Questo è un elenco delle armi utilizzate nelle opere di J. R. R. Tolkien. La maggior parte di queste compare nei racconti Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion, che costituiscono il corpus principale delle opere dello scrittore ambientate nell'universo immaginario di Arda e della Terra di Mezzo. Trattandosi di un'ambientazione high fantasy, le armi e le armature si basano su modelli reali tardo antichi e alto medievali, quali spade, archi, lance, cotte di maglia e scudi.

Le stesse armi vengono riprese, a volte con radicali modifiche, negli adattamenti dei libri, e in particolare nelle trilogie cinematografiche de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit.

Armi uniche Spade e pugnali Anglachel Anglachel è una spada forgiata dall'elfo scuro Eöl ne Il Silmarillion usando come materiale un nuovo metallo di sua produzione, il galvorn, estratto da un meteorite, e ceduta poi al re Thingol come prezzo per rimanere nella sua foresta, il Nan Elmoth. Thingol la dona al suo vassallo Beleg quando questi parte per cercare di convincere Túrin a ritornare con lui nel Doriath.; in quest'occasione la moglie del re, Melian profetizza: «Vi è malizia in questa spada. Il nero cuore del fabbro vi risiede ancora. Non amerà la mano che la impugna, né rimarrà con te a lungo». La spada, infatti, sembra essere dotata quasi di vita propria, e, come molte opere di artigianato delle saghe tolkieniane, contiene parte dell'essere del forgiatore. Beleg utilizza Anglachel per cercare di liberare Túrin, che era stato preso prigioniero dagli orchi ed era svenuto, dai suoi lacci; tuttavia la lama gli scivola, ferendo Túrin. Quest'ultimo, riscossosi all'improvviso, non riconosce Beleg, e lo uccide con Anglachel, un errore fatale che rimpiangerà a lungo.

Túrin fa poi ritorno alla sua patria, il Nargothrond, e qui Anglachel, che nel frattempo è divenuta nera, viene riforgiata dagli esperti fabbri elfici e ribattezzata Gurthang ("Ferro di morte"). Secondo quanto dice in seguito Túrin, al momento della forgiatura venne profetizzato che nessuno sarebbe sopravvissuto ad un colpo di quest'arma. Gli orchi e gli elfi soprannominano la spada e chi la porta "Mormegil" ("La spada nera") o "la spada nera del Nargothrond". Un ulteriore soprannome dato alla spada fu "spina nera del Brethil". Túrin successivamente uccide grazie a Gurthang il drago Glaurung, ma quando poco dopo scopre che sua moglie suicida era in realtà sua sorella, si suicida anch'egli per l'orrore, gettandosi disperato sulla sua stessa arma, la quale gli risponde con voce umana, acconsentendo di finirlo alla svelta. La spada si spezza e viene sepolta nel tumulo dell'eroe, dove rimarrà per sempre.

Angrist Angrist (sindarin per "Tagliaferro") è un pugnale forgiato dal rinomato fabbro nano Telchar, appartenuto a Curufin. È così affilato e potente da non poter essere tenuto nel fodero. Ne Il Silmarillion viene sottratto a Curufin da Beren, il quale lo usa per svellere uno dei Silmaril dalla corona di Morgoth; quando Beren cerca di impadronirsi anche delle altre due gemme, la lama si spezza e una scheggia raggiunge Morgoth sulla guancia, svegliandolo. Beren abbandona quindi il pugnale, che da allora non sarà più utilizzato.

Anguirel Anguirel è la spada sorella di Anglachel, e praticamente identica a essa nell'aspetto e nelle proprietà fisiche. Ne Il Simarillion viene sottratta al fabbro Eöl dal figlio Maeglin, quando questi scappa con la madre Aredhel per dirigersi a Gondolin.

Aranrúth Aranrúth ("Collera del re") è la spada del re Thingol ne Il Silmarillion. Dopo la sua morte passa nelle mani dei re di Númenor, discendenti dello stesso.

