Artegna ( in friulano) è un comune italiano di abitanti in Friuli-Venezia Giulia.
Origini del nome La prima attestazione scritta di Artegna risale a Paolo Diacono, che nella sua Historia Langobardorum cita il castello di Artenia. Il toponimo latino poi evolve attorno all'anno mille nella forma Arthenea e successivamente in Retenia. Oltre alla forma friulana Dartigne, esiste anche un esonimo tedesco (Ardingen) e uno sloveno (Ratenj), quest'ultimo, ancora in uso, e derivato da una forma attestata in resiano Ratënj o Ratenjä. Essa deriverebbe a sua volta (tramite una possibile forma intermedia Ortènь) dal toponimo latino tardoantico.
Sull'origine del nome sono state avanzate varie ipotesi, di varia attendibilità. Tra le ipotesi avanzate in ambito scientifico vi è una derivazione dall'aggettivo latino artus, "stretto". Il toponimo farebbe riferimento alla strettoia tra il colle San Martino e il monte Faêt. In alternativa è stata proposta la derivazione da un nome di persona, tale Artenius, che a sua volta potrebbe essere la latinizzazione di un precedente nome celtico, che deriverebbe dalla radice art, orso, e dal suffisso onorifico -en (quindi con un significato di "forte come un orso").
Senza fondamento scientifico, anche se diffusa, risulta invece l'ipotesi di una crasi greco-latina da arx+nea, "rocca nuova".
Storia Il 6 maggio 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.
Simboli
Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 1º dicembre 1930.
Il gonfalone, concesso con regio decreto dell'11 dicembre 1933, è un drappo di azzurro. La bandiera è un drappo troncato di azzurro e di bianco con al centro lo stemma comunale.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Il castello Il castello, ricostruito dopo il terremoto del 1976, è quanto resta del fortilizio che fino al XIV secolo occupava la sommità del colle, cingendolo con le sue mura. Appartiene al primitivo edificio – e forse al nucleo più antico – la torre, cosiddetta "longobarda", che era posta in prossimità della porta d'ingresso. Per il resto, l'edificio ha subìto nel corso del tempo diversi rimaneggiamenti. Il castello ristrutturato da poco è visitabile.
Il colle di San Martino Il colle di San Martino è un complesso monumentale di cui fanno parte anche la pieve e il castello. La grande chiesa parrocchiale, Santa Maria Nascente, risale al 1829 ed è opera di Pietro Schiavi. All'interno è decorata con affreschi di Sebastiano Santi (soffitto, 1832), Leonardo Rigo (presbiterio, 1888-1892) e Aurelio Mariani (coro, 1930). In uno degli altari laterali, è collocato un dipinto del pittore udinese Luigi Pletti, un San Domenico con notevoli arditezze cromatiche e luministiche. Sopra l'altare del SS. Crocifisso, un grande Crocifisso ligneo del XVI secolo, vicino ai modi di Giovanni Martini.
Chiesa parrocchiale
La chiesa parrocchiale di Artegna è dedicata a Santa Maria Nascente e risale al XIX secolo.
Chiesa di Santo Stefano
La chiesetta sorge ai piedi del monte Faet, poco al di sopra del borgo Clama, che prende il suo nome da un'antica casata di Artegna. L'esistenza di una chiesa in Clama, intitolata a san Leonardo, è attestata da un documento del 1281 (testamento di Federico di Prampero). La prima traccia documentale della dedicazione della chiesa a santo Stefano risale al 1431. Nel 1977, durante lavori di restauro successivi al terremoto del 1976 che colpì rovinosamente il Friuli, mentre si rimuove l'altare settecentesco, vengono rinvenute sette lastre di pietra risalenti all'Alto Medioevo, le quali probabilmente appartenevano alla chiesetta e che fanno presupporre che la fondazione dell'attuale Santo Stefano risalga almeno al periodo carolingio.
Chiesa di San Martino
La chiesa, nelle sue forme attuali, risale al XVI secolo, a quando, cioè, gli arteniesi la ripararono dopo che il terremoto del 1511 l'ebbe rovinata.
Società Evoluzione demografica
Tra gli stranieri maggiormente presenti nel comune ci sono: albanesi, serbi, croati, kosovari, romeni, filippini e ucraini.
Lingue e dialetti Ad Artegna, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.La lingua friulana che si parla ad Artegna rientra fra le varianti appartenenti al friulano centro-orientale.
Economia Artigianato Per quanto riguarda l'artigianato, Artegna è soprattutto rinomata per la produzione di ceramiche e di terrecotte.
Note
Bibliografia Giuseppe Bergamini (a cura di), Guida artistica del Friuli-Venezia Giulia, Passariano (Udine), Associazione fra le Pro Loco del Friuli-Venezia Giulia, 1999 (voce: Artegna). G. Bergamini, S. Tavano, Storia dell'arte nel Friuli-Venezia Giulia, Reana del Rojale, Chandetti, 1991. Maria Cristina Cavalieri Dossi, “Ritrovamento dei rilievi altomedioevali”, in AA.VV., Gli affreschi di S. Stefano in Clama ad Artegna, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1984. Beatrice di Colloredo Toppani, “Indagine storico-artistica sugli affreschi”, in AA.VV., Gli affreschi di S. Stefano in Clama ad Artegna, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1984. Decio Gioseffi, Udine: le arti, s.l., Casamassima Editore, 1982. Cristina Marzocco Marinig, “L'architettura”, in G. Caiazza, C. Marzocco Marinig, Castello di Artegna, Monfalcone, Edizioni della Laguna, 1999. Gian Carlo Menis, L'antica pieve di San Martino di Artegna e gli affreschi di Gian Paolo Thanner (1530 c.), Artegna, Comune di Artegna, 1999. Aldo Rizzi, Profilo di storia dell'arte in Friuli, vol. 2, Udine, Del Bianco Editore, 1979. Tarcisio Venuti, “Le chiese di Artegna tra religiosità e storia”, in AA.VV., Artegna. Storia, terremoto, rinascita, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1979. Giovanni Menis, Artegna da scoprire e riscoprire. Luoghi, toponimi, cognomi, soprannomi ed altro, 2022.
Voci correlate Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale Fabio Madussi
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Categoria:Comuni italiani di lingua friulana