Biografia Il padre Oreste era produttore cinematografico e le trasmise l'amore per l'arte, per la scienza e la tecnologia.

Esponente della pop art italiana e internazionale, esplora a partire dai suoi esordi a metà degli anni Sessanta i concetti di arte variabile e di infinito nel tempo e nello spazio.

Formatasi tra Roma e l’École des beaux-arts di Parigi, Grisi esordisce nel 1964 con una mostra alla Galleria Il Segno; nel 1965 parteciperà alla Quadriennale di Roma e l'anno successivo alla Biennale di Venezia..

Accreditandosi immediatamente a livello internazionale, espone da Leo Castelli Gallery a New York il suo primo ciclo di lavori, i “Variable Paintings” e i “Neon Paintings”; pannelli scorrevoli trasparenti e luminosi dove esplora il concetto di trasformazione e variazione come meccanismi di scambio sensoriale con il fruitore.

Sposata con Folco Quilici (da cui avrà il figlio Brando Quilici), l'artista ha occasione di accompagnare il regista e documentarista nei suoi viaggi, visitando e conoscendo luoghi remoti in Africa, Asia, Americhe e Oceania.. Confrontando la cultura e la natura di ogni parte del mondo le rielabora nella propria opera; studia infatti le forze che agiscono dentro la natura e la nostra percezione di esse; le sue opere esplorano la densità dell’aria, la nebbia, la rifrazione della luce, coinvolgendo l'osservatore in immersive dimensioni ambientali. come nelle opere Wind Room, Fog Room e Rain Room in cui gli elementi naturali sono mediati dall’ambiente artificiale nel quale sono riprodotti e che, a loro volta, trasformano.

«Il tuo lavoro, dall’inizio, ha presentato una certa ‘teatralità’, gli spazi rivelati dai tuoi lavori sono più simili a escursioni nell’artificiale, nella finzione», scriveva Germano Celant..

È una dei pionieri della videoarte; la sua filmografia è composta dalle opere Wind Speed 40 Knots (1968), The Measuring of Time (1969) e From One to Four Pebble (1972) acquisite nel 2018 dalla Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino.

La ricerca negli anni successivi si concentra sul rapporto con lo spazio come in Pebbles del 1973 o The Measuring of Time del 1969 e soprattutto la parcellizzazione di spazio e tempo all'infinito come in De More Geometrico del 1977, Endless Dialogue e infine la serie Mirrored Time-Mirrored Space degli anni 90.

Grisi ha esposto in diverse occasioni da Leo Castelli Gallery, a New York, dagli anni Settanta fino al 1992, e in numerose gallerie private in Italia e in tutto il mondo. Ha partecipato alla Quadriennale di Roma nel 1965, 1973 e 1986; alla Biennale di Venezia nel 1966 e 1986; nella collettiva “Young Italians” all'Institute of Contemporary Art di Boston e al Museo ebraico di New York nel 1968; "Earth Air Fire Water: Elements of Art," al Museum of Fine Arts di Boston nel 1971. I suoi lavori sono stati inoltre esposti al Palazzo Reale di Napoli (1970), alla Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino (1974, 1985, 2018), al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1981), alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma (2010), alla Graham Foundation di Chicago nel 2014, all'Accademia di Brera a Milano nel 2015, al Museo d'arte contemporanea di Sao Paulo (2018) e al Muzeum Susch (2018).

Le sue opere sono in molte importanti collezioni, come quelle del Museum of Modern Art e del Brooklyn Museum di New York, della Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino e della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma..Catalogo MoMa.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Flash Art - Lancioni, Laura Grisi (1939 – 2017)