La storia del giornalismo statunitense si sviluppa parallelamente alla storia della nazione americana, dal tempo del colonialismo britannico (XVII-XVIII secolo) al mondo globalizzato di oggi.

Le mutazioni avvenute nel sistema dell'informazione hanno accompagnato le trasformazioni socio-economiche e politiche della nazione. Gli Stati Uniti passano dai giornali dei primi tempi, a diffusione ristretta in quanto diretti all'élite mercantile, alla penny press fiorita verso la metà del XIX secolo segnando il passaggio alla stampa di massa, destinata alla popolazione urbana in espansione per effetto della massiccia immigrazione.

Un secondo cambiamento epocale si verificò tra gli anni 1920, con la nascita dei settimanali d'informazione (Henry Robinson Luce), e gli anni 1950 con lo sviluppo dell'informazione televisiva.Il terzo cambiamento riguarda la digitalizzazione dell'informazione, che ha portato alla moltiplicazione dei dispositivi sui quali si leggono le notizie e ad una fruizione sempre più individualizzata.

Le colonie britanniche Gli inglesi introducono i primi torchi tipografici nei loro possedimenti nordamericani nel 1639. La capitale delle colonie britanniche è Boston. In questa cittadina di circa abitanti vengono fondati i primi due giornali nelle colonie inglesi del Nordamerica. Il primo in assoluto è, nel 1690, il Pubblick Occurences, Both Forreign and Domestick. Il primo numero uscì il 25 settembre 1690., un mensile di quattro pagine, delle quali una è lasciata in bianco così da permettere al lettore di aggiungere le ultime notizie prima di passare il giornale ad amici e colleghi. Il secondo appare il 24 aprile 1704: è il Boston News-Letter, un foglio di notizie di una pagina stampata su due colonne. Il primo, uscito senza autorizzazione, viene soppresso dopo pochi numeri; il secondo, fondato dal direttore dell'ufficio postale locale, decide invece di sottoporsi alla censura preventiva delle autorità. Il terzo quotidiano delle colonie inglesi viene fondato a Filadelfia nel 1719 (American Weekly Mercur) ed il quarto a New York nel 1725 (The New York Gazette). Nel 1736 nasce la Virginia Gazette: il più antico quotidiano degli Stati Uniti tuttora in attività.

Nel 1721 James Franklin, stampatore della Boston Gazette (il nuovo nome del Boston News-letter dal dicembre 1719), decide di fondare un suo giornale senza chiedere l'autorizzazione alle pubbliche autorità. Nasce così, in agosto, il New England Courant, un settimanale di attualità, con fatti e commenti. Franklin, che lo dirige, si fa promotore di una campagna contro il vaiolo; inoltre pubblica sul giornale gli appelli dei lettori, facendosi megafono della cittadinanza. La risposta delle autorità non tarda ad arrivare: nel giugno 1722 viene condannato a un mese di carcere per aver accusato di lassismo l'amministrazione municipale.. Anche il fratello minore di James, Benjamin Franklin, si dedica all'attività giornalistica. Inizia a scrivere articoli all'età di 15 anni. Poi, nell'ottobre 1729 si mette in proprio e rileva un giornale a Filadelfia: la Pennsylvania Gazette, nato l'anno prima. Il formato ricalca quello dei giornali inglesi: quattro pagine, di cui le prime tre di notizie e la quarta di pubblicità. Si mette in luce per le sue aperte critiche al modus operandi del governo britannico nella colonia.

Anche a New York (all'epoca una cittadina di poco più di abitanti) il New York Weekly JournalFu fondato il 5 novembre 1733. è apertamente schierato contro la dominazione coloniale inglese. Nel 1734 il suo direttore, John Peter Zenger, viene arrestato e rinviato a giudizio su querela del governatore inglese William Cosby, ripetutamente attaccato dal settimanale. Al processo, che si svolge nell'agosto 1735, l'avvocato difensore di Zenger si produce in un'arringa memorabile: difende l'onorabilità del giornalista facendo valere il principio secondo cui la stampa è libera «sia di suffragare il potere, sia di farlo apparire arbitrario, [in entrambi i casi] dicendo e scrivendo la verità».. Zenger viene assolto e il suo giornale continuerà le pubblicazioni fino al 1751.

Dopo la sentenza di assoluzione, la stampa nelle colone inglesi del Nordamerica inizia a vivere un periodo di forte espansione: nel 1765 si stampano regolarmente 23 giornali (di cui quattro a Boston e tre a New York). Vivono soprattutto sulle notizie che provengono da Londra, per questo scontano un ritardo tra gli avvenimenti e la loro pubblicazione che oscilla tra le due e le sei settimane. La diffusione media si aggira intorno alle 600 copie, vale a dire 14.000 copie totali di diffusioneIl numero si ottiene moltiplicando 600 per 23, cioè il numero dei giornali esistenti. su una popolazione di abitanti. Rapportato alla popolazione, risulta che il 5% degli abitanti compra un giornale.

Nel 1765 a Boston la folla dà l'assalto all'ufficio del funzionario preposto alla consegna dei bolli (stamp) sugli stampati, devastando l'edificio: sono i primi atti di ribellione contro la dominazione coloniale. I mezzi di comunicazione sono in prima fila nella lotta per l'indipendenza. Samuel Adams, direttore del Boston Independent Advertiser, è uno dei leader del movimento indipendentista. Nel 1772 organizza i “Comitati di corrispondenza” che, l'anno dopo, danno vita alla clamorosa protesta contro le nuove tasse inglesi conosciuta come "Boston Tea Party".. Dopo lo scoppio della Guerra d'indipendenza (1775), si assiste a una crescita enorme della diffusione dei giornali. Inizialmente i settimanali salgono da 37 a 70. Poi, con l'occupazione inglese di Boston e di New York, ne rimangono 20. Il 6 luglio 1776 il Pennsylvania Evening Post di Benjamin Towne pubblica in esclusiva la Dichiarazione d'indipendenza.. Trisettimanale, il 30 maggio 1783 passerà ad uscite giornaliere diventando il primo quotidiano americano.

