Membro del Partito Democratico dal 2000, fu sindaco di Slatina tra il 2004 e il 2012. Nel 2012 si iscrisse al Partito Social Democratico, grazie al quale nel dicembre dello stesso anno ottenne un mandato da senatore. Nel 2014 fu indicato come ministro con delega al bilancio e, successivamente, come ministro delle finanze del governo di Victor Ponta. Nel 2015 fu costretto a lasciare i propri incarichi a causa dell'avvio di un'indagine per corruzione relativa a fatti risalenti alla sua carriera di sindaco.

Nel gennaio 2018 entrò a far parte dello staff del primo ministro socialdemocratico Viorica Dăncilă, mentre il mese successivo subì una condanna di primo grado ad otto anni di reclusione da parte dell'Alta corte di cassazione e giustizia, poi ridotta a sei in fase di appello. Nel luglio 2020 fu condannato dal tribunale di Dolj a sei anni e sei mesi nell'ambito di un'altra inchiesta, che fu chiusa nel 2023 per prescrizione dei fatti.

Formazione e carriera professionale Diplomatosi nel 1995 presso il liveo Radu Greceanu di Slatina, nel 1999 conseguì la laurea in scienze economiche presso l'Accademia degli Studi Economici di Bucarest. Negli anni successivi lavorò nel settore bancario come direttore della filiale di Slatina della Banca Populară Română pentru Dezvoltare. Nel 2004 fu per un breve periodo direttore economico della società privata SC Octogon SRL.

Contestualmente, al fianco dell'attività lavorativa, approfondì gli studi, ottenendo un'ulteriore laurea in giurisprudenza all'Università Spiru Haret di Bucarest nel 2004 e completando un dottorato in economia all'Accademia degli Studi Economici nel 2008, con una tesi dal titolo «Perfezionamento della gestione finanziaria d'impresa in prospettiva dell'adesione della Romania all'Unione Europea» («Perfecționarea Managementului Financiar al Întreprinderii în perspectiva aderării României la Uniunea Europeană»).

Carriera politica Sindaco di Slatina

Entrò in politica subito dopo la laurea, nel 2000, iscrivendosi al Partito Democratico (PD) e avvicinandosi con il tempo al presidente del partito Traian Băsescu che, nel 2004, quando Vâlcov aveva solo 27 anni, ne supportò personalmente la candidatura a sindaco di Slatina. Alle elezioni amministrative del 2004, infatti, Vâlcov riuscì a scardinare il dominio del Partito Social Democratico (PSD) nella città, e a sconfiggere l'avversario al ballottaggio con il 57,67% delle preferenze.

Eletto primo cittadino, diede il via ad una serie di verifiche interne per controllare le spese effettuate dalla precedente amministrazione, accusando il vecchio sindaco Gheorghe Păunescu di aver utilizzato malamente i fondi del comune e di aver assegnato dei lavori a prezzi superiori a quelli di mercato ad aziende collegate alla sua personale clientela politica.

Giovane e rilevante figura del partito, che nel 2007 cambiò nome in Partito Democratico Liberale (PD-L), ne divenne presidente nella regione e godette del sostegno della dirigenza nazionale. Nel 2008 riuscì a confermare il proprio mandato di primo cittadino, ottenendo un impressionante 82,34%. Nel 2009 partecipò in prima persona alla campagna elettorale per le elezioni che portarono Traian Băsescu per la seconda volta alla presidenza della repubblica.

La modesta performance del governo democratico liberale del premier Emil Boc, costretto alle dimissioni nel febbraio 2012, tuttavia, ebbe riflessi anche sulla sua amministrazione. Nel marzo 2012 Vâlcov annunciò il proprio addio al partito, lamentando la scarsa attenzione posta dal governo sui progetti del comune di Slatina, come il completamento della circonvallazione, il rifacimento del manto stradale di molte vie, l'ampliamento e l'ammodernamento del sistema fognario, la costruzione di una sala polivalente, lo stanziamento di maggiori fondi per l'edilizia popolare e scolastica. Dopo aver lasciato il partito, il 28 marzo, su ordine del prefetto fu rimosso anche dal proprio incarico di sindaco, i cui compiti furono assegnati ad interim al vicesindaco.

