Con il termine tamburino si identifica il ruolo di un militare di fanteria che, con il rullo del tamburo, impartisce la cadenza di marcia alle truppe. Nel passato il diverso ritmo del suonatore serviva a trasmettere ordini all'esercito nelle battaglie.
Storia
Il ruolo di tamburino, non prevedendo impiego diretto in battaglia ma solo di supporto, era appannaggio dei più giovani. Non era comunque esente da pericoli, e al termine di ogni battaglia c'erano morti e feriti anche tra di loro. La posizione avanzata dei suonatori di tamburi, di fianco alle prime linee degli schieramenti, li esponeva a grande pericolo e l'ingombro del tamburo faceva di loro facile bersaglio. I ragazzi, attirati dal fascino dell'avventura, venivano reclutati facilmente; avevano tra i dodici e i sedici anni e venivano scelti tra i più poveri e gli orfani.
Quando i tamburini non erano impiegati per diffondere gli ordini, portavano le barelle, assistevano i feriti e svolgevano altri compiti di supporto.
Impiego in guerra
Sun Tzu nel suo trattato L'arte della guerra scritto tra il VI e il V secolo a.C. suggerisce l'uso di tamburi per impartire ordini agli eserciti durante le battaglie, ovviando così al fatto che i comandi, seppure urlati, non possono essere facilmente uditi durante gli scontri; ugualmente efficaci erano di notte, quando i segnali visivi quali bandiere e stendardi si rivelavano inutili. Lo stratega cinese puntava anche sull'effetto psicologico che il rullo cadenzato dei tamburi aveva sui soldati, incentivando all'attacco i più valorosi e dando coraggio ai pavidi.
Il tamburo quale strumento nei campi di battaglia viene citato da Quinto Curzio Rufo nel suo Storie di Alessandro Magno che racconta che gli Indi non suonavano le trombe, come consuetudine tra i Greci e i Romani in guerra, ma che battevano delle pelli tese sui cerchi in legno. I tamburi furono introdotti negli eserciti occidentali dagli Arabi durante la loro dominazione in Spagna.
Fino al Settecento in Francia i tamburi venivano usati nell'esercito ampiamente, tanto che se ne regolamentò l'uso fissando in 60 battiti per minuto la cadenza di marcia e in 120 quella della carica. Durante la Rivoluzione francese i tamburi come strumento di direzione delle truppe furono quasi abbandonati, fino a quando l'esercito napoleonico non ne riscoprì l'utilità revisionando le regole di utilizzo. Il lungo periodo di leva militare permise l'inquadramento di tamburini appositamente formati, specie nei ranghi dei granatieri e degli zuavi.
Negli eserciti occidentali dell'Ottocento era consuetudine avere in ogni compagnia almeno due tamburini e far coordinare tutti i tamburini del reggimento a un sottufficiale con la qualifica di "Tamburo maggiore"Anche chiamato "Tamburino Maggiore" e grado di sergente; era il primo ad aprire lo schieramento in parata con il compito di mazziere, e questa figura è attestata già nel XV secolo.
Durante la Rivoluzione americana i tamburi si ritagliarono un posto importante sui campi di battaglia. Nel 1778, su ordine dell'allora generale George Washington, fu stilato un dettagliato regolamento che definiva i compiti e le responsabilità dei tamburini, tra cui conoscere alla perfezione i nove colpi e i dodici segnali usati non solo in battaglia ma anche per regolare le attività degli accampamenti.
La diffusione della tromba quale strumento per impartire gli ordini in battaglia, introdotta nell'uso bellico a partire dal XV secolo, la sua facilità di utilizzo, specie dai reparti a cavallo, e il limitato ingombro fecero man mano cadere in disuso i tamburi. Di conseguenza calò la necessità di soldati specializzati, tra cui i tamburini che trovarono progressivamente posto nelle bande militari a scopo cerimoniale.
Note
Voci correlate Tamburino sardo Tamburo Bambini soldato Corpi bandistici militari
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