Liconografia di Napoleone I è l'insieme delle rappresentazioni, pitture, incisioni e sculture del generale e del primo console Napoleone Bonaparte, divenuto imperatore col nome di Napoleone I. Realizzate con fini di propaganda, dopo la sua morte contribuirono ad evocare la leggenda napoleonica.

Napoleone I fu il capo di stato dell'era post-rivoluzionaria più rappresentato. Con l'ascesa al potere, la sua effigie subì dei cambiamenti che coincisero col cambiamento della sua fisionomia, a causa dell'età o della malattia. Gli imperativi di propaganda costringevano gli artisti ad attenersi a modelli precisi.

Cronologia Le prime rappresentazioni

Non esiste alcun ritratto autentico di Napoleone Bonaparte antecedente al 1795Masson, 1894, p.97, la maggior parte delle rappresentazioni che lo raffigurano all'inizio a Brienne, o come giovane capitano d'artiglieria sono creazioni posteriori al periodo dell'impero, in particolare stampe di Auguste Raffet e Nicolas-Toussaint Charlet.

I ritratti della giovinezza

Alcuni ritratti presentati come realizzati all'epoca della giovinezza del Bonaparte non sono di autenticità certa. Due disegni lo presentano come tenente d'artiglieria. Il primo è una caricatura datata al 1785 trovata sulla pagina di un atlante che lo rappresenta mentre marcia in soccorso a de Paoli in Corsica, anche se l'autenticità del disegno è messa in dubbio in quanto viene indicata la dicitura Bonaparte e non Buonaparte sul disegno (Napoleone fece francesizzare il suo cognome dopo essere divenuto primo console).

Il secondo disegno è un profilo di Bonaparte disegnato a pastelli che si ritiene realizzato dal vivo, da un certo Pontornini a Tournon nel 1785. Questo disegno, apparso per la prima volta nel 1853, è stato nel tempo creduto come autentico dal momento che storici come Armand Dayot vi hanno basato poi l'iconografia stessa del Bonaparte, datandolo però al 1783 ed a Brienne. Nel 1914, uno studio del disegno eseguito da Paul Dupuy, ha dedotto, per l'acconciatura non regolamentare per l'epoca per i reggimenti d'artiglieria e sulla base di un'incisione del 1796 di Andrea Appiani, che rappresenta il generale a capo dell'Armata d'Italia, ha dichiarato che si tratta di un falso. Per giunta non si è trovata alcuna traccia di un Pontornini nell'entourage di Napoleone, né tra gli artisti corsiPaul Dupuy, Un faux portrait de Napoléon à la Malmaison in Revue de l'art ancien et moderne vol. XXXV gennaio-giugno 1914 p.121 à 136Léon Rosenthal, Un faux portrait de Bonaparte p.138 in Revue des Études napoléoniennes, 1914 luglio-dicembre.Pontornini site 1789-1815.

Il ritratto in busto del Bonaparte che Greuze pretendeva essere stato dipinto nel 1792, quando Napoleone era capitano d'artiglieria, e descritto da Théophile Thoré come (1843) e che il biografo di Greuze, Edgar Munhall, stima dallo stile con cui il dipinto è stato realizzato, databile alla fine del XVIII secolo, venne senza dubbio realizzato al momento del primo consolato di Napoleone che lo commissionò nel 1803Nicole Hubert, À propos des portraits consulaires de Napoléon in Gazette des Beaux-arts, 1986 p.25Masson, 1894, p.98. A maggior ragione visto che la capigliatura simile a quella del ritratto d'epoca consolare non ha riscontri nelle acconciature in uso all'epoca .

In una lettera che Napoleone inviò a suo fratello Giuseppe datata al 25 giugno 1795, gli diede notizia di avere l'intenzione di farsi realizzare un ritratto per Désiré Clary, ma questo ritratto non è mai stato identificato.

Un disegno a pastello e poi acquarellato del Bonaparte del 1796, disegnato da Giuseppe Longhi (1766-1831), datato e firmato nel 1796, è stato recentemente riscoperto. Venne presentato a Roma nel settembre del 1897 da padre Louis Antoine, dei frati minori cappucciniCatalogue vente Binoche Renaud Giquello Paris Drouot 9 juillet 2010 p.4. inizialmente solo attribuito a Giuseppe Longhi, studi successivi di Renaud Giquello hanno confermato l'attribuzione come originale..

