Con Italian Levy ("leva italiana" in lingua inglese) si indicano le unità di fanteria reclutate dal Regno Unito a partire dal 1812 tra disertori e prigionieri di guerra italiani durante il periodo delle guerre napoleoniche.
Due "reggimenti italiani" (Italian Regiment) furono organizzati dai britannici in Sicilia a partire dal maggio 1812, mentre un terzo reggimento venne costituito alla fine del 1813. Inquadrati in una brigata al comando del generale Vittorio Amedeo Sallier della Torre, i primi due reggimenti combatterono con i britannici durante la campagna di Spagna tra il novembre 1812 e l'aprile 1814, con prestazioni altalenanti: il 1º Reggimento servì con onore e si mise in luce durante la battaglia di Castalla il 13 aprile 1813, mentre il 2º Reggimento fu afflitto dalle diserzioni e non fu mai un'unità affidabile. Il 3º Reggimento, rimasto in Sicilia, partecipò alle operazioni britanniche in Italia, compiendo un'incursione su Livorno nel dicembre 1813 e prendendo parte alla cattura di La Spezia nel marzo 1814 e all'assedio di Genova il mese successivo.
Di guarnigione in Piemonte, i tre reggimenti videro ancora ridotto impiego bellico durante i "cento giorni"; sfumata l'opportunità di farli transitare nel ricostituito esercito del Regno di Sardegna, i reggimenti furono quindi sciolti all'inizio del 1816.
Storia La costituzione
La decisione di reclutare una "leva italiana" tra i prigionieri di guerra catturati, armata e stipendiata dal Regno Unito, rientrava in un più ampio progetto, formulato da vari soggetti con l'avallo del ministero degli esteri britannico, volto a creare le condizioni per un'insurrezione generale anti-francese nei territori della penisola italiana, a modello di quanto avvenuto negli stessi anni nella penisola iberica. Uno dei primi a interessarsi al progetto fu il colonnello Vittorio Amedeo Sallier della Torre (anche detto "de la Tour" o "Latour" in alcuni documenti), ufficiale della Regia Armata Sarda passato al servizio dell'Austria nel 1805 e impegnato per conto di questa in varie missioni segrete nell'area del mar Mediterraneo: nell'agosto 1811 Latour prese contatto con Lord William Bentinck, rappresentante britannico nel Regno di Sicilia e di fatto governatore dell'isola, per negoziare il passaggio al servizio dei Regno Unito di vari ufficiali licenziati dal servizio austriaco in quanto originari di province annesse all'Impero francese o agli stati satelliti; nei piani di Latour, questi ufficiali dovevano costituire i quadri attorno ai quali costituire un'"armata di liberazione italiana" che avrebbe guidato la sollevazione anti-francese della penisola.
Il ministero degli esteri britannico espanse questa proposta, e nel settembre 1811 il ministro Richard Wellesley approvò il reclutamento di 1 200 uomini tra i prigionieri di guerra italiani in quel momento detenuti in Inghilterra e offertisi volontari per combattere contro la Francia; riunti a Portsmouth, i volontari dovevano poi essere portati a Malta, scelta come base per le operazioni, sotto il comando di un ufficiale britannico, il colonnello BurkeL'esatta identità dell'ufficiale non è chiara: in alcuni documenti è identificato come Richard Burke, ufficiale di origini austro-irlandesi, in altri come "J. Burke", "Thomas Burke" o "Paddy Burke".. La prima "leva italiana" arrivò quindi a Malta nel maggio 1812: l'unità aveva la struttura di un reggimento di fanteria, e comprendeva uno stato maggiore e otto compagnie di fanteria riunite a loro volta in due battaglioni per un organico totale di 1 297 uomini (43 ufficiali, 38 sergenti, 32 caporali, 32 carabinieri, 18 tamburini e 1 136 soldati); se i soldati erano italiani, a parte alcuni britannici gli ufficiali erano principalmente austriaci...