Glamdring

Glamdring è una spada forgiata per il re Turgon nella Prima Era. Smarrita per migliaia di anni, viene rinvenuta da Gandalf insieme a Pungolo e Orcrist nella tana dei troll ne Lo Hobbit. Lo stregone decide di tenerla per sé ed essa lo accompagna anche negli eventi de Il Signore degli Anelli. Il nome sindarin Glamdring viene tradotto "Battinemici", e gli orchi ne Lo Hobbit chiamano la spada spregiativamente "Martello". Glamdring, insieme alla gemella Orcrist, è descritta ne Lo Hobbit come corredata da splendidi foderi e con l'impugnatura riccamente decorata da gioielli. Nei Racconti incompiuti, una delle note alla storia di Tuor recita che la spada di Turgon era "...bianca ed oro...in un fodero d'avorio...", che potrebbe essere un riferimento a Glamdring.

Come tutte le spade forgiate dagli elfi, Glamdring risplende di luce bianco-azzurrina quando ci sono orchi nelle vicinanze, tuttavia questo particolare è stato omesso negli adattamenti cinematografici Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Nei film la spada appare a guisa di foglia lanceolata, con la guardia istoriata di rune in lingua elfica che recitano: Turgon aran Gondolin tortha, gar a matha i vegil Glamdring, Gûd Daedheloth, Dam an Glamhoth, ovvero "Turgon il re di Gondolin tiene, possiede e impugna la spada Glamdring, Nemica del regno di Morgoth, Martello degli Orchi"..

Gúthwinë Gúthwinë (in inglese antico "Amica della battaglia") è la spada di Éomer ne Il Signore degli Anelli, che il guerriero utilizza nella battaglia del Fosso di Helm.

Herugrim Herugrim è la spada di re Théoden ne Il Signore degli Anelli. Caduto sotto l'influsso malefico del suo servitore, il sovrano l'affida a Grima, il quale, con la scusa di tenerla al sicuro, la nasconde per lasciarla ad arrugginire. La spada viene poi rispolverata quando Gandalf guarisce Théoden.

Lame dei tumuli Le lame dei tumuli sono pugnali o spade corte forgiate nel reame di Arnor verso la metà della Terza Era. Ne Il Signore degli Anelli vengono ritrovate dagli hobbit Frodo, Sam, Merry e Pipino nel tumulo di uno spettro, e Tom Bombadil le affida loro perché le usino come arma nel loro viaggio. La spada di Frodo si rompe nel confronto col Nazgûl sulle rive del fiume vicino a Gran Burrone, e viene rimpiazzata da Pungolo. Sam, Merry e Pipino, invece, conservano le loro. La lama di Merry ha un ruolo fondamentale nella battaglia dei Campi del Pelennor, in quanto riesce a ferire il re stregone di Angmar, dando a Éowyn la possibilità di ucciderlo.

Le lame dei tumuli sono descritte come di colore rossastro, con iscrizioni in caratteri risplendenti nella lingua di Númenor. Non arrugginiscono mai, finché sono tenute nei loro foderi, e sono tutte corredate di "incantesimi esiziali per Mordor".

Narsil

Narsil è la spada di re Elendil. Viene forgiata durante la Prima Era dal nano Telchar. Il nome in sindarin contiene gli elementi nar, "fuoco", e thil, "luce bianca", in riferimento al Sole e alla Luna. È ispirata alla leggendaria spada di re Artù Excalibur. Le caratteristiche di essere stata forgiata da un nano e di risplendere di luce la accomunano invece alla spada della mitologia norrena Tyrfing..

Elendil utilizza Narsil durante l'assedio di Barad-dûr e, una volta ucciso da Sauron, quest'ultimo mette il piede sulla lama, rompendola. Suo figlio Isildur ne prende un frammento e lo utilizza per staccare l'Unico Anello dalla mano di Sauron. In ricordo della vittoria, Isildur conserverà i due frammenti dell'arma. Dopo l'assassinio di Isildur all'inizio della Terza Era, i frammenti sono portati da Ohtar, scudiero di Isildur, a Gran BurroneIl Signore degli Anelli, Il ritorno del re: Appendice B. Il terzo anno della Terza Era., dove era accudito il figlio minore di Isildur, Valandil. I frammenti di Narsil saranno da allora uno dei cimeli dei re di Arnor, e dopo la scomparsa del Regno del Nord, rimangono come eredità dei raminghi.

