Barbiano è una frazione del comune di Felino, in provincia di Parma.

La località dista 2,98 km dal capoluogo.

Geografia fisica La frazione sorge alla quota di 366 m s.l.m., sul versante sinistro della Val Cinghio, sulla sommità di uno dei primi rilievi appenninici che si affacciano sulla pianura Padana..

Origini del nome La località era nota in epoca medievale come Celliano, Ciriano, Cirliano e Zarliano, forse in riferimento alla divinità romana Cerere, dea della terra e della fertilità.. La più antica testimonianza scritta del nome "Barbiano" risale soltanto al 1560.

Storia Il centro abitato fu fondato in età altomedievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 918, quando Cirliano fu citata in un rogito notarile riguardante la vendita di alcune proprietà da parte della monaca Lamperga. Forse già all'epoca era stata eretta la pieve, che tuttavia fu nominata soltanto a partire dal 1230.

Il borgo di Celliano fu citato il 4 luglio 1028, nel rogito di vendita di numerose terre del Parmense da parte di Ildegarda, figlia di Oddone il Salico, alla chiesa di San Pietro di Parma.

L'11 febbraio 1186, in segno di riconoscenza per la lealtà dimostrata, l'imperatore Federico Barbarossa assegnò al parmigiano Guido de' Ruggeri e ai suoi eredi il feudo di Felino, con le terre di San Michele Gatti, Barbiano, Carignano e Paderno.

Nel 1346 Bonaccorso de' Ruggeri lasciò in eredità ai due generi Giacomo de' Rossi, conte di San Secondo, e Ugolino de' Rossi, cugino di quest'ultimo, tutte le terre in possesso della sua famiglia da quasi due secoli.. Le due figlie di Ugolino sposarono in seguito i cugini Rolando e Bertrando, rispettivamente figlio e nipote di Giacomo, il cui ramo riuscì così ad accentrare tutte le proprietà della famiglia sparse nel Parmense; Bertrando si assicurò in particolare il dominio diretto su Felino e sulle sue pertinenze, su cui ottenne ampie esenzioni sia nel 1368 da Rodolfo Visconti,.. sia nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti..

Nel 1482, in seguito all'ascesa al potere di Ludovico il Moro nel ducato di Milano, ebbe inizio nel Parmense la rovinosa guerra dei Rossi, avviata dal conte Pier Maria II,. che morì nel settembre dello stesso anno a conflitto ancora in corso. Come da testamento del 1464, il figlio Guido ereditò i feudi di Felino, San Secondo, Bardone, Berceto, Neviano de' Rossi e Noceto, unitamente alle rispettive pertinenze,. ma riuscì a mantenerne il possesso solo fino all'anno successivo, quando fu costretto ad abbandonare tutte le sue proprietà. Felino, Torrechiara e San Secondo furono allora assegnati a Leone Sforza, figlio minore di Ludovico il Moro,. e, in seguito alla sua morte, passarono per qualche tempo alla duchessa Beatrice d'Este, moglie di Ludovico..

Dopo alterne vicende, le terre di Barbiano, Paderno e San Michele Gatti divennero parte della giurisdizione feudale di San Michele Tiorre, che verso la fine del XVI secolo fu assegnata dai duchi Farnese al conte Cosimo Masi, al quale nel 1600 succedette il figlio Giovan Battista; tuttavia nel 1604 quest'ultimo, a causa degli ingenti debiti paterni, fu costretto a vendere i diritti a Gian Antonio e Lelio Sozzi.

Nel corso del XVIII secolo la contea di San Michele Tiorre, comprendente anche le terre di Barbiano, Paderno, San Michele Gatti e Tordenaso, fu assegnata ai marchesi Lampugnani, già feudatari di Felino; alla scomparsa, nel 1762, di Camillo, ultimo erede della casata, i feudi ritornarono alla Camera ducale..

In seguito all'abolizione napoleonica dei diritti feudali del 1805, Barbiano fu aggregata al comune (o mairie) di Felino.

Monumenti e luoghi d'interesse Pieve di Sant'Antonino Martire

Costruita probabilmente nel X secolo, la pieve fu menzionata per la prima volta nel 1230; profondamente deteriorata da cedimenti del terreno intorno alla metà del XVIII secolo, fu demolita e riedificata nel 1775 in forme barocche, conservando solo la base dell'antico campanile; danneggiata dal terremoto del 1920, fu completamente ristrutturata, ricostruendo anche le volte a crociera della navata; restaurata nel 1987, fu nuovamente lesionata da un sisma nel 2008 e successivamente ristrutturata. La chiesa, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una simmetrica facciata a capanna rivestita in pietra e coronata da un frontone triangolare spezzato; l'interno, ornato con paraste doriche, conserva varie opere di pregio, tra cui la pala raffigurante la Madonna di Costantinopoli, dipinta da Gaetano Callani nel 1806...

Note

Bibliografia

Voci correlate Felino (Italia) Rossi di Parma San Michele Tiorre

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