La filosofia dell'opera comune è un'opera filosofica di Nikolaj Fëdorovič Fëdorov. È ritenuta una delle opere fondamentali del cosmismo russo.
Fu pubblicata postuma tra il 1906 e il 1913 grazie al lavoro collettore dei primi seguaci di Fëdorov, Nikolaj Peterson (1844-1919) e Vladimir Kozevnikov (1852-1917)Elisabeth Koutaissof, Introduction, in N.F. Fëdorov, What was man created for? The philosophy of the common task. Selected works translated from the Russian and abridged by Elisabeth Koutaissof and Marilyn Minto, London, Honeyglen, 1990, p. 17.
La castità e la resurrezione degli antenati
Nell'ascesi umana predicata da Fëdorov la "castità passiva", ossia l'astensione dalla sessualità, aveva un ruolo importante poiché per lui cedere al sesso significava essere sconfitti dalla Natura. Tuttavia, egli non s'illuse che il momento della castità universale fosse già giunto: per realizzare il Compito Comune l'umanità necessitava della procreazione di nuovi individuiIl sesso e la castità erano temi particolarmente dibattuti nella Russia piena di fermenti rivoluzionari del tempo di Fëdorov e la castità fu anche uno tra i tanti oggetti di controversia tra lui e Tolstoj: Fëdorov lo attaccava perché Tolstoj esortava alla castità totale, e quindi alla fine della razza umana, senza aver prima preteso la sconfitta della morte e l’avvio del compito comune della resurrezione dei padri (George M. Young Jr.,Op. cit., p. 68)Quest'idea venne ripresa più tardi da un fervente cosmista, affezionato alla filosofia fedoroviana, Aleksander Gorsky (1886-1943), che oltre ad avere una propensione per l'occultismo svolgeva in quegli anni i primi, pionieristici studi sul paranormale. Per dare esiti pratici alla teoria della "castità attiva" di Fëdorov, «Gorsky sostenne la possibilità di sublimare, accumulare e reindirizzare a fini più nobili gli sterili istinti sessuali» (Francesco Dimitri, Comunismo magico: leggende, miti e visioni ultraterrene del socialismo reale, Castelvecchi, 2004 p.176 e R. Manzocco, Op.cit., p.28). La “castità negativa”, la semplice astinenza dai rapporti sessuali, non era comunque sufficiente per Fëdorov ma doveva essere progressivamente sostituita da una “castità attiva”, “positiva”, capace di reindirizzare l’energia sessuale degli uomini verso la “conoscenza e l’azione”, nell’Opera Comune della resurrezione dei padri e della regolamentazione della naturaElisabeth Koutaissof, Op. cit., p. 17.
Fëdorov credeva che tutti gli uomini e le donne non dovessero guardare se stessi come concorrenti e partner sessuali ma come figli e figlie, fratelli e sorelle, resistendo a qualunque forza che li distogliesse dalla devozione totale ai propri genitori, fratelli e sorelle. L’impulso sessuale trascina invece tutte le persone nel ciclo violento della competizione e della guerra, e rappresenta non la forza della vita ma la forza della morte. Il compito degli uomini non è quello di continuare a vivere, direttamente o indirettamente, a spese dei propri antenati, nutrendosi dei loro resti, delle loro particelle, dando alla luce nuovi bambini che li “ingoieranno” e che poi saranno col tempo a loro volta “ingoiati” dai loro bambini. Il compito è, all’opposto, quello di interrompere questa storia millenaria di cannibalismo e invertire l’apparentemente naturale ma in realtà sempre innaturale ciclo di nascita, crescita, declino e morte, e dedicare tutte le possibili energie creative al dovere della resurrezione dei padriN.F. Fëdorov, La questione della fratellanza, o della parentela, sulle ragioni della non fratellanza, della non parentela, cioè dello stato non pacifico del mondo e dei mezzi per la restaurazione della parentela in La Filosofia della Causa Comune, 1906, pp. 9-10.
