I monumenti di Tagliacozzo sono le chiese, i palazzi, i castelli e altri edifici di pregio del centro storico, oltre ai monumenti situati nelle contrade o nei borghi montani, come il santuario della Madonna dell'Oriente, i resti del castello di Tremonti e della rocca che dominano dall'alto la cittadina marsicana.
Il centro storico si inerpica alle pendici del monte Civita, dove si trovano i resti della rocca medievale a quattro bastioni. Attraverso la via per Cappadocia si lambiscono le chiese del Soccorso (presso l'accesso occidentale di Porta Romana) e di Sant'Egidio, provvista di una via Crucis, raggiungendo la prima parte del quartiere Castello, dove si trova la chiesa di San Nicola di Bari. L'accesso delle mura da nord è dato da Porta Valeria. Procedendo verso oriente, si oltrepassano le chiese di Sant'Antonio e San Pietro, raggiungendo il quartiere del Palazzo ducale degli Orsini, il cuore pulsante di Tagliacozzo, dove si affacciano i monasteri dei Santi Cosma e Damiano delle Benedettine, e di San Francesco d'Assisi. I principali accessi sono dati da Porta San Rocco a nord, e da Porta dei Marsi all'estremo oriente, da dove si entra alla grande Piazza dell'Obelisco, che dal XVIII secolo divenne il fulcro della cittadina. Appena fuori Porta dei Marsi, sorge il Parco delle Rimembranze, presso Piazzale Duca degli Abruzzi, sino al primo Novecento zona periferica.
Chiese del centro
Chiesa e monastero dei Santi Cosma e Damiano sorge nella parte antica del borgo, fu costruito tra l'VIII e il X secolo, essendo la chiesa più antica di Tagliacozzo. Sorge presso l'antica cappella di San Cosmo in Silvis, come è dimostrato dai diplomi carolingi dell'VIII secolo. La prima testimonianza è datata nell'872, quando l'abate di Montecassino Bertario concesse la chiesa al Castaldo Marso di Berardo. Già al tempo di Ottone II di Sassonia (981) la chiesa e il monastero erano stati assegnati ai Benedettini di Montecassino; la chiesa fu ampliata nel 1171, come citato nella bolla papale di Papa Alessandro II (21 gennaio); altre ricostruzioni ci furono intorno al 1238, perché la primitiva sede era stata abbandonata. La chiesa è frutto del rimaneggiamento della metà del XV secolo per volere del conte Giannantonio Orsini, feudatario di Tagliacozzo. Infatti i lavori furono necessari a causa dei disastri del sisma del 1456, venne creata la grande navata unica con le volte a crociera, il portale dell'atrio del 1452, la volta della campata presbiteriale (1541), la campata mediana del 1543 e la torre campanaria del 1564. Con l'avvento dell'arte manierista-barocca, la chiesa subì altri restauri nel biennio 1541-1543, il campanile fu innalzato per interesse dalla badessa Caridonia nel 1564, altri lavori ci furono sino al XVIII secolo. Nel 2001 la copertura è stata consolidata onde evitare infiltrazioni.La chiesa si presenta come uno dei rari ed eccezionali esempi di monasteri benedettini d'Abruzzo perfettamente conservati, e ancora abitati dalle monache benedettine. Ha un aspetto irregolare, con accesso mediante un muro di protezione con un portale gotico ad ogiva; il portale vero e proprio della facciata è rinascimentale, con un arco a tutto sesto incassato in una cornice a rilievi vegetali e geometrici, con architrave a timpano triangolare, rialzato da sei gradini, articolato da due pilastri ed un arco scolpiti, sia sul prospetto che nella parte interna. Ai lati dell'arco due medaglioni decorati raffigurano i due santi Medici titolari; addossate ai pilastri le lesene con modanature e listelli, i capitelli di ordine composito; su di essi si imposta la trabeazione con architrave liscio e fregio riccamente decorato.
Il frontone di ornamento è spezzato, aggettante ai lati, il timpano ospita un altorilievo. In asse nella parte superiore di facciata c'è il rosone medievale a vetri policromi, suddiviso da 12 colonnine a raggiera con archetti a tutto sesto. Il campanile quadrangolare si trova sulla destra, con prospetto in conci irregolari di pietra, decorato nella cella campanaria da bifore a tutto sesto. La pianta della chiesa è longitudinale, divisa in tre campate da archi a sesto acuto, coperte da volte a crociera costolonate. L'ultima campata a terminazione absidale, manca del braccio sinistro del transetto, chiuso e inglobato nel monastero, modificando così la croce latina della pianta. L'interno presenta carattere decorativo barocco, per gli interventi del XVIII secolo: ciò è visibile nei fasti delle cornici delle cappella a stucco laterali, e nel'altare che mostra un pregevole tabernacolo ligneo dorato con all'interno l'icona del Volto Santo di Cristo. Il monastero è inoltre famoso per i mostaccioli confezionati dalle monache, che vendono attraverso la ruota dell'edificio.
