Per più di vent'anni sedette alla Camera dei comuni come membro del partito Whig (i liberali), avversari dei Tories (conservatori). Viene ricordato soprattutto per il suo sostegno alle rivendicazioni delle colonie americane contro re Giorgio III, anche se si oppose alla loro indipendenza,La posizione di Burke era favorevole alle proteste sollevate dai coloni contro l'abuso del potere regio in quanto a suo parere - come poi si verificò - quest'ultimo avrebbe potuto portare ad un vero e proprio scontro bellico tra i coloni e la madrepatria, cosa che la Gran Bretagna doveva assolutamente evitare. Proprio per questo egli, pur comprendendone le richieste, si oppose nettamente all'indipendenza delle colonie americane. controversia che condusse alla guerra d'indipendenza americana (contribuendo poi alla pacificazione con gli Stati Uniti nascenti), nonché per la sua opposizione alla Rivoluzione francese, espressa nelle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia. Il dibattito sulla rivoluzione rese Burke una delle figure principali della corrente liberal-conservatrice del partito Whig (che soprannominò Vecchi Whig) in opposizione ai Nuovi Whig filo-rivoluzionari, guidati da Charles James Fox. Appoggiò quindi esternamente il governo Tory di William Pitt il Giovane.

La polemica di Burke sulla Rivoluzione francese stimolò il dibattito in Inghilterra in modo molto ampio. Ad esempio l'anglo-americano Thomas Paine rispose alle Riflessioni con I diritti dell'uomo, mentre William Godwin scrisse lInchiesta sulla giustizia politica, condannando gli esiti sanguinosi della rivolta, ma senza ripudiare i principi che l'avevano ispirata, come fece invece Burke. Le Riflessioni suscitarono anche la reazione della filosofa proto-femminista Mary Wollstonecraft, che replicò prima in forma anonima sulla Analytical Review e poi, visto il successo della polemica, firmando col proprio nome nel pamphlet A Vindication of the Rights of Men, in a Letter to the Right Honourable Edmund Burke, (1790), che è considerato uno dei primi interventi politici del femminismo moderno.

Burke ha elaborato una filosofia complessa e articolata, pubblicando persino un'opera sull'estetica che ebbe una certa influenza, e collaborò attivamente con lAnnual Register.

Biografia Nato a Dublino, in Irlanda, Edmund Burke era figlio di un avvocato protestante e di una cattolica, il cui cognome, prima del matrimonio era Nagle. Burke venne educato alla fede del padre e rimase per tutta la vita un anglicano praticante. Dopo aver frequentato la scuola dei Quaccheri a Ballitore (contea di Kildare), nel 1744 entrò al Trinity College di Dublino. Nel 1747 fondò un proprio circolo di discussione, l'Edmund Burke's ClubNel 1770 il club si fuse con il Club Storico (Historical Club), formando la College Historical Society.. Si laureò al Trinity College nel 1748 (la famosa istituzione lo ha onorato erigendogli una statua). Burke senior voleva che il figlio si inserisse nel mondo dell'avvocatura e lo mandò quindi a Londra, nel 1750. Nella capitale inglese Burke cominciò l'esercizio forense presso Middle Temple, una delle quattro associazioni professionali inglesi di cui deve essere membro ogni avvocato, ma ne uscì quasi subito.

La prima opera di Burke ad essere pubblicata fu A Vindication of Natural Society: A View of the Miseries and Evils Arising to Mankind from every species of Artificial Society, apparso anonimo nel 1756. Progettato forse per attaccare i principî "anarchici" dei filosofi illuministi che pretendono di fondare lo Stato sui teoremi della ragione, senza tener conto della complessità della natura umana, oltre e contro il suo intento satirico, si trasformò in una denuncia dei mali della società mercantile, che rappresentano il lato oscuro, non eliminabile, del progresso civile.

Nel 1757 pubblicò un trattato di estetica, Un'indagine filosofica sull'origine delle nostre idee di Sublime e Bello (tit. or. A Philosophical Enquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful), che attirò l'attenzione di importanti pensatori europei, come Denis Diderot e Immanuel Kant, ed è ispirato in parte all'estetica che egli ricava dalla lettura del Paradiso perduto di John Milton.

