Boasi (Boaxi in ligure) è una frazione di 58 abitanti del comune di Lumarzo, nella città metropolitana di Genova in Liguria. È un antico villaggio posto nell'Appennino ligure, la prima località a monte della val Fontanabuona lungo la strada provinciale 77.

Geografia fisica

Orografia

Il villaggio si sviluppa in zona collinare, con case sparse a un'altitudine compresa tra i 530 e i 600 metri sopra il livello del mare, sui versanti della Colletta di Boasi (630 m) e del monte Castelluzzo (856 m) che degradano a sud. I rilievi più significativi si trovano a nord: il monte Lavagnola (1.118 m), il monte Bragagli (1.089 m), il monte Montaldo (1.138 m) e il monte Costa Tann-e (810 m).

Dalla Colla di Boasi (651 m), antico valico pedonale tra l'alta val Fontanabuona e l'alta val Bisagno, passa l'Alta Via dei Monti Liguri.

A sud sono ben visibili le cime del monte Bado (911 m), del monte Croce dei Fo' (973 m), del monte Croce di Bragalla (864 m), del monte Colla di Meèa (861 m) e del monte Pertegone (756 m). A est il monte Perdono, il monte Bragaglino (965 m), il monte Carpena (907 m) e il monte Caucaso (1245 m). A ovest il monte Candelozzo (1036 m) e il Colle Capenardo (746 m).

Idrografia

Nel territorio sono presenti numerose fontanelle storiche pubbliche, sorgenti e ruscelli, da cui nasce il torrente Lavagna, chiamato anche "fiumana bella" per la terzina che Dante Alighieri utilizzò nella Divina Commedia per raccontare l'incontro con papa Adriano V. Il rio Boasi che scorre a valle del villaggio è uno dei primi affluenti del torrente Lavagna.

Altri ruscelli nella zona indicati sulle mappe catastali del comune di Lumarzo sono il rio Puano, il rio della Giuseppina Lavasasco, il rio della Castagna, il Runcaggia, il rio Canaletta e il rio della Menta.

Nell'antichità due mulini ad acqua impiegati per la macinazione erano attivi lungo il torrente Lavagna a poche centinaia di metri dal paese: il "moìn do Piccio" in lingua genovese e il "mulino di Boasi"; entrambe le strutture oggi sono abbandonate. Una tegola ritrovata in loco e prodotta dall'impresa Candiani & Ellena conferma che il secondo mulino probabilmente è stato in funzione fino all'inizio del XX secolo, poiché il marchio venne registrato nel 1913 alla Camera di Commercio di Milano.

I principali laghi nella zona sono il Brugneto a nord, il Val di Noci a ovest e il Giacopiane a est.

Geologia La formazione della crosta terrestre a Boasi risale al Cretacico e all'Eocene ed è composta in prevalenza da scisti, rocce che tendono a sfaldarsi facilmente provocando numerose frane sul territorio. Si tratta della zona d'origine della valle del Lavagna caratterizzata da una sequenza di argillite scura e non calcarea contenente arenaria cerosa a grana fine sottile. I resti di una piccola cava di ardesia utilizzata dal settore edile locale sono ancora oggi visibili nei pressi della zona dell'Incisa di Boasi. Mentre nel XVI secolo monsignor Agostino Giustiniani conferma l'operatività di cave di rame e ferro rispettivamente vicino alle località di Boasi e Ferriere.

Un'antica leggenda tramandata oralmente narra che il villaggio sia stato distrutto da un'enorme frana staccatasi dal versante sud del monte Castelluzzo e poi ricostruito dai sopravvissuti, ma non esistono prove certe della sua veridicità. È assodata la presenza di due frane complesse ancora attive oggi, la prima nella parte nord di Boasi, la seconda nella zona del cimitero, entrambe secondo la relazione stilata dai geologi nel 2004 subiscono l’erosione esercitata a fondovalle dal rio Boasi.

Sismologia La classificazione sismica colloca il territorio in zona 3B a sismicità bassa.