Mentre il reggimento era in fase di organizzazione a Malta, Lord Bentinck organizzò in Sicilia una seconda "leva italiana" approfittando del congedo, per motivi finanziari, di parte delle truppe del Regno di Sicilia: nel giugno 1812 era stato quindi formato un 2º Reggimento italiano con 16 ufficiali dell'esercito siciliano (di origine piemontese, svizzera o austriaca) e 581 "reclute arrivate dalla Spagna" (ovvero prigionieri di guerra e disertori delle truppe del Regno di Napoli impegnate nel conflitto spagnolo); entro luglio l'organico del reggimento era salito a circa 900 uomini e il comando fu affidato a un ufficiale britannico, il capitano (poi tenente colonnello) Grant, già ufficiale delle forze armate della Compagnia britannica delle Indie orientali e parente di Lord Bentinck. Il 2º Reggimento di Grant fu acquartierato a Carini vicino a Palermo mentre il 1º Reggimento di Burke, richiamato da Malta alla Sicilia una volta completato il suo equipaggiamento, fu stanziato a Iccacia; su disposizione dello stesso Bentinck, in settembre Latour fu nominato generale di brigata del British Army e posto a capo dei reggimenti della "Italian Levy"..
L'impiego in Spagna Il progetto di Latour di impiegare la "Italian Levy" per organizzare una sollevazione in Italia fu per il momento accantonato dai britannici, e i due reggimenti furono assegnati a un'armata anglo-siciliana destinata a operare lungo la costa mediterranea della Spagna. Il 2º Reggimento si imbarcò a Milazzo per Mahón il 14 novembre 1812 con un organico di 33 ufficiali e 1 184 sottufficiali e soldati; il 26 novembre fu la volta del 1º Reggimento, che lasciò la Sicilia per la Spagna con un organico di 40 ufficiali e circa 900 uomini (parte dell'unità fu lasciata di guarnigione in Sicilia). Le truppe italiane arrivarono ad Alicante ai primi di dicembre, dove entrarono a far parte dell'armata multinazionale del generale James Campbell (composta di truppe britanniche, siciliane e spagnole oltre agli ussari dei tedeschi del Brunswick Oels e ai fanti svizzeri del Roll's Regiment); invece che riuniti in una brigata agli ordini di Latour, i due reggimenti italiani furono assegnati a due divisioni distinte e lo stesso Latour aggregato allo stato maggiore di Campbell..
L'esordio operativo della Italian Levy non fu dei migliori: l'8 febbraio il 2º Reggimento di Grant fu inviato a presidiare la città di Jijona, ma durante la marcia di avvicinamento si verificò un numero elevato di diserzioni tra gli uomini (nell'arco di due giorni 86 soldati passarono al nemico, in un caso rapendo anche un ufficiale) al punto che il comandante della divisione, generale William Henry Clinton, richiamò il reggimento indietro ad Alicante sotto la scorta di unità spagnole e britanniche; rientrati in città il 10 febbraio, gli uomini furono radunati in uno spiazzo e disarmati, venendo poi trasferiti in detenzione a bordo delle navi ancorate nel porto. Vari fattori influirono sul pessimo comportamento del reggimento: la truppa era composta principalmente da soldati dell'esercito napoletano passati ai britannici nella speranza di essere rimpatriati, e il colonnello Grant si dimostrò troppo inesperto per controllare la sua unità; non è escluso che le diserzioni fossero in qualche modo concordate con i francesi, che infatti attaccarono Jijona giusto poco dopo che il 2º Reggimento fu rimandato indietro. Il conteggio finale dei disertori del 2º Reggimento nei suoi primi due mesi di permanenza in Spagna raggiunse infine i 137-140 uomini...
