Il volo Lufthansa 181 era un volo di linea passeggeri internazionale operato da Lufthansa con un Boeing 737-230C di nome "Landshut" (una città tedesca), dirottato il 13 ottobre 1977 da quattro membri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina che formavano il "Commando Martyr Halima". L'obiettivo del dirottamento era ottenere il rilascio dei leader della Rote Armee Fraktion, rinchiusi nelle carceri tedesche.

Nelle prime ore del 18 ottobre, subito dopo la mezzanotte, il gruppo antiterrorismo della Germania Ovest, il GSG 9, sostenuto dalle forze armate somale, prese d'assalto l'aereo a Mogadiscio, in Somalia, blitz che si concluse con il salvataggio di 90 passeggeri. L'operazione di antiterrorismo aveva il nome in codice Feuerzauber (in tedesco "Fuoco Magico"). Il dirottamento è considerato parte dell'autunno tedesco.

Equipaggio della Lufthansa Due membri del personale di volo e tre di cabina erano a bordo del volo di andata e ritorno da Francoforte a Palma di Maiorca: Jürgen Schumann (37) Comandante. Nato a Colditz nel 1940, ex pilota di Lockheed F-104 Starfighter della Luftwaffe. Il 16 ottobre, all'aeroporto di Aden, dopo aver ricevuto il permesso di lasciare l'aereo per verificarne l'idoneità, andò a parlare con le autorità aeroportuali yemenite. Successivamente risalì sull'aereo, per poi venire ucciso dal leader dei terroristi Zohair Akache. Insignito postumo della Croce al Merito Federale Tedesca di 1ª classe, gli sopravvissero la moglie e due figli. L'edificio che ospita la scuola di volo della Lufthansa di Brema venne rinominata in suo onore, così come una strada nella città bavarese di Landshut. È sepolto a Babenhausen, in Assia. Jürgen Vietor (35) Primo ufficiale. Nato a Kassel nel 1942, ex pilota della Marina tedesca. Pilotò il Landshut da Aden a Mogadiscio. Tornò al lavoro appena sei settimane dopo il dirottamento e il primo aereo a cui venne assegnato fu proprio il Landshut, già riparato e rimesso in servizio. Si ritirò nel 1999. Era stato anche insignito della Croce al merito federale tedesca di 1ª classe come il comandante Schumann, ma successivamente la restituì nel dicembre 2008 per protesta contro il rilascio in libertà vigilata dell'ex terrorista della RAF Christian Klar, coinvolto nel rapimento e nell'omicidio di Hanns-Martin Schleyer nel 1977. Hannelore Piegler (33) Capo assistente di volo. Era responsabile dell'equipaggio di cabina e serviva i passeggeri di prima classe. Successivamente pubblicò un libro sul dirottamento dal titolo "Cento ore tra paura e speranza". Anna-Maria Staringer (28) Assistente di volo. Trascorse il suo 28º compleanno a bordo dell'aereo. Akache ordinò una torta di compleanno e champagne tramite la radio a Dubai. La ristorazione aeroportuale portò una torta con 28 candeline impreziosita dalla scritta "Buon compleanno Anna-Maria". Gabriele Dillmann (23) Assistente di volo. La più giovane hostess a bordo, era stata soprannominata "l'angelo di Mogadiscio" (Engel von Mogadischu) dalla stampa tedesca. Come Schumann e Vietor fu insignita della Croce al merito federale tedesca. Successivamente sposò il pilota della Lufthansa Rüdeger von Lutzau. Come Gabriele von Lutzau, raggiunse una reputazione internazionale come scultrice (principalmente di figure in legno di faggio), esponendo le sue opere in numerose mostre in Germania e per tutta Europa.

