Le teorie sui contatti transoceanici precolombiani riguardano le visite o le interazioni con le Americhe e/o i popoli indigeni delle Americhe da parte di persone provenienti da Africa, Asia, Europa o Oceania prima del primo viaggio di Colombo ai Caraibi nel 1492. Tale contatto è generalmente accettato come avvenuto nella preistoria, ma è stato oggetto di accesi dibattiti per quanto riguarda il periodo storico.
In generale le risposte scientifiche e accademiche ad altre affermazioni post-preistoriche precolombiane di contatto sono state diverse. Alcune di queste affermazioni sono tratte da fonti affidabili sottoposte a revisione paritaria. Altre, tipicamente basate su interpretazioni circostanziali e ambigue di reperti archeologici, confronti culturali, commenti di documenti storici e resoconti narrativi, sono state archiviate come scienza di confine o pseudoarcheologia.Alice Beck Kehoe (2003). Department of Anthropology, University of Wisconsin-Milwaukee – Journal of Scientific Exploration, Vol. 17, No. 1, pp. 19–36. 0892-3310/03
Il primo caso di contatto precolombiano in epoca storica ad essere stato accettato dal mondo scientifico e accademico è quello relativo ai popoli norreni, che prima colonizzarono la Groenlandia (fondando l'insediamento occidentale e quello orientale), e poi arrivarono fino all'isola di Terranova (nell'odierno Canada), dove costruirono un villaggio temporaneo presso l'attuale località di L'Anse aux Meadows circa 500 anni prima di Cristoforo Colombo. Altri due casi di contatto precolombiano sono attualmente oggetto di dibattito scientifico: quello fra le popolazioni sui dei lati dello stretto di Bering (quindi fra Alaska e Siberia), in seguito a ritrovamenti che suggerirebbero l'esistenza di rapporti commerciali, e quello fra popolazioni polinesiane e sudamericane, principalmente sulla base di dati genetici.
Contatti transoceanici norreni
Alcuni viaggi di Vichinghi in Groenlandia e in Canada sono documentati da prove storiche e archeologiche. Una colonia norrena in Groenlandia fu fondata alla fine del X secolo e durò fino alla metà del XV, con assemblee di corte e parlamento ("Thing") a Brattahlíð e un vescovo a Garðar. Resti di un insediamento norreno a L'Anse aux Meadows a Terranova, Canada, vennero scoperti nel 1960 e sono stati datati intorno all'anno 1000 (stima datazione carbonio 990-1050). L'Anse aux Meadows è l'unico sito ampiamente accettato come prova del contatto transoceanico precolombiano. È stato nominato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1978. È anche degno di nota per la sua possibile connessione con la tentata colonia di Vinland da parte di Leif Erikson nello stesso periodo o, più in generale, con la colonizzazione vichinga dell'America.
Poche sono le fonti che descrivono il contatto tra popoli indigeni e popolazione nordica. È noto il contatto tra i Thule (antenati degli attuali Inuit) e i norreni tra il XII e il XIII secolo. I norreni groenlandesi chiamarono questi coloni in arrivo "skræling". Il conflitto tra i groenlandesi e gli "skrælings" è registrato negli "Annali islandesi". Il termine skrælings è anche usato nelle saghe di Vínland, che si riferiscono agli eventi del X secolo, quando descrivevano il commercio e il conflitto con i popoli nativi.
Affermazioni di contatti polinesiani Affermazione riguardante le patate dolci La patata dolce, che è originaria delle Americhe, era diffusa in Polinesia quando gli europei arrivarono per la prima volta nel Pacifico. Essa è stata datata, al radiocarbonio, nelle Isole Cook, all'anno 1000 e attualmente si pensa che sia stata importata nella Polinesia centrale intorno al 700 e da lì diffusa nell'intera Polinesia.Van Tilburg, Jo Anne. 1994. Easter Island: Archaeology, Ecology and Culture. Washington D.C.: Smithsonian Institution Press Si è detto che fu portata da polinesiani che erano andati e ritornati dal Sud America, o che i sudamericani la portarono nel Pacifico. È possibile che la pianta possa aver galleggiato attraverso l'oceano dopo esser caduta in mare dal carico di una barca. L'analisi filogenetica supporta l'ipotesi di almeno due introduzioni separate di patate dolci dal Sud America alla Polinesia, tra cui una prima e una dopo il contatto europeo.
Affermazioni riguardanti le mummie peruviane Un gruppo di accademici dell'Università di York e di BioArch, che fecero degli studi sulle mummie, mentre esaminava una mummia peruviana al Bolton Museum, trovò che era stata imbalsamata usando una resina vegetale. Prima di allora si pensava che le mummie peruviane fossero conservate naturalmente. La resina trovata era quella di un'Araucaria conifera, correlata all'Araucaria araucana e proveniva da una varietà trovata solo in Oceania e probabilmente in Nuova Guinea. "La datazione al radiocarbonio sia della resina che del corpo, da parte dal laboratorio radiocarbonio dell'Università di Oxford, ha confermato che erano essenzialmente contemporanei e risalivano a circa il 1200".Dall'University of York Magazine, p. 9, aprile-maggio 2008.