I primi ritratti del general Bonaparte L'eco delle azioni del Bonaparte dopo la battaglia del ponte di Lodi nel 1796, incitarono gli artisti ed i ritrattisti ad interessarsi del nuovo eroe, al punto che molti, non avendolo nemmeno mai incontrato e lavorando di pura fantasia, posero semplicemente il nome di Bonaparte sotto i ritratti di militari anonimiJourdan, 1998, p.152. Artisti come Vernet e Naudet dipinsero delle vedute delle battaglie di Lodi e di Arcole, ma senza raffigurare direttamente il generaleJourdan, 1998, p.155. L'assenza del modello, spinse disegnatori ed incisori a lavorare d'inventiva per soddisfare il pubblico, curioso di conoscere i tratti di Napoleone.

Solo coloro che riuscirono ad avvicinarsi al suo entourage riuscirono a rappresentarlo in maniera realistica. Fu questo il caso dei pittori e degli scultori che lo accompagnarono in Italia e che vissero con lui a Villa Pusterla presso Mombello (provincia di Monza). Andrea Appiani e Antoine-Jean Gros furono tra i primi pittori a realizzare dei ritratti dal vivo del generale Bonaparte. Furono proprio gli artisti che lo seguirono nella campagna militare per la conquista dell'Italia che diedero del generale una fisionomia ben definita. Il ritratto dell'Appiani Il generale Bonaparte e il genio della Vittoria, datato al 1796 dopo la vittoria di LodiFernando Mazzocca, L'ideale classico: arte in Italia tra neoclassicismo e romanticismo p.172 è riconosciuto come il primo ritratto ufficiale del BonaparteLa liberté en Italie et note 7, site napoleon.org dal quale poi vennero derivate anche molte incisioni che contribuirono a rendere identificabile l'immagine di Napoleone.

Il ritratto di Antoine-Jean Gros, Bonaparte al ponte di Arcole, dipinto dopo la battaglia del ponte di Arcole, pone un problema di realizzazione. Il pittore stesso scrive nel 1797: Si dovette attendere il 1800 perché il grande pubblico potesse contemplare l'effigie del général Bonaparte au pont d'Arcole completato.

Altri artisti contribuirono alla diffusione di questa fisionomia. Louis Albert Guislain Bacler d'Albe ufficiale cartografo del Bonaparte, realizzò un ritratto fortemente ispirato alla tela di Gros. E Jean Urbain Guérin, miniaturista strasburghese, anziano ritrattista della corte di Luigi XVI, disegnò la figura del Bonaparte per una serie di ritratti di generali repubblicani incisi da Fiesinger e largamente diffusi in Francia. Tutti questi artisti rappresentarono tratti simili ed identificabili del generale Bonaparte, un viso magro, uno sguardo penetrante, un naso aquilino, un mento prominente, capelli lunghi acconciati "ad orecchio di cane" secondo la moda del tempo.

I primi busti Le prime rappresentazioni scultoree del Bonaparte furono contemporanee ai primi ritratti dipinti. Giuseppe Ceracchi fu l'autore di uno dei primi busti di cui si abbia notizia. Scultore e simpatizzante dei rivoluzionari contro lo Stato Pontificio, incontrò Bonaparte a Milano nel 1796, e gli propose di realizzare per lui un busto. Ma gli impegni del tempo di Napoleone non gli permisero di terminare la sua operaBoyries, 1998, p.36, di cui rimase comunque una copia che ad oggi è scomparsaBoyries, 1998, p.38. Al suo ritorno a Roma, l'artista riprese l'idea di un busto, ma questa volta monumentale ed all'antica, che tentò di vendere poi per sottoscrizione, ma senza successo. Implicato nel 1800 nella conspiration des poignards, venne giustiziato prima di terminare la scultura, che venne portata a compimento da Maximilien Laboureur, senza che ad oggi si sia in grado di determinare quale parte sia stata realizzata dall'uno e quale dall'altroBoyries, 1998, p.40. Questo secondo busto è oggi esposto al musée des beaux-arts de Nantes.