Vista la nuova situazione politica, che registrava un drastico calo dei consensi per il PD-L e per Băsescu e una vertiginosa crescita della coalizione di opposizione dell'Unione Social-Liberale (USL), composta da Partito Social Democratico e Partito Nazionale Liberale (PNL), Vâlcov, intenzionato a non rinunciare al posto di sindaco, trovò un'intesa con l'USL per una sua nuova candidatura alle elezioni amministrative dell'estate 2012. Divenuto membro del PSD e sostenuto dall'USL conseguì il 66,72% dei voti, ottenendo agevolmente il terzo mandato al municipio di Slatina.

Senatore del PSD Sei mesi dopo le elezioni locali, in dicembre, si celebrarono quelle parlamentari. Mentre l'USL ottenne una netta vittoria, che portò alla nascita del governo Ponta II, Vâlcov conquistò un seggio da senatore come rappresentante per il distretto di Olt, insieme al collega di partito e di circoscrizione Dan Șova.

Lasciato il ruolo di sindaco, in veste di parlamentare fu presidente della commissione del senato per la pubblica amministrazione, l'organizzazione del territorio e la protezione dell'ambiente (fino a settembre 2014) e membro di quella per la privatizzazione e l'amministrazione delle attività dello stato (da settembre 2014). Un ulteriore importante incarico fu quello della presidenza della commissione parlamentare speciale sullo sfruttamento delle miniere auro-argentifere nel perimetro di Roșia Montană (settembre 2013 - giugno 2014), area al centro di accese proteste promosse dagli ambientalisti e dall'opposizione contro il progetto di governo sulla legge che ne avrebbe regolamentato l'estrazione mineraria. Nel settembre 2013 Vâlcov fece parte di una delegazione di parlamentari che visitò la zona. Il rapporto redatto dalla commissione, alla fine, respinse il documento presentato dal governo.

Ministro delle finanze Nel giugno 2014 il ministro con delega al bilancio Liviu Voinea abbandonò il ruolo per accettare un posto nel consiglio d'amministrazione della Banca nazionale della Romania. Il primo ministro Victor Ponta indicò, quindi, Claudiu Manda che, però, per mancanza di esperienza, fu ritenuto inadeguato dal presidente della repubblica Băsescuall'inizio fu proposto Claudiu Manda ma fu considerato inadatto dal presidente. Il 19 agosto il premier propose al capo dello stato un nome che conciliasse le posizioni di entrambi, cioè quello di Darius Vâlcov, la cui nomina fu ufficializzata il 27 agosto. In fase di giuramento Băsescu lo pregò di dimostrarsi un ministro al servizio della Romania e non degli interessi personali.

Nel dicembre 2014 la ristrutturazione della squadra governo, che condusse al governo Ponta IV, causò l'eliminazione della figura del ministro con delega al bilancio. Vâlcov, in ogni caso, fu riconfermato nel consiglio dei ministri con il ruolo di ministro delle finanze. In tale periodo fu tra i maggiori fautori della politica economica del PSD e dei progetti previsti dal partito sul rilassamento fiscale, sulla riduzione dell'IVA sui prodotti alimentari al 9% e di quella sugli altri servizi dal 24% al 20%, provvedimenti varati dal governo sul finire del 2015. Nel febbraio 2015 dichiarò di essere certo che le misure intraprese avrebbero portato ad un abbassamento generale delle tasse per il valore di 8 miliardi di euro nel quinquennio 2015-2020 che, di riflesso, avrebbero generato una crescita economica superiore al 5% a partire dal 2018. Un ulteriore obiettivo dichiarato fu quello della lotta al lavoro nero, da combattere con la semplificazione del sistema delle imposte.