Nella La filosofia dell'opera comune, i figli che hanno avuto il dono della vita dai loro padri dovranno loro restituire la vita realizzando la "patrificazione". Sul modello della resurrezione di Cristo e grazie alla scienza tutti gli antenati sarebbero risortiAA.VV. Op.cit cap. 2.8, in una comunanza lavorativa di archeologia, museologia e biologia che avrebbero potuto attingere alle memorie del passato conservate nei musei. La fase di ricostruzione di un corpo defunto è assimilabile al restauro di un capolavoro del passato. Gli archeologi e gli astronomi (attraverso la ricerca delle particelle dei defunti sparsi per il cosmo) si sarebbero occupati della ricostruzione fisica degli avi, mentre gli artisti-scienziati avrebbero convogliato le loro conoscenze nel recupero dell'intima individualità di ogni singolo individuo, dall'assassino all'agricoltore.F. Dimitri, Op. cit., p.173 I padri resuscitati saranno immortali come i figli e le figlie che gli hanno ridato la vita e tutti insieme realizzeranno la Trinità immortaleN. F. Fëdorov, La filosofia dell’opera comune, in N. Bosco, Op. cit., p. 129.
La risurrezione immanente da lui promulgata si distingueva da quella trascendente, in quanto frutto dell'azione umana, realizzata entro i limiti del cosmo che non può mai venire trasceso. Questa visione fondamentalmente anticristiana è costata severe critiche nei suoi confronti da parte di schiere di teologi, fra i quali Georgij Vasil'evič Florovskij; anche se ci sono stati altri teologi che l'hanno accolta entusiasticamente, come Vladimir Solov'ev. Quest’ultimo però, dopo l’adesione iniziale, se ne distanzierà progressivamente, attirandosi le dure critiche di Fëdorov che l’accusava di perdersi in divagazioni mistiche e fantasie occultiste, distogliendo se stesso e l’umanità dalla concretezza di quell’unico “Compito comune” capace di dare un senso e uno scopo all’esistenza dell’uomo sulla Terra: la resurrezione dei padri e la regolazione della natura.
La regolazione della natura
Ne La filosofia dell'opera comune, Fëdorov descrive come una delle tappe fondamentali per il raggiungimento dell'immortalità si dovesse trasformare la Terra, che per sua natura è un magnete, in un elettromagnete avviluppandola in una spirale di cavi elettriciPiù o meno negli stessi anni in cui Fëdorov sviluppava queste idee, negli Stati Uniti Nikola Tesla conduceva le sue avveniristiche e misteriose ricerche - prima a Colorado Springs e poi a Wardenclyffe - sul potere delle onde elettromagnetiche e sull’elettromagnetismo della Terra. Non si sa comunque con certezza se Fëdorov, che era un vorace lettore di libri e giornali ed era particolarmente attento a rimanere aggiornato sullo stato delle ricerche tecnico-scientifiche internazionali, ne fosse o meno a conoscenza. : in questo modo e con l'installazione di parafulmini si sarebbero controllate le tempeste e l'intero clima del pianeta riuscendo a prevenire i disastri naturaliF. Dimitri, Op. Cit., p.171Anche Lenin, successivamente, sarà attratto dall'elettricità che gli appariva dotata di un potere quasi magico. (F. Dimitri, Ibidem). Per Fëdorov i disastri naturali accadono non perché la natura sia essenzialmente cattiva, ma solo per la sua cecità, pertanto la natura è "la nostra nemica temporanea, ma la nostra amica eterna”N. F. Fëdorov, Chi è il nostro comune nemico, il nostro unico nemico, ovunque e sempre presente, che vive dentro e fuori di noi ma che, nonostante ciò, è un nemico solo temporaneo? in La Filosofia della Causa Comune, 1913, p. 247. Non si può affermare che sia stato Dio a creare una forza cieca: Dio ne ha creata infatti anche un’altra razionale, l'uomo, ed è soltanto a causa dell’inazione di quest’ultimo che la prima fa del maleN. F. Fëdorov, La filosofia dell’opera comune, in N. Bosco, Op. cit., p. 135. Lasciata non regolata, la forza cieca della natura conduce la Terra e l’universo alla disintegrazione. Il compito dell’uomo è di controllare le forze distruttive della natura e di governarle con consapevolezza e con amore, in un modo totalmente opposto a quello infantile - predatorio e sfruttatore - di stampo capitalista, che distrugge le risorse naturali per produrre armi da guerra da una parte e “giocattoli” dall’altra: il compito sacro e scientifico dell’uomo maturo è invece enormemente più grande ed impegnativo, ed è quello di rimodellare l’intero universo - che si sta disintegrando - in un’icona della santa Trinità: integro, infondibile, indiviso. Senza quest’obiettivo, i tentativi di regolazione della natura rimarranno improduttivi e scoordinati, conducendo ad esiti conflittuali e contribuendo solo a sostenere le forze della disintegrazioneGeorge M. Young Jr.,Op. cit., p. 113.