Un altro busto venne scolpito da Charles-Louis Corbet. Esposto nel 1798Boyries, 1998, p.41, l'originale in gesso esposto al museo di Lille, è stato riprodotto più volte in marmo o bronzo. Il busto venne realizzato nei primi mesi del 1798, dopo il suo ritorno dall'ItaliaBUSTE DU GÉNÉRAL BONAPARTE Karine Huguenaud site napoleon.org, con la firma "fait par Ch. Corbet en l'an VII"Jules Houdoy Études artistiques; Charles-Louis Corbet, sculpteur (1877) p.139. Lo stile d'ispirazione preromantica rimanda la scultura ai ritratti di Gros e David de medesimo periodo.

Louis-Simon Boizot scolpì un profilo in rilievo del Bonaparte su un medaglione, che venne esposto nel 1798. Successivamente realizzò un busto, probabilmente terminato prima della partenza del Bonaparte per l'EgittoBoyries, 1998, p.45. In gesso, se ne conoscono copie in ceramica biscotto, in bronzo o in marmo, diffuse perlopiù dalla manifattura di Sèvres. Le versioni realizzate durante il consolato vennero modificate con un taglio di capelli più corto anziché con la caratteristica capigliatura lunga di quel tempo. La popolarità del Bonaparte durante questo periodo portò alla produzione di un gran quantitativo di questi busti. Tra il 1798 ed il 1801 Sèvres fabbricò in totale 385 esemplari di questi busti e 1242 medaglioniJourdan, 1998, p.178.

Il ritorno a Parigi e l'incontro con David

Alla fine del 1797, dopo la vittoria di Rivoli, Bonaparte tornò a Parigi e venne celebrato trionfalmente. Diversi artisti fecero parte della folla che pressava per vedere il generale vittorioso dell'armata d'Italia. Tra questi vi era anche Jacques-Louis David, personaggio che venne invitato al ricevimento tenuto dal Direttorio in onore della vittoria. Il pittore approfittò dell'occasione per proporre al generale di realizzargli un ritrattoÉtienne-Jean Delécluze, David son école et son temps p.200 . Questa prima collaborazione tra i due tradusse l'entusiasmo dell'artista per il vincitore in Italia, Étienne-Jean Delécluze, Ibid p.203 La tela avrebbe dovuto rappresentare Napoleone in piedi sulla piana di Rivoli con in mano il trattato di Campoformio, ma il ritratto venne solo abbozzato e mai terminato.Jean Tulard Le mythe de Napoléonp.31-33.

La parentesi egiziana Durante il soggiorno egiziano di Napoleone, la produzione di opere che lo rappresentavano si ridusse. I grandi dipinti relativi a scene con le campagne d'Egitto vennero realizzati sotto l'impero (La battaglia delle Piramidi di Gros venne dipinta nel 1811). I ritratti di Napoleone databili a questo periodo sono soprattutto disegni ed abbozzi fatti dagli artisti che lo seguirono in Egitto come quello di André Dutertre.

Il Consolato

Il colpo di stato del 18 brumaio ed il Consolato andarono entrambi a promuovere la produzione artistica per la glorificazione del nuovo comandante della Francia. Fu quello il periodo dei grandi ritratti equestri di David, Gros e Regnault, dei primi dipinti di battaglie (come "La battaglia di Marengo" di Louis-François Lejeune) e di allegorie (Il Trionfo di Bonaparte di Pierre-Paul Prud'hon). All'inizio del regime pittori e scultori come Isabey, Gros e Boilly rappresentarono il primo console con le sue peculiarità fisiche quando invece David, Appiani ed Ingres avevano idealizzato il loro modello.

Le allegorie Dalla prima campagna d'Italia, Napoleone venne fatto oggetto di rappresentazioni allegoriche, in particolare attraverso le stampe e le incisioni, ma anche nella pittura durante il periodo del Consolato. Nel dipinto di David, La distribuzione delle aquile si vede chiaramente l'impostazione innovativa relativa al personaggio, che pure rifiutò di accettare la scultura del Canova come eroe alla maniera degli dei greci. Una delle opere allegoriche rappresentative di questa iconografia è il Trionfo di Bonaparte di Pierre-Paul Prud'hon.

Il Primo Console controlla la sua immagine Dopo il rifiuto di posare per il ritratto equestre di David Bonaparte valica il Gran San Bernardo, Napoleone non volle più posare direttamente come modello per pittori o scultori, i quali dovevano quindi ispirarsi a incisioni o ritratti precedenti. A questa disposizione dovettero attenersi anche Ingres, Girodet, Vien jr., Marie-Guillemine Benoist.