Galleria d'immagini del XVIII secolo

Gli anni 1784-1830

Nei primi anni di vita dello Stato la maggioranza degli otto quotidiani statunitensi è costituita da giornali di annunci commerciali. Hanno più pagine dei giornali europei (la foliazione arriva a 12-14 pagine) e contengono la pubblicità anche in prima pagina. Ma entro la fine del XVIII secolo la stampa politica conquista il mercato. Nell'anno 1800 i quotidiani sono saliti a 24, divisi tra federalisti (capeggiati da Alexander Hamilton) e nazionalisti (guidati da Thomas Jefferson). A New York i primi si riconoscono nel New York Evening Post, mentre i secondi sono avidi lettori dellAmerican Citizen. Il direttore dellAmerican Minerva, Noah Webster, creatore del famoso dizionario che porta il suo nome, inaugura negli Stati Uniti la prassi della Letter from the editor su ogni numero in prima paginaÈ il pezzo che nel giornalismo italiano viene chiamato, con un calco linguistico, editoriale. In realtà corrisponde all'articolo di fondo..

All'inizio del XIX secolo vivono negli Stati Uniti dodici milioni di persone. L'assuefazione dei cittadini americani alla libertà rende ogni provvedimento volto alla restrizione della libera stampa assolutamente impopolare. L'istituto della censura, infatti, non compare nella storia del giornalismo statunitense. Il quadro legislativo favorisce una vigorosa crescita dell'industria della stampa. Nel 1810 vi sono 375 tipografie; nel 1825 sono triplicate. Nel 1820 i periodici esistenti sul territorio nazionale sono più di 500 (di cui 24 quotidiani). Nel 1830 ammontano a 1.200, di cui 65 sono quotidiani. I grandi spazi tra una città e l'altra non consentono la nascita di quotidiani propriamente nazionali, cioè diffusi nei diversi stati della nazione. Le tirature devono soddisfare gli abitanti delle singole città. Per questo motivo i livelli di vendita rimangono relativamente bassi (qualche migliaio di copie) e non c'è l'esigenza di acquisire impianti particolarmente veloci. La prima macchina pianocilindrica a vapore (il modello di Konig, per intenderci), compare in America nel 1825, in significativo ritardo rispetto al continente europeo..

Nel 1827 nasce a New York il primo quotidiano interamente gestito da afroamericani e per gli afroamericani: il Freedom's Journal.

Dal 1830 al 1850 Nel maggio 1831 il nobile francese Alexis de Tocqueville intraprende un viaggio di studio negli Stati Uniti. Le sue riflessioni sono raccolte nella notissima opera La democrazia in America. Le osservazioni di Tocqueville riguardano anche la stampa americana. Rispetto a quella europea, gli appare meno influente in campo politico, in un Paese dove i conglomerati finanziari possiedono già molto potere. Inoltre, mentre in Francia la città di Parigi è l'unico centro finanziario e culturale del Paese, negli Stati Uniti ogni città ha il suo grande organo d'informazione..

Nel periodo in cui scrive Tocqueville, cioè i primi decenni del XIX secolo, la maggior parte dei giornali statunitensi costa sei centesimi e viene distribuita tramite abbonamento. Dopo alcuni decenni questo stato di cose, ormai consolidato, viene modificato grazie all'iniziativa di un singolo. Nel settembre 1833 The Sun (fondato da Benjamin Day) è il primo quotidiano di New York ad uscire al prezzo di un solo penny. A un prezzo così ridotto corrisponde una foliazione ridotta: solo 4 pagine (su tre colonne). Ma è l'inizio di una nuova stagione della stampa americana, quella della penny press. Il Sun scala rapidamente le classifiche di tiratura: dopo un anno di vita è il primo quotidiano di New York a sfondare la barriera delle diecimila copie, attestandosi a quota 12.000. A metà del decennio diventa il giornale in lingua inglese più letto, superando addirittura il Times di Londra (20.000 copie contro 17.000). Tra il 25 agosto e il 31 agosto del 1835 esce una serie di articoli che crea un caso editoriale: “la grande burla della luna”, che consente al Sun di moltiplicare la sua diffusione per cinque volte, facendolo diventare in quei sei giorni il quotidiano più venduto del mondo. La penny press si diffonde in breve tempo nelle altre città americane. Alla fine del decennio i quotidiani statunitensi sono quasi raddoppiati, raggiungendo il numero di 138, con una diffusione media di oltre 2.000 copie..

La penny press rappresenta l'emergere della stampa non finanziata (quindi non controllata) dai partiti politici. I giornalisti vengono inviati per le strade della città a cercare da soli le notizie. Scrivono articoli concisi perché il pubblico della classe operaia non ha abbastanza tempo libero per leggere. Inoltre utilizzano uno stile coinvolgente, facendo leva sui temi della vita reale (human interest) ai quali i lettori possono fare riferimento. Utilizzano un vocabolario semplice in modo che la comprensione degli articoli non richieda un livello medio-alto d'istruzione. La penny press contribuisce a modificare i contenuti e la struttura dei giornali. Le nuove pratiche giornalistiche introdotte portano a uno sviluppo considerevole della cronaca, enfatizzando l'importanza della tempestività nel dare una notizia. In definitiva, allargano la base sociale dei lettori di giornali.