Clima

Secondo la classificazione Köppen, Boasi, appartiene alla zona climatica Cfsb con clima temperato a estate tiepida, con una temperatura media inferiore a +22 °C. Secondo la classificazione climatica, che regolamenta l’accensione degli impianti di riscaldamento, è nella zona climatica D, 2056 GG. (accensione dal 1º novembre al 15 aprile, con 12 ore giornaliere). Grazie alla posizione ambientale, vicina alla costa ed esposta a mezzogiorno, gode di un clima mediterraneo e favorevole, con rare nevicate ed intense piogge in particolare nel periodo autunnale.

Origini del nome Il glottologo Giovanni Domenico Serra sostiene che il toponimo "Boasi" sia riconducibile alla probabile evoluzione linguistica di due termini: il primo "Bodus", nome personale gallico diffuso tra il IV e il II secolo a.C., il secondo "bovacis", termine latino indicante una zona di allevamento per i bovini.

Invece il glottologo Giovanni Alessio caldeggia che derivi da un caso locativo plurale similmente al comune francese di Bohas-Meyriat-Rignat. Il primo registro arcivescovile di Genova, a pagina 85, sancisce che il toponimo veniva impiegato già nel 1148 d.C.

Storia

Le origini

Sebbene l’esistenza del borgo di Boasi sia documentata fin dall'anno 1148, alcuni studiosi fanno risalire l'origine del toponimo all'epoca della Gallia Cisalpina. Si pensa che nell'antica Roma fosse un vicus paganus o rusticus, una zona dedita all'allevamento e all'agricoltura lungo la via Patranica, l'insieme delle mulattiere che collegavano attraverso l'Appennino il levante di Genova con Milano. L'antico ponte romano di Genova Nervi era l'inizio simbolico della mulattiera da Genova verso la val Fontanabuona e Boasi, lungo l'itinerario Nervi-Becco-Pannesi-Lumarzo.

Età medievale Nel VI secolo Boasi entrò a far parte della Provincia Maritima Italorum sotto il dominio dei Bizantini, per concessione dell'imperatore Giustiniano I passò sotto la giurisdizione dei vescovi di Milano, a cui si sostituirono i Longobardi nel VII secolo. In età carolingia divenne un possedimento del Regno d'Italia, a partire dal X secolo incluso nel territorio della Marca obertenga.Tra l'XI e il XII secolo fu una zona di confine della contea di Lavagna sotto il dominio della famiglia Fieschi, che alla fine del XII secolo la cedette alla Repubblica di Genova.

Gli abitanti di Boasi ancora oggi ricordano il periodo tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo associandolo alla figura di Anselmo d'Incisa, chirurgo e medico originario della parte alta del villaggio a cui papa Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo il Bello si rivolsero per essere curati curati probabilmente attraverso la tradizione fitoterapica sviluppatasi nel corso dei secoli nell'alta val Fontanabuona. Suo figlio Giovanni d'Incisa diventò anche lui un celebre chirurgo, medico e persino astronomo assumendo l'incarico di archiatro di papa Clemente VI. Al 15 marzo 1304 risale la prima notizia certa dell'esistenza della chiesa di Boasi.

Età moderna

La cresta tra il monte Lavagnola e la Colla di Boasi, il 1 maggio 1747, fu teatro degli scontri tra i soldati genovesi e l'esercito dell'impero asburgico; un contingente guidato da Pier Maria Canevari, del quale facevano parte 31 abitanti di Boasi,, accorso dalla città di Genova mise in fuga gli austriaci, ma il patrizio venne colpito a morte da un prigioniero; una lapide ancora oggi lo ricorda al passo della Scoffera. La Costituzione del popolo ligure deliberata dal Consiglio dei sessanta il 2 dicembre 1798 inserì Boasi nella giurisdizione del Bisagno nel cantone di Santa Maria di Bargagli.

Sempre la Colla di Boasi nel 1800 fu il luogo di battaglie tra francesi e austriaci: il generale francese Andrea Massena il 5 marzo 1800 decise di inviare un migliaio di soldati da Genova in val Fontanabuona attraverso Boasi per battere l'insurrezione delle popolazioni della vallata contro la Repubblica Ligure.

