Biografia Giovanni Battista Pastorini (o Giambattista o Giovan Battista) entrò nella Compagnia di Gesù e fu prefetto del Collegio di Genova, dove insegnò teologia e filosofia. Scrisse in chiave morale una raccolta di commenti alla Divina Commedia, ad uso degli studenti. Le sue poesie, composte con semplicità e rigore, risentono del petrarchismo. Furono raccolte e pubblicate postume, tranne il sonetto Genova mia..

Nel 1706, nella raccolta di Muratori intitolata Della perfetta poesia italiana, apparve infatti questo sonetto Genova mia, se con asciutto ciglio, in cui Pastorini mostrava tutto il dolore e l'orgoglio della sua città, ferita ma non domata dal bombardamento del 1684, ad opera delle navi francesi. Il sonetto si concludeva col verso Ruine sì, ma servitù non mai, che esprimeva il carattere di Genova, detta la Superba.

Il commento alla Divina Commedia di Pastorini, intitolato Bellezze dantesche, è conservato manoscritto alla Biblioteca Universitaria di Genova.Delizie in villa, Giambattista Pastorini, manoscritti: . Questo manoscritto è stato esposto alla mostra I Gesuiti fra impegno religioso e potere politico nella Repubblica di Genova. Mostra bibliografica, Genova, Biblioteca Universitaria e Biblioteca Franzoniana, 1991, (p. 62 del catalogo).

Pastorini fu associato all'Arcadia col nome di Aleso Leucasio.

Opere Orazion Funebre: .

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