Biografia Figlio di Gino CesarettiPaolo Cesaretti ha curato sui dattiloscritti e sugli appunti del padre la pubblicazione del romanzo Lucido e Buio, apparso pochi giorni prima della scomparsa dell’autore. Vd. P. Cesaretti, Postfazione, in Gino Cesaretti, Lucido e buio, nota introduttiva di Daniela Marcheschi, Bolis Edizioni, Azzano S. Paolo (BG) 2015, pp. 269-272. e di Iris Spogliarich, dopo il Liceo-Ginnasio Alessandro Manzoni di Milano (tra i suoi docenti, Quirino Principe) e continuando lo studio del pianoforte con Alberto Mozzati si è iscritto all’Università di Pisa, dove si è poi laureato in Lettere Classiche nell’a.a. 1979/1980, relatore Franco Montanari. La sua tesi in Filologia Bizantina verteva sulla Esegesi del canone giambico pentecostale ascritto a san Giovanni Damasceno, opera filologica di Eustazio di Tessalonica. Il lavoro è stato condotto insieme alla condiscepola Silvia Ronchey. Avrà così inizio una serie di feconde collaborazioni intra- e interdisciplinari con vari studiosi, caratteristiche della sua attività.

Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Filologia Greca e Latina (Università di Firenze) nell’estate 1989, con una tesi sull’allegorismo omerico in età bizantinaPaolo Cesaretti, Allegoristi di Omero a Bisanzio. Ricerche ermeneutiche (XI-XII secolo), Introduzione di Franco Montanari, Guerini e Associati, Milano 1991.. L’incontro con il bizantinista svedese Lennart Rydén presso l’Università di Uppsala corroborerà il suo interesse per l’agiografia bizantinaPaolo Cesaretti, Alla ricerca di Byzantium proper Lennart Rydén (1931-2002) e la sua ultima opera, in “Aevum” 77 (2003), pp. 473-482., sviluppato poi negli a.a. 1991-1993 grazie a una borsa di post-dottorato in Filologia Classica presso l’Università Statale di Milano.

Attivo nel mondo giornalistico e soprattutto editoriale (a partire dalla Rusconi Libri diretta da Raffaele Crovi) sin dagli anni universitari, negli anni ’90 si è dedicato specialmente all’editoria d’arte e illustrata; è stato consulente scientifico di Electa, passando poi a dirigere l’area libri della Amilcare Pizzi - Silvana Editoriale (1993-1996), quindi i Libri Illustrati di Mondadori Editore (1996-1999). Nell’a.a. 2000-2001 è stato assunto come ricercatore di Civiltà Bizantina, presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara; nell’a.a. 2006/2007 si è trasferito all’Università di Bergamo, dove nell’a.a. 2016-2017 è diventato professore associato di Civiltà BizantinaDal 2011 rappresenta l’Università di Bergamo presso il “Tavolo del Classico” delle Università lombarde; dall’a.a. 2017-2018 ne dirige la collana editoriale della Scuola di Alta Formazione Dottorale..

Condirettore scientifico del periodico di cultura greca “Periptero”, è membro di numerosi comitati scientifici"Rivista di Studi Bizantini e Neoellenici"; “La Pomme d’Or Publishing”; “Humanitas”; “Erga-Logoi. Rivista di storia, letteratura, diritto e culture nell'antichità”., associazioniSocio della “Associazione Italiana di Studi Bizantini”, dell’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici e della "Fondazione Lemine"; socio onorario della “Società Filellenica Lombarda”. e accademieAccademico onorario della "Accademia Agraria in Pesaro".. Consulente scientifico di Bolis Edizioni dal 2001, è stato direttore scientifico del salone editoriale “Terra di Libri” a Siena nel 2008 e nel 2009. Le sue collaborazioni con quotidiani e periodici vertono su temi legati, oltre che alla cultura bizantina e alla persistenza del classico, anche all'attualità politico-culturalePrincipali collaborazioni con i quotidiani ‘Avvenire’, ‘Il Giornale’, ‘Corriere della Sera’, ‘Osservatore Romano’ e con i periodici Casabella, Arte In, FMR: mensile di Franco Maria Ricci, Vita e Pensiero..

