Legata particolarmente all'ordine dei passionisti, al quale peraltro mai appartenne, ma alla cui spiritualità fu sempre conforme.

Morta a soli 25 anni, fu beatificata nel 1933 da papa Pio XI e canonizzata da papa Pio XII nel 1940. La sua memoria liturgica è, universalmente, l'11 aprile, giorno della sua morte, sebbene venga ricordata dall'ordine passionista e dall'arcidiocesi di Lucca il 16 maggio.

Nata Gemma Umberta Maria Galgani nel 1878 a Camigliano frazione del comune di CapannoriAtto di nascita no.325; d.d.15-3-1878, Italia, Lucca, Lucca, Stato Civile (Tribunale), 1866-1929, rimase orfana della madre a sette anniAutobiografia, da Francois Marie Lethel, L'amore di Gesù Crocifisso, pag.217. Cresciuta con il padre e i fratelli a Lucca, studiò presso le Suore Oblate dello Spirito Santo fino al giorno in cui, a causa di un fallimento, la sua famiglia perse ogni avere e si trasferì in una povera abitazione in via del Biscione (poi diventata via Santa Gemma Galgani). Lì Gemma Galgani affermò di aver ricevuto le stigmateAutobiografia, da Francois Marie Lethel, L'amore di Gesù Crocifisso, pag.227-228.

Rifiutata dai monasteri della città, venne adottata dalla ricca famiglia Giannini che le offrì vitto e alloggio nella propria casa, per circa quattro anni, in via del Seminario a Lucca. Lì Gemma visse gli ultimi anni della sua giovane vita, assistita spiritualmente da monsignor Volpi, suo confessore, e dal passionista Germano Ruoppolo, che in seguito scrisse la sua prima biografia.

Affetta da tubercolosi, per prevenzione venne allontanata dall'abitazione dei Giannini e condotta in una casa vicina, in via della Rosa, dove morì a 25 anni. Dopo la sua morte cominciò l'edificazione di un monastero di passioniste a Lucca, come ella aveva ardentemente desideratoTito Paolo Zecca, Santa Gemma Galgani, edizioni San Paolo, pag.33 e dove riposano le sue spoglie.

Molta importanza ebbe negli ultimi anni della sua esistenza la vicinanza del passionista Germano Ruoppolo, al secolo Vincenzo, il quale non solo tessé un rapporto intimo e intenso con Gemma, che sovente lo appellava "babbo, babbo mio", ma ne fu poi unico, energico e persuadente postulatore per la beatificazione, di contro alle riluttanze del Volpi.

Biografia Origini e famiglia Antenati Sulla sua famiglia abbiamo notizie sin dal 1257, si ricorda difatti come "custode dei decreti" un certo Ubaldo Galgani, probabilmente originario di Pescaglia, paese della Media Valle del Serchio, 15 km a nord di Lucca, dove troneggia un palazzo del Quattrocento circa di proprietà dei GalganiEnrico Zoffoli, la Povera Gemma, pag.118. Quel che sappiamo di certo, attestato da un gran numero di documentiEs. Libro dei Legati Pii pag. 12 in Arch. parr. di Pescaglia e Arch. di Stato di Lucca, 173, da Enrico Zoffoli, la Povera Gemma, pag. 163, è che la famiglia Galgani, in principio formata da uomini d'arme, si distinse per il suo contributo nella scienza medica, un largo numero dei suoi appartenenti era difatti legato al catalogo di medici e chirurghi lucchesi come il nonno di Gemma, il suo bisavolo e il padre stesso.

Carlo Galgani, il nonno Del nonno Carlo sappiamo che fu medico valente e che, dopo il matrimonio con Margherita Orsini, visse gli anni di gioventù con la moglie presso la sua casa a Porcari, in provincia di Lucca, dove nacquero i suoi cinque figli: Carolina, che a Camaiore accolse Gemma dopo la morte del padre; Maurizio, capitano-medico e successore del padre nella direzione di Porcari, che consigliò al fratello il nome da dare alla futura santa; Elisa, grazie alla quale possediamo un gran numero di notizie sulla vita della nipote; Enrico, suo padre; ed Elena ricordata con la sorella come "zie buone, religiose e affezionate"Autobiografia p.236.

