La musica degli Stati Uniti d'America riflette la molteplicità di etnie che compongono la popolazione del Paese attraverso una vasta gamma di generi e stili. Rock and roll, country, rhythm and blues, jazz e hip hop sono alcuni tra i generi musicali statunitensi maggiormente noti all'estero. Dall'inizio del XX secolo, la musica registrata proveniente dagli Stati Uniti ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo.
I primi abitanti dei territori degli odierni Stati Uniti furono centinaia di tribù native, ciascuna con una propria tradizione musicale.
Fin dai tempi di Bartolomé de Las Casas (prima metà del XVI secolo), iniziò ad arrivare nel Nuovo Mondo un consistente numero di immigrati dalle Isole Britanniche, dalla Spagna e dalla Francia, portatori di nuovi strumenti e tradizioni, come la ballata anglosassone e il canto religioso della «buona novella» cristiana (gospel). Anche gli schiavi deportati dall'Africa portarono nuove tradizioni musicali, e così fece ogni successiva ondata di immigrati.
L'apporto culturale originato da questo duplice e immenso movimento di popolazione, tenendo conto anche dell'elemento indigeno, ha creato tradizioni vive ancora oggi, le cui forme più tarde hanno, anzi, influenzato i territori d'origine, con una sorta di movimento di ritorno lungo tutto il XX secolo. Così, la tradizione pop occidentale affonda molte delle proprie radici nel blues afroamericano del XVIII e del XIX secolo. Sono rimaste, inoltre, autonome espressioni musicali di tradizioni legate ai Paesi di emigrazione, tanto che negli Stati Uniti è stata composta e registrata molta musica negli stili etnici delle comunità ucraine, irlandesi, polacche, italiane, messicane ed ebraiche, e non solo. Infine, molte città americane hanno dato ampio spazio allo sviluppo di numerosi stili musicali regionali. Oltre a grandi centri come Detroit, New York, Chicago, Nashville e Los Angeles, anche molte città più piccole hanno prodotto caratteristici stili musicali. Così, accade che in Louisiana sia sorta una musica come quella cajun, mentre altrove si sono mantenute manifestazioni delle tradizioni creole. Importante è, poi, l'elemento della musica popolare hawaiiana, nonché il bluegrass e la old-time music (o root music, ovvero «musica delle radici»), la musica, soprattutto di tradizione bianca, che giunse nel Nuovo Mondo da Inghilterra, Scozia e Irlanda, e che si è sedimentata soprattutto negli Stati Uniti dell'area sud-orientale.
Storia
Fin dalle origini, la musica americana nasce dall'intreccio tra le tradizioni europee dei coloni, le musiche africane portate dagli schiavi e le espressioni musicali dei popoli nativi.Philip V. Bohlman – American Musical CulturesLarry Starr, Christopher Waterman – American Popular Music: From Minstrelsy to MP3
Nel XVIII e nel XIX secolo, la musica popolare si sviluppa soprattutto nelle comunità afroamericane. Gli schiavi africani danno vita allo spiritual, ossia un genere di canti religiosi. Nascono poi il blues, che racconta la sofferenza e la vita quotidiana nel Sud degli Stati Uniti, e il gospel, legato alla fede e alla speranza.Eileen Southern – The Music of Black Americans
Conosciuto come il «padre della musica americana», Stephen Foster fu il più noto compositore e autore di canzoni del XIX secolo negli Stati Uniti.
All'inizio del Novecento, da New Orleans emerge il jazz, ad esempio con la produzione musicale di Louis Armstrong, che si diffonde rapidamente in tutto il Paese. Parallelamente, nelle aree rurali si sviluppano la musica country e il folk.G. B. Shaw – Storia della musica jazz
Negli anni Cinquanta, l'incontro tra blues, country e rhythm and blues porta alla nascita del rock and roll, che rivoluziona la musica giovanile e la cultura popolare. Artisti come Elvis Presley diventano icone di una nuova generazione. Negli anni Sessanta e Settanta, il rock si diversifica e si intreccia con i movimenti sociali e politici, mentre il folk diventa uno strumento di protesta.
Negli anni Ottanta e Novanta, la musica americana continua a reinventarsi con la diffusione del pop, soprattutto con la produzione musicale di Michael Jackson, e con l'affermazione dell'hip hop e del rap, nati nelle comunità afroamericane urbane come forma di denuncia e di affermazione identitaria. Questi generi conquistano presto una dimensione globale.
Caratteristiche La musica degli Stati Uniti può essere caratterizzata dall'uso di ritmi sincopati e asimmetrici, da melodie lunghe e irregolari che si dice «riflettano la vasta e aperta geografia del paesaggio americano e la sensazione di libertà personale tipica della vita americana». Alcuni aspetti particolari della musica americana derivano senza dubbio da tradizioni e strumenti africani; ne è un esempio la struttura call and response, che prevede l'alternanza tra una voce solista e un coro a più voci, in cui le frasi cantate formano veri e propri dialoghi, a imitazione dell'interazione verbale, e non verbale, che avviene, in diversi Paesi africani, durante le riunioni pubbliche, le cerimonie religiose o le discussioni di affari.