Affermazioni che coinvolgono le canoe californiane
Alcuni ricercatori, tra cui Kathryn Klar e Terry Jones, hanno proposto una teoria del contatto tra gli hawaiani e i Chumash del sud della California tra il 400 e l'800. Le canoe a doghe costruite dai Chumash e dai vicini Tongva sono uniche tra le popolazioni indigene del Nord America, ma simili nel disegno alle più grandi canoe usate dai polinesiani per i viaggi in acque profonde. Tomolo'o, il termine della lingua chumash per indicare tale manufatto, può derivare da kumula'au, termine hawaiano per indicare i tronchi da cui i maestri d'ascia traggono assi per costruire le canoe., San Francisco Chronicle e . Si veda anche , California Polytechnic State University. Il termine analogo dei Tongva, tii'at, non è correlato. Anche se si fosse verificato, questo contatto non ha lasciato eredità genetiche in California o nelle Hawaii. Questa teoria ha attirato un'attenzione limitata da parte dei media all'interno della California, ma la maggior parte degli archeologi delle culture Tongva e Chumash la respinge sulla base del fatto che lo sviluppo indipendente della canoa della tavola cucita per diversi secoli è ben rappresentata nella documentazione.Per le motivazioni delle teorie contrastanti Chumash—Polinesiane si veda Arnold, Jeanne E. (ed.) 2001. The Origins of a Pacific Coast Chiefdom: The Chumash of the Channel Islands. Salt Lake City: University of Utah Press.
Affermazioni che coinvolgono i polli L'esistenza, in Cile, di ossa di pollo relative ad un periodo tra il 1321 e il 1407 e che si ritiene siano geneticamente collegate alle varietà locali di polli delle isole del Pacifico del Sud ha suggerito ulteriori prove del contatto tra il Sud Pacifico e il Sud America. Il legame genetico tra le ossa dei polli dei sudamericani Mapuche (a cui si pensava che i polli appartenessero originariamente) e quelli delle specie delle isole del Sud Pacifico è stata respinta da uno studio genetico più recente che ha concluso che "L'analisi di esemplari antichi e moderni rivela una firma genetica polinesiana unica" e che "una connessione precedentemente segnalata tra il Sud America pre-europeo e i polinesiani molto probabilmente derivava dalla contaminazione con il moderno DNA, e che questo problema potrebbe confondere gli antichi studi sul DNA che coinvolgono sequenze di pollo di aplogruppo E".
Negli ultimi anni sono emerse prove che suggeriscono una possibilità di contatto precolombiano tra i Mapuche (araucani) del centro-sud Cile ed i polinesiani. Le ossa di pollo trovate nel sito El Arenal nella regione storica dell'Araucanía, un'area abitata da Mapuche, fanno pensare ad un'introduzione precolombiana di pollo araucana in Sud America.Storey et al., p. 10335. Le ossa trovate in Cile sono state datate al radiocarbonio tra il 1304 e il 1424, prima dell'arrivo degli spagnoli. Le sequenze di DNA di pollo sono state abbinate a quelle dei polli presenti nelle Samoa Americane e a Tonga, dissimili dal pollo europeo. Tuttavia, un articolo successivo, nella stessa rivista, che esaminava lo stesso mtDNA concluse che i campioni di esemplari di pollo cileni con le stesse sequenze subcontinentali/sud-est asiatiche/europee, non forniscono alcun supporto che possa far pensare ad un'introduzione di polli polinesiani in Sud America.
Linguistica
Linguisti olandesi e specialisti in lingue native americane, come Willem Adelaar e Pieter Muysken, hanno suggerito che due elementi lessicali possono essere condivisi dalle lingue polinesiane e quelle del Sud America. Uno è il nome della patata dolce che è stata addomesticata nel Nuovo Mondo. Il termine kumala della lingua proto-polinesiaca, (comparato a kumara delle lingue native americane dell'Isola di Pasqua, ʻuala della lingua hawaiana, kumāra della lingua māori, che sembrano essere apparentemente affini al polinesiano orientale e potrebbero essere collegate a questa lingua, mettono in discussione lo status e l'età proto-polinesiana) potrebbero essere collegate al quechua e all'aymara k’umar ~ k’umara. Un secondo possibile è la parola ascia di pietra, toki nell'Isola di Pasqua, toki 'adze' in maori della Nuova Zelanda, toki in Mapuche e più distante, 'ascia' totoki in lingua yurumangui. Secondo Adelaar e Muysken, la somiglianza nella parola "patata dolce" costituisce quasi una prova di contatto accidentale tra abitanti della regione andina e del Pacifico meridionale, anche se secondo loro la parola ascia non è così convincente. Gli autori sostengono che la presenza della parola "patata dolce" suggerisce un contatto sporadico tra la Polinesia e il Sud America, ma nessuna migrazione."Genetic relations of South American Indian languages". In Adelaar & Muysken, eds, The Languages of the Andes. Cambridge University Press, 2004 p. 41.
Somiglianze caratteristiche e genetiche
Nel dicembre 2007 sono stati ritrovati diversi teschi umani in un museo a Concepción. Questi teschi provenivano dall'isola Mocha, appena al largo della costa del Cile nell'Oceano Pacifico, precedentemente abitata dai Mapuche. Analisi craniometriche dei teschi, secondo Lisa Matisoo-Smith dell'Università di Otago e José Miguel Ramírez Aliaga dell'Università di Valparaíso, suggeriscono che i teschi abbiano "caratteristiche polinesiane" - come una forma pentagonale vista da dietro e le mascelle a bilanciere.
Dal 2007 al 2009, il genetista Erik Thorsby e alcuni suoi colleghi pubblicarono due studi su Tissue Antigens che dimostravano un contributo genetico amerindo alla popolazione dell'Isola di Pasqua, determinando che probabilmente era stata introdotta prima della scoperta europea dell'isola.
Nel 2014, la genetista Anna-Sapfo Malaspinas del Centro per la geogenetica dell'Università di Copenaghen ha pubblicato uno studio su Current Biology secondo il quale esistono prove genetiche umane di contatto tra le popolazioni dell'Isola di Pasqua e il Sud America, circa 600 anni fa (cioè intorno al 1400 ± 100 anni).