L'eterno marito (in russo: Вечный муж, Večnyj muž ; Вѣчный мужъ secondo la vecchia ortografia) è un romanzo breve dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij. Fu pubblicato per la prima volta in due puntate sulla rivista Zarja ("Aurora") nei volumi I e II nel 1870.

All'inizio venne pensato come un tradizionale racconto, ma col tempo acquistò rapidamente le dimensioni di romanzo breve alla francese, seguendo una costruzione circolare che venne molto apprezzata da André Gide.

Trama La storia si svolge a San Pietroburgo. Il protagonista è Vel’čàninov, uomo ordinario ai margini dell'alta società russa che svolge affari legali ed è ipocondriaco. Un giorno, dopo qualche tempo che aveva l'impressione di essere seguito, viene visitato da Pavel Pavlovic. Egli è un suo antico conoscente: infatti diversi anni prima nella città di T., Vel'caninov fu l'amante di sua moglie Natalia. Pavlovic si presenta subito come un personaggio bizzarro, spesso in preda all'ubriachezza. Egli recita la parte dell'"eterno marito", sempre bisognoso di una donna al suo fianco.

Pavlovic, con la scusa di essere venuto ad annunciare la morte di Natalia, fa conoscere a Vel’chàninov l'esistenza di Liza, figlia illegittima di quest'ultimo. Confessa anche che si trova in città perché ha scoperto un fascio di lettere fra la moglie e un altro amante, Bagaudov, che si trova a San Pietroburgo ed è gravemente malato nonostante la giovane età. L'amante morirà improvvisamente suscitando nel protagonista il dubbio che Pavel Pavlovic lo abbia ucciso e voglia fare lo stesso con lui. Liza viene affidata a Vel’chàninov (una specie di "ricatto" morale), ma dopo pochi giorni, dato che è già malata, morirà anche lei. Nel corso del racconto i due antagonisti si incontrano varie volte, quasi a volersi sfidare a vicenda. Pavlovic vuole cercare una nuova moglie, coinvolgendo Vel’chàninov ad una vista alla ricca famiglia Zakhlebinin ma fallirà nell'impresa. Alla fine tenta pure di uccidere nel sonno il rivale, prima di andarsene definitivamente.

Il finale, insolitamente a struttura circolare, ha luogo due anni dopo i fatti narrati.

Vel’chàninov sembra tornato in forma e i suoi affari vanno bene. Egli incontra casualmente Pavlovic ad una stazione ferroviaria: ha una nuova giovane moglie che si porta dietro un giovane amante ubriaco. Si intuisce il masochismo di Pavel Pavlovic che ricerca sempre un triangolo amoroso nel suo rapporto matrimoniale. La nuova giovane moglie invita Vel'chàninov a casa loro. La storia può ripetersi ma Vel’chàninov non li seguirà.

Temi

I protagonisti sono degli uomini qualunque, opposti ma allo stesso tempo simili tra loro, due maschere che riflettono il sottosuolo del quotidiano, tema tipico di Dostoevskij.

Lo sfondo è evidentemente satirico, e cerca di far apparire l'uomo come un incapace succube della donna. Difatti dai personaggi maschili si potrebbero estrarre viltà, impersonalità e incoerenza, debolezze per le quali l'uomo, secondo la teoria dell'autore, ha bisogno di un eterno supporto femminile. Il libro è stato apprezzato dal pubblico anche per la forma quasi poliziesca ed a volte comica sottolineata dell'autore nella stupidità dei personaggi maschili e la furbizia - malvagità di quelli femminili.

È importante anche l'elemento onirico, con i due sogni di Velcianov all'inizio e alla fine, quando rischia (o forse desidera) di essere ucciso. I sogni, l'ipocondria (fingersi malato) e l'ebbrezza sono tutte alterazioni prodotte dalla noia dell'ordinarietà.

