Di umili origini, era figlio di Pellegrino Franzelin e di Anna Wieser.

Biografia Di umili origini, dopo aver frequentato il ginnasio francescano a Bolzano, nel 1834 entrò nella Compagnia di Gesù e compì il suo noviziato nella città austriaca di Graz.

Compì gli studi superiori in alcune scuole religiose dell'Austria polacca per poi giungere a Roma, studiare nel Collegium Romanum, dove fu un abile assistente di ebraico antico.Murphy, John F.X. "Johann Baptist Franzelin." The Catholic Encyclopedia, Vol. 6. New York: Robert Appleton Company, 1909. Infine, si iscrisse alla Pontificia Università Gregoriana, che però dovette lasciare a seguito dei moti del 1848 per emigrare in Inghilterra, Belgio e Francia, dove nel 1849 fu ordinato sacerdote.

Fu professore di teologia dogmatica, lingua aramaica, lingua siriaca e lingua caldea al Collegium Romanum di Roma. Nel 1853 divenne prefetto degli studi nel Collegio tedesco e, nel 1857, professore di teologia dogmatica nel Collegio romano, dove rimase per diciannove anni, conquistandosi con le sue lezioni e pubblicazioni un posto di primo piano tra i teologi dell'epoca. Durante questo periodo, fu consultore di diverse congregazioni romane e collaborò ai preparativi del Concilio Vaticano I.

Nonostante le sue proteste, nel concistoro del 3 aprile 1876 fu nominato cardinale da Pio IX che gli assegnò il titolo dei Santi Bonifacio e Alessio. Partecipò al conclave del 1878 che elesse Leone XIII. (ivi: pp. 604-605)

Fu teologo pontificio per il Concilio Vaticano I. Pubblicò numerosi testi di teologia altamente apprezzati. Nel 1870 pubblicò il "tractatus de divina traditione et ispiratione", in cui applicò a Dio il concetto di autore letterario della Sacra Scrittura, distinguendo tra elemento formale (idee e concetti) e materiale (le parole che li esprimono).

Fu prefetto della Congregazione per le Indulgenze e le Sacre Reliquie dal marzo 1885.

Sebbene fosse di salute cagionevole, la nomina non cambiò granché il suo stile di vita scrupolosamente semplice. Come cardinale, l'unica eccezione alla sua rigorosa osservanza delle regole gesuite era l'omissione della ricreazione quotidiana. Inoltre, sebbene fosse costantemente impegnato come prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Reliquie e consultore di diverse altre congregazioni, rifiutò costantemente l'aiuto di un segretario. Distribuì tutto il suo reddito di cardinale tra i poveri, le missioni straniere e i convertiti le cui proprietà erano state confiscate dal Governo italiano.

Non ricevette mai la consacrazione episcopale.

Alla sua morte la salma venne inumata nella cappella dell'Ordine nel Cimitero del Verano.

Opere Franzelin Fu teologo papale al Concilio Vaticano I. (n. 107)

Fin dall'inizio le sue opere furono riconosciute come una ricca fonte di materiale per i predicatori; per anni ricevette numerose lettere da sacerdoti di tutto il mondo che spontaneamente riconoscevano il grande aiuto che i suoi libri avevano dato loro nella predicazione. Tra le sue opere, che hanno avuto numerose edizioni, spicca il trattato De Divina Traditione et Scriptura (Roma, 1870; 2ª ed. riv., 1875).

(1868) (1868) (1869) (1870) (1870) alcuni trattati minori e il trattato postumo

Note

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Franzelin, Johannes Baptiste