Biografia Nel 1731 venne nominato ingegnere della généralité di Riom e poi di quella di Soissons. L'8 maggio 1742 venne nominato ispettore dei ponti e delle strade, e nel 1754, primo ingegnere in sostituzione di Germain BoffrandF.-P.-H Tarbé de Saint-Hardouin (1884), Notices biographiques sur les ingénieurs des ponts et chaussées, p. 26.

La sua arte venne riconosciuta e il 10 gennaio 1757 venne eletto all'Académie royale d'architectureAA.VV. (1993), Grand livre du Pont Royal, p 34. Morì il 10 marzo 1763 a seguito di una lunga malattiaHenry Lemonnier, Procès-verbaux de l'Académie Royale d'Architecture, 1671-1793, Tome VII 1759-1767, p. 139, Librairie Armand Colin, Paris, 1922 e venne sostituito da Jean-Rodolphe Perronet a caso del Corps des Ponts et Chaussées.

Opere

Nel 1750, redasse il progetto per il ponte di Orléans. Il ponte non venne costruito in rue de Recouvrance, ma a monte di 49 metri permettendo di tracciare, in perfetto allineamento, la Rue Royale con Avenue Dauphine. Il progetto del traffico è armonioso e si vede l'opera di un urbanistaAA.VV. (1993), Grand livre du Pont Royal, p. 33.

Per questo progetto succedette a Robert Pitrou, anche lui ispettore generale, già progettista dello stesso ponte. Egli mise in discussione il progetto precedente e propose un progetto più economico: un ponte a 9 archi anziché 11 e una lunghezza di 165 metri invece di 189.

Era un architetto che adattava perfettamente l'opera alla sua destinazione e al suo sito. Aveva il senso del piacere della vista, un piacere nato in gran parte dall'abitudine che lo portava a combinare armoniosamente i migliori progetti già visti. Per le rampe scelse il valore minimo, come aveva fatto Louis de Règemorte a Moulins. Il risultato finale è di grande nobiltà e semplicità, cosa che lo portò a rimuovere, durante l'esecuzione dei lavori, l'obelisco previsto nel progetto. I padiglioni e le facciate di Rue Royale, anche di sua mano, sono dello stesso stile classico.

Qualche anno dopo diresse la costruzione dei ponti di Joigny e Cravant sul fiume Yonne e di quelli di Montereau e Mantes sulla Senna.

Progettò, infine, il ponte di Trilport sulla Marna, un progetto di un ponte a tre archi bassi con luci di 26 metri, e i cui piloni formavano un angolo di 72 gradi con l'asse del ponte. Il progetto di Hupeau venne adottato in via preferenziale rispetto a un progetto di Perronet e i lavori vennero diretti da Chézy.

Poiché la consegna del ponte George V a Orléans doveva essere fatta un anno dopo l'inizio dei lavori, le difficoltà incontrate portano a un rinvio di due anni di questa scadenza. Così il costruttore Jean Hupeau, che morì il 10 marzo 1763 a Parigi, lasciò al suo successore il completamento del suo lavoro principale.

Note

Bibliografia

Henry Lemonnier, W. Viennot, Procès-verbaux de l'Académie Royale d'Architecture, 1671-1793, Tome X Table générale, p.|128, Librairie Armand Colin, Paris, 1926