La letteratura greca moderna (anche letteratura neogreca o letteratura neoellenica) è la letteratura scritta nella lingua greca moderna (o nella versione arcaicizzante detta lingua katharevousa ovvero "puristica") in Grecia, a Cipro, nelle comunità greche dei Paesi confinanti e nella diaspora greca; dalla data convenzionale del 1453, anno della caduta di Costantinopoli ad opera dei turchi ottomani che pose fine all'Impero bizantino, ad oggi.

Storia

Le premesse: la letteratura tardo-bizantina

La datazione tradizionale del 1453 come inizio è fuorviante, in quanto reca l'impressione di una svolta nella produzione letteraria che non corrisponde ai fatti. Perciò gli studiosi contemporanei si sono a poco a poco allontanati da tale riferimento, fino a rintracciarne le origini nell'XI e XII secolo, se non addirittura nel X, nelle opere scritte nella lingua "demotica" (popolare) del periodo, che già presenta le caratteristiche principali del greco moderno; una produzione situata ai margini della letteratura bizantina ufficiale ancorata ai modelli classici. I primi canti popolari di probabile origine più antica furono i cosiddetti canti "acritici", equivalenti alle Canzoni di gesta, la cui opera somma fu il Digenis Akritas.

Parallelamente a questa poesia popolare fiorì tra l'XI e il XV secolo un'altra poetica d'ispirazione più colta, con opere come romanzi d'amore in metrica (XIV secolo-XV), e composizioni che esaltano le buone maniere come i poemi "podromici" (XII secolo), oppure morali come il poema Spaneas (sec. XII), lunghi poemi storici come la Cronaca della Morea (sec. XIV), e composizioni in metrica di tema mitologico o storico (secoli XIII-XV), come lAchilleide bizantina, la Parafrasi dell’Iliade di Ermonìacos, la traduzione dellIliade in greco demotico di Nikolaos Loukanis e quella della Batracomiomachia di Dimitrios ZinosCaterina Carpinato, Le prime traduzioni greche di Omero: L'Iliade di Nikolaos Loukanis e la Batracomiomachia di Dimitrios Zinos., e il Poema di Alessandro.

In questa primitiva poesia "neoellenica" sono degni di nota anche i lamenti per la caduta di Costantinopoli e altre città nelle mani degli Ottomani.

Importanti anche i gustosi versi satirici del cretese Stephanos Sachlikis; e l'altrettanto gustoso Sinassario delle nobildonne, feroce invettiva contro il genere femminile, scritto da un anonimo cretese alla fine del sec. XV in 480 versi decapentasillabi rimati a coppie.

La letteratura insulare e il Rinascimento cretese Caduta la Grecia sotto il dominio turco, la cultura e le tradizioni greche trovarono rifugio nelle isole, governate dai Paesi dell'Europa occidentale. Specialmente a Creta, dominata dai Veneziani e soggetta ad una forte influenza italiana, risorse con vigore la poesia, con contenuti morali, funerari e anche amorosi, spesso scritti con la metrica caratteristica detta mantinada David Holton (edited by), Literature and Society in Renaissance Crete, Cambridge University Press, 2006, ISBN 978-0-521-02851-6 [1991, 978-0-521-32579-8]. In vetta al Rinascimento cretese troviamo il poema eroico-amoroso ErotocritoVincenzo Cornaro, Erotocrito, introduzione, traduzione e note di Francesco Maspero, Milano, Bietti, 1975Vikentios Kornaros, Erotokritos. Romanzo d'amore e cortesia, testo, traduzione e note a cura di Cristiano Luciani, Atene, ETPbooks, 2020, ISBN 978-6185329303 di Vikentios Kornaros (o Vincenzo Cornaro o Vincenzo Corner), la cui popolarità si diffuse a macchia d'olio in tutta la Grecia sottomessa alla turcocrazia tanto da entrare nella tradizione popolare oraleCristiano Luciani, Manierismo cretese. Ricerca su Andrea e Vincenzo Cornaro, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2005, ISBN 88-89362-26-X. Il secondo maggiore rappresentante del periodo, anch'esso molto popolare, fu la tragedia Erofili di Georghios Chortatzis. Altre opere teatrali significative furono il dramma biblico Il sacrificio di Abramo, attribuito a Kornaros, Panoria e Katsourbos attribuiti a Chortatzis, Fortounatos di Markos Antonios Foskolos, Re Rodolinos di Andreas Troilos, e gli anonimi Stathis e I voskopoula (La pastorella), che trasformò un genere colto straniero in poesia popolare greca.

