Nella seconda metà del Novecento ha fornito un importante contributo allo studio e alla tradizione della Commedia dell'Arte e del teatro antico, principalmente attraverso la creazione di maschere e burattini.

Ha realizzato maschere di scena utilizzate da attori e registi, tra cui Eduardo De Filippo, Roberto De Simone, Bernardo Bertolucci, Giorgio Strehler, Dario Fo, Macario, Massimo Troisi, Ettore Scola Massimo Ranieri, Cesare Zavattini, Giovanni Guareschi, Glauco Mauri, Maurizio Scaparro, Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi, Gigi Proietti, spesso nell'ambito di un fertile sodalizio creativo con l'illustre costumista Odette Nicoletti e con il costumista e scenografo Bruno Garofalo. Le sue creazioni, note anche all'estero, sono tuttora utilizzate da numerose scuole e compagnie teatrali, sono state oggetto di mostre ed esposizioni presso numerosi enti culturali, tra cui il Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari di Roma, il Teatro di San Carlo di Napoli, il Teatro della Pergola di Firenze, il Museo Eroli di Narni e sono esposte in modo permanente presso il Museo delle maschere teatrali e del teatro dei burattini di Mentana. Santelli ha accettato di svolgere attività didattica in diverse occasioni, nell'ambito di percorsi formativi o a margine di eventi culturali. La dodicesima edizione della Giornata Mondiale della Commedia dell'Arte è stata dedicata alla memoria di Giancarlo Santelli e Franco Leita.

Biografia Giancarlo Santelli nacque a Santeramo in Colle nel 1944 in una famiglia di modeste condizioni. Come ha raccontato in un'intervista: "Ci tengo a dirlo: vengo come pastore di pecore. Novemila lire al mese la paga più alta. Mangiare e bere e dormire per terra". Negli anni sessanta del Novecento emigrò a Parma"Giancarlo Santelli: Il Museo delle Maschere di Mentana", a cura della Redazione, sul numero 30 marzo 2008, anno VIII della Rivista europea d'arte e cultura edita per conto di Istituto Europeo Politiche Culturali e Ambientali "Cultura", dove si mantenne con diversi lavori manuali (bracciante, fabbro e falegname). Ricordando quegli anni, ricorderà: "La nostra era una regione agricola, una terra di braccianti. Noi ragazzi andammo via a migliaia, chi nelle regioni del nord, chi all'estero". Nel tempo libero, si avvicina ai circoli artistici della città: "In Emilia-Romagna ho conosciuto molte personalità artistiche: Cesare Zavattini, Giovanni Guareschi, Bernardo Bertolucci, i burattinai Otello Sarzi e Giordano Ferrari". "Come tanti altri nelle mie stesse condizioni sono stato ospite dei Gesuiti, la Casa di Gesù era a Parma, famosissima. Tanti elementi, varie occupazioni, la sera si studiava. Musica, poesia, tante cose." Nel 1964, a Parma, col nome d'arte di Marcello Mussini, prende parte a una serie di recital di poesie. Successivamente, gli giunge la proposta di tentare un percorso di formazione teatrale più impegnativo. A Milano supera "brillantemente" l'esame di ammissione al corso di arte drammatica dell'Accademia dei Filodrammatici diretta da Esperia Sperani, diplomandosi nel 1968 come attore. "La scuola era qualcosa in più rispetto ai lavori che continuavo a fare", precisa in un'intervista. L'apprendistato come artigiano si rivelerà decisivo nella riuscita delle attività successive.

Al termine degli anni Settanta si trasferisce a Roma. Una svolta che coincide con il graduale abbandono della carriera di attore a favore del percorso di realizzatore di maschere, sceneggiatore, scultore, burattinaio. "... Non m’interessava più recitare perché entravano i nuovi attori, nuove scuole. I nostri spazi prosciugati." Prende il sopravvento un percorso creativo alternativo, incoraggiato dallo stesso Eduardo De Filippo.

Dalla scena al laboratorio, dalla prosa ai burattini, Giancarlo Santelli si dedicherà a tempo pieno al teatro. Realizza di giorno, studia di notte, alla ricerca di una concentrazione "mostruosa", unica condizione per giungere alla piena realizzazione del suo ideale creativo. Lavorerà a un ritmo incessante, dividendosi tra interessi distinti ma interdipendenti, fino alla "sosta forzata" della primavera 2020, dovuta alla crisi sanitaria da Covid-19. Costretto ad annullare gli spettacoli di burattini in calendario, si rifugia nell'atelier di Mentana, dove si dedica alla manutenzione dei burattini e alla realizzazione di nuove maschere. Si spegne il 1 dicembre 2020 all'ospedale di Monterotondo (RM), dove era stato ricoverato per una crisi cardiaca. Sarà seppellito nel cimitero di Santeramo in Colle (BA), il comune di nascita.

In scena come attore Dopo il diploma, Santelli recitò in importanti produzioni teatrali, radiofoniche, cinematografiche e televisive. Tra queste, le trasposizioni televisive delle opere teatrali di Eduardo De Filippo, tra le quali Il contratto e Il sindaco del rione Sanità sito delle Teche Rai. Nel cartellone delle prime esibizioni, nella Compagnia stabile del teatro Odeon di Milano guidata da Piero Mazzarella, Santelli mantiene il nome di battesimo, è indicato come "Gianni Prisciantelli", così come nel programma del saggio finale del corso di dizione dell'Accademia e delle manifestazioni teatrali collaterali. La prima scrittura con Erminio Macario lo vede in scena col nome di "Gianni Santelli" e successivamente col definitivo "Giancarlo". A due anni dal diploma, accetta un ruolo secondario in una acclamata direzione di Giorgio Strehler. Da lì, farà parte di diverse compagnie:

Il Teatro Uomo di Milano, insieme a Massimo Mirani, Rosabianca Criado, Osvaldo Salvi, Rossana Bassani, Marzio Onorato; La compagnia Teatro in Strada, diretta da Franco Branciaroli, con gli attori Mietta Albertini, Carlo Boso, Mario Gerosa, Maurizio Micheli, Riccardo Peroni, che nella rappresentazione di "Antonello capobrigante" lo vede "applaudito a scena aperta nel ruolo di un infelice bracciante che vuol farsi brigante"; Con la Compagnia dell'Angelicum di Milano torna a confrontarsi col teatro per ragazzi, dopo le esperienze con i burattinai in Emilia Romagna; Nella Compagnia Gli Associati, organizzatore Fulvio Fo, un decisivo incontro con il teatro greco, nell'allestimento di un fortunato Edipo Re di Sofocle; Presso il Teatro Stabile di Bolzano incontrerà il regista Maurizio Scaparro, che lo seguirà come critico anche nella successiva carriera di realizzatore di maschere per il teatro, e nell'ambito di una rappresentazione per ragazzi vestirà i panni di Pulcinella - gettando un altro seme importante per il suo futuro; A metà anni Settanta, Santelli appare nelle produzioni teatrali di cooperative intenzionate a proporre testi di forte connotazione politica. Nella Compagnia Teatro Libero incontra Bruno Garofalo, scenografo che lo seguirà nell'avvio del teatro dei burattini, e gli attori Marzio Onorato, Marisa Laurito, Lina Sastri: tutti si ritroveranno successivamente a Roma, nelle produzioni televisive del teatro di Eduardo De Filippo.

Spettacoli teatrali 1969, Il Dalai Lama del Mao di Gigi Lunari, Compagnia stabile del teatro Odeon di Milano, regia di Carlo Colombo e Pitta De Cecco. 1969, Finestre sul Po, di Alfredo Testoni, regia di Erminio Macario, Teatro Alfieri, Torino 1969, Ditegli sempre di sì, di Eduardo De Filippo, regia di Erminio Macario, Teatro Alfieri, Torino 1969, Tre come tanti, testo e regia di Eminio Macario, Teatro Alfieri, Torino 1970, Santa Giovanna dei Macelli, di Bertolt Brecht, regia di Giorgio Strehler, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Pergola, Firenze 1971, Mistero Buffo, di Vladimir Majakovskij, regia di Virgilio Bardella, Teatro La Ribalta, Bologna 1972, La Passione, regia di Kazimierz Dejmek, produzione del Piccolo Teatro, Teatro Lirico, Milano 1972, Antonello capobrigante calabrese, di Vincenzo Padula, regia di Giovanni Valle, compagnia Teatro in Strada 1972, La leggenda dei Fanes, di Gici Ganzini Granata, Milano, Teatro dell'Arte 1973, Edipo Re di Sofocle, regia di Virginio Puecher, Teatro Olimpico di Vicenza, XXVIII stagione di spettacoli classici dell'accademia olimpica 1974, Amleto, di William Shakespeare, regia di Maurizio Scaparro, Compagnia del Teatro Stabile di Bolzano 1974, Ritratto di Madonna, di Tennessee Williams, regia di Alberto Gagnarli, Teatro Stabile di Bolzano 1974, Giorni Felici, di Samuel Beckett, regia di Alberto Gagnarli, Teatro Stabile di Bolzano 1975, Piccola Città, di Thornton Wilder, regia di Gianfranco Sbragia, cooperativa teatrale Gli Associati, Teatro Verdi di Padova 1975, Una memorabile giornata del sapiente Wil, antica commedia cinese adattata dal Berliner Ensemble, regia di Auro Franzoni, produzione Teatro d’arte e Studio di Reggio Emilia 1976, Masaniello, di Elvio Porta e Armando Pugliese, Cooperativa Teatro Libero 1976 Discorso sul cotone, l'economia, i bottoni, la guerra, ecc. ecc., da Bertold Brecht, regia di Bruno Portesan, produzione Teatronord