Nel 3019 T. E. Narsil viene riforgiata a Gran Burrone col nome di Andúril (sindarin per "Fiamma dell'Ovest") per l'erede di Isildur, Aragorn. Boromir, figlio del Sovrintendente di Gondor, giunge a Gran Burrone in tempo per il Consiglio di Elrond a causa del sogno profetico di suo fratello Faramir, nel quale gli era stato comandato di "cercare la Lama che fu spezzata". Aragorn porta con sé la spada durante il suo viaggio verso sud come membro della Compagnia dell'Anello, e la utilizza spesso per avvalorare la sua identità regale. Quando Háma gli chiede di lasciare le armi fuori Meduseld, egli è estremamente riluttante, dicendo che normalmente deporrebbe qualsiasi arma "se portassi ora qualsiasi spada che non fosse Andúril". In seguito se ne serve per ottenere il comando dell'armata dei morti.

Nella trilogia cinematografica Il Signore degli Anelli, Narsil è spezzata non in due ma in diversi frammenti, conservati come reliquie a Gran Burrone, e non viene riforgiata fino agli eventi de Il ritorno del re, quando Arwen convince Elrond a rimodellarla dai frammenti rimasti e a portarla ad Aragorn. Nel film, inoltre, Narsil non è una spada, ma piuttosto ha la forma allungata di uno spadone a due mani, e presenta un singolare pomo cavo alla fine dell'impugnatura, decorato con rune elfiche che recitano:

Narsil essenya, macil meletya, telchar carnéron navrotessë, ovvero "Narsil è il mio nome, spada potente, Telchar mi fece a Nogrod". Sebbene Tolkien scrisse che la lama portava incise delle rune, questa iscrizione è un'invenzione degli autori del film.

Orcrist Orcrist è una spada forgiata dai fabbri elfici di Gondolin nel corso della Prima Era. Smarrita per migliaia di anni, viene rinvenuta da Thorin Scudodiquercia insieme a Pungolo e alla spada sorella Glamdring nella tana dei troll ne Lo Hobbit. Il nano decide di tenerla per sé ed essa lo accompagna nel resto delle sue avventure. Dopo la sua morte, la spada viene collocata sulla tomba del re. Il nome sindarin Orcrist significa "Fendiorchi", gli orchi invece si riferiscono a essa con timore come "Coltello".

Come tutte le spade forgiate dagli elfi, Orcrist risplende di luce bianco-azzurrina quando ci sono orchi nelle vicinanze. Inoltre, sebbene sia descritta come spada gemella di Glamdring, nei film Orcrist ha l'aspetto di una coltella a due mani con la tipica lama ricurva delle armi elfiche.

Pugnale morgul Un pugnale morgul è una lama intrisa di magia oscura. A Colle Vento, durante il suo viaggio verso Gran Burrone con l'Anello ne Il Signore degli Anelli, Frodo viene pugnalato con un pugnale morgul dal signore dei Nazgûl. Un frammento della lama rimane dentro la ferita per diversi giorni, scavandosi lentamente la strada verso il cuore, e minacciando di uccidere l'hobbit, tramutandolo in uno spettro. Elrond riesce a rimuovere la scheggia e sanare la ferita, ma Frodo continuerà a soffrire di dolori derivanti dalla lama per tutta la sua permanenza nella Terra di Mezzo. Le proprietà curative della pianta athelas riescono a rallentare gli effetti venefici dei pugnali morgul.

Pungolo

Pungolo (Sting) è un pugnale elfico forgiato a Gondolin durante la Prima Era. Viene ritrovato da Bilbo nella caverna dei troll ne Lo Hobbit insieme alle lame Glamdring e Orcrist. Benché per gli standard di uomini ed elfi sia da considerarsi un pugnale, per i più piccoli hobbit Pungolo può essere utilizzato come una vera e propria spada. Il nome "Pungolo" viene dato alla spada da Bilbo dopo il suo combattimento coi ragni giganti di Bosco Atro; nelle prime traduzioni però il nome dato alla spada è "Pungiglione"Lo Hobbit, questa traduzione è maggiormente in linea col testo, dato che nello scontro con i ragni Bilbo è definito come una mosca che ha sfoderato il proprio pungiglione.. Ne Il Signore degli Anelli Bilbo cede la lama a Frodo appena prima della partenza della Compagnia dell'Anello da Gran Burrone. In seguito Frodo la lascia in eredità a Sam.