A Cipro, nel sec. XV, spicca la Cronaca o Nota del dolce Paese di Cipro di Leontios Makharias, che racconta in dettaglio il regno di re Pietro I di Cipro e della regina Eleonora d'Aragona, e la Narrazione o Cronaca di Cipro di Gheorghios Boustrònios. La poesia popolare cipriota raccolse il contenuto di queste "narrazioni" o "cronache", che ebbero grande auge e popolarità specialmente nel XVI secolo, fino all'occupazione turca.

A Rodi spiccò la raccolta di poesie erotiche intitolata Erotopèghnia (Giochi d'amore o Alfabeto d'amore).

Il dominio turco, la poesia "cleftica" e il "Diafotismo"

Nonostante la caduta di Creta nelle mani degli Ottomani (1669), le lettere greche continuarono pur in questo ambiente avverso. Da un lato, nella cerchia del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, nel Fanar di Istanbul, le famiglie greche benestanti crearono quella che sarebbe diventata la Scuola fanariota, che si sforzava di mantenere l'essenza della cultura greca, pur stabilendo un purismo che avrebbe acutizzato il problema della lingua.

Parallelamente, la poesia popolare raccolse i sentimenti di resistenza contro l'invasore. Il fenomeno del brigantaggio durante l'occupazione ottomana (i cosiddetti Clefti, dal verbo greco "Klèpto", rubo) portò alla creazione delle klèftika tragoudia (canzoni cleftiche), canzoni che cantavano la libertà individuale. Tuttavia, in seguito alla guerra d'indipendenza greca, questa cantata libertà individuale si volse in libertà collettiva, con toni nazionalisti, che trasformerà gli antichi Clefti in autentici eroi dell'indipendenza greca. Questo canzoniere costituisce uno dei tesori di poesia popolare più ricchi d'Europa. Come il resto della poesia popolare, impiegò di solito il verso di quindici sillabe, molto adatto alla narrazione, ma senza usare la rima.

Più tardi, nel XVIII secolo, nell'ambito dell'adattamento al mondo greco dei valori e delle idee dell'Illuminismo, sorse il movimento ideologico, filologico e filosofico denominato "Diafotismos" (Illuminazione), i cui principali esponenti furono Rigas Feraios, che scelse di scrivere in greco demotico, e Adamantios Korais, che invece scelse un uso conservativo della lingua greca prossimo al greco antico, che portò alla creazione della lingua katharevousa, ponendo le basi di una singolare forma di diglossia e della relativa annosa questione della lingua greca, che si sarebbe risolta in via definitiva soltanto nel 1976. Iakovakis Rizos Neroulos mise in parodia Korais, ma soprattutto le sue idee sulla lingua, nello scritto Korakistika del 1819.

Tra i primi poeti romantici greci, Athanasios Christopoulos fu un sostenitore del demotico, con il quale scrisse poesie sulla vita rurale greca, tragedie e traduzioni di opere greche antiche. Fu anche filologo e scrisse sui rapporti tra greco classico e moderno.

Il magistrato, traduttore, poeta e drammaturgo Ioannis Zambelios, che aveva studiato giurisprudenza e letteratura in Italia e a Parigi, scrisse, tra le altre cose, dodici tragedie patriottiche su personaggi storici greci. La prima di queste, Timoleon (1818), fu ispirata all'omonima tragedia Timoleone di Vittorio Alfieri (1783, rielaborata nel 1789). Il figlio Spiridon Zambelios fu un importante storico e filologo.