Ha tenuto lezioni, seminari, conferenze, in atenei, musei, istituti culturali italiani e stranieri.

È sposato con Clara Maria Matelli, artista e architetta.

Ricerche di bizantinistica Le ricerche di Cesaretti sono di matrice storico-filologica, con apertura a sviluppi interdisciplinari. La storia e la storia culturale bizantina sono a suo avviso “da sottrarre ai consueti cliché”, inquadrando “la successione dei fatti e le azioni dei personaggi nell’intreccio dei fatti” in “un processo dinamico anche in quella Bisanzio che amò rappresentarsi in base a una idea di immutabile ordine – taxis”P. Cesaretti, Ringraziamento, in L’età dei processi: inchieste e condanne tra politica e ideologia nel ‘300 (Atti del Convegno di studio svoltosi in occasione della XIX edizione del Premio internazionale Ascoli Piceno. Ascoli Piceno, Palazzo dei Capitani, 30 novembre – 1 dicembre 2007), A. Rigon, F. Veronese (a c. di), Istituto Storico per il Medioevo, Roma 2009, pp. 351-358 (in part. 354 s.)..

Ha indagato soprattutto il periodo che va dalla Tarda Antichità alla Quarta Crociata, sotto i seguenti aspetti: la tradizione filologica, con particolare attenzione per l’opera di Michele Psello, di Gregorio di Corinto, di Teodoro Prodromo, di Giovanni Tzetzes, di Eustazio di Tessalonica; ha definito il corpus di quest’ultimo “uno dei più rilevanti lasciti intellettuali del XII secolo, in ambito non solo bizantino”Prolegomena, in Eustathii Thessalonicensis Exegesis in Canonem Iambicum Pentecostalem, recensuerunt indicibusque instruxerunt, P. Cesaretti, S. Ronchey, De Gruyter, Berlino – Monaco – Boston 2014, pp. 29*-30*., sottolineandone l’impatto sul complesso della produzione culturaleEustathii Thessalonicensis Exegesis. Prolegomena passim e specificamente in P. Cesaretti, The Echo of the Sirens: Allegorical Interpretation and Literary Deployment from Eustathios to Niketas Choniates, in Mυθοπλασίες. Χρήση και πρόσληψη των αρχαίων μύθων από την αρχαιότητα μέχρι σήμερα (Proceedings of the international conference “Use and Reception of Greek Myths in ancient, Bizantine and modern Greek history, literature and art”. European Cultural Centre of Delphi, 28-30 January 2010), S. Efthymiadis, A.K. Petridis (a c. di), Ekdoseis “Hellen”, Peristeri 2015, pp. 251-277 (in part. p. 261).; l’agiografia, con particolare attenzione ai saloi o “santi folli” Simeone e Andrea, alla produzione agiografica costantinopolitana e italomeridionale dei secc. IX-XI, alla “Storia di Barlaam e Ioasaf”; il rapporto tra Bisanzio e l’OccidenteP. Cesaretti, L’impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio, una sovrana tra Oriente e Occidente, Mondadori, Milano 2006, p. 4: “Nella politica, nella religione, nella cultura fu solo rispetto a Bisanzio che il Medioevo latino poté definire se stesso nel senso ora della mimesi, ora dell’osmosi, ora della contrapposizione. Sottrarre alla nostra percezione del Medioevo «europeo» lo scenario di Bisanzio – il rapporto con Bisanzio – è una alterazione e un depauperamento. Si pensi di contemplare una tavola di Duccio di Buoninsegna e a un tratto di ritrovarsi privati del «fondo oro» che a essa pertiene e per la quale è concepito”.; l’età di Giustiniano e l’opera di Procopio di Cesarea; il rapporto tra testo e immagine a Bisanzio.

Ha inoltre studiato in prospettiva storico-culturale figure e momenti salienti della ricezione di Bisanzio nel Novecento.

Ha tradotto testi bizantini e curato le edizioni italiane di classici della bizantinistica novecentesca.