Convento di San Francesco d'Assisi è sul piazzale di via Tommaso da Celano, la prima costruzione risale al 1270, nel 1450 ci furono ampliamenti. Muzio Febonio sostiene che Giovanbattista Orsini ampliò la chiesa in epoca rinascimentale, portandola all'aspetto attuale dopo il restauro del 1937. Il convento fu restaurato nel 1592-1692, con l'erezione del chiostro riccamente affrescato; nell'epoca barocca invece la chiesa fu trasformata con lo stile in voga, anche se tutto ciò è stato rimosso nel 1937 per riportare l'edificio all'aspetto medievale. Nel 1809 il convento fu soppresso e adibito a uffici comunali e scuole elementari; ciò portò anche alla dispersione di varie opere d'arte, e della biblioteca francescana, in parte raccolta a Celano, in parte suddivisa in altri monasteri fuori Abruzzo. Dopo i restauri degli anni '60 che hanno definitivamente riportato la chiesa allo stil medievale, nel 2010-11 il pavimento in pietra è stato rifatto: ha navata unica con archi trasversali ad ogiva, diviso da tre campate voltate a crociera, con costoloni ricadenti su colonnine. Il coro leggermente rialzato è quadrato con volta a crociera, aperto a nord-ovest verso un ambiente suddiviso in quattro campate irregolari voltate, i cui costoloni ricadono sul pilastro centrale. Nella facciata medievale, coronata da tetto spiovente, si aprono il portale ogivale gotico e un elaborato rosone a raggiera, divisi ambedue da cornice marcapiano. All'interno della chiesa sono conservate le spoglie del Beato Tommaso da Celano, primo ufficiale biografo di San Francesco d'Assisi, poi una tavola del XV secolo della Madonna col Bambino e Santi, un Crocifisso ligneo cinquecentesco, un dipinto di Sant'Antonio di Padova che salva Tagliacozzo dalle truppe del viceré; gli altari laterali sono barocchi; il convento invece conserva un Messale miniato del XIII secolo, si sviluppa attorno ad un chiostro quadrato con portici su quattro lati, decorati da lunette e affreschi del XVII secolo, ritraenti le storie della vita di San Francesco. Invece il coro, ugualmente affrescato, mostra la storia dei padri superiori del convento.
Chiesa di Santa Maria del Soccorso è posta all'estremità occidentale del centro storico, fuori Porta Romana. Risale al 1115 ca., citata nella bolla papale di Pasquale II il 25 febbraio, dove conferma al vescovo dei Marsi Berardo il possesso di varie chiese della provincia, compresa "Santa Maria in Furca", così denominata all'inizio, poiché posta nel passaggio presso il Monte Civita. Nel 1495 ci sono ampliamenti e trasformazioni, come reca l'iscrizione del portale rinascimentale a motivi vegetali, con presso la lunetta l'affresco della Madonna col Bambino tra angeli e cherubini. Il pronao di accesso venne rifatto nel 1542, come riporta l'iscrizione latina, precisando che la chiesa già portava la denominazione attuale. Il tetto è stato rifatto nel 1980; la chiesa si compone di una pianta rettangolare a navata unica con due modesti corpi sporgenti, uno circolare e l'altro rettangolare, e con il campanile quattrocentesco aggiunto, a pianta quadrata, insieme al portico di accesso ad archi. La parte posteriore della navata unica era il primo nucleo della chiesa, oggi adibito a sacrestia; la sala invece è del XV secolo, con aggiunte barocche. La facciata principale è a capanna, alla semplice maniera abruzzese, col portico alla base, portale ad arco a tutto sesto con la cornice orizzontale, e un rosone ad oculo in asse.
Chiesa della Divina Misericordia o di San Giovanni Decollato cappella privata degli Orsini, sorge in piazza Obelisco. Fu edificata come cappella privata degli Orsini nel XVI secolo, e ristrutturata un secolo dopo, con il rifacimento della facciata nel 1622. Sede della Confraternita della Misericordia, la chiesa ha un bel portale barocco, mostrandone uno anche sul retro, a dimostrazione di come avesse subito grandi rifacimenti, cambiando l'ingresso. La facciata è a terminazione orizzontale, portale inquadrato da colonne scanalate di ordine dorico, poggiante su una lieve cornice marcapiano. Ai lati della facciata cantonali in pietra e sulla sinistra in alto un campanile a vela, costruito nel 1622. L'interno a navata unica ha volta a botte lunettata, decorata da riquadri a rilievo e un affresco centrale della Madonna.
Chiesa di Sant'Egidio sorge accanto alla Porta Romana in via Cappadocia. Molto antica, risalirebbe all'XI secolo, citata da Pasquale II nel 1115, e da Clemente III nel 1188. Faceva parte del villaggio di Vericulae, separato dall'attuale abitato, distrutto poi dai Saraceni nel VII-VIII secolo, e inglobato nella nuova cinta muraria. Non avendo subito particolari rifacimenti nei secoli a venire, nel 2007 è stata ampiamente restaurata. La chiesa ha impianto irregolare rettangolare, la facciata a terminazione orizzontale in pietra rivestita a stucco, con un portale a stipiti e architrave in pietra modanati, e un'apertura strombata in asse, ad oculo. Il campanile è in primo piano in appoggio alla facciata. L'interno ad aula unica voltata a botte lunettata, è ornato a stucco. Una cantoria si affaccia sulla navata, occupando la controfacciata.
Chiesa di San Nicola di Bari è in via Moro Celso, risalirebbe al 1000, edificata dai castellani di San Nicola in Populano, emigrati a Tagliacozzo. La campana posta sul ceppo indica la data 1074, una delle più antiche d'Abruzzo. La chiesa venne ampiamente rifatta nel XVII secolo. Citata da Pasquale II nel 1187 come "san Nicola d'Erce", ha facciata barocca quadrata in conci di pietra regolari, col portale maggiore in pietra a stipiti lisci e una semplice cornice bombata superiore. L'interno è a navata unica con altari laterali e soffitto ligneo a cassettoni decorati.