Dall'indipendenza della Grecia alla fine del XIX secolo

Negli anni precedenti la guerra d'indipendenza, le Isole ioniche erano diventate il centro della Scuola letteraria greca detta "Scuola dell'Eptaneso", caratterizzata dall'influenza italiana, dal Romanticismo e dal nazionalismo; e dall'uso del greco demotico. I suoi rappresentanti più significativi, che seguirono l'esempio di Rigas Feraios e furono i cantori appassionati della rivoluzione del 1821 e gli apostoli della rinascita letteraria, ebbero come figura centrale Dionysios Solomos, seguito da Aristotelis Valaoritis, Andreas Laskaratos e Antonios Matesis. Fa eccezione Andreas Kalvos che, pur essendo tra i più importanti protagonisti di questa rinascita, scelse di scrivere in "katharévousa", pur arricchendola con parole e modi di dire del suo dialetto.

In seguito all'indipendenza greca il centro intellettuale si trasferì ad Atene; dove i Fanarioti, soprattutto i fratelli Alexandros Soutsos e Panagiotis Soutsos, Akhilleas Paraskhos e Anghelos Vlakhos, continuarono a creare una poesia colta scritta in katharevousa. Questa letteratura in lingua arcaica raggiunse i più alti livelli nell'opera del realista e naturalista Alexandros Papadiamantis; mentre il più noto è probabilmente il satirico e anticlericale Emmanouil Roidis con la sua opera I pàpissa Ioànna (La papessa Giovanna) (1865)E. Roidis, La papessa Giovanna, trad. di F.M. Pontani, coll. Aristea, Milano, Crocetti, 2003, ISBN 978-8883061134E. Roidis, La papessa Giovanna, a cura di Anna Zimbone, trad. di Antonio Frabarile, coll. L'Armilla, Caltanissetta, Lussografica, 2010, ISBN 978-8882434502, la cui fama è tuttora viva tanto da essere stata riscritta di recente (2000), in una forma del tutto rielaborata, dallo scrittore contemporaneo Vanghelis RaptopoulosVedi § Il XXI secolo.

Per contro, emerse la figura di Kostis Palamas, che ancora oggi contende a Solomos il titolo di "poeta nazionale" della Grecia, punto di riferimento del movimento letterario greco detto "Generazione del 1880" o "Nuova scuola ateniese", che si caratterizzò per l'impiego della lingua demotica, con la quale Palamas scrisse tra l'altro il testo dell'inno olimpico. Il secondo protagonista del movimento fu Georgios Drosinis, innovatore che reagì al romanticismo prima prevalente. Kostas Krystallis, partito da composizioni patriottiche in lingua colta, si avvicinò in seguito alla corrente del Palamas, alla poesia rurale e alla lingua volgare. Molto importante fu anche il poeta e drammaturgo Grīgorios Xenopoulos.

A metà strada tra le due tendenze troviamo l'ancora romantico scrittore e dirigente sportivo Dīmītrios Vikelas, organizzatore delle prime Olimpiadi moderne disputate ad Atene nel 1896, che scrisse i propri articoli in katharevousa e le poesie in dhimotikìDimitrios Vikelas, Lukìs Laras. Memorie di un mercante di Chios, introduzione di Caterina Carpinato, collana: Novecento, Atene, ETPbooks, 2021, ISBN 978-6185329716.

L'uso del demotico ricevette un ulteriore slancio a partire dal 1888 con la pubblicazione del primo libro in prosa demotica, To taxidi mou (Il mio viaggio) di Ioannis Psycharis. Egli, la cui produzione in tutti i generi letterari, nonché di sei volumi di memorie, lo qualifica come autore di valore senza dubbio discreto ma non grande, fu tuttavia l'iniziatore del graduale ma costante processo di affermazione della lingua popolare come unica lingua letteraria.

Nel 1907 furono pubblicate postume le Ἀπομνημονεύματα (Memorie) del patriota Giovanni Macrijanni. Esse, oltre ad essere un importante documento della guerra d'indipendenza, sono scritte in un puro greco demotico; per cui possono essere ritenute la prima opera scritta in prosa nella lingua popolare, sebbene pubblicata molti decenni più tardi, in quanto l'autore morì nel 1864.

Vanno ricordate le pioniere della letteratura greca femminile nel XIX secolo: Aganiki Ainianos Mazaraki, Elisabet Mutzan-Martinengu e, vissuta a cavallo tra XIX e XX secolo, Penelope Delta, iniziatrice della letteratura per ragazzi greca.

Il XX secolo Prima metà