Biografia Era il figlio del Duca di Alburquerque Francisco Fernández de la Cueva e di Francisca Álvarez de Toledo, figlia di García Álvarez de Toledo, duca di Alba de Tormes.
Fu luogotenente generale del Regno di Napoli dal 1558 al 1559. Elevato al rango cardinalizio il 19 dicembre 1544 da papa Paolo III, divenne amministratore apostolico della diocesi di Avellino e Frigento il 12 settembre 1548, rinunciò la sede il 10 marzo 1549. Fu amico intimo del fondatore della Compagnia di Gesù, Sant’Ignazio di Loyola, e insieme posero la prima pietra della Chiesa del Gesù, la prima chiesa gesuita a Roma. Fu anche molto legato a San Francesco Borgia. Il cardinale, che ebbe italianizzato il suo nome in Bartolomeo della Queva, veniva spesso nella città di Tivoli per poter godere del clima salubre e durante i suoi soggiorni prese ad interessarsi delle problematiche cittadine. Operò molto per far cessare le cruente lotte delle fazioni cittadine, realizzando la conciliazione delle varie famiglie nobili, che fu consacrata con un atto notarile solenne del 1546; inoltre, avendo constatato il danno che provocavano le «acque albule», che avevano trasformato una vasta estensione di terreno attorno alla sorgente in una zona paludosa, dal momento che si erano ormai ostruiti i canali di deflusso realizzati in epoca romana, progettò e concorse alla spesa per la realizzazione di un profondo canale attraverso il quale le acque sulfuree potessero raggiungere l’Aniene. Il canale fu poi terminato dal cardinale Ippolito d’Este, che fece costruire lì i cosiddetti Bagni Vecchi. Il canale è stato in funzione fino a qualche anno fa, ma è poi rimasto all’asciutto per l’abbassamento di livello dei laghetti Regina e Colonnelle. Il Cardinale de La Cueva si adoperò infine nell’opera di pacificazione fra Tiburtini e Castellani (abitanti dell'odierno Castel Madama), in quanto non cessavano vendette e uccisioni per il secolare problema della «gabella del passo». Ma vedendo che le inimicizie erano difficili da placare, sollecitò l’intervento di S. Ignazio di Loyola, il quale, nel 1548, tornò a Tivoli e, grazie al suo grande ascendente, riuscì a far concludere momentaneamente una pace.
Fu ordinato vescovo a Roma l'8 giugno 1549 dal cardinale Juan Álvarez de Toledo.
Nell'ottobre 1558, il viceré di Napoli in carica, Juan Manrique de Lara fu costretto a lasciare il regno e il de la Cueva si ritrovò a dover svolgere le mansioni di luogotenente generale.
Restò a Napoli sino al 12 giugno 1559, giorno in cui giunse il nuovo viceré, Pedro Afán de Ribera.
Il 13 settembre 1560 fu eletto arcivescovo di Manfredonia, carica che mantenne sino alla morte, giunta nel 1562.
Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Juan Álvarez de Toledo, O.P. Cardinale Bartolomé de la Cueva y Toledo
Ascendenza
Note
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