Sin dagli inizi della storia della musica americana, fino ai tempi moderni, la relazione tra la musica statunitense e quella europea è stata oggetto di numerosi dibattiti tra gli studiosi. Alcuni auspicavano l'adozione di tecniche e stili più vicini a quelli europei, considerati in qualche modo più rifiniti ed eleganti, mentre altri erano favorevoli a una forma di nazionalismo musicale che celebrasse in maniera chiara e distinta le tradizioni americane. Lo studioso di musica classica moderna John Warthen Struble si è posto in opposizione sia agli americani sia agli europei, sostenendo che la musica degli Stati Uniti è intrinsecamente distinta, poiché questi, come nazione, non hanno alle spalle secoli di sviluppo musicale. Anzi, la musica degli Stati Uniti è quella di centinaia di popoli indigeni e di gruppi immigrati, ciascuno dei quali si è sviluppato inizialmente a livello regionale, fino a quando la guerra civile americana riunì negli eserciti persone provenienti da ogni parte della nazione, permettendo così un intenso interscambio culturale di generi e pratiche musicali. Struble considera le ballate della guerra civile come «la prima tipologia di musica folk americana che possiede caratteristiche ben precise e identificabili unicamente con l'America: la prima musica veramente americana, distinta da ogni altra musica regionale di derivazione straniera».
La guerra civile e il periodo successivo videro una fioritura delle arti, della letteratura e della musica. I gruppi musicali amatoriali di questo periodo rappresentano, secondo molti studiosi, la nascita della musica popolare americana. Lo scrittore e studioso di musica David Ewen descrive queste prime bande amatoriali come una combinazione della profondità e della drammaticità della musica classica unite a una tecnica esecutiva relativamente semplice; la musica suonata da questi gruppi evitava la complessità per esaltare invece l'espressione diretta. Se questa musica fosse stata vocale, le parole sarebbero state in inglese, nonostante alcuni critici avessero sostenuto che l'inglese è una lingua poco adatta al canto. L'America, nel periodo successivo alla guerra civile, conobbe un risveglio generale, in cui pittori, scrittori e i compositori «seri» trattavano argomenti specificamente americani. È in questo periodo che si collocano le origini del blues, del gospel, del jazz e del country; nel XX secolo questi generi divennero l'essenza della musica popolare americana che, in seguito, diede vita al rhythm and blues, al rock and roll e alla musica hip hop.
Identità sociale La musica americana è strettamente connessa a tematiche sociali e all'articolazione dell'identità culturale. Contrasti di classe, questioni legate alla varietà razziale ed etnica, alla religione e alla sessualità costituiscono soltanto alcuni dei temi frequentemente affrontati nella musica popolare statunitense. Tra questi, la relazione tra musica e razza rappresenta probabilmente uno degli elementi più significativi nello sviluppo storico della musica negli Stati Uniti. L'identità musicale afroamericana, di matrice estremamente eterogenea, ha svolto un ruolo costante e centrale lungo l'intera storia musicale americana. La documentazione relativa alla musica afroamericana durante il periodo coloniale risulta tuttavia scarsa, nonostante sia noto che stili, repertori e strumenti provenienti dall'Africa occidentale si integrassero nel contesto culturale delle popolazioni sottoposte alla schiavitù, generando forme musicali che costituirono la base per numerosi sviluppi successivi. Già a metà del XIX secolo, l'impronta sonora afroamericana era però ben conosciuta e diffusa; tecniche, strumenti e immaginario afroamericani divennero popolarissimi, basti pensare agli spiritual e alle canzoni degli schiavi. Molto diffusi erano anche i minstrel show, spettacoli di intrattenimento in cui artisti bianchi con il volto dipinto di nero si beffeggiavano delle usanze e dell'ambiente afroamericano.
La separazione tra classi sociali si riflette anche in ambito musicale, sebbene le distinzioni non siano assolute. La musica country popolare, ad esempio, è un genere commerciale che tende a fare presa sulla classe operaia rafforzandone l'identità, a prescindere dall'appartenenza o meno degli ascoltatori a tale classe. La musica country è inoltre legata all'identità geografica, in particolare all'ambiente rurale, mentre altri generi, come il rhythm and blues e l'hip hop, sono percepiti come generi urbani.
Sebbene la pratica musicale sia stata storicamente associata alle donne, emergono numerose contraddizioni in tale percezione. Nel XIX secolo, ad esempio, cantare e suonare il pianoforte a livello amatoriale era considerato socialmente appropriato per le donne delle classi elevate, mentre l'accesso alle attività concertistiche e alle orchestre sinfoniche rimaneva generalmente limitato. Nelle prime fasi dello sviluppo della musica popolare, le donne svolsero un ruolo significativo; tuttavia, l'industria discografica e il mondo delle registrazioni musicali furono a lungo dominati da interpreti maschi. Anche in epoche più recenti, alcuni generi musicali continuano a mostrare una netta predominanza maschile, come nel caso dell'heavy metal o del gangsta rap, sebbene in questi ambiti la partecipazione femminile stia progressivamente aumentando.
Molteplicità