Biografia Sara Susanna del Valle Trimarco de Veron, o semplicemente Susanna Trimarco, è un'attivista argentina per i diritti umani. Si è impegnata nel combattere la tratta degli esseri umani e la corruzione. Il suo impegno è stato riconosciuto a livello internazionale. La sua attività inizia nel 2002, dopo la scomparsa di sua figlia che si ritiene sia stata rapita da una rete di trafficanti di esseri umani. La ricerca della figlia è durata anni e contemporaneamente ha dato vita a una fondazione per sostenere le vittime della tratta di esseri umani. Grazie al suo attivismo si è giunti in Argentina alla promulgazione di una legge che vieta la pubblicità di servizi sessuali su giornali e riviste.

La figlia di Susanna Trimarco, Marita, è stata rapita a San Miguel de Tucumàn, la capitale della Provincia di Tucumàn, il 3 aprile del 2002. Marita era la mamma di una bambina di due anni e si trovava dal medico quando, secondo una testimonianza, è stata costretta a salire su una automobile rossa. Si ritiene che sia stata costretta a prostituirsi. La madre, nel tentativo di ritrovarla, ha cominciato a visitare i bordelli vestita da prostituta. Ha ricevuto minacce e le sono stati forniti falsi indizi per depistare la sua ricerca. Le sue indagini hanno portato alla liberazione di molte donne, ma purtroppo sua figlia risulta ancora dispersa. Nel 2007 ha dato vita alla "Fondazione Maria degli angeli" per salvare le ragazze rapite in Argentina. A febbraio e a marzo del 2012 la Trimarco ha testimoniato al processo di 13 persone accusate di avere rapito la figlia Marita e di averla venduta a trafficanti di esseri umani. Nel dicembre del 2012, sette uomini e sei donne sono stati accusati del rapimento di Marita, ma assolti da un Tribunale penale di Tucumàn. Una settimana dopo Susanna incontra il Presidente dell'Argentina e subito dopo vengono avviati procedimenti di impeachment contro i tre giudici che avevano emesso la sentenza. Nel dicembre del 2013 dieci dei tredici imputati sono stati condannati per sequestro e sfruttamento sessuale di Marita Veron.

Investigazioni Personali Poche ore dopo la sua scomparsa la signora Trimarco iniziò a cercare freneticamente la figlia e a vagliare le segnalazioni di avvistamenti. Una prostituta di strada disse di aver sentito parlare del rapimento. Una dozzina di persone telefonarono, tutte con la stessa storia, e ognuna di loro descrisse una donna che assomigliava a Marita. Ogni volta che Trimarco chiedeva aiuto alla polizia le autorità si dimostravano incompetenti. "Qualunque direzione indicassi alla polizia, loro guardavano nella direzione opposta" citò.

Trimarco poi disse anche: "Ho urlato finché non ho potuto più urlare. E poi ho capito che dovevo essere forte. Dovevo pensare con la testa e non solo con il cuore. Queste persone erano potenti, e io ero una nessuno, non avevo soldi, né potere, né risorse. Dovevo essere più intelligente di loro se volevo riavere mia figlia" . Iniziò a indagare per conto suo. Si travestì da prostituta e iniziò a frequentare dei pub presenti a La Rioja. I quali fungevano anche da bordelli. Ottenne i numeri di telefono di persone che sospettava fossero coinvolte nel traffico di esseri umani e le chiamò dicendo di voler comprare delle ragazze. Nel giugno del 2002 organizzò un incontro con una trafficante e riuscì ad accedere a un covo dove erano tenute in ostaggio 12 ragazze. "Minorenni o maggiorenni?" chiese la donna. Quando Trimarco rispose "Minorenni", la donna le disse che ogni ragazza le sarebbe costata almeno 3500 pesos. Promettendo di tornare con i soldi, Trimarco se ne andò e informò la polizia, che salvò le ragazze .

Con il supporto di un investigatore di polizia di nome Jorge Tobar, Trimarco iniziò a rintracciare e documentare una vasta rete di traffico di esseri umani con legami con la polizia, il sistema giudiziario e funzionari governativi. Nell'ottobre del 2002 Trimarco e altri tre giornalisti cileni si infiltrarono a La Rioja. Trimarco condusse molte operazioni simili che portarono continuamente al ritrovamento e al salvataggio di nuove ragazze vittime di traffico. In oltre un decennio di lavoro ha restituito centinaia di ragazze alle loro famiglie. Alla fine Trimarco ricevette una soffiata secondo cui Marita era stata mandata in Spagna. Così Trimarco si recò lì per indagare. Il viaggio portò al salvataggio di 25 ragazze provenienti da Burgos e da altre città spagnole, 19 delle quali erano argentine e centroamericane .

Nel corso delle sue missioni, Trimarco rischiò la vita in diverse occasioni. Racconta di aver ricevuto telefonate da uomini che le dicevano di volerle tagliare la testa e gettarla nel fiume, oppure minacciavano di fare del male a sua nipote. Diverse volte degli automobilisti tentarono di investirla. Qualcuno diede fuoco alla sua casa, bruciandone metà del tetto .

Onorificenze L'8 Marzo 2007, Il Dipartimento di stato degli stati Uniti d'America ha conferito a Susanna Trimarco l'International Women of Courage Award conferito dal Segretario di stato Condoleeza Rice.

La citazione ufficiale recita:

"La Signora Susanna Trimarco de Veron ha affrontato pericoli e minacce nei suoi sforzi per combattere la tratta di esseri umani e trovare sua figlia che è stata rapita dai trafficanti di esseri umani. Nel disperato tentativo di trovare sua figlia la signora Trimarco si è esposta a pericoli travestita da prostituta, ha frequentato bar e postriboli alla ricerca della figlia".

Note

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