Il carme XXXI è il trentunesimo carme del Liber catulliano. Il carme 31 appartiene alla prima parte del Liber, le Nugae. Nel breve componimento Catullo racconta del sospirato ritorno nel 56 a.C.O. Bellavita, M. Gori, L. Lehnus, Thesaurus latinitatis, vol. 1, G. Principato, Milano, 2011, pag. 230 nella penisola di Sirmione, vicino alla natìa Verona e autentico luogo dell'anima per lui, da cui i titoli solitamente attribuiti quali A Sirmione o Ritorno a Sirmione. Il poeta aveva infatti intrapreso un viaggio in Tinia e in Bitinia al seguito del pretore Gaio Memmio con la speranza espressamente esplicitata di raccogliere facili guadagni. Le sue aspettative furono invece deluse e le fatiche del viaggio resero il ritorno a Sirmione un'autentica sensazione liberatoria per Catullo. Unica consolazione in Bitinia per lui fu la possibilità di visitare la tomba del fratello morto in guerra nel 57 a.C. e sepolto nella TroadeGaio Valerio Catullo, I canti, BUR Rizzoli classici greci e latini, Milano, 2016, note a cura di Alfonso Traina, pag. 93, nota 2. Molti secoli più tardi, Giosuè Carducci nelle Odi Barbare omaggio' Catullo con una poesia dedicata in suo onore a Sirmione.
Testo Il testo in trimetri giambici scazonti.
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