Elementi chiave del personale di soccorso della Germania Ovest

Colonnello Ulrich Wegener (48) Ufficiale della Federal Border Protection (Bundesgrenzschutz) che aveva funto da ufficiale di collegamento con il Ministero degli interni della Germania Ovest al momento del massacro di Monaco di Baviera da parte di Settembre Nero durante i Giochi olimpici del 1972. Successivamente fu richiamato per costituire e guidare una squadra anti-terrorismo d'élite. L'unità venne istituita ufficialmente il 17 aprile 1973 come parte del servizio di guardia di frontiera federale della Germania Ovest e denominata GSG-9, che sta per Grenzschutzgruppe 9 (Gruppo di protezione delle frontiere 9), poiché la Bundesgrenzschutz aveva già otto gruppi regolari di guardie di frontiera. Wegener era stato addestrato sia dallo Special Air Service britannica che dall'israeliano Sayeret Matkal, che all'epoca erano le uniche unità antiterrorismo stabilite nel mondo. Partecipò anche al salvataggio degli ostaggi israeliani nell'operazione Entebbe nel 1976. Wegener pianificò e comandò l'operazione del GSG 9 con successo, nome in codice Feuerzauber, per salvare gli ostaggi del Landshut a Mogadiscio. Dopo il suo ritiro dal GSG 9, Wegener lavorò come consulente per aiutare a creare unità antiterrorismo in vari paesi stranieri. Wegener era un membro del Comitato per la sicurezza della KÖTTER GmbH & Co. KG Verwaltungsdienstleistungen. Morì il 28 dicembre 2017. Maggiore Klaus Blatte (38) Vice comandante del GSG-9 nel 1977 e uno dei quattro leader della squadra d'assalto che prese d'assalto il Landshut a Mogadiscio. Quando Wegener si ritirò, Blatte gli succedette come comandante. Ministro Hans-Jürgen Wischnewski (55) Ministro di Stato presso la Cancelleria federale, designato dal Cancelliere Helmut Schmidt come suo inviato speciale per coordinare i negoziati politici con i vari governi stranieri per facilitare il rilascio o il salvataggio degli ostaggi del Landshut. Per via dei suoi ottimi contatti e rapporti personali con i leader arabi, fu soprannominato "Ben Wisch" dalla stampa tedesca. Perse il posto dopo che la CDU riprese il potere nel 1982, diventando un consulente itinerante per i paesi arabi, africani e sudamericani, consigliandoli su tecniche di negoziazione e politiche di pacificazione per affrontare i gruppi terroristici e ribelli. Morì nel 2005. Cancelliere Helmut Schmidt (59) Cancelliere federale tedesco (Bundeskanzler) tra il 1974 e il 1982; prese una posizione dura e intransigente sul rapimento di Hanns-Martin Schleyer e sul dirottamento del Lufthansa 181 nel 1977. Autorizzò la missione del GSG-9 per salvare gli ostaggi del Landshut e le sue politiche antiterrorismo riuscirono a sconfiggere l'annosa minaccia rappresentata dalla Rote Armee Fraktion. Dopo essersi ritirato dal Bundestag nel 1986, contribuì a fondare il comitato che sostiene l'UEM e la creazione della Banca centrale europea. Morì nel 2015.

Il dirottamento Alle 11:00 di giovedì 13 ottobre 1977, il volo Lufthansa LH 181, un Boeing 737 di nome Landshut, decollò da Palma di Maiorca in rotta per Francoforte sul Meno con 86 passeggeri e cinque membri dell'equipaggio, pilotato dal comandante Jürgen Schumann e dal co-pilota Jürgen Vietor; quest'ultimo era ai comandi. Circa 30 minuti dopo, mentre stava sorvolando Marsiglia, l'aereo fu dirottato da quattro terroristi che si definivano "Commando Martyr Halima", in onore della militante Brigitte Kuhlmann, che era stata uccisa nell'Operazione Entebbe l'anno precedente, i quali si erano infiltrati tra i passeggeri. Il leader dei gruppo era il terrorista palestinese Zohair Youssif Akache (23 anni), che adottò lo pseudonimo di "Capitano Martyr Mahmud". Gli altri tre erano Suhaila Sayeh (24 anni, femmina), una palestinese, e due libanesi, Wabil Harb (23, maschio) e Hind Alameh (22, femmina). Akache ("Mahmud") irruppe nella cabina di pilotaggio, brandendo una pistola pronta al fuoco. Cacciò Vietor dal cockpit con la forza, mandandolo nell'area della classe economica, assieme ai passeggeri e agli assistenti di volo, e lasciando il solo Schumann ai comandi del Boeing. Mentre gli altri tre dirottatori rovesciavano i vassoi del cibo, ordinando agli ostaggi di alzare le mani, Mahmud costrinse il comandante Schumann a far rotta a est, verso Larnaca, a Cipro; ma gli fu detto che l'aereo non aveva abbastanza carburante e che avrebbe prima dovuto atterrare a Roma.