Narrative non fiction bizantina Tre opereP. Cesaretti, Teodora. Ascesa di una imperatrice, Mondadori,Milano 2001. Nuova edizione, riveduta e con bibliografia aggiornata, Bolis Edizioni, Azzano S. Paolo (Bg) 2021; Id., L’impero perduto. Op. cit.; Id., Le quattro mogli dell’imperatore. Storia di Leone VI di Bisanzio e della sua corte, Mondadori, Milano 2015. di narrative non fiction - premiate in ambito critico e letterario extra-disciplinare P. Cesaretti, Teodora. Op. cit.: ‘Premio Grinzane Cavour per saggistica d’autore – ex aequo con G.C. Roscioni; ‘Premio “Ravenna nelle sue pagine”’(2002); Id., L’impero perduto. Op. cit.: ‘Premio Rhegium Julii “Leonida Repaci” per la saggistica storica; ‘Premio internazionale Ascoli Piceno per gli studi medievali. Letteratura e saggistica, spettacolo’; ‘Premio Alberico Sala Terre dell’Anima’ (Treviglio – BG) (2007). e tradotte in varie lingue straniere - sono state dedicate da Cesaretti a figure femminili: nell’ordine, Teodora, sposa di Giustiniano I nel VI secolo (per la quale Cesaretti ha realizzato anche una nuova edizione, rivista e con bibliografia aggiornata, pubblicata da Bolis nel 2021); Agnès di Francia/Anna di Bisanzio, sposa di Alessio II e poi di Andronico I Comneni alla fine del XII secolo; le quattro mogli dell’imperatore Leone VI il Sapiente, tra IX e X secolo.

Altri studi e pubblicazioni A Cesaretti si devono opere riguardanti la persistenza della tradizione classica e delle sue fonti nella lingua e nella cultura italiana ed europea, anche con attenzione al pubblico non accademico e giovanileP. Cesaretti, L’impero perduto. Op. cit., pp. 4-6; Id., Ringraziamento. Op. cit., pp. 351-355; P. Cesaretti, E. Minguzzi, il Dizionarietto di greco, ELS La Scuola, Brescia 2017, pp. 5-7; Iid., il Dizionarietto di latino, Scholé, Brescia 2018, pp. 5 s..

Ha curato e tradotto testi di paleografia, di antropologia, di storia dell’arte, oltre che di poesia contemporanea. Ha inoltre ideato e coordinato opere a più voci legate a problematiche interdisciplinari nonché a musica, urbanistica, economia, imprese sportive.

Ha collaborato con i registi e autori britannici Peter Greenaway (mostra, installazione e catalogo ‘Watching Water’ – Biennale di Venezia 1993) e Robin Hardy (ECTTP – parchi tematici culturali) e con vari artisti contemporanei per mostre, installazioni, cataloghi espositivi. Ha coordinato la collana di video d’arte ElectaSuoi, insieme allo storico dell’arte Francesco Porzio, i testi per il video Parma: Antelami, Correggio, Parmigianino, regia di Maria Teresa Previdi, Milano, Electa Video, 1991..

Ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive e a produzioni multimediali legate alla storia e alla cultura anticaTra esse anche “The Dream of Rome” di Boris Johnson (trasmessa dalla BBC il 29 gennaio e il 5 febbraio 2006)..

Il suo prosimetrum ‘Insieme nel nome’ (‘epistola omiletica’ al pontefice Giovanni Paolo II) ha postulato in forma poetica la santificazione dei giudici Giovanni Falcone e Paolo BorsellinoP. Cesaretti, Insieme nel nome, con prefazione di Maria Corti, “Il belpaese” 9 (1993), pp. 1-25. Osservava Maria Corti (p. 3) che il testo «da un lato perpetua nel nome “la memoria di Giovanni/discepolo prediletto/ e di Paolo apostolo delle genti”; d’altro lato, per un divino gioco profetico, preannuncia nel nome “un martirio in due atti” […]». Vd. per esempio, nel testo (p. 9): “SANTITÀ da una terra venivano / nella stessa morirono / unica l’amicizia tra loro / unica estate poi li rapì / martiri due martoriati da uno / dallo stesso esplosivo / una e una sola la morte / un martirio in due atti / Paolo era già morto a Capaci / Giovanni pativa seconda morte a Palermo. SANTITA' voi che vi chiamaste Giovanni Paolo conoscendo la virtù dei nomi, santificate Giovanni e Paolo e chi era con loro”..