Nel 1758, assieme all'editore Robert Dodsley, fondò l'influente Annual Register, una rivista su cui diversi autori commentavano i maggiori eventi di politica internazionale dell'anno precedente. A Londra Burke entrò a far parte dei più importanti circoli culturali e artistici, stabilendo rapporti con personalità come Samuel Johnson, Sir Joshua Reynolds, Giuseppe Baretti, David Garrick e Oliver Goldsmith.

Nello stesso periodo Burke conobbe William Gerard Hamilton. Quando Hamilton fu nominato Ministro per l'Irlanda, Burke divenne suo segretario - incarico che avrebbe svolto per tre anni - e lo seguì a Dublino. Nel 1765 Burke divenne segretario privato del marchese di Rockingham, esponente di spicco dei Whig, che, in quell'anno era diventato primo ministro. Lord Rockingham e Burke sarebbero rimasti amici e alleati fino alla prematura morte del primo, avvenuta nel 1782.

Impegno politico Nel 1765 Burke entrò nel Parlamento britannico, eletto alla Camera dei comuni. Il collegio elettorale, in cui si candidò, apparteneva alla categoria dei “Borghi putridi”,In inglese “pocket boroughs”, detti anche “rotten boroughs”. cioè ai territori che, a causa di una ridotta popolazione, erano di fatto sotto il controllo di un notabile, solitamente il maggiore proprietario terriero della zona. Il collegio in questione era Wendover, “feudo” di Lord Fermanagh, un alleato di Rockingham. In Parlamento Burke giocò un ruolo fondamentale nel dibattito sui limiti costituzionali dell'autorità regia. Si batté con forza contro un potere regio privo di restrizioni, sostenendo il ruolo dei partiti politici nel mantenere un principio di opposizione, in grado di arginare gli abusi del re o di lobby all'interno del governo. La sua più importante pubblicazione sul tema fu Pensieri sulle cause del malcontento attuale (tit. or. Thoughts on the Cause of the Present Discontents) del 1770. Burke appoggiò le rivendicazioni delle colonie americane contro il governo di re Giorgio III e dei suoi rappresentanti. Fece sentire la sua voce anche contro le persecuzioni dei cattolici in Irlanda e denunciò gli abusi e la corruzione operati dalla Compagnia britannica delle Indie orientali.

Nel 1769 Burke pubblicò, in risposta a George Grenville, il pamphlet L'attuale stato della Nazione (tit. or. The Present State of the Nation). Nello stesso anno acquistò la piccola tenuta di Gregories, vicino a Beaconsfield. Il prezzo fu saldato per la maggior parte con denaro preso a prestito. Anche se questa tenuta di seicento acri conteneva una collezione d'arte, comprendente opere di Tiziano, nondimeno nei decenni seguenti si sarebbe dimostrata un pesante fardello finanziario. Sempre nello stesso anno fu iniziato in massoneria a Londra, nella Loggia Jerusalem N. 44. I suoi discorsi e i suoi scritti l'avevano ormai reso famoso e, tra l'altro, avevano fatto sospettare che fosse l'autore delle Lettere di Giunio (Letters of Junius), violenti attacchi contro il governo, che si riveleranno in seguito opere autografe del saggista Philip Francis. Nel 1773 Burke visitò la Francia, dove a Versailles vide per la prima, e unica volta, i futuri sovrani Luigi XVI e Maria Antonietta.

Nel 1774 venne eletto a rappresentare Bristol, al tempo la seconda città dell'Inghilterra e, quindi, un collegio in cui la contesa elettorale era abbastanza libera. Il suo discorso agli elettori, tenuto dopo la vittoria, si fece notare per la difesa dei principi della democrazia rappresentativa contro l'idea secondo cui gli eletti dovessero agire esclusivamente a difesa degli interessi dei propri elettori. Il supporto che Burke fornì al libero commercio con l'Irlanda e il suo sostegno all'emancipazione dei cattolici, argomenti impopolari tra i suoi elettori, gli fecero perdere il seggio nel 1780. Per il resto della sua carriera parlamentare, Burke rappresentò Malton, un altro collegio elettorale controllato da Rockingham.