Roma L'aereo dirottato cambiò rotta intorno alle 14:30 (come notato dai controllori del traffico aereo ad Aix-en-Provence) atterrando all'aeroporto di Roma-Fiumicino alle 15:45 per il rifornimento di carburante. I dirottatori effettuarono le loro prime richieste, agendo in accordo con un gruppo della Rote Armee Fraktion, il Commando Siegfried Hausner, che aveva rapito l'industriale della Germania Ovest Hanns-Martin Schleyer cinque settimane prima: chiedevano il rilascio di dieci terroristi della RAF detenuti nella prigione di Stammheim, più due connazionali palestinesi detenuti in Turchia e 15 milioni di dollari. Il ministro dell'Interno della Germania Ovest Werner Maihofer contattò il suo omologo italiano Francesco Cossiga e suggerì di colpire gli pneumatici dell'aereo per impedirne il decollo. Dopo essersi consultato con i suoi colleghi, Cossiga decise che la soluzione migliore per il governo italiano era quella di sbarazzarsi del tutto del problema. L'aereo fu rifornito con ben 11 tonnellate di carburante, consentendo a Mahmud di ordinare a Vietor (che era stato autorizzato a rientrare nella cabina di pilotaggio a terra a Fiumicino su richiesta di Schumann) di decollare e far volare l'aereo a Larnaca alle 17:45 senza nemmeno ottenere l'autorizzazione dal controllo del traffico aereo di Roma.

Larnaca Il Landshut atterrò a Larnaca, Cipro, alle 20:28. Dopo circa un'ora, un rappresentante locale dell'OLP giunse all'aeroporto e per radio tentò di convincere Mahmud a liberare gli ostaggi. Ciò provocò solo una risposta furiosa da parte di Mahmud, che iniziò a urlargli contro in arabo finché il rappresentante non si arrese e se ne andò. L'aereo fu quindi nuovamente rifornito di carburante e Schumann chiese al controllo di volo un percorso per Beirut. Gli fu detto che l'aeroporto di Beirut era bloccato e chiuso per loro e Mahmud suggerì di dirigersi alla volta di Damasco, in Siria. Il Landshut decollò alle 22:50 diretto a Beirut, ma gli venne rifiutato il permesso di atterrare lì alle 23:01. Dopo che venne negato il permesso di atterraggio anche a Damasco alle 23:14, a Baghdad alle 00:13 e in Kuwait alle 00:58, si diresse verso il Bahrein.

Bahrein Schumann venne informato da un aereo della Qantas di passaggio che anche l'aeroporto del Bahrein era loro precluso. Schumann si mise in contatto radio con il controllo di volo e disse loro che non avevano carburante sufficiente per volare altrove e, nonostante gli fosse stato ripetuto che l'aeroporto era chiuso, gli venne data una frequenza di atterraggio automatica dal controllore di volo. L'aereo poté finalmente atterrare in Bahrein alle 01:52 del 14 ottobre. All'arrivo, l'aereo venne immediatamente circondato da truppe armate e Mahmud comunicò via radio alla torre che se i soldati non fossero stati ritirati entro breve avrebbe sparato al copilota. Dopo una situazione di stallo con la torre, con Mahmud che aveva fissato una scadenza di cinque minuti e puntava una pistola alla testa di Vietor, i soldati si ritirarono. L'aereo venne quindi rifornito di carburante decollando alla volta di Dubai alle 3:24 del mattino.

Dubai In avvicinamento a Dubai, al volo fu nuovamente negato il permesso di atterrare. Sorvolando l'aeroporto di Dubai alle prime luci dell'alba, i dirottatori e l'equipaggio poterono constatare che la pista era bloccata da camion e autopompe. A corto di carburante, Schumann contattò la torre di controllo per annunciare che avrebbero dovuto atterrare comunque. Mentre compivano un passaggio radente sopra l'aeroporto, videro che i veicoli venivano rimossi. Alle 05:40 ora locale (14 ottobre), i piloti effettuarono un atterraggio sulla pista principale dell'aeroporto. L'aereo si fermò nel parcheggio intorno alle 5:51.