Emigrazione Gli abitanti del villaggio tra il XVIII e la metà del XX secolo, con particolare consistenza nel XIX secolo, furono protagonisti delle ondate migratorie dall'Italia verso il Nord Europa e le Americhe. Nei registri di Ellis Island, Castle Clinton e del Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana sono numerose le persone annotate con cognome "Boasi" e partite dal comune di Lumarzo. Al momento della trascrizione nei registri per l'immigrazione il cognome Boasi, originario del paese, venne a volte storpiato in "Boasie" nell'America settentrionale e in "Boassi" nell'America centro-meridionale. A testimonianza dell'imponente ondata migratoria che coinvolse il paese, ancora oggi in Argentina è attiva sul mercato un'azienda vinicola con il marchio "Colla di Boasi".

Epoca contemporanea

Nel luglio 1895 l'allora sedicenne Albert Einstein percorse a piedi la zona di Boasi durante il viaggio con un gruppo di amici da Casteggio a Genova Nervi da cui verosimilmente derivò la sua prima memoria scientifica “Intorno allo stato delle ricerche sull’etere nei campi magnetici”. Così l’amico Otto Neustatter nel 1929 ricordò la gita:

Nel corso della seconda guerra mondiale fu operativo nei boschi di Boasi il "Distaccamento Serra" della Brigata Bedin S.A.P. di Montagna nella sesta zona operativa della Divisione Cichero. A guida del distaccamento il comandante Piero "Pierino" Fossa, nome di battaglia "Gandi", che dopo il 27 aprile 1945 divenne comandante dell'intera brigata. Il commissario politico del distaccamento fu Ottorino "Ettore" Boasi, nome di battaglia "Gigi", ex sergente degli Alpini, iscritto al Partito Comunista Italiano in clandestinità, fece parte del movimento antifascista militante, esperto di armi aiutò alla manutenzione e all'uso contribuendo in modo notevole alla lotta di Liberazione. L’abitante Serafino Mangini "Serra" il 27 agosto 1944 a Boasi tra il sentiero del Roncasso e il bosco del “Pei Martin” fu ucciso da una raffica sparata dai nazifascisti nel tentativo di salvare il fratello Ottavino Mangini “Tavin”, che rimase gravemente ferito a un mano. Nella notte tra il 25 e 26 giugno 1944 una squadra partigiana espropriò l'esplosivo collocato dai nazifascisti nella galleria di Boasi disarmando le sentinelle di guardia. Alcune squadre partigiane il 25 luglio 1944 e il 18 marzo 1945 fecero esplodere in due distinti attacchi la galleria di Boasi per impedire il transito dei nazifascisti. Il distaccamento, nato a Boasi a fine 1943, fu tra le formazioni protagoniste della resa delle forze nazifasciste nel bosco della Tecosa il 24 aprile 1945, giorno in cui vennero uccisi tre suoi membri (Armando Boasi, Giuseppe Ferrari e Luigi Ferrari) e uno venne gravemente ferito a una gamba (Renato Fossa). Il suo operato il 6 maggio 1945 portò all'elezione da parte del CLN locale di Dolcino Fossa, abitante del villaggio, a primo sindaco del comune di Lumarzo cessate le ostilità.Bruno Garaventa, Da Pannesi e Lumarzo a...memorie e cronache degli eventi durante la lotta di Liberazione 1943-45, Genova, 2004, volume redatto grazie all'archivio Ilsrec di Genova con la prefazione del commissario straordinario della Provincia di Genova Giuseppe Piero Fossati

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di San Tommaso nella frazione di Boasi. La chiesa, i cui registri parrocchiali datano dal 1618, fu consacrata dal vescovo della diocesi di Chiavari monsignor Giovanni Gamberoni il 23 giugno del 1917. Cappella di Nostra Signora della Guardia e San Rocco alla Colla di Boasi. Il 2 ottobre 1875 venne inaugurato il luogo di preghiera e pellegrinaggio, forse nei pressi di un luogo di culto preesistente. Un decreto della curia delegò il parroco del villaggio a benedirla e l'inaugurazione avvenne al termine di una processione partita dalla chiesa di Boasi a cui oltre alla popolazione presenziò il parroco di una località vicina chiamata Vallebuona.

Architetture civili