Indagini per corruzione Nel pieno dell'elaborazione del nuovo testo normativo sul sistema di regolamentazione fiscale, il 15 marzo 2015, tuttavia, presentò le proprie dimissioni da ministro al premier dopo essere venuto a conoscenza dell'esistenza di un'indagine per corruzione avviata nei suoi confronti dalla Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA). Il 19 marzo la DNA inviò al senato la richiesta formale di autorizzazione all'emissione di una misura di custodia cautelare. La camera alta si espresse in favore dell'arresto in data 25 marzo con 97 voti favorevoli, 48 contrari e 5 astensioni. Lo stesso Vâlcov, tra l'altro, durante la seduta dell'assemblea, chiese ai colleghi di votare contro il mantenimento dell'immunità parlamentare, in modo da dimostrare la sua innocenza di fronte alla giustizia. Sottoposto ad arresti domiciliari tra il 26 marzo e il 2 aprile, fu poi trasferito in carcere e liberato in attesa del processo solamente il 23 giugno. In seguito all'ampliamento dell'indagine, che portò al sequestro di beni consistenti e al suo rinvio a giudizio per reati di corruzione per fatti risalenti al periodo in cui era sindaco di Slatina, il 25 maggio Vâlcov decise di presentare le proprie dimissioni sia dal PSD che dal senato.

Coinvolto negli anni successivi in diversi scandali di corruzione, nonostante ciò, fu cooptato nel team tecnico del PSD per la redazione programma di governo dei socialdemocratici, nuovamente al potere dal 2017, che prevedeva una forte espansione della spesa pubblica, attraverso ulteriori misure di rilassamento fiscale e di incrementi salariali per i dipendenti del settore pubblico. Nel gennaio 2018 fu nominato consigliere di stato nella segreteria di governo del primo ministro Viorica Dăncilă. Nel febbraio 2018, però, subì in primo grado una condanna ad 8 anni di reclusione, inflitta dall'Alta corte di cassazione e giustizia, chiamata a pronunciarsi sul procedimento penale che lo vedeva come imputato. Malgrado la pena, l'appoggio del partito fu unanime. Il presidente del PSD Liviu Dragnea affermò pubblicamente che Vâlcov avrebbe continuato a far parte della squadra del primo ministro per via del suo decisivo contributo alla realizzazione del programma economico del governo, mentre il segretario generale aggiunto Codrin Ștefănescu lo difese senza riserve, asserendo di essere certo della sua innocenza. Considerato uno dei più influenti economisti della squadra di governo e uomo di fiducia di Liviu Dragnea, dopo l'arresto di quest'ultimo, però, nel giugno 2019 fu invitato dal primo ministro a rassegnare le dimissioni dalla propria segreteria.

Aspetti controversi Condanna a sei anni di reclusione

Nel marzo 2015 la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) aprì un procedimento contro Vâlcov per i reati di concussione, riciclaggio e operazioni economiche non compatibili con le funzioni pubbliche. Secondo la requisitoria degli investigatori, nel 2009 Vâlcov sarebbe stato contattato da Thomas Berna, titolare della Tehnologica Radion, che, in cambio del 20% dei guadagni, avrebbe richiesto l'intervento diretto dell'allora sindaco di Slatina per favorire la sua azienda in una gara pubblica indetta dalla Compania de Apă Olt, operatore regionale nel campo della gestione delle acque e delle opere fognarie. Il bando si riferiva al progetto «Estensione e riabilitazione dei sistemi di alimentazione idrica e delle acque reflue nel distretto di Olt» («Extinderea si reabilitarea sistemelor de alimentare cu apa si apa uzata in judetul Olt»), finanziato per la maggior parte con fondi europei, che prevedeva la realizzazione di opere in diverse località del distretto, Slatina, Scornicești, Piatra-Olt e Drăgănești-Olt. La società di Berna riuscì ad aggiudicarsi l'appalto per la cifra di 78 milioni di lei.