Biografia poeta dialettale calabrese, nacque a Siderno Superiore in provincia di Reggio Calabria ( ora Città metropolitana di Reggio Calabria ) da Michelangelo Trichilo e Carmela Fragomeno.

Di umile origine contadina (definito bovaro e massaro)Pasquino Crupi, Agenda Letteraria Calabrese, pag.12 seppe esprimere in modo eccellente la poesia della sua terra, con particolare riferimento agli aspetti sociali della Calabria postunitaria, stigmatizzando le problematiche della povertà, dell'emigrazione e della sopraffazione operata dai notabili del tempo Antonio Piromalli, La letteratura Calabrese, Vol.1, capo VII, pag.365-367; scrisse però anche versi in favore dei Reali d'Italia e della guerra in Libia; Pe' quantu sangunusa fu a battaglia, viva lu nostru Rre, viva l'Italia!

Sposò la contadina Caterina Moschilla, di undici anni più giovane di lui, dalla quale ebbe sette figli, tre maschi e quattro femmine.

Ebbe un forte sentimento religioso ed una carica d'umanità che lo rese molto popolare e benvoluto.

Morì di polmonite all'età di 86 anni, il 23 maggio 1933. Per sua volontà la tomba venne ornata con una semplice croce di ferro, recante la scritta Trichilo Girolamo - Poeta.

Non tutta la sua ricca produzione artistica è stata pubblicata, molti dei suoi versi sono stati tramandati solo oralmente.

Enzo D’Agostino, nell’introduzione del libro citato in Bibliografia, definisce Giomo, tra l’altro, come sensibile al gusto del bello e dell’avventuroso, attribuendogli vena fertile e verso facile, capace di esprimere una notevole carica di umanità e senso vivo dell’amicizia. Ancora, egli lo riconosce capace di sarcasmo, ad esempio in una poesia contro i preti di Siderno che provocavano scandalo, riconoscendo al contempo la sua devozione e religiosità, come testimoniato anche dai versi dedicata a San Francesco di Paola. D’Agostino nota anche la scorrevolezza dei suoi versi, si prestavano talvolta a essere cantati in stornelli, grazie alla loro musicalità.

In “La letteratura calabrese”, Antonio Piromalli ritiene che Trichilo rappresenta per l’arco della sua vita, un nuovo documento artistico e sociale della Calabria postunitaria, dell’età liberale e di quella del fascismo, affermando altresì che l’ideologia in lui maturò “a contatto con il mondo della vita quotidiana. A suo parere, inoltre, gli accenti del poeta sono carichi di psicologia collettiva vigorosa e fatalista, come indica spesso l’avverbio destinatamente.

In suo onore è stato pubblicato il libro Poesie Scelte e indetto il Premio Letterario Giomo Trichilo, ormai giunto alla XV edizione.

Note

Bibliografia S. Albanese, R. Ritorto Poesie Scelte, Siderno, 1983.

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