Come per la resurrezione dei morti, con la quale è interconnessa, il compito della regolazione della natura sarà per Fëdorov lungo, graduale e, essenzialmente, universale. L’idea di trasformare l’universo in un’icona della Trinità è immaginabile solo come un obiettivo lontano. Si potrà cominciare intanto reindirizzando l'uso delle armi attualmente a disposizione degli eserciti. Quest'idea venne a Fëdorov in seguito ad alcuni eventi: nei primi anni del 1890, che furono in Russia anni di terribile siccità e carestia, i giornali russi erano pieni di articoli sulla scoperta di alcuni scienziati americani che gli spari dei cannoni indirizzati verso il cielo erano in grado di provocare, talvolta, la pioggia. A Fëdorov questa scoperta servì da modello per il radicale mutamento di direzione richiesto per trasformare le attuali forze portatrici-di-morte in forze portatrici-di-vita. Al momento gli uomini dirigono le loro armi l’uno contro l’altro mentre alla natura è concesso di causare siccità e bufere per la miseria di tutti. Ma ridirigendo tutte le armi dell’umanità, e la sua orientazione generale, da un obiettivo orizzontale a uno verticale, si potranno riorientare tutte le sue cieche, istintive e mortali attività. Le attuali armi a disposizione degli eserciti non dovranno essere messe da parte, ma ridirette da un uso orizzontale fratricida, ad uno pacifico e verticale-astronomico, restauratore della vita per tuttiN.F. Fëdorov, Disarmo. Come gli strumenti di distruzione possono essere volti in strumenti di salvezza e Sulla conversione delle armi, cioè degli strumenti della distruzione in strumenti di salvezza. Sulla conversione degli eserciti in una forza scientifica sperimentale, in una forza di controllo delle forze cieche della natura in La Filosofia della Causa Comune, 1906, pp. 656-676. Le scienze passeranno poi gradualmente da passive ad attive (per esempio: dalla meteorologia come osservazione passiva alla scienza attiva del regolamento climatico, dalla biologia come studio passivo alla scienza attiva della restaurazione della vita), saranno incorporate in una versione operativa dell’astronomia fino a fondersi in un’unica scienza il cui raggio d’attività sarà l’intero universoGeorge M. Young Jr.,Op. cit., pp.113-114. Questo compito di trasformazione della forza cieca della natura potrà essere realizzato solo nel superamento della scissione tra dotti e non dotti (tra conoscenza e azione), nella fraternità e nell’unione dell’umanità in un'unica grande forza scientifica collettiva, guidata da una commissione di intellettuali e scienziati con un piano d’azione comune e supervisionata dallo Zar, rappresentante in terra dei padri defunti e sovrano responsabile dell’area del Pamir, nell’Asia centrale (all'epoca sotto diretta influenza dell'Impero russo) considerata da Fëdorov - che aveva avuto modo di informarsi sulle leggende e sui miti locali nel suo soggiorno ad Aşgabat - come luogo originario del Paradiso perduto e che solo a causa della mancanza dell’uomo di regolare la natura diventò luogo desolato, cimitero, centro di repulsione e della lotta fratricida, che dovrà trasformarsi di nuovo in Eden con la restaurazione della vita e in centro di attrazione planetaria di un’umanità finalmente riappacificata e unita nel “Compito comune” in un unico popolo e un’unica nazioneGeorge M. Young Jr.,Op. cit., p.131.
La colonizzazione dello spazio