Biografia Era il figlio di Giovanni Francesco Castiglione e Giulia Varese.

Si formò presso le botteghe di Giovanni Battista Paggi, Giovanni Andrea De Ferrari e Sinibaldo Scorza nella sua città natale, dove aveva da poco soggiornato Anton van Dyck.

Da subito si specializza in dipinti a soggetto animalistico, influenzati dallo stile dello Scorza. A questa prima fase alcuni critici riferiscono L'entrata degli animali nell'arca, dell'Accademia Ligustica e Noè fa entrare gli animali nell'arca, degli UffiziA. Percy, Giovanni Benedetto Castiglione: Master draughtsmann of the Italian Baroque, catalogo della mostra, Philadelphia 1971, p. 109, n. 90

Nel 1632 si trasferì col fratello Salvatore a Roma, come è documentato negli stati d'anime della parrocchia di Sant'Andrea delle Fratte. Divenne un artista apprezzato: viene ammesso nell'Accademia di San Luca (1634) e inizia a frequentare artisti come Gian Lorenzo Bernini, Mattia Preti e Pietro da Cortona.

Dopo un soggiorno a Napoli, rientrò a Genova, dove si dedicò a importanti commesse sia per le quadrerie del patriziato genovese, che per istituzioni religiose. Nel 1645 firma la pala d'altare con la Natività per la chiesa di San Luca, ritenuta fra i suoi esiti più alti, e sempre per la sua città dipinge la Visione di s. Bernardo per Santa Maria della Cella e S. Giacomo che scaccia i Mori per l'oratorio di San Giacomo della Marina. Negli stessi anni inizia una fertile produzione grafica, i cui soggetti si rifanno spesso alle ambientazioni archeologiche di Poussin animate da figure fantastiche di satiri e ninfeGiovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto di Giuliana Algeri - Fabia Borroni - Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 22 (1979).

Attorno al 1650 risale un secondo soggiorno romano, cui risale la commissione della pala con lImmacolata Concezione adorata dai santi Francesco e Antonio da Padova, dipinta nel 1649-1650, per la chiesa dei Cappuccini di Osimo, nelle Marche, oggi al Minneapolis Institute of Arts di MinneapolisIl Seicento nell'arte e nella cultura con riferimenti a Mantova, Accademia nazionale virgiliana, Silvana, 1985, p. 72

La sua bottega, sempre in comunione col fratello e il figlio Francesco (1641-1716), si specializzò in nature morte e scene a soggetto biblico e mitologico, sempre affollate di animali. Le sue pennellate sottili e incisive hanno i caratteri inquieti di un pittore alla ricerca di nuove soluzioni spaziali e formali. Difficile oggi definire con precisione quali opere appartengano a lui e quali al fratello Salvatore (1620-1676) e al figlio Francesco: occorre pensare alla produzione di questo straordinario pittore come ad una produzione di bottega dove ognuno dei tre arricchiva gli altri di nuovi stimoli e risoluzioni stilistiche. Fu anche uno stimato incisore, specializzato nella tecnica dell'acquaforte e inventore della tecnica del monotipo: probabilmente le sue stampe influenzarono anche l'opera di Rembrandt.

Dal 1651 fu a Mantova, dove divenne pittore di corte presso i Gonzaga. Soggiornò spesso anche a Napoli, Parma e Venezia. La Visione di s. Domenico di Soriano della chiesa di Santa Maria di Castello è considerata una delle ultime opere eseguite per la sua città natale. Morì a Mantova e fu sepolto nel duomo, prima del 1665, data riportata sulla lapide. A sinistra dell'ingresso al battistero del duomo stesso un medaglione in stucco lo ritrae con la scritta che, con enfasi tutta seicentesca, assicura: "Rinascerà forse l'arte della pittura, morta con te. Ma dopo di te, o Castiglione, sarà sempre inferiore".Roberto Brunelli, La cattedrale di Mantova, Mantova, LaCittadella Editrice, p. 36 Il figlio Francesco gli succedette come pittore di corte presso Ferdinando Carlo Gonzaga. Fu maestro di Giovanni Lorenzo Bertolotto, che fu nella sua bottega tra l'inizio del 1661 e il marzo 1663.

Opere La tradizione aveva attribuito a Giovanni Benedetto Castiglione un ciclo pittorico che adornava una sala di Palazzo Verri a Milano, ora trasferito a Palazzo Sormani. La critica successiva è concorde nel negare tale attribuzione, ma la sala si chiama tuttora sala del Grechetto. Il miracolo di Soriano, Chiesa di Santa Maria di Castello (Genova) Studi per tre teste di vitelli, Palazzo Bianco, Genova Agar e l'angelo, Palazzo Rosso, Genova Adorazione dei Pastori, chiesa di San Luca, Genova San Giacomo sbaraglia i mori, Oratorio di San Giacomo della Marina, Genova Allegoria del Duca di Mantova, Collezione Zerbone, Genova Crocifissione (disegno su carta incollato su tela), Palazzo Rosso, Musei di Strada Nuova, Genova Crocifissione, (bozzetto su carta intelata), Collezione Zerbone, Genova La Maga Circe, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, Genova

Note

Bibliografia

Il genio di Giovanni Benedetto Castiglione: il Grechetto, Genova, Sagep, 1990,

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Categoria:Pittori alla corte dei Gonzaga