In quei luoghi, spesso devastati da febbri malariche e colera, Carlo Galgani si prodigò nell'assistenza ai malati scrivendo parecchi opuscoli, destinati sia ai dotti sia agli umili, cercando quanto possibile di diffondere le giuste prevenzioni affinché il colera, che nel 1854 sterminò la popolazione locale, risparmiasse il maggior numero di viteEnrico Zoffoli offre l'elenco completo delle sue pubblicazioni nel libro La Povera Gemma pag.173-174. Diede un così grande aiuto alla gente di Porcari e dei paesi vicini che esiste una "Via Galgani" a lui dedicata.

I suoi scritti lo ricordano come un cattolico devoto e pio, esperto di latino, dello studio dei classici e della Bibbia, fedele non solo al Papa, sul quale scrisse un'elegia in uno dei suoi opuscoli, ma anche alla sua patria, come dimostrato dal fatto che ordinò al figlio Enrico di dare come secondo e terzo nome alla quintogenita Gemma i nomi di Umberta e Pia, in onore di Umberto I che regnava da soli due mesi e di Pio IX morto appena un mese prima della nascita della santa.

I genitori Enrico Galgani, padre di Gemma, era nativo di Porcari, penultimo figlio di Carlo e Margherita, condusse i suoi studi di Chimica farmaceutica all'Università di Pisa. Per breve tempo svolse la sua attività presso la casa del padre ma si trasferì presto a Borgo Nuovo, sulla via di Pescia, con la moglie Aurelia Landi di S. Gennaro, sposata il 25 maggio 1868. Della moglie conosciamo la data di nascita, 27 agosto 1846, e il nome dei genitori, Pietro Landi e Maria Anna Francesconi, battezzata con i nomi di Aurelia BenedettaArch. parr. di S. Gennaro pag.174. La loro era una famiglia benestante, possedeva ville e servitù, i figli vennero tutti educati nelle migliori scuole, i maschi divennero per la maggior parte medici, sulle orme del padre, che a Borgo Nuovo aveva aperto una propria farmacia. Enrico Galgani viene descritto come un uomo pio e devoto, ma debole, non forte di carattere, spesso troppo clemente con i servi e i figli, che amava molto, in particolar modo Gemma e Gino, come la santa stessa ricorda.Autobiografia p. 240 La sua indole piuttosto mite e la sua ingenuità negli affari gli causò la grave angustia finanziaria che portò al lastrico la sua famiglia dopo la morte prematura della moglie.

I fratelli I coniugi Galgani, in 18 anni di matrimonio, ebbero otto figli, cinque maschi e tre femmine: Carlo, Guido, Ettore, Gino, Tonino, Angelina, Giulietta e Gemma.

Carlo, il primogenito, nacque a Porcari nella casa dei nonni paterni, il 2 novembre 1869. Sappiamo che morì assai piccolo, compianto dal nonno che in suo onore scrisse una lunga preghiera.

Guido, il secondogenito, nacque a Borgo Nuovo il 30 maggio 1871. Come il padre frequentò la facoltà di chimica farmaceutica presso l'Università di Pisa dove conseguì la laurea. Prostrato dagli anni di estrema povertà, a seguito del fallimento del padre, riuscì a trovare un impiego come farmacista presso l'ospedale civile di Lucca, riuscendo così a sostentare, per quanto possibile, i numerosi fratelli. Nel 1899 si sistemò economicamente, ottenendo una farmacia a San Giuliano Terme e sposando Assunta Brogi il 26 ottobre dello stesso anno. Gemma ebbe non pochi problemi con il fratello durante gli anni di povertà, giungendo perfino a essere colpita violentemente su un occhio durante un eccesso di rabbiaTestimonianza di suor Maria Giulia di San Giuseppe, Atti del processo apostolico di Pisa f.629, sebbene il nome non sia specificato, mentre il giorno del matrimonio la cognata la cacciò dai festeggiamenti per l'abito dimesso con cui vi si era recataTestimonianza di Madre Teresa delle Mantellate, Atti del processo apostolico di Pisa f.309. Comunque sia, sappiamo dalle lettere di Gemma che i rapporti con il fratello si acquietarono qualche anno dopoLettere di Santa Gemma pag.194 e che parecchie volte ella si recò a visitarli a San Giuliano Terme. Morì di cancro al fegato prima che la sorella fosse beatificata.