Sotto il governo tory di Lord North, la guerra in America andò sempre peggio. Fu anche grazie ai discorsi di Burke che la guerra finì. A questo periodo appartengono due delle sue opere più brillanti: il discorso Conciliazione con l'America (Conciliation with America) del 1775 e la Lettera agli Sceriffi di Bristol (Letter to the Sheriffs of Bristol, 1777). La caduta del tory North riportò il whig Rockingham al potere. Burke divenne Paymaster of the Forces (un lucroso incarico, relativo al finanziamento delle truppe) e consigliere privato del re, ma la morte inaspettata di Rockingham, avvenuta nel luglio 1782, pose fine al suo mandato dopo pochi mesi.

Nel 1776 Burke definì la pena di morte "la macelleria che chiamiamo giustizia" e in seguito attaccò l'utilizzo della gogna contro gli omosessuali. Burke si oppose inoltre alla tratta degli schiavi e cercò di far sanzionare i proprietari di schiavi della Camera dei Comuni.O'Brien, Conor Cruise (1996). The Long Affair: Thomas Jefferson and the French Revolution, 1785–1800. The University of Chicago Press. p. 41.

Burke sostenne allora il nuovo governo formato dal Duca di Portland, in cui coabitavano i Whig e i Tory, una decisione che in seguito molti considereranno il suo peggior errore politico. Durante questo breve governo di coalizione continuò a rivestire l'incarico di Paymaster. La coalizione cadde nel 1783 e fu seguita dal lungo governo Tory di William Pitt il Giovane, che durò fino al 1801. Burke rimase all'opposizione sino al 1793, anno in cui ruppe definitivamente con il leader Whig Charles James Fox e passò, assieme ad altri esponenti del partito, come William Windham e il nipote di Rockingham, con i Tory di Pitt. Nel 1785 pronunciò il famoso Discorso sui debiti del nababbo di Arcott. L'attacco contro il Governatore del Bengala, Warren Hastings, ebbe come conseguenza l'incriminazione di Hastings. Il processo, di cui Burke fu il maggior promotore, durò dal 1787 fino alla definitiva assoluzione di Hastings nel 1794. Gli anni seguenti furono caratterizzati invece dalla strenua lotta contro i principi della rivoluzione francese, in particolare con l'opera Riflessioni sulla rivoluzione in Francia, opera di ispirazione conservatrice, controrivoluzionaria e storicista.

Ultimi anni e morte Nel 1794 Burke subì un duro colpo, causato dalla morte del figlio Richard, a cui era molto legato. In quello stesso anno finì il processo contro Hastings con sentenza di assoluzionePaul Stock, The Uses of Space in Early Modern History, 978-1-349-50434-3, 978-1-137-49004-9, Palgrave Macmillan US, 2015, pages 173-196.. Burke sentì di aver fatto il suo tempo e, stanco, decise di lasciare il Parlamento. Il Re, che aveva apprezzato le sue posizioni sulla Rivoluzione francese, voleva nominarlo Conte di Beaconsfield, ma dopo la morte del figlio, a Burke non interessavano più i titoli nobiliari. Accettò solo una pensione di 2.500 sterline. Seppur modesto, il vitalizio fu contestato dal Duca di Bedford e dal Conte di Lauderdale. A loro Burke diede una bruciante risposta in Lettera a un nobile Lord (Letter to a Noble Lord, 1796). In quello stesso anno uscirono i suoi ultimi scritti: le Lettere su una pace regicida (Letters on a Regicide Peace), nelle quali Burke si schierava contro i negoziati di pace con la Francia.

Morì a Beaconsfield il 9 luglio 1797. Sebbene molti avessero proposto di inumarlo nell'Abbazia di Westminster con un funerale di Stato, il Parlamento preferì attenersi al testamento lasciato dallo stesso Burke, che chiedeva di essere seppellito nella cattedrale di Beaconsfield.

Pensiero Estetica: il Bello e il Sublime

L'estetica di Burke fu anticipatrice del romanticismo dei numerosi decenni successivi.