L'analisi di René Girard Nel saggio Menzogna romantica e verità romanzesca (1961) dell'antropologo francese René Girard, il romanzo è utilizzato come esempio molto importante per la teoria della mediazione interna. Questa teoria, basata sul desiderio mimetico, raggiunge il suo climax nell'opera letteraria in generale di Dostoevskij, ritenuto da Girard lo scrittore romanzesco per eccellenza. Dostoevskij infatti rappresenta il male metafisico assoluto, in cui tutti i personaggi sono perdenti e non è più necessario il ruolo dell'oggetto del desiderio nel triangolo delle relazioni mimetiche.

In questo caso tra marito (soggetto) e amante (modello o mediatore) non c'è di mezzo una moglie (oggetto), dato che è già morta. Le figure dei due protagonisti Vel’chàninov e Pavlovic, sono costantemente attratte l'una dall'altra e in rapporti reciproci ambigui. Vel’chàninov si sente in dovere di prendersi cura dell'amico spesso trascurato e ubriaco, come di sua figlia Liza, ma allo stesso tempo vorrebbe allontanarsi da lui e lasciarlo al suo destino. Pavlovic sente il bisogno della presenza di Vel’chàninov, coinvolgendolo persino nella visita alla famiglia Zakhlebinin dove cerca una nuova moglie. Verso la fine egli lo cura quando è a letto ma poche ore dopo tenta di ucciderlo con un rasoio.

Edizioni italiane trad. di Anonimo, M. Carra & C. di Luigi Bellini, 1920. trad. di Corrado Alvaro, Milano, Quintieri, 1921; con uno scritto di René Girard, Collana Assonanze, Milano, SE, 1997, ISBN 88-77-103-89-2. trad. di Augusta Osimo, Collezione Biblioteca novissima n.65, Milano, Bietti, 1927. trad. [dal francese] di Decio Cinti, Milano, Sonzogno, 1928. trad. di, Collana Universale n.4, Milano, Mediolanum, 1933. trad. di Amilcare Locatelli, Milano, Minerva, 1936. L'eterno marito: romanzo seguito da: La moglie di un altro e il marito sotto il letto, trad. di Vittoria De Gavardo, Collezione La Gaja Scienza n.2, Roma, Longanesi, 1942. trad. di Silvio Polledro, in: Racconti e romanzi brevi, Firenze, Sansoni, 1948-1993; Biblioteca Ideale Tascabile, Milano, Opportunity Books, 1996, ISBN 978-88-811-1168-8. trad. di Alfredo Polledro, introduzione di Remo Cantoni, Collana Biblioteca Moderna n.298, Milano, Mondadori, 1952; Introduzione di Angelo Maria Ripellino, Torino, Einaudi, 1960; Introduzione di Serena Vitale, Collana Oscar n.1512, Milano, Mondadori, 1982; Collana Oscar Classici n.168, Mondadori, 1989, ISBN 88-04-329-99-8. trad. di Giacinta De Dominicis Jorio, Collana BUR n.2284-85, Milano, Rizzoli, 1967; Introduzione di Giovanna Spendel, Collana Classici L n.1309, BUR, 2000, ISBN 88-17-173-21-5. trad. di Clara Coïsson, Introduzione di Alberto Moravia, Collana Centopagine n.68, Torino, Einaudi, 1981; L'Unità/Einaudi, 1992; Collana ET n. 813, Einaudi, 2001, ISBN 88-06-157-86-8. trad. di, Collana Biblioteca, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1985. trad., presentazione e note di Anna Maria Capponi Glouchtchenko, Collana Acquarelli Classici n.65, Bussolengo, Demetra, 1995-2000, ISBN 978-88-440-1832-0; Introduzione di Elena Mantelli, Collana Biblioteca Ideale, Firenze, Giunti, 2008, ISBN 978-88-090-3388-7; Introduzione di Stefano Garzonio, Collana Passepartout, Firenze, Giunti-Barbèra, 2017-2022, ISBN 978-88-099-1375-2. trad. di Licia Brustolin, Introduzione di Fausto Malcovati, Collana I grandi libri n.617, Milano, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-366-17-8. trad. e cura di Serena Prina, Collana UEF. I Classici, Milano, Feltrinelli, 2019, ISBN 978-88-079-0323-6. trad. di Mirco Gallenzi, Collana Oscar Classici, Milano, Mondadori, giugno 2026, ISBN 978-88-048-0170-2.

Note

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