Ettore, terzogenito, nacque a Borgo Nuovo il 21 marzo 1873. Di lui sappiamo molto poco poiché, dopo il fallimento paterno, si trasferì in Brasile. Nel 1922 sposò con rito religioso la donna con la quale aveva contratto soltanto nozze civili e dalla quale aveva avuto due figliRelazione di P. Alfonso, missionario Redentorista, sulla Rivista "Notre Dame du Perpétuel Secours". Morì nel 1927. Gemma, presso i Giannini, lo ricordava sempre nei pochi momenti in cui parlava della sua famiglia.

Gino, di due anni più grande di Gemma, fu quello a cui la santa fu senza dubbio più legata. Nato il 5 giugno 1876 a Borgo Nuovo, veniva denominato lo "zoppino" a causa di una deformazione al piedeTito Paolo Zecca, Santa Gemma Galgani, edizioni S. Paolo, pag.11. Divenuto seminarista, frequentava il Seminario Decanale di San Michele in Foro. Morì di tisi, come la madre, l'11 settembre 1894 ad appena 18 anni, prima di divenire sacerdote. Per la sorella fu un grave colpo e a stento essa riuscì a sopravvivergli.

Tonino, sestogenito dopo Gemma, fu il primo a nascere a Lucca il 14 marzo 1880. Anche lui come i fratelli si preparava a studiare per conseguire la laurea in chimica farmaceutica, ma si ammalò di tisi; lavorò per qualche tempo presso il deposito di prodotti chimici dei Giannini morendo poco tempo dopo, a soli 22 anni il 21 ottobre 1902, un anno prima della sorella.

Angelina, seconda figlia di casa Galgani, è colei che più di tutti osteggiò la sorella. Sono parecchi gli episodi che la vedono oltraggiare, percuotere e deridere Gemma: si narra che un giorno, avendola la futura santa ammonita perché affacciata alla finestra, questa, voltandosi, di scatto la prese per i capelli e solo l'intervento della zia riuscì a placarlaSuor Gesualda, Santa Gemma Galgani, edizioni S. Paolo, p. 98. Un'altra volta essa invitò le compagne in casa per deridere la sorella che pregava in estasi nella sua cameraM. Gemma Giannini, Ricordi, p. 30. Quando Gemma si stabilì presso i Giannini anche lei decise di cambiare residenza e trasferirsi presso la famiglia Bocchimpane. Gli altri fratelli, in particolare Guido, la ricordano come irrequieta e dalla condotta non sempre esemplare; perfino il Tribunale ecclesiastico di Pisa, nel 1922, fu costretto a respingere la sua deposizione come dubbia e inutileEnrico Zoffoli, La Povera Gemma, p. 157. Il cardinale Pietro Maffi, uno dei responsabili per il processo di canonizzazione di Gemma, ricorda che Angelina per vivere, cominciò a vendere reliquie della sorella, sfruttando la sua fama di santità. Morì a Lucca l'11 agosto 1953.

Infanzia Gemma Galgani nacque a Borgonuovo, una località di Camigliano, frazione di Capannori, in provincia di Lucca, da Enrico Galgani, farmacista, e Aurelia Landi il 12 marzo 1878 alle ore 18:30Testimonianza del fratello Guido al Sommario del processo canonico, da Enrico Zoffoli, La Povera Gemma, pag.3, discendente di una delle più antiche famiglie lucchesiVincenzo Baroni, Notizie genealogiche delle famiglie lucchesi, tomo G. pag.169. La casa natale sorge lungo la via Pesciatina a circa 12 km dalla città. Una piccola lapide ricorda l'evento; la camera dove nacque Gemma è stata trasformata in cappella e l'intero edificio in Orfanotrofio.

Il giorno seguente la nascita fu battezzata da don Pietro Quilici, parroco di San Michele, nella frazione di Camigliano. Nell'archivio parrocchiale si legge:

«A dì 13 marzo 1878, Gemma Umberta Pia di Enrico di Carlo Galgani di Porcari, dimorante a Camigliano, e di Aurelia Landi, legittimi coniugi, nacque il 12 del suddetto mese alle ore 6 e 30 pomeridiane; fu battezzata da me sottoscritto, essendo commare Orsola Massei, levatrice di Segromigno, secondo il rito di S. Madre Chiesa»Arch. parrocchiale, lib. dei battezzati, pag.201 in Enrico Zoffoli, La Povera Gemma pag.34.