbero disputate presso il Walt Disney World di Orlando, Florida, utilizzando la stessa bolla sanitaria della NBA nel 2020. Molte squadre optarono per non partecipare: soltanto 17 delle 28 squadre della stagione 2019–20, oltre alla nuova Ignite, presero parte alla stagione abbreviata, iniziata nel febbraio 2021.
Squadre Alla nascita della lega le squadre partecipanti erano solamente otto, e non esisteva un ben definito sistema di affiliazione alle franchigie NBA.
Successivamente, invece, il numero delle squadre è cresciuto considerevolmente, grazie anche alla crescita della lega. Le expansion teams del 2006 hanno portato a partecipare un complesso di dodici squadre, tutte affiliate ad una, due o tre franchigie NBA.
Nella stagione 2007-08 ci sono state quattro nuove expansion teams: gli Utah Flash, una squadra con sede nel sud del Texas, i Rio Grande Valley Vipers, una a Des Moines, gli Iowa Energy, e i Fort Wayne Mad Ants nell'Indiana, portando il numero delle squadre a quattordici. Inoltre la lega sarà divisa per la prima volta in tre divisions: la Central Division con 4 squadre, la Southwest Division e la West Division con 5 squadre. Nella stagione 2008-09 altre due squadre di espansione hanno portato il numero totale delle squadre a 16, con l'ingresso degli Erie BayHawks e dei Reno Bighorns.
Nel 2009-10 si sono sciolti i Bakersfield Jam, sostituiti dai Maine Red Claws, mentre gli Anaheim Arsenal si sono trasferiti a Springfield (Massachusetts). Nel 2010-11 gli Albuquerque Thunderbirds sono diventati i New Mexico Thunderbirds, mentre i Los Angeles D-Fenders hanno sospeso le operazioni.
Nel 2011-12 i New Mexico Thunderbirds sono diventati i Canton Charge, mentre nel 2012-13 i Dakota Wizards sono diventati i Santa Cruz Warriors. La stagione successiva gli Utah Flash sono diventati i Delaware 87ers. Nel 2014-15 gli Springfield Armor si trasferirono a Walker nel Michigan, assumendo la nuova denominazione di Grand Rapids Drive. Anche i Tulsa 66ers si trasferirono, ad Oklahoma City, assumendo la denominazione di Oklahoma City Blue. Gli Austin Toros cambiarono denominazione in Austin Spurs. Venne ammessa inoltre la nuova squadra dei Westchester Knicks.
Nel 2015-16 venne ammessa la prima squadra canadese: i Raptors 905; mentre nella stagione successiva sono entrate tre squadre controllate da altrettante franchige NBA: i Greensboro Swarm (Charlotte Hornets), i Windy City Bulls (Chicago Bulls) e i Long Island Nets (Brooklyn Nets). Allo stesso tempo gli Idaho Stampede sono diventati i Salt Lake City Stars, e i Bakersfield Jam - acquistati dai Phoenix Suns - sono diventati i Northern Arizona Suns.
Nel 2017-18 vennero ammesse tre nuove squadre: gli Agua Caliente Clippers, i Memphis Hustle e i Wisconsin Herd. Gli Erie BayHawks si trasferirono a Lakeland diventando i Lakeland Magic, mentre i Los Angeles D-Fenders diventarono i South Bay Lakers; infine gli Iowa Energy presero il nome di Iowa Wolves.
Nel 2019 è stato annunciato ingresso della squadra messicana dei Capitanes de Ciudad de México per la stagione 2020-21 ma per causa della pandemia la prima partita viene svolta nella stagione 2021-22. Squadre attuali