Le maschere Giancarlo Santelli apprese l'arte di mascheraio e burattinaio da Otello Sarzi e Giordano Ferrari. La sua abilità venne riconosciuta immediatamente da artisti quali Eduardo De Filippo, che nel 1977 gli commissionò le maschere per un allestimento presso il Teatro Quirino di Roma. Ricevette commissioni da vari teatri, tra cui il Teatro Brancaccio, da artisti di fama internazionale. A partire dalla fine degli anni Ottanta collabora con storici e archeologi per riportare in scena le maschere del teatro antico, su commissione dei registi Maurizio Scaparro e Giancarlo Sammartano, nell'ambito dei progetti dell'Istituto nazionale del dramma antico e le compagnie teatrali impegnate nel recupero di tradizioni antiche, come la maschera atellana.

Spettacoli realizzati con le maschere di Santelli

1979, Commedia di Gaetanaccio, di Luigi Magni, regia di Luigi Proietti, scene e costumi di Bruno Garofalo, Roma, Teatro Brancaccio 1980, La donna è mobile, di Edoardo Scarpetta, regia di Eduardo De Filippo, scene e costumi di Bruno Garofalo, FIrenze, Teatro La Pergola 1980, Il Bugiardo, di Carlo Goldoni, regia di Ugo Gregoretti, scene e costumi di Eugenio Guglielminetti, Musiche di Alberto d'Amico, Genova, Teatro Stabile 1981, La pulcella d'Orlèans nei versi del Cavalier Vincenzo Monti di Voltaire, regia di Attilio Corsini, scene e costumi di Giovanni Licheri, Roma, Teatro Valle 1982, La Vedova Scaltra, di Carlo Goldoni, regia di Augusto Zucchi, scene di Nicola Rubertelli, costumi di Rita Corradini, Roma, Teatro Quirino 1982, Don Giovanni, di Lorenzo Da Ponte, regia di Roberto De Simone, costumi di Odette Nicoletti, musiche di W. A. Mozart, Bologna, Teatro Comunale 1982, Flaminio, di Gennarantonio Federico, regia di Roberto De Simone, costumi di Odette Nicoletti, musiche di Giovanbattista Pergolesi, Venezia, Teatro Goldoni 1983, La Lucilla Costante, di Silvio Fiorillo, Roberto De Simone, scene e costumi di Nicola Rubertelli, Roma, Teatro Olimpico 1983, Crispino e la Comare, Roberto De Simone, costumi di Odette Nicoletti, Venezia, Teatro La Fenice - Parigi, Théatre des Champs Elysées 1983, La Perla Reale, di Elvio Porta, regia di Elvio Porta, scene e costumi di Bruno Garofalo, musiche della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Roma, Teatro Olimpico 1983, Rigoletto, di F. M. Piave, regia di Lamberto Puggelli, costumi di Luisa Spinatelli, musiche di Giuseppe Verdi, Napoli, Teatro San Carlo 1983, L'imbroglio dei due ritratti, di Carlo Goldoni, regia di Angelo Corti, costumi di Antonella Arsenti, Roma, Teatro Don Orione 1983, Pulcinella in Città, di T. Conte e L. Luzzati, regia di Fernando Pannullo, Roma, Teatro Aurora 1984, Il signor di Pourceaugnac, di Moliére, regia di Augusto Zucchi, scene e costumi di Giovanni Agostinucci, Poggio Verezzi, Genova 1984, Re Lear, di w. Shakespeare, regia di Glauco Mauri, costumi di Odette Nicoletti, Ferrara, Teatro Comunale 1985, Cirano di Bergerac, regia di Luigi Proietti, costumi di Giulia Mafai, Roma, Teatro Sistina 1985, Falstaff, di Arrigo Boito, musiche di G. Verdi, regia di Roberto De Simone, costumi di Odette Nicoletti, Napoli, Teatro San Carlo