Sotto la guida del più esperto colonnello Burke, il 1º Reggimento si comportò invece con onore. Come parte della brigata d'avanguardia del generale Frederick Adam, ai primi di marzo 1813 il reggimento prese parte all'avanzata dell'armata anglo-siciliana (ora al comando del generale John Murray) su Castalla, subendo diverse perdite a causa delle malattie endemiche della regione; il reggimento andò quindi a presidiare i passi montani nei pressi della cittadina di Biar. Il 12 aprile le forze francesi del maresciallo Louis Gabriel Suchet attaccarono le posizioni anglo-italiane a Biar: Adam difese a lungo il villaggio con la fanteria leggera del Calabrian Free Corps, per poi ripiegare su Castalla; il 1º Reggimento condusse un'ottima azione di retroguardia, trattenendo le forze francesi fino al completo sganciamento dei reparti di Adam. Il 13 aprile seguente Suchet e Murray si affrontarono nella battaglia di Castalla, conclusasi con un successo per gli alleati: il 1º Reggimento si comportò con distinzione, reggendo agli assalti francesi e subendo un totale di 103 perdite (23 morti, 52 feriti e 28 dispersi) nello scontro...
Il 1º e il 2º Reggimento (riarmato e riportato in linea dopo essere stato riorganizzato) raggiunsero poi via mare con il resto dell'armata la città di Tarragona, posta sotto assedio a partire dal 3 giugno 1813 dalle forze di Murray. L'azione fu un grave insuccesso per gli alleati: la piccola guarnigione riuscì a resistere all'assedio e il 12 giugno Murray decise improvvisamente di ritirarsi; per questa azione il generale britannico fu destituito e rimpiazzato al comando dell'armata alleata da Lord Bentinck, appena arrivato dalla Sicilia. I due reggimenti della Italian Levy furono finalmente riuniti in una brigata congiunta sotto il comando del generale Latour, e videro l'azione nella campagna lanciata da Bentinck in Catalogna all'inseguimento delle forze di Suchet, ormai in ripiegamento verso la Francia: muovendo da Alicante, gli alleati occuparono Tarragona (evacuata dai francesi) il 17 agosto e avanzarono fino alla linea compresa tra Vilafranca e Vinaròs, dove il 13 settembre furono affrontati e sconfitti da Suchet nella battaglia di Ordal a cui gli italiani non parteciparono. Dopo la sconfitta Bentinck rientrò a Palermo e il comando dell'armata passò a Clinton..
Gli alleati rimasero nella zona a sud di Barcellona, affrontando solo occasionalmente il nemico; durante questo periodo il comando dei reggimenti della Italian Levy fu riassegnato a due tenenti colonnelli piemontesi, il savoiardo Enrico Giuseppe Milliet, marchese di Faverges e il torinese Giuseppe Righini di San Giorgio. Solo ai primi di gennaio 1814 l'armata avanzò verso nord lungo la valle del fiume Llobregat, e a partire dal 4 febbraio la brigata italiana di Latour partecipò al blocco di Barcellona..
Operazioni in Italia
Mentre i primi due reggimenti italiani entravano in azione in Spagna, un'ulteriore "leva" tra i prigionieri di guerra detenuti in Inghilterra aveva portato alla formazione di un 3º Reggimento della Italian LevyVi sono menzioni anche di un 4º Reggimento della Italian Levy, che tuttavia non risulta sia mai stato concretamente costituito.. Verso la fine del 1813 i volontari furono portati in Sicilia dove si unirono a circa 600 nuove reclute italiane, soldati di esubero licenziati dal servizio nell'esercito sardo per motivi finanziari; con l'aggiunta di parte dei soldati del 1º Reggimento lasciati in Sicilia, il 3º Reggimento raggiunse una forza di poco più di 1 000 uomini al comando del tenente colonnello Giovanni Battista Bernardino Ciravegna, ufficiale piemontese già in servizio con unità straniere al soldo britannico come il De Watteville's Regiment svizzero